Agnone: la ‘ndocciata, rito antichissimo

UPDATE 19/03/2007 - Per motivi inspiegabili l’allegato non è più scaricabile. Peccato: era una delle poche cose decenti del portale.
UPDATE 21/03/2007 - Per motivi assolutamente spiegabili (ci leggono) l’allegato è nuovamente scaricabile. Alleluia !

Segnaliamo un interessante allegato che si trova sul portale Italia.it.
Si tratta del XXI Photo Magazine 01/07, una raccolta di immagini suggestive della nostra bella Italia.
L’occasione è ghiotta per parlare di una foto in particolare, che illustra un’ antica tradizione molisana, probabilmente ignota alla maggior parte del resto d’Italia: la ‘ndocciata di Agnone.

Il rito della ’ndocciata ogni 24 dicembre vede Agnone, centro montano dell’Alto Molise in provincia di Isernia, teatro di uno spettacolo unico.
La sfilata delle ’ndocce, grosse torce realizzate con legno di abete bianco con in cima, legati da spago, fasci di ginestre secche per meglio ardere e crepitare; sono alte fino a quattro metri, talvolta riunite da paletti trasversali per formare dei gruppi sino a venti fiaccole.
Alla Vigilia, verso sera, all’ingresso settentrionale del borgo si riuniscono i portatori con i loro pesanti e neri mantelli contadini a ruota, dal bavero alto.
Quindi il corso si trasforma in un immenso fiume di fiamme dando vita al più grande e antico rito natalizio legato al fuoco che si conosca e che si conclude con un grande falò dove bruciare le cose brutte dell’anno vecchio.
L’origine della tradizione della ’ndoccia - fonema dialettale che sta per grande torcia - che “infiamma” la Vigilia si perde nel passato. Coincide con le tradizioni solstiziali dei popoli Osci e dei guerrieri Sanniti che vivevano su questi monti; fatta propria dal cristianesimo, la ’ndocciata è divenuta omaggio popolare al Dio che nasce, al Bambino Luce del mondo.
Da come la ’ndoccia ardeva si capiva la prospettiva dell’annata: se soffiava la borea previsioni ottime, al contrario se tirava il vento. Se la fiamma schioppettava i raccolti andavano bene, altrettanto se era consistente; inoltre, spari e fuochi, come tradizione insegna, sono contro le streghe, considerate in campagna un vero e proprio male.
La ’ndocciata era anche mezzo per pavoneggiarsi agli occhi delle ragazze.
I più anziani ricordano ancora quando sfilavano pe fa la cumbarsa e apparire al meglio possibile agli occhi delle ragazze.
Si gareggiava per realizzare la torcia più bella o che bruciasse di più.
Il rito ancestrale che si ripete ogni anno, richiama significati che sembrano persi, ma in realtà sono presenti: fertilità, forza creatrice e purificatrice del fuoco, preghiera dell’uomo verso le forze dell’ignoto raggiunte attraverso le fiamme.
I giovani non lo sanno ma sono i continuatori di liturgie vecchie quanto il rapporto fra uomo e natura.
Si spera di portare la ‘ndoccia come simbolo di pace negli Usa, nella Manhattan di Ground Zero sulle macerie del terrore e a Betlemme tra i combattimenti di arabi e israeliani. [Fonte: Campagna Amica]

‘Ndocciata

Cosa ci dice in proposito il nostro amatissimo portalone ?

Agnone

Sorge nella parte settentrionale del Molise, su un colle che domina il corso del torrente Verrino.
Cittadina di antiche tradizioni, era anticamente abitata dai Sanniti.
Da secoli Agnone è nota soprattutto per la produzione di campane, attività praticata ancora oggi, che si può osservare visitando la storica Fonderia Pontificia Maranelli. Il borgo presenta numerosi palazzi e chiese di origini medievali, seicenteschi e settecenteschi.

E ti pareva che almeno una volta… ;-)

2 Commenti fino ad ora

  1. ropie on Marzo 15, 2007

    ma sbaglio o finalmente il portalone è stato messo offline?

  2. frap1964 on Marzo 15, 2007

    @ropie
    Purtroppo ti sbagli…
    E’ due-tre giorni che vanno avanti così ad intervalli regolari.
    Non si sa bene cosa facciano.
    Si sa solo:

    Da comunicato IBM:

    La gara assegnava al Raggruppamento d’Impresa [nota bene: Raggruppamento e Impresa in maiuscolo!!] un progetto complesso che non si è limitato alla realizzazione del portale, ma ha previsto i seguenti servizi accessori:

    - l’hosting in alta affidabilità e il Disaster Recovery localizzato nel Campus di Milano

    Essendo l’hosting, secondo IBM, un “servizio accessorio”, va e viene così… a piacere.

    7,8 milioni di euro + IVA ci costa ’sto bel servizio ! Bravi !
    IBM: un’azienda di qualità nel paese di qualità. :-(

    Se continuano così, parte la segnalazione al ministero competente.

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