Italia.it: storia di uno scandalo italiano

Ad uso dei viandanti del web che incappano per la prima volta in questo blog ibernato, le 5 puntate della “Storia di uno scandalo italiano” raccolte in un unico post. Per recuperare i post originali, e leggere anche tutti gli altri che hanno ricostruito le vicende del portale nazionale del turismo, è sufficiente cliccare sul tag “storia del portale” presente nella barra laterale qui a destra. Buona lettura.

1. Gli albori

Premessa: molti documenti significativi in questa vicenda dovrebbero stare sul sito del DIT Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie, ma caso vuole che il sito sia “temporaneamente non disponibile per operazioni di manutenzione”, a quanto pare dal maggio 2006 (wow, si sgobba al ministero eh!). Ci soccorre, per fortuna, la cache di Google e la provvidenziale wayback machine di archive.org

Tutto ha inizio il 16 Marzo 2004.

In quella data si riunisce il Comitato dei Ministri per la Società dell’Informazione, e delibera l’atto di nascita del portale http://www.italia.it

ZOOM: Cos’è il Comitato dei Ministri per la Società dell’Informazione?

In poche parole, è un assembramento di ministri presieduto dal Ministro dell’Innovazione e le tecnologie (all’epoca Lucio Stanca) e composto dal Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri (all’epoca Gianni Letta) e da altri 13 ministri, praticamente il governo al gran completo o quasi: da quello delle comunicazioni a quello dell’Interno, della salute, degli affari esteri etc.

Scopo del comitato è incoraggiare, indirizzare, promuovere e coordinare progetti di ammodernamento tecnologico e digitale dell’amministrazione e dello stato.

(fonte)

Nello specifico, il Comitato delibera “un progetto per la realizzazione e conduzione di un’innovativa Piattaforma Digitale Interattiva (PDI) con la messa in opera del Portale Nazionale del Turismo “Italia.it””.

Il coordinamento di questo progetto turistico-tecnologico è affidato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri: dunque, nel 2004, Silvio Berlusconi, presumibilmente rappresentato dal sottosegretario alla presidenza Gianni Letta.
Il progetto sarà operativamente presieduto dal Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie: nel 2004, Lucio Stanca.
La realizzazione della Piattaforma Digitale Interattiva e della messa in opera del Portale “Italia.it” viene affidata a Innovazione Italia Spa, società-progetto controllata da Sviluppo Italia, il mastodonte burocratico dalla natura non intellegibile di cui abbiamo già parlato qui: dunque a Paolo Vigevano, Presidente (sostituito, nel dicembre 2005, da Andrea Mancinelli), e dall’ingegnere Roberto Falavolti, Amministratore Delegato.

(Pagina dal sito Sviluppo Italia da cui traiamo le notizie)

Chicca per feticisti dello stile tardo digitalburocratico: un .pdf di 4 pagine diffuso a suo tempo dall’Ufficio Stampa del Ministero per spiegare il progetto. Si notino i grafici, così wannabe proattivi e molto executive ma irrimediabilmente sfigati, intarsiati dalle industriose manine ministeriali.

Ma quanti sono i soldi stanziati per il progetto?

Lo sappiamo: quarantacinque milioni di euro. Una cifra folle, certo.
Ma attenzione signori, la buona notizia è che ci è andata di culo.
Lustratevi le pupille, scovolatevi le orecchie: la cifra stanziata all’inizio era 140 milioni di euro. Respirate e ripetete con me: centoquarantamilionidieuro. Per un sito.

Seguitemi e facciamo insieme un giro sulla giostra.

Innanzitutto: non sono riuscito a trovare il documento iniziale e ufficiale di stanziamento. Gli archivi di archive.org, infatti, pur presentando link relativi al sito del Ministero per l’Innovazione a partire dal 2002, rendono contenuti solo a partire dal 2005 (quelli del 2004 puntano alla solita pagina di under construction che abbiamo già menzionato).

Però, cliccando su una delle cache del marzo 2005, incappo in questo comunicato stampa del Ministero datato 23 marzo 2005.

In esso, Stanca risponde a una polemica del momento precisando che…

“…lo stanziamento è di 25 milioni e non di 140 milioni di euro. Uno stanziamento necessario per co-finanziare le Regioni nella creazione di contenuti digitali da mettere in Rete per la loro attrattività sulla scena turistica mondiale, dove altrimenti si presentano frammentate”

140 milioni? 25 milioni? Ma queste cifre da dove vengono? Non erano 45? Mah.

Un attimo, direte voi: ma allora i millioni stanziati erano 25, non 140.

E qui arriviamo alla delizia, al piccolo capolavoro: sullo stesso sito del Ministero in cui c’è questo comunicato stampa, c’è anche una sezione Progetti, e in questa sezioni progetti c’è una scheda appositamente dedicata al nostro webmostro e intitolata “Il portale del turismo”.

E in essa cosa troviamo scritto?

Con uno stanziamento globale di almeno 140 milioni di euro il Comitato dei Ministri per la Società dell’Informazione riunito il 16 marzo 2004 dà il via alla progettazione e realizzazione di un portale, denominato in via provvisoria “Scegli Italia”, con l’obiettivo di:

* promuovere e rilanciare l’ offerta turistica italiana
* convogliare le prenotazioni
* ridare competitività alla principale industria del Paese rappresentata dal turismo.

(…)

Il progetto è diviso in due parti. Per la realizzazione del sistema di prenotazione e del portale saranno necessari investimenti per 40 milioni di euro, di cui metà finanziati dal Comitato dei Ministri per la Società dell’Informazione e l’altra metà dai dicasteri coinvolti.

Per i contenuti digitali, che richiederanno un considerevole utilizzo di testi e immagini in tutti i settori, si prevede uno stanziamento iniziale di un centinaio di milioni di euro a cui concorreranno non solo lo stesso Comitato dei Ministri per la Società dell’Informazione e i dicasteri partecipanti, ma anche le Regioni e gli altri soggetti interessati.

E quindi, riassumiamo: sul sito del Ministero per l’Innovazione, nel marzo 2005, c’è il Ministro Lucio Stanca che afferma piccato che il portale del turismo costerà 25 milioni e non 140, laddove la scheda del progetto, presente sul medesimo sito, afferma a chiare lettere che il portale costerà 140 milioni di euro! Ridi, pagliaccio! Canio, dove sei?

Al di là del melodramma – dell’operetta, sarebbe meglio dire (ma non ridiamo: ricordiamo che questi perfetti incapaci stanno amministrando soldi miei e vostri), questa scheda datata marzo 2005 segna un punto fermo: il 16 marzo 2004, giorno della prima delibera sul portale del turismo, lo stanziamento complessivo era di 140 milioni di euro così suddivisi:
- 40 milioni per la realizzazione del sistema di prenotazione (???) e del portale
- 100 milioni (!) (anzi, “un centinaio”: ma sì, rimaniamo vaghi, checcefrega, tanto sono mica soldi nostri!) come stanziamento iniziale (!!) dei contenuti digitali (!!!).

E dunque, come siamo poi arrivati ai 45 milioni attuali?

Mistero. Per ora.

Quello che sappiamo con certezza è che sul sito del Ministero dell’Innovazione, la scheda relativa al progetto italia.it smette di menzionare i 140 milioni e passa agli attuali 45 il 3 gennaio 2006, in occasione di un restyling del sito sesso.

E sappiamo anche che un mese prima, il 5 Dicembre 2005, il signor Falavolti, Amministratore Delegato di Innovazione Italia Spa, parla in un’intervista on-line di 45 milioni di euro:

D: come sono spesi i 45 milioni d’euro a disposizione del progetto?

R: Il progetto in corso di realizzazione è finanziato con i fondi stanziati dal Comitato dei Ministri per la Società dell’Informazione del 16 marzo 2004 per € 45.000.000. Un importo pari a € 25.000.000 è destinato a cofinanziare progetti, da definire e condurre con le Regioni e con le amministrazioni locali, finalizzati a produrre, adattare, tradurre e aggiornare contenuti digitali di interesse turistico per la promozione del territorio e delle sue iniziative attraverso il portale. E’ in fase di preparazione il bando di gara per selezionare i progetti delle amministrazioni che verranno finanziati Il budget di € 20.000.000 è stato in parte impiegato per lo studio di fattibilità, compreso un benchmark internazionale e la preparazione della gara d’appalto; 8 milioni più IVA sono, come detto, destinati alla progettazione, realizzazione e gestione operativa del Portale Italia.it, con acquisizione di un primo set di contenuti, pubblicazione degli stessi in 8 lingue, connettività, gestione tecnica, assistenza e manutenzione del sistema per 2 anni. E previsto inoltre un piano di promozione internazionale per il lancio del portale oltre alla gestione del progetto e dei rapporti con tutti gli operatori pubblici e privati. Una parte del budget, infine, è ancora disponibile per gli sviluppi del progetto.

D:Quando sarà on line?

R:Vedremo le decisioni del Comitato nazionale del Turismo. Entro gennaio [gennaio 2006, sia chiaro - ndr] potremmo avere una prima versione (con contenuti limitati) in 2-3 lingue.

Da 140 milioni a 45 in pochi mesi. Perchè? Forse si sono accorti che sì, ok, va bene, un popolo di coglioni, ma forse stavano un attimino esagerando? Chissà.

In ogni modo, di 45 milioni parla anche il Ministero in un comunicato datato 17 marzo 2006, in cui si legge:

Per la realizzazione tecnologica del Portale, per l’acquisto dei primi contenuti digitali relativi ad ambiente, cultura, enogastronomia e turismo, per la gestione tecnica del Portale e per la creazione di una redazione operativa per i primi due anni, per la prima promozione del portale http://www.italia.it a livello mondiale, è prevista, in due anni, una spesa di 20 milioni di euro.

Per i contenuti digitali, che richiederanno un considerevole utilizzo di testi e immagini in tutti i settori, si prevede uno stanziamento iniziale di 25 milioni di euro (Decreto ministeriale del 7 marzo 2006) a cui concorreranno non solo i dicasteri partecipanti, ma anche le Regioni e gli altri soggetti interessati.

Uff, che fatica.
Prendiamoci una pausa.
Prima di addentrarci nei meandri infidi e bizantini del bando e degli appalti.

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2. Bandi, appalti, leggi e prenotazioni

Riprendiamo il filo del nostro discorso.

Il 16 marzo 2004 nasce l’iniziativa del portale turistico nazionale italia.it (che va anche sotto il nome burocratico “Scegli Italia”) grazie all’attivismo del Ministro per l’innovazione Lucio Stanca.

Per due anni, vige una certa incertezza sull’entità economica programmata dell’operazione: sul sito del ministero la scheda del progetto riporta fino al dicembre 2005 140 milioni di euro, il ministro stesso, in un comunicato stampa del marzo 2005 in risposta alle associazioni degli operatori turistici imbufaliti dall’operazione (perchè? questo è un particolare interessante, e lo vedremo dopo), parla di 25 milioni, infine, verso la fine del 2005, si arriva ai 45 milioni di cui parliamo oggi.

Questi i soldi di cui si ciancia. E i soldi veri?

I soldi veri di cui c’è traccia sono effettivamente i 45 milioni famigerati (anzi, con un’aggiunta di una decina di milioni, come vedremo). Di questi, al momento possiamo seguire soltanto quelli in teoria destinati alla realizzazione della piattaforma tecnologica del portale.

Vediamo.

Il 14 giugno 2004, quindi pochi mesi dopo l’inizio della vicenda italia.it, l’industrioso Stanca, con un decreto ministeriale, attinge ai fondi per l’ammodernamento “digitale” del paese stanziati all’uopo da una precedente legge (vedi art. 27), e si cucca per il portale 45 milioni, di cui ben 25 da spendersi nel 2004: 10 perl’infrastruttura del portale, e 15 nei benedetti contenuti digitali.

La cosa notevole però che si evince dall’ultimo documento linkato (prime due righe) è che i soldi previsti per il fabbisogno del progetto non sono 45 milioni, bensì la bellezza di 90 milioni (40 per il portale e 50 per i contenuti digitali!! un dettaglio piuttosto clamoroso la cui scoperta va tutta a Francesco). Evidentemente l’operoso Stanca contava di cuccarsi i restanti 45 con qualche mossa successiva mai arrivata a buon fine. Un vero peccato: un sito sfigato per la cifra di novantamilionidieuro sarebbe stato un record che avrebbe dato lustro all’Italia probabilmente per secoli.

Ora, si sono poi spesi questi 25 milioni di euro nostri nel 2004? E se sì, come? Chissà: quel che è certo è che nel 2004 di italia.it non s’ha nessun segno di esistenza, né conosciamo alcun resoconto d’attività avviate.

Se li hanno usati, non è certo comunque per la piattaforma tecnologica, visto che il bando di gara per l’appalto dei lavori è del 28.2.2005. Lo promuove, come ormai già sappiamo, Innovazione Italia Spa, baracca parastatale travestita da moderna Spa, a sua volta controllata dal baraccone Sviluppo Italia, sorta di oscura e labirintica agenzia governativa dalle attività imperscrutabili, ma ufficialmente adibita allo sviluppo economico del paese. Con gli eccellenti risultati che tutti conosciamo.

Dunque, marzo 2004 italia.it parte, giugno 2004 ci sono già i milioni disponibili, eppure per arrivare al bando bisogna aspettare fino a febbraio 2005, cioè 8 mesi. E quando il bando esce, le aziende interessate hanno tempo 15 giorni per presentare la domanda (bando 28/2/2005, scadenza per le domande: 15/3/2005)! Magie dei ministeri.
Le aziende che hanno fatto in tempo a presentare la domanda, sono tenute poi a presentare la loro offerta entro il 16 maggio 2005: dopodiché non resta loro che attendere l’esito della gara.

Vediamo velocemente alcuni aspetti interessanti del bando.

Per prima cosa, l’oggetto:

Realizzazione dell’infrastruttura ICT del Portale Nazionale per il Turismo Italia.it, acquisizione contenuti e servizi per il caricamento dei medesimi e la traduzione nelle lingue di riferimento, la conduzione del sistema e dei servizi applicativi, inclusa la piattaforma di booking in ASP.

Piattaforma di booking? Già. Tenetela a mente.

Che requisiti economici devono avere gli aspiranti facitori di portali?

un fatturato globale per forniture di tipologia analoga a quella oggetto della presente gara per un importo complessivo realizzato nel triennio antecedente non inferiore a 12.000.000 EUR

Zut. Se consideriamo che il bando per la realizzazione del misero loghetto-cetriolo richiedeva al designer un fatturato di 1 milione di euro, 12 milioni per quel popo’ di piattaforma son perfino pochi.

Importante: “durata dell’appalto 24 mesi”.

Infine, per non rischiare di annoiarci troppo, l’immancabile gag:

La piattaforma tecnologica dovrà essere disponibile on-line entro tre mesi dall’aggiudicazione ed i servizi e le attività accessorie di sviluppo, personalizzazione, manutenzione e gestione dovranno essere assicurati per l’intera durata del contratto. (VI.4)

Finito di ridere? Bene, continuiamo.

Nel mentre che si svolge la gara, nel maggio 2005 esce una delle tipiche, nostrali leggi-monstre, quelle leggi che s’occupano di tutto, dalla circonferenza degli pneumatici alle tecniche colturali della barbabietola nana. Questa legge ha anche un articolo, il 12, che nei commi 8-11 si occupa del nostro portale: in pratica vi si ribadiscono i 45 milioni stanziati dal decreto ministeriale di Stanca dell’anno precedente, e si aggiungono sul piatto 9 milioni di nostri euro (4,5 l’anno per il 2005 e il 2006: dunque si parla di un totale di 54 milioni effettivamente stanziati!) bizzarramente sottratti agli accantonamenti riservati al Ministero per l’Ambiente. Insomma, morirà qualche stambecco, ma che l’Italia abbia il suo portalone!

Torniamo al bando per l’appalto. Il 16 settembre 2005, la spasmodica attesa finisce. Curiosamente, la gara risulta conclusa il 16 settembre, ma già due mesi prima, il 4 luglio, in un comunicato stampa Sviluppo Italia annuncia i vincitori. Boh.

Vediamo il succo dell’avviso di conclusione della gara (datato 18 novembre 2005, quindi due mesi dopo l’effettiva assegnazione dell’appalto).

Importo totale degli appalti: 9 milioni di euro (sui 20 disponibili per il portale: e gli altri 11? Mistero).

Vincitori: “associazione temporanea imprese tra IBM Spa (capogruppo) con I.T.S. Spa e Tiscover AG (mandanti)“.

(Nota a margine: dall’avviso apprendiamo che i partecipanti alla gara erano 6. Conosciamo i vincitori, ma degli altri 5 nulla sappiamo. Sarebbe molto interessante sapere chi sono e contattarli, per avere la loro opinione sull’andamento dell’appalto)

Ora, poichè la durata dell’appalto era di 24 mesi, e queste aziende hanno ricevuto l’incarico il 16 settembre 2005, significa che il prossimo settembre 2007 luglio 2007* cesseranno di occuparsi del portale. Le immancabili schiere di co.co.pro sono avvertite (per inciso: hanno nove milioni di euro per fare un sito, e usano contratti co.co.pro. Incredibile quanto possa far schifo un essere umano, no?).

*Contrordine! In questo articolo di Repubblica l’AD di Innovazione Italia, Falavolti, ci informa che il consorzio terminerà il suo appalto non a settembre ma a luglio 2007. Il che combacia alla perfezione con quanto scrittoci da un collaboratore di italia.it che chiede comprensibilmente di restare anonimo, il quale per l’appunto ci ha detto che il suo co.co.pro terminerà allegramente proprio a luglio 2007.

Poi, per dire: il bando di appalto prevedeva la clausola di messa on line della piattaforma a tre mesi dall’assegnazione dell’appalto: che significa settembre 2005 + 3 mesi = dicembre 2005. Italia.it, on-line, c’è andato nel febbraio 2007: 15 mesi dalla data di assegnazione! Ora questo anno di ritardo, questo non rispetto di una clausola del bando di gara, oltre a dimostrare di non saper lavorare, non dovrebbe comportare per le dette aziende una bella penale, ergo un bel risparmio dei nostri soldi? Sempre che il ritardo non sia dovuto alla piattaforma, magari davvero pronta dopo tre mesi, ma ai famigerati contenuti da caricarci su. Ma di questo parleremo in apposito post.

E di queste aziende proveremo ad occuparci nella prossima puntata.

Ma prima, una piccola coda per riprendere gli spunti lasciati in sospeso.

Torniamo al comunicato stampa in cui il Ministro Lucio Stanca s’accapigliava con un rappresentante di un’associazione di categoria degli operatori turistici.

Vien spontaneo chiedersi: ma perchè gli operatori turistici dovevano imbufalirsi per un portale destinato a promuovere l’Italia nel mondo?

La risposta è semplice, e ce la dà l’oggetto del bando di gara:

Realizzazione dell’infrastruttura ICT del Portale Nazionale per il Turismo Italia.it, acquisizione contenuti e servizi per il caricamento dei medesimi e la traduzione nelle lingue di riferimento, la conduzione del sistema e dei servizi applicativi, inclusa la piattaforma di booking in ASP.

Già, già. Quelli delle agenzie turistiche temevano, con questa storia di un sistema centralizzato di prenotazioni on-line, di perdere il lavoro.

Chiaramente, solo un folle, o uno sprovveduto digitale, può pensare che uno sportello di prenotazioni on-line che intercetti il turismo di un’intera nazione sia un qualcosa di fattibile o di minimamente minaccioso. Il rappresentante degli operatori turistici era evidentemente uno sprovveduto digitale.
E il ministro Stanca, e i vertici di Innovazione Italia, che questa ideona l’hanno avuta e promossa finché hanno potuto, cosa sono? Folli no, la loro posizione sociale lo dimostra. Degli incompetenti: questo è decisamente più plausibile.

Comunicato di Stanca del 21 settembre 2004:

Già finanziato un Portale Nazionale, vetrina interattiva per turismo, cultura, “Made in Italy”, agro-alimentare e ambiente, ma anche porta telematica d’accesso diretto alle prenotazioni

Scheda progetto italia.it tenuta sul sito del ministero per tutto il 2005:

progettazione e realizzazione di un portale, denominato in via provvisoria “Scegli Italia”, con l’obiettivo di:

* promuovere e rilanciare l’ offerta turistica italiana
* convogliare le prenotazioni
* ridare competitività alla principale industria del Paese rappresentata dal turismo.

(…)
Per la realizzazione del sistema di prenotazione e del portale saranno necessari investimenti per 40 milioni di euro

Alla fine rimane una constatazione, e una domanda.

Il consorzio di aziende ha vinto la gara per realizzare una piattaforma tecnologica che comprendesse, come elemento tutt’altro che secondario (tanto da essere esplicitamente menzionato nel bando di gara), anche una piattaforma di booking. Per fare tutto ciò hanno ricevuto 9 milioni di euro nostri. La piattaforma di booking non l’hanno fatta.

La domanda è: i soldi (nostri) risparmiati da questa “mancata lavorazione” che diavolo di fine hanno fatto?

3. Le aziende: IBM, ITS, Tiscover

Nel capitolo precedente ci eravamo lasciati al luglio 2005, data nella quale Innovazione Italia Spa, l’azienda controllata dallo stato e incaricata di gestire i 20 milioni di euro messi a budget per lo sviluppo della piattaforma tecnologica di italia.it, conclude il bando di gara per l’appalto dei lavori da lei stessa promosso qualche mese prima.

Ricordiamo che il bando prevedeva, tra le altre cose: la realizzazione di una piattaforma di booking online in ASP (in sostanza un sistema centralizzato nazionale di prenotazioni turistiche online); la messa online della piattaforma globale a 3 mesi dall’assegnazione del bando (quindi, ottobre 2005).

Ricordiamo anche, a titolo di cronaca, chi erano e sono i vertici di Innovazione Italia Spa: Roberto Falavolti, Amministratore delegato, e Andrea Mancinelli, Presidente, nonché braccio destro del Ministro dell’Innovazione Lucio Stanca: egli rivestiva infatti anche la carica di capogabinetto del ministro (come si può verificare in questo organigramma del Ministero dell’epoca).

L’appalto, del valore di 7.8 milioni di euro IVA esclusa (9,6 milioni di euro comprensivi di IVA, a quanto dice Falavolti nella recente intervista a LaStampa.it) viene vinto da un’associazione temporanea imprese tra IBM Spa (capogruppo) con I.T.S. Spa e Tiscover AG (mandanti).

E’ giunto il momento di sistematizzare un po’ quel che sappiamo di queste tre aziende.

IBM Italia Spa

sito web: http://www.ibm.com/it/ Presidente: Andrea Pontremoli

IBM, a quanto è dato capire, doveva fornire il cuore IT del portale, segnatamente attraverso il suo prodotto IBM WebSphere – in parole profane, un maxi pacchettone multipiattaforma per l’e-business.

Sempre IBM avrebbe dovuto presumibilmente occuparsi, in sinergia con Tiscover (che, vedremo in seguito, proprio di queste cose si occupa) della fantomatica piattaforma di booking in ASP, fin dall’inizio una delle colonne portanti dell’italia.it di Stanca (e richiesta esplicitamente dal bando di gara: “Realizzazione dell’infrastruttura ICT del Portale Nazionale per il Turismo Italia.it (…) inclusa la piattaforma di booking in ASP”), e poi misteriosamente scomparsa.

Sulla vincita di IBM, c’è poco da dire: si tratta della filiale italiana di uno dei più grandi e storici colossi dell’informatica mondiale, e dunque si tratta senza dubbio di un’azienda di altissima qualità.

Però non si può non rilevare un dato macroscopico, per altro assolutamente di pubblico dominio: l’ex Ministro per l’Innovazione Lucio Stanca, l’uomo che ha fortissimamente voluto e finanziato con 45 milioni di euro (però abbiamo già visto che ne avrebbe voluti 90) l’operazione italia.it, è entrato in IBM nel 1968 e ne è uscito nel marzo 2001 da Presidente (biografia ufficiale dal sito dello scomparso Ministero dell’innovazione).

Conflitto d’interessi? Sì, no, forse: tanto alla fine la cosa è irrilevante, dal momento che si sa che in Italia il conflitto d’interessi non è contemplato dall’etica pubblica.

Il dubbio di molti è che IBM avrebbe avuto ottime chances di vincere l’appalto anche se alla gara avesse partecipato la Werpuqqixxian Inc. Incorporated, la nota azienda di Alpha-Centauri in possesso di una tecnologia di e-business anni luce avanti a quella terrestre.

Infine una piccola spigolatura ad esclusivo uso degli amanti della dietrologia.
Readytec, un’azienda di soluzioni software, è una partner commerciale strettissima di IBM, al punto da avere, oltre al proprio sito web, un micro sito interno al sito di IBM Italia.
Alla fine del gennaio 2004, Readytec lancia sul mercato “Booking on line” (scheda software dal sito IBM), il lato software di una piattaforma di booking on line in ASP “naturale complemento di siti statici istituzionali, portali turistici o catene di strutture ricettive” che, per il lato IT, si appoggia chiaramente su IBM.
Un mesetto dopo, agli inizi del marzo 2004, Lucio Stanca avvia l’operazione italia.it, che avrà tra i suoi requisiti portanti la realizzazione di una piattaforma di booking on line in ASP.

TISCOVER AG

sito web Tiscover italia: http://www.tiscover.it/ Consiglio di amministrazione: Konrad Plankensteiner e Bruno Walter

Tiscover è un’azienda austriaca specializzata nella realizzazione di portali turistici: realizza portali turistici a marchio Tiscover, e ne realizza anche per conto terzi (come nel caso italia.it, o del portale turistico nazionale scozzese, o del portale turistico regionale del trentino: costato alla regione 650.000€ l’anno + spese varie senza grossi benefici, stando a quel che polemicamente scriveva nel 2004 il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Delladio) fornendo il proprio know-how in materia di Destination Management Systems – DMS (per saperne di più).

Ora, risulta chiaro che per italia.it Tiscover avrebbe dovuto fornire pacchetti gestionali relativamente alle questioni di destinazione delle mete turisitiche, e di booking (prenotazione) online: quest’ultimo aspetto era previsto dal bando di appalto, ma non è stato realizzato.

La cosa che salta all’occhio di noi profani dei grandi business è la seguente.

Il core business di Tiscover, quello per cui è nata, è la realizzazione e gestione di portali turistici a proprio marchio (per la lista completa, vedasi qui sulla sidebar a sinistra).
Nel 2003 Tiscover realizza un portale turistico a proprio marchio per l’Italia.
Nel 2005 partecipa alla gara d’appalto per il portale turistico nazionale italiano che prevedeva, a chiare lettere, la realizzazione di un sistema di booking on line “nazionalizzato”. In altre parole, Tiscover si offre di realizzare il portale che diverrà, potenzialmente, il suo più grande competitor sul mercato del marketing turistico a destinazione italiana.
Conflitto d’interessi? Sì, no, forse. E’ stato saggio far vincere la gara per il portale a un competitore del portale stesso? A occhio e croce, no.

ITS Spa

sito: http://www.its.na.it – Presidente: Pietro Altieri

La Its è un’azienda tecnologica di Napoli.

Di cosa si occupa? Lasciamo parlare la mission sul sito aziendale:

Information Technology Services S.p.A., un polo tecnologico di livello internazionale, opera nel settore dell’Information & Communication Technology, progettando e realizzando sistemi informativi e soluzioni che integrano le tecnologie dell’informazione, delle telecomunicazioni e della multimedialità.

Fondata a Napoli nel 1994, in pochi anni l’azienda è diventata, per fatturato e dipendenti, uno dei gruppi di punta nel panorama informatico nazionale, collaborando con i principali attori operanti nel mercato italiano delle telecomunicazioni.

Uhm, piuttosto vago. Notizie più chiare le troviamo sulla pagina organizzazione:

aree di competenza applicativa:

* Sistemi custom
o Internet
o Spazio
* Reti
o Sistemi per operatori di TLC (OSS e VAS)
o Sistemi telefonici
* Sistemi per applicazioni vocali
* Facility management e Outsourcing
* Multimedialità
o TV
o Grafica, video, audio digitale
o Formazione

Insomma, robe tecnologiche perlopiù. A livello di contenuti: tv, grafica, video, audio.

Ma ITS, esattamente, di cosa era incaricata nella realizzazione di italia.it?

La risposta ce la dà www.denaro.it, testata economica regionale campana dalle molteplici estensioni, e vicinissima ad Altieri: se digitate “Pietro Altieri” sul motore di ricerca di denaro.it, escono fuori centinaia di risultati; inoltre il gruppo Il Denaro e la ITS di Altieri lavorano “in sinergia” per realizzare il canale satellitare Denaro TV. Insomma, tutto ciò per dire che denaro.it è fonte molto vicina a Altieri e ITS, e dunque preziosa ed affidabile.

Piccola curiosità: denaro.it ci informa anche sul dov’è fisicamente localizzata la redazione di italia.it, ovverosia a Napoli, “presso la sede Fuorigrotta di ITS”.

Torniamo alla domanda: che cosa deve/doveva realizzare la ITS per italia.it?

Its ha curato l’elaborazione dei testi e delle immagini e la parte giornalistica del portale. (fonte denaro.it, 23/02/2007)

Elaborazione testi? Parte giornalistica? Ma la ITS non dice di se stessa che si occupa di software, soluzioni tecnologiche e, al limite, di grafica e video?

A che titolo, in sede di appalto dei lavori, si è scelta questa azienda per realizzare un lavoro in cui non era evidentemente specializzata?

Per fugare ogni dubbio, abbiamo rovistato nella case history sul sito ITS e, ad essere onesti, un precedente – l’unico che abbiamo trovato – per un simile incarico c’è: la realizzazione del portale turistico della regione Campania, per la quale ITS ha curato anche la “gestione della Redazione del Portale (…) basata sul modello della redazione di un giornale on line”.

Ora, se vi prendete la briga di navigare un po’ codesto portale, credo vi accorgerete che non si tratta di un prodotto di primerrima qualità, diciamo così. En passant, menzioniamo il fatto che il vicediretore editoriale della redazione di italia.it e la responsabile del portale campano, sono la stessa persona.

Riassumendo: Innovazione Italia Spa, in sede di gara di appalto, ha scelto per la redazione dei testi e dei contenuti giornalistici del portale italia.it la ITS, ovvero un’azienda non specializzata in quello, e il cui unico precedente (reperibile) in tal senso non brillava certo di luce abbagliante.

E’ stata una buona scelta? I risultati parlano chiaro: no.

Adesso un piccolo colpo di scena: ma a chi appartiene la ITS?

A Pietro Altieri, abbiamo detto. A questo punto una piccola bio di Altieri ci sta tutta, e ci affidiamo alle parole mordaci di un storico periodico di sinistra della regione, La Voce della Campania, che pare non averlo in gran simpatia:

Ex Italsider, quindi passato alla controllata del vecchio Banco di Napoli per il germogliante settore informatico Datitalia, a fine anni ottanta Altieri si è messo in proprio, dando vita ad un piccolo ma agguerrito impero societario nel campo delle subforniture tlc, sempre o quasi all’ombra del parastato (…) Da pochi computer di famiglia alla conquista dello spazio. Non è l’odissea dell’ultimo astronauta, ma l’irresistibile escalation di un ex casco grigio dell’Italsider di Bagnoli, Pietro Altieri. Il suo idioma, ormai, non è più il torrese (il suo gruppo, infatti, spunta a Torre del Greco) ma il newyorchese, viste le “Digital factory” e le “Digital Academy” di cui ormai mastica quotidianamente.. [fonte]

Torniamo a noi. La ITS è sua. Tutta?

No. Non tutta.

Il 30% è… è…. preparate un bicchierino di cognac… diiiiii… Sviluppo Italia!

Proprio loro! I nostri eroi! Il gruppo statale finanziato solo dai nostri soldi che dovrebbe aiutare lo sviluppo del paese e che invece non si sa che fa! (scandaloitaliano, Report)

Lo stesso gruppo che controlla Innovazione Italia Spa, azienda anch’essa pubblica, e che ha avuto incarico dal Ministro Stanca di gestire l’appalto per italia.it (20 milioni di euro nostri), e l’ha dato, tra gli altri, a ITS Spa, il cui 30% è proprietà… di se stessa, cioè di Sviluppo Italia!

Conflitto di interessi? Noooooo.

(A questo punto diamo a Cesare quel che è di Cesare: tutto questo fantastico mondo di aziende che si chiamano Spa ma che in realtà sono robe statali sovvenzionate dai nostri soldi – ricordiamo che il gruppo Sviluppo Italia è composto da una roba tipo 28 sottosocietà tutte febbrilmente dedicate a far sviluppare il paese e all’uopo affamate di denaro pubblico! – è stato architettato, voluto e realizzato dalla scorso governo Berlusconi. Per altro il presente governo Prodi pare fin’ora accettare di ottimo grado lo stato delle cose).

11 Aprile 2002: “Sviluppo Italia entra nel Gruppo Its“. Leggetevi l’articolo perchè ne vale la pena.

Quindi Sviluppo Italia acquisisce il 30% di ITS: in altre parole significa che trasferisce una bella quantità di denaro dalle nostre tasche alle tasche di ITS. Quanto? Non lo sappiamo. Nell’articolo si parla di investimenti per 6 milioni di euro, ma non è chiaro a cosa si riferiscano. Si dice anche che dopo cinque anni Sviluppo Italia è tenuta a uscire dal gruppo: riavremo indietro i nostri soldi colà investiti? Non si sa: attendiamo chiarimenti in proposito.

Sviluppo Italia, attraverso la sua controllata Innovazione Italia, trasferisce un altro bel malloppino di soldi pubblici nelle tasche di ITS appaltandogli una parte dei lavori (contenuti redazionali e giornalistici) per il portale italia.it.

Quanto? Da fonti non ufficiali, ma piuttosto addentro alla cosa, noi sappiamo: 1.4 milioni di euro, non sappiamo se IVA compresa o meno, e su un totale di applato, ricordiamo, di 9.6 milioni di euroIVA inclusa (7,8 IVA esclusa).

E’ tanto? E’ poco? Sicuramente due miliardi e ottocento milioni di lire per dei contenuti testuali sono una bella cifra. Bisognerebbe analizzare per bene italia.it per quantificare i materiali redazionali e giornalistici prodotti da ITS, considerando che una buona parte dei contenuti sono stati acquistati a scatola chiusa da fornitori esterni (Istituto Geografico De Agostini, ViaMichelin – Guida Verde, Divitech, Il Meteo), come si può leggere nelle note legali del portale. Acquistati a che prezzo e con quali soldi (da ITS, quindi rientrano nel loro budget? da Sviluppo Italia, e quindi rientrano in un budget a parte?) non è dato saperlo.

Attendiamo precisazioni in merito da ITS e Sviluppo Italia Spa.

E adesso…

IBM, Tiscover e ITS, l’anno scorso, e a metà del lavoro, sono entrate in contenzioso colla committenza (Innovazione Italia, cioè noi), il lavoro è stato riprogettato in corsa, e i pagamenti alle aziende bloccati.

Si ignorano i motivi del contenzioso. Noi sospettiamo che siano legati alla mancata realizzazzione della piattaforma di booking in ASP, fortissimamente voluta da Stanca (tra le proteste degli operatori turistici), prevista dal bando ma probabilmente dismessa dall’attuale governo:

Il Portale, ha precisato Lanzillotta (attuale ministro degli Affari Regionali – ndr), ”dovra’ essere focalizzato sulla valorizzazione e la conoscenza dei prodotti, mentre per quanto riguarda l’ attivita’ di booking esistono gia’ altri soggetti privati che operano sulla rete. Vanno messi a sistema e accompagnati ma e’ inutile che il sistema pubblico si metta a competere su cio’ che i privati fanno bene (20.09.06)

4. La guerra dei Comitati

Questa è la micidiale storia (intermini di prolissità legislativa e pesantezza burocratica) di un braccio di ferro fra il Governo centrale e le Regioni per il controllo decisionale sulle questioni del turismo. Un braccio di ferro che è una delle principali concause della penosa situazione del portale. Un braccio di ferro innescato dal chiaro disinteresse comune a far funzionare le cose. Proviamo a narrarla nel modo più sintetico e informale possibile, al prezzo di qualche imprecisione terminologica che spero ci perdonerete.

Lunedì 5 marzo 2007, lancio Ansa (ripreso poi da vari organi di informazione):

ROMA, 5 MAR – Nasce il Comitato nazionale per il portale Italia.it (…) Lo annuncia in una nota la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il comitato e’ composto dalle amministrazioni statali e regionali, e si occupera’ delle attivita’ di redazione, aggiornamento e arricchimento del portale.

Cos’è questo comitato, come funziona e a che serve?

Per capirci qualcosa, dobbiamo risalire il corso del tempo fino al 2005.

La guerra ha inizio: Berlusconi crea il Comitato Nazionale per il Turismo e fa incazzare le Regioni

Nell’estate 2005 la situazione è ancora abbastanza fluida, anche se la corda comincia a tirarsi.

Un anno prima ha preso avvio l’operazione italia.it, finanziata con un decreto del Ministro dell’innovazione Lucio Stanca con 45 milioni di euro.

Nella primavera 2005 Innovazione Italia, incaricata di gestire 20 milioni di euro per la realizzazione dell’infrastruttura tecnologica del portale, avvia il bando di gara dell’appalto e lo assegna, nel luglio 2005, al consorzio di imprese IBM/ITS/Tiscover.

Rimane aperta la questione dei 25 milioni da destinare alle regioni per la produzione dei contenuti. Chi li gestirà e li assegnerà? Con quali criteri?

Ed ecco che, l’8 settembre 2005, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dà avvio alle danze con un decreto che istituisce il Comitato Nazionale per il Turismo.

Questo comitato ha funzioni di indirizzo, orientamento e coordinamento sulle questioni del turismo: in sostanza, dà gli input e dice ai vari ministeri e organismi cosa fare e come in materia di turismo.

Questo supercomitato (che, badate bene, non è quello per il portale italia.it, è una roba superiore, più importante) è composto da un bel po’ di gente. Le due rappresentanze più nutrite sono quella del Governo (con un tot di ministri) e quella delle Regioni, con una lieve preponderanza del drappello governativo.

Sembra un particolare da nulla, ma invece è fondamentale: da subito le regioni, che per un oscuro, lontano, insignificante dispositivo normativo chiamato Costituzione (art. 117) hanno la “sovranità” sulle decisioni in merito di turismo, urlano, com’era assolutamente prevedibile, allo scandalo. Alcune di esse ricorrono alla Corte Costituzionale per chiedere l’annullamento del decreto – e, come vedremo poi, vinceranno, con tutta una serie di conseguenze.

Torniamo al nostro Comitato Nazionale per il Turismo. Il quale si dà subito da fare e, in una seduta del 20 dicembre 2005, affronta l’argomento italia.it e dà al Ministro dell’innovazione Lucio Stanca (che per altro è anche uno dei membri dello stesso Comitatone) i seguenti input:

- indicazioni per attribuire i 25 milioni di euro che Stanca ha in cassa per la produzione dei contenuti del portale.
- l’ordine di istituire un “Comitato nazionale per il portale italia.it”, avente tutta una serie di funzioni e competenze.

Il generale Stanca esegue: nasce il Comitato nazionale per il portale italia.it

Lucio Stanca non se lo fa ripetere due volte, e, il 7 marzo 2006, emana un decreto che prevede quanto segue:

1) viene istituito il “Comitato per il portale italia.it”, con sede a Roma.

2) il comitato per italia.it ha funzioni di indirizzo e controllo sul portale, e, attenzione, di attuazione di ciò che viene deciso a questo proposito dal supercomitato soprastante, cioè il Comitato Nazionale per il Turismo. In altre parole, il Governo mette le mani potentemente sul portale: chi decide, alla fin fine, è il supercomitato in cui la componente governativa è preponderante. Chiaro che le regioni s’incazzano ancora di più.

3) sulla composizione del comitato per italia.it, il decreto dice che deve essere mista etc etc, e rimanda l’esatta determinazione a un futuro accordo di programma fra lo stato e le regioni. Si dice anche che in quell’accordo si potranno costituire altri sottocomitati d’appoggio e di supporto. C’è di buono – almeno questo! – che chi partecipa a questo comitato e agli eventuali sottocomitati, non beccherà una lira di retribuzione.

4) il decreto decide anche sui 25 milioni per i contenuti: 21 alle regioni per la produzione di contenuti, e 4 “per l’acquisizione di contenuti digitali di interesse nazionale e di utilità comuni” presso “fornitori di contenuti digitali” (mah! chissà cosa avevano in mente esattamente).

5) sulla ripartizione dei 21 milioni di euro alle regioni, si dice che verrà decisa da un futuro accordo di programma tra Stato e Regioni.

6) sui 4 milioni di euro per comprare roba già fatta, e questo è interessante, si dice che saranno gestiti dal Dipartimento per l’Innovazione, cioè a dire dal governo, e nello specifico dal Ministro Stanca di concerto con la presidenza del Consiglio (Berlusconi e Letta). Si dice anche che il Dipartimento effettuerà gli acquisti “sentito” il comitato per italia.it. Quel “sentito”, ci sembra vada interpretato come una mera indicazione non vincolante: però su questo chiediamo lumi a voi, se ne sapete di più. Già che ci siamo riproponiamo la domanda: questi 4 milioni ci sono ancora tutti? O sono stati spesi?

Le Regioni fanno manovra diversiva: l’Accordo di Programma tra Stato e Regioni del 2006, ovvero della moltiplicazione dei Comitati

Bene, nemmeno un mese dopo questo importante decreto di Stanca, il 30 marzo 2006 c’è l’accordo di programma Stato/Regioni (.pdf) che recepisce e determina le seguenti cose:

1) sui soldi per la produzione dei contenuti si dice che, in breve, ogni regione dovrà contribuire di tasca propria per una cifra pari al 10% del contributo statale che riceve; sulla ripartizione dei 21 milioni tre le varie regioni, si rimanda la decisione in sede di Conferenza delle Regioni.

2) sul Comitato nazionale per il portale italia.it, se ne decide la composizione, ovvero: 3 uomini del governo, 3 delle regioni e provincie, 1 dell’ENIT, 1 delle associazioni di categoria (albergatori, tour operator etc.).

3) ovviamente, la clausola del decreto di Stanca che prevedeva la possibilità di istituire sottocomitati viene recepita con burocratica magnificenza, e si provvede a istituire la bellezza di 4 sottocomitati, ognuno dei quali è composto da una media di 12 membri con la solita logica: ministeri, regioni, enit, categorie. Vediamo brevemente nome e funzione di questi sottocomitati:

COMITATO DI REDAZIONE
: piani editoriali del portale, e rapporti coi fornitori di contenuti, sia pubblici (le regioni) che privati.
COMITATO TECNICO: deve vegliare affinché i duecento portali regionali, il portalone dell’ENIT e il portale europeo siano interoperabili e integrati con italia.it
COMITATO PROMOZIONE: deve promuovere in Italia e all’estero il portle italia.it
COMITATO PER LA COMMERCIALIZZAZIONE: deve gestire le “funzioni di prenotazione e commercializzazione delle disponibilità turistiche presenti sul portale”. Eheh, la famosa piattaforma di booking scomparsa! Eccola che riesce fuori anche qui, prevedendo addirittura la necessità di un comitato ad essa dedicato.

Regions Attacks! Ovvero: la Corte Costituzionale colpisce ancora, e contromosse di Rutelli

E con l’accordo di programma siamo arrivati al marzo 2006.

Leggi, decreti, comitati, sottocomitati, Ministeri, dipartimenti: e dal marzo 2004, l’unica cosa operativa davvero realizzata è l’assegnazione di 9.6 milioni di euro a IBM/ITS/Tiscover per la realizzazione della piattaforma tecnologica del portale (che, a questo punto, sono al lavoro già da 8 mesi nella totale assenza di contenuti per il portale).

Che succede poi?

Beh, nella tarda primavera 2006 ci sono le elezioni politiche e il cambio di governo. In occasione del quale, come ci ricorda Falavolti di Innovazione Italia nella ormai celebre intervista a LaStampa.it, anche il lavoro svolto sin lì delle aziende appaltatrici se ne va in malora, è necessaria una rimodulazione del progetto, e si apre un contenzioso con la committenza.

Poco dopo, all’inizio dell’estate 2006, il colpo di scena: la Corte Costituzionale dà ragione a quelle regioni (ricordate? lo abbiamo già anticipato ad inizio di post), per la precisione Toscana, Campania, Veneto e Abruzzo, che avevano presentato ricorso contro il decreto di Silvio Berlusconi che istituiva il Comitato Nazionale per il Turismo – qui un articolo di Turismo e Finanza che dà notizia della cosa e ripercorre la vicenda. E bravo il nostro Silvio! Sempre le cose a modino di legge fa lui!

L’evento è potenzialmente tragico: il Comitato Nazionale per il Turismo era, come abbiamo visto, la chiave di volta di tutto questo popo’ di organizzazione descritta sin qui. Venendo a decadere lui, a cascata tutte le robe susseguenti rischiavano di andare allegramente in malora. Insomma, c’era il rischio concreto di una tabula rasa.

Il neo vicepresidente del consiglio Francesco Rutelli, con delega ai beni culturali e al turismo, interviene per cercare di salvare la situazione. Con un decreto (pdf) di poco successivo, il Comitato viene ritirato su con una nuova denominazione, “Comitato per le Politiche Turistiche“, e con una composizione più equilibrata e a favore delle regioni: le quali paiono accettare la cosa.

Questo permette alla baracca di non crollare: ma, all’autunno 2006, ancora siamo in assenza di un accordo fra le regioni per spartirsi i soldi (e di conseguenza cominciare a produrre questi benedetti contenuti), e il “Comitato nazionale per il portale italia.it” non è stato istituito.

Tutto ciò si sblocca tra il dicembre 2006 e il gennaio 2007: le regioni si mettono d’accordo sui soldi, e nominano i loro rappresentanti all’interno del Comitato per il portale italia.it.

Per quanto riguarda la composizione del Comitato per italia.it – nonché dei vari sottocomitati, sempre che siano ancora previsti – non abbiamo trovato notizie complete e dirimenti: non sappiamo quanti siano i componenti in tutto (quindi governo + regioni + rappresentanti di categoria etc), né si sa se i vari sottocomitati a suo tempo decisi persistono e, se sì, con quale composizione e con quali funzioni.

Si sa che nel comitato nazionale per italia.it ci sono ben 9 rappresentanti delle regioni (fonte .doc) – laddove nel comitato di epoca berlusconiana, i rappresentanti erano 3:

- Dr.ssa Alba Grosso – Abruzzo
- Assessore al Turismo Donato Paolo Salvatore (o suo delegato) – Basilicata
- Dr.ssa Stefania Sani – Emilia-Romagna
- Prof. Josep Ejiarque – Friuli Venezia Giulia
- Assessore al Turismo Margherita Bozzano (o suo delegato) – Liguria
- Dott. Roberto Lambicchi – Lombardia
- Assessore al Turismo Luisanna De Pau (o suo delegato) – Sardegna
- Assessore al Turismo Salvatore Misuraca (o suo delegato) – Sicilia
- Assessore al Turismo Tiziano Mellarini (o suo delegato) – Prov. Autonoma di Trento

In realtà non è chiaro se questi nove rappresentano la componente regionale del solo Comitato nazionale per italia.it, oppure il computo completo dei rappresentanti delle regioni presenti nel Comitato nazionale più i vari sottocomitati (tecnico, di redazione etc). Boh. Magari prima o poi lo sapremo. Non che la cosa sia particolarmente appassionante, intendiamoci.

Quel che resta della battaglia

Il resto è storia di oggi: il 22 febbraio scorso il portale italia.it, nonostante la sua storia disastrata, va online nelle condizioni in cui era; i finanziamenti alle regioni per la produzione di contenuti dovrebbero essere in fase di distribuzione, e in relativi progetti in fase di attivazione; e ieri, come da nota ansa, il primo insediamento del “Comitato nazionale per il portale italia.it.

Merita, in chiusura, dare un occhio alla nota della Presidenza del Consiglio che è alla base del lancio Ansa:

05/03/2007 – Il Portale italiano del turismo ha fatto un altro passo avanti

Lo scorso 2 marzo si è infatti insediato, presso il Ministero delle Riforme e le Innovazioni, il Comitato nazionale per il portale Italia.it., che, formato pariteticamente dalle amministrazioni statali e regionali, ha il compito di curare:
• la redazione e l’approvazione dei piani editoriali del portale;
• l’individuazione delle redazioni centrali e distribuite, nonché il loro modello di funzionamento;
• il coordinamento delle iniziative regionali, interregionali e centrali;
• la redazione e l’approvazione del piano di promozione e dei piani commerciali dei contenuti del portale.
Durante la riunione il Ministro delle Riforme e le Innovazioni, Luigi Nicolais, (..) ha ricordato, inoltre, che il progetto ha sinora assorbito, per lo studio di fattibilità e la messa in linea della prima versione, circa 6 milioni di euro, ma che è dotato ancora di 35 milioni di euro, in parte destinati alle Regioni, per l’implementazione dei portali regionali e per l’organizzazione delle redazioni periferiche, in parte destinati alle attività di completamento, di promozione e di commercializzazione dei contenuti.

Eheheh, sono incredibili: non ce n’è uno che riesca a far di conto..
35+6=41 milioni. E i 4 che mancano per arrivare a 45?

E poi, un bel giorno, Ministro Nicolais, ci prenda sulle ginocchia e ci racconti, come fossimo suoi nipotini, la storia di questo studio di fattibilità: di chi lo scrisse, di chi lo pagò, di quanto costò e di che cosa narrava.

5. Lo studio di fattibilità di italia.it: un sitarello da 170 milioni di euro

Ravana che ti ravana, abbiamo finalmente reperito il fantomatico “Studio di fattibilità” del programma “Scegli Italia”, il documento interministeriale che ha gettato la base teorica/tecnica/concettuale/economica per la realizzazione di italia.it.

Per essere più precisi, si tratta di una sintesi di 10 pagine in formato pdf.
Il documento, oltre ad essere una goffa rodomontata progettuale priva delle benché minima qualità tecnica (giusto dei ministri italiani poteva convincere), contiene alcune cose interessanti: tipo che l’investimento pubblico previsto nel portale, per i primi tre anni, tutto compreso e chiavi in mano, si aggirava sui 170 (centosettanta) milioni di euro. Ops.

Lo abbiamo trovato, via archive.org, sul defunto sito del defunto MIT (Ministero dell’Innovazione e le tecnologie, ministro Lucio Stanca), in questa pagina relativa alle riunioni del Comitato dei Ministri per la Società dell’Informazione, il raggruppamento di ministri capitanato da Stanca e Berlusconi il cui scopo era lanciare l’Italia nel tecnofuturo a suon di investimenti statali miliardari (di euro). Come ricorderete, fu proprio nella riunione del 16 marzo 2004 che venne sancita in pompa magna la nascita del progetto “Scegli Italia”.

[Nota bene: in tutto questo ravanare, ci siamo imbattuti in decine e decine di progetti e finanziamenti pubblici in robe tecnologiche per cifre astronomiche. La gestione Stanca fu una specie di Carnevale di Rio dell’investimento pubblico nella digitalizzazione di qualsiasi cosa potesse essere verosimile digitalizzare – quanto meno in un documento di progetto o richiesta di fondi. Se solo la metà di questi progetti fosse stata realizzata, e/o fosse stata realizzata bene, l’Italia, ed in particolare il nostro Sud, a quest’ora sarebbe una roba che al confronto Minority Report ci fa una pippa. Per seguire i fili di questi fiumi di denaro della comunità, al cospetto dei quali i 45 milioni di italia.it sono spicciolini, ci sarebbe di che impegnare un’intera redazione di un quotidiano. Putroppo vi sono ben altre priorità, tipo i fastidiosi bloggers wannabe giornalisti, e le tette e i culi di Lele Mora. Noi, con le nostre limitatissime e dilettantesche forze, continueremo per ora ad occuparci caparbiamente solo di italia.it.]

Prima di passare ad evidenziare alcuni aspetti interessanti del detto studio di fattibilità, un po’ di notizie di contorno, rinvenute grazie a link presenti nel sito ministeriale summenzionato.

La prima notiziola riguarda il fortissimo imprimatur dell’allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al progetto.
La riunione del 16 marzo 2004, la settima, fu l’unica, infatti, ad essere presieduta “eccezionalemente [sic! - ndr] dal Presidente del Consiglio dei Ministri”, scomodatosi per l’occasione data la sacralità del momento.

L’imprimatur risulta ancor più rafforzato da un comunicato stampa del MIT datato 24 marzo 2004, emesso in occasione della presentazione ufficiale del progetto durante una fiera del turismo a Rimini:

L’annuncio a Rimini, “capitale europea del turismo e delle vacanze”. Turismo: Stanca, “Il Governo gioca la carta del web con il portale ‘Scegli Italia’ per rilanciare il settore nel mondo”

* Con uno stanziamento globale di almeno 140 milioni di euro si apre una vetrina nella Rete per promuovere la ricca offerta turistica italiana, convogliare le prenotazioni e ridare competitività alla principale industria del Paese
* Il progetto, appena approvato dal Comitato dei Ministri per la Società dell’Informazione, gode del totale sostegno del Presidente Berlusconi

La seconda notiziola riguarda proprio la cifra da investire nel progetto: 140 milioni di euro.

Ricordate? Nella prima puntata della storia di uno scandalo italiano, avevamo menzionato il fatto che in un certo documento ministeriale proprio di quella cifra si parlava: ma non vi avevamo particolarmente insisitito, sembrandoci il tutto così esagerato da ritenerlo un refuso o una sparata un po’ così, priva di effettive basi progettuali.
E invece, cari scandaloitalianisti, la torta che Berlusconi, Stanca e amici vari si approntavano ad infornare, era proprio una torta coi controfiocchi, di quelle da acquolina in bocca: “almeno 140 milioni di euro” per un bel sito web.
Ne troviamo conferma in tutti i segni lasciati dal progetto in questa sua fase iniziale: nei suddetti comunicati stampa del MIT, e perfino nell’iniziale presentazione del progetto sul sito di Innovazione Italia. Si noti tra l’altro che la wayback machine di archive.org conferma in pieno le illazioni che avevamo fatto sulla scansione temporale del ridimensionarsi degli appetiti milionari per il progetto: avevamo scritto, nella già citata prima puntata, che le dichiarazioni dei responsabili cominciano a parlare di “soli” 45 milioni a partire dal dicembre 2005. E secondo archive.org, è proprio con un aggiornamento del 14 dicembre 2005 che dal sito di Innovazione Italia sparisce il riferimento ai 140 milioni di euro.
Tornando ai soldi, come vedremo tra pochissimo, la fonte primaria di queste cifre esorbitanti non sono però i comunicati stampa, ma il fondamento tecnico-teorico dell’intero progetto, ovvero lo “studio di fattibilità”. E vedremo anche perché in quei comunicati si scrive “almeno” 140 milioni di euro.

Altra notiziola di contorno, il coinvolgimento fin da subito di Innovazione Italia nel progetto. Nel comunicato stampa del MIT del 24 marzo 2004 infatti si legge:

Il coordinamento di questo progetto turistico-tecnologico � della Presidenza del Consiglio dei Ministri e sarà presieduto dal Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, mentre la piattaforma digitale del Portale “Scegli Italia” sarà realizzata da Innovazione Italia Spa (società di Sviluppo Italia) che opera per conto del dicastero di Stanca.

L’implementazione dei contenuti vedrà coinvolte tutte le amministrazioni interessate. Già entro un anno sarà pronto il progetto pilota.

A parte la risata sull’ultimo neretto, questo coinvolgimento programmatico di Innovazione Italia non deve stupire. Infatti questa sottospecie di Spa statale fu fortissimamente voluta e creata proprio da Lucio Stanca pochi mesi prima, alla fine del 2003. Essa, nelle dichiarazioni iniziali, doveva essere appunto il “il braccio operativo del Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie”, cioè del ministro Stanca.

Un’altra nota interessante riguarda il gruppo dirigente di Innovazione Italia: se fin dall’atto di nascita l’Amministratore Delegato è quello attuale, il sagace ingegnere Roberto Falavolti, il presidente era invece Paolo Vigevano.
Paolo Vigevano era una figura storica del Partito Radicale, fondatore dell’omonima e celeberrima radio, poi saltato alla fine degli anni ’90 nelle golose fila di Forza Italia. Paolo Vigevano resiste in carica fino a pochi mesi dopo l’assegnazione dell’appalto per il portale italia.it: nel dicembre 2005 (mese apparentemente cruciale) egli infatti si dimette, e nel ruolo di Presidente di Innovazione Italia subentra un fedelissimo di Stanca, il capogabinetto del ministro Andrea Mancinelli (persona dal gusto estetico alquanto discutibile, visto che è stato anche il presidente della giuria che ha scelto il cetriolone).
In questo avvicendamento Vigevano-Mancinelli probabilmente non v’è nulla di strano: egli infatti non s’è ritirato in campagna a coltivare rapanelli, ma ha continuato a rivestire ruoli di una certa importanza nei vari apparati statali. Sarebbe comunque interessante sapere da Vigevano il perché si dimise.

Ultima notiziola a margine, la questione della ormai celeberrima “piattaforma di booking”, di cui si parla in fase programmatica ovunque, ed espressamente prevista dal bando di gara, ma poi misteriosamente scomparsa dal portale così come è stato messo on line.
Sapevamo già che questa storia del booking era tutt’altro che marginale – tanto da essere, ed è una nostra ipotesi, alla base del contenzioso apertosi l’anno scorso tra le aziende appaltatrici e la committenza, cioè Innovazione Italia, cioè lo Stato.

Ma che fosse addirittura il cuore pulsante del progetto, ce lo dice di nuovo il comunicato stampa del MIT 24 marzo 2004:

un progetto, con investimenti globali per 140 milioni di euro, per la creazione del portale multilingue “Scegli Italia”, che sarà non solo la “vetrina” delle ricchezze culturali, ambientali, turistiche ed eno-gastronomiche del Belpaese ma, soprattutto, il punto di riferimento per le prenotazioni da tutto il mondo.

Bene, dopo questa lunga premessa d’atmosfera, è giunta l’ora di dare uno sguardo allo “studio di fattibilità” per un portale nazionale del turismo all’avanguardia planetaria in termini di accessibilità, interattività, customer experience e qualità dei contenuti.

Studio tra l’altro costatoci un bel po’ di quattrini, come ci ricorda Falavolti: “In questi due anni per la gara, lo studio di fattibilità e il lavoro fatto finora è stato speso circa un milione di euro” (tutto ciò da aggiungersi ai 9.6 milioni dell’appalto alle aziende, chiaro – a proposito Falavolti, che fa, si abbassa l’età? Lo studio è del marzo 2004, la sua dichiarazione è del 28 febbraio 2007: calcolatrice alla mano, gli anni di incapacità a realizzare un sito web decente sono tre).

Scegli Italia – Studio di fattibilità (file .pdf – Marzo 2004)

Il preventivo: 170 milioni di euro circa

Ecco in breve il sunto delle previsioni di spesa per il portale nei primi tre anni:

11 milioni per tecnologia, comprensivi di piattaforma di booking, connettività, sviluppo e manutenzione (p.5)
9 milioni per acquisizione “primo set di contenuti” e traduzione in 8 lingue (p.5)
46 milioni per tre anni di campagna di comunicazione internazionale (p.5)
100 milioni per la digitalizzazione dei contenuti da parte di Regioni, Ministeri e soggetti vari (p.8)

E fin qui siamo a 166 milioni di euro puliti puliti di spesa prevista.

A questi vanno aggiunti i “costi operativi” (p.6). Essi sono quantificati per il “primo anno” e per il 2010 (e, nel mezzo, a salire). Poiché il portale era supposto andare online alla fine del 2005, diciamo che il primo anno sarebbe dovuto essere il 2006. I costi intermedi (2007, 2008, 2009) li calcoliamo grossolamente in corsivo e a scalare:

2006 4.5 mln
2007 – 7.5 mln
2008 – 11.5 mln
2009 – 14.5 mln

2010 – 17.5 mn

Quindi “costi operativi” per i primi tre anni: 23.5 milioni

Se li sommiamo ai 166 milioni di prima, si arriva alla signora cifretta di 189.5 milioni di spesa prevista per tre anni di sito web.

Attenzione però: siccome come vedremo lo studio concepiva il portale come una feroce macchina da business, dalla cifra qui sopra vanno tolti i ricavi previsti.

Come per i costi, anche i ricavi (p.6) sono quantificati solo per il primo anno e per il 2010 (e, nel mezzo, a salire).

2006 1.5 mln
2007 – 6.5 mln
2008 – 11.5 mln
2009 – 16.5 mln

2010 – 22 mln

Dunque totale ricavi per i primi tre anni: 19.5 milioni di euro.
Sottratti al totale delle spese previste, si arriva a un costo preventivato di 170 milioni di euro per tre anni di portale.

Quel che si dice un signor business plan, fatto da professionisti per professionisti.
E noi qui a lamentarci per dei miseri 45 milioni di euro! Ci credo che dirigenti pubblici e politici non si abbassino a rispondere alle nostre domande: ai loro occhi, dobbiamo apparire come dei pidocchi che fanno tanto casino per due lirucce messe in croce.

A questo punto, ci viene un pensiero istintivo: ma nonno Stanca che starà facendo in questo momento? Vorremmo tanto che ci raccontasse per bene la favola del sito web da 170 milioni di euro!

italia.it, una macchina da soldi

Una delle parti più strepitose dello studio riguarda la fertile fantasia degli autori nell’immaginare un sito web che non solo contenesse tutto lo scibile universale sull’Italia in termini di contenuti (prodotto dai fertili scanner e word processor ministeriali e regionali alla modica cifra di 100 milioni di euro), ma che fosse una sorta di Grande Fratello della prenotazione online, tanto da frapporsi fra il turista e qualsiasi altra entità fornitrice di un servizio turistico (tour operators, alberghi, ristoranti, musei, treni, il Bagno Marina di Riccione etc etc etc), lucrando chiaramente sulla transazione.

Non si conoscono purtroppo i nomi degli autori di questo studio di fattibilità, costatoci la modica cifra di un qualcosa che si aggira tra le centinaia di migliaia di euro e il milione di euro: ma di sicuro una consulenza di SuperPippo e di Goldfinger c’è stata.

Vediamo nel dettaglio “le linee di business” (p.5):

Le tre principali fonti di risorse per l’autostentamento della piattaforma sono:

Advertising & Marketing: gestione dell’advertising on line, gestione dei contenuti e marketing turistico

Servizi a valore aggiunto: adeguamento siti, integrazione operatori, formazione, studi di settore,…

• Prenotazione (Booking): gestione dei rapporti commerciali con gli
intermediatori dell’offerta turistica e con strutture ricettive minori, gestione dei rapporti commerciali con operatori privati (autonoleggi, compagnie aeree, …), gestione dei rapporti commerciali con strutture di interesse turistico (musei, teatri, …). La piattaforma potrà fornire sia una forma di intermediazione indiretta offrendo al turista un servizio di aggregazione, confronto dell’offerta turistica e possibilità di accedere all’offerta di intermediari privati già presenti sul mercato, sia un’eventuale intermediazione diretta verso quelle strutture minori che non rientrano nel bacino di offerta degli intermediatori privati.

È previsto che anche le amministrazioni pubbliche garantiscano al progetto un limitato contributo economico in misura correlata al beneficio apportato a loro dalla piattaforma in termini di supporto al marketing turistico territoriale.

Riassumendo, il portale avrebbe dovuto produrre grana:

- con la pubblicità. A cosa? Ai privati che se lo possono permettere tipo catene alberghiere etc? Non pare molto appropriato per un portale nazionale del turismo italiano, che forse dovrebbe mantenere, come dire, una certa equidistanza verso gli operatori turistici privati. Oppure pubblicità istituzionali, tipo “Visita le Marche, terra di Gioacchino Fellini” etc? In quest’ultimo caso, non si chiama business per l’autosostentamento, ma partita di giro di denaro pubblico: i soldi degli inserzionisti istituzionali da quali tasche vengono, se non da quelle dei contribuenti?

- con “servizi a valore aggiunto”: ovvero con le famose cazzate che vivono solo sui documenti ministeriali. Io avrei aggiunto anche una voce “con le sinergie”.

- con la suddetta piattaforma di booking concepita da Super Pippo.

italia.it: benvenuti nel futuro del web

Questa parte la lasciamo commentare alla vostra esperienza del portale.

Requisiti di alto livello per la piattaforma digitale (p4)

La piattaforma Scegli Italia sarà, quindi, un canale interattivo di promozione e di distribuzione dell’offerta turistica, culturale ambientale ed agroalimentare italiana caratterizzato da:
• un approccio in logica destination marketing
• la creazione di un esperienza di navigazione (customer experience) “su misura” per i diversi segmenti di utenza.
• una modalità di interazione multi-lingua con personalizzazione della navigazione sulla base dell’origine e della cultura del visitatore
• una mappatura digitale interattiva dei contenuti con possibilità di formulazione di itinerari dinamici personalizzati
• un’efficace interazione con il patrimonio di contenuti digitali realizzato e proposto dalle Amministrazioni Centrali e Locali

Specifiche tecniche di alto livello (p.6)

Le tecnologie necessarie dovranno appartenere alle seguenti macro-tipologie di servizi, software e piattaforme:

• web farm – con servizi di hosting, connettività, sicurezza internet, accoglienza e profilazione degli utenti;
• architettura tecnologica/applicativa evoluta conforme agli “standard” Internet di riferimento (sistemi operativi, web server, data base server, application/portal server);
• archivio strutturato per la rappresentazione efficace di contenuti di tipo turistico;
• content Management System a supporto della redazione e degli operatori per la gestione ed organizzazione dei contenuti turistici e della ricettività;
• motore di ricerca per contenuti strutturati e non;
• sistema di prenotazione in linea (Booking);
• funzionalità di CRM a supporto di help-desk, call center e marketing;
• tool per la fidelizzazione degli utenti (e.g. registrazione, mailing).
Il sistema dovrà essere arricchito con soluzioni cartografiche adatte per un utilizzo turistico, in grado di costruire mappe tematiche interattive sulla base del programma di viaggio definito dall’utente.

Tralasciando la genericità del tutto, una menzione d’onore alle mappe tematiche interattive, trasformatesi, all’atto pratico, in una riedizione tecnologica della Vergine di Norimberga!

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67 comments so far

  1. ciao on

    scarica tecnologia assistiva

    lol assistiva? tanti anni sul web e non avevo letto qualla parola da nessuna altra parte ( tranne qui: http://www.italia.it/wps/portal/it sulla destra in basso )

  2. [...] 16 Maggio 2007 Posted by giancarlobuzzanca in Uncategorized. trackback Su scandaloitaliano un eccellente riassunto di tutta la vicenda di italia.it.  Vale la pena di leggere o [...]

  3. dbatrade Web Marketing on

    Bellissima la storia,

    io ho analizzato tutta la realizzazione web del sito italia.it limitandomi ad una valutazione fruibile a tutti e non solo ai non addetti ai lavori; il tutto ha veramente dell’incredibile e sembra proprio che sia l’utente, contribuente, internauta ad essere considerato come un microcefalo.

    Una vera è propria vergogna italiana.

    Alex

  4. [...] L’AGGHIACCIANTE STORIA [...]

  5. Old Jacques on

    @ciao
    tecnologia assistiva esiste e come, nel settore dell’accessibilità ( http://www.it-edean.ifac.cnr.it/EDEAN/__start/whatis.xsp?locale=it ), e si riferisce a strumenti specifici (sia Hardware [es. tastiera braille] che Software [es. ingranditore di schermo]) per superare disabilità nell’utilizzo dell’informatica.

    E’ davvero un peccato che non l’hai mai visto il termine finora, ma dimostra la poca sensibilità presente nella rete di solito riguarda gli aspetti di accessibilità.

  6. Filippo Olivieri on

    Mio Dio che schifo. Sono arrivato qui da Italians di oggi.
    Appena svegliato, ho già il vomito.

    Grazie di cuore per l’indagine: siete in gamba.

  7. [...] qui trovate la storia in maniera maggiormente [...]

  8. [...] portale da 45 milioni di euro Ve lo ricordate tutti il recente scandalo legato alla creazione del portale italia.it, costato la bellezza di 45 milioni di [...]

  9. grandissimo servizio, complimenti!

    mentre i politici erano e restano dei grandissimi farabutti, corruttori, mafiori, sacchi di merda, facce di cazzo… speriamo che muoiano presto!!!

    e italia.it è una merda!

  10. ciao on

    @ Old Jacques

    prova a leggere meglio quanto scrivo:
    la stringa “scarica tecnologia assistiva” non compare sul web da nessuna altra parte!

    E’ davvero un peccato che commenti senza prima sforzarti di leggere!

  11. [...] causato dalla risposta negativa della Presidenza del Consiglio ad una domanda di trasparenza sulla storia di italia.it promossa dal blog scandaloitaliano, risposta pubblicata ier l’altro sul blog – ho preso carta e [...]

  12. Antonio on

    Ottimo servizio. Se ci aggiungi il fatto che un portale così concepito tenterebbe di estraniare le società private che oggi da sole producono il 3% del PIL.

    Sono incazzato nero.

  13. Ale Meo on

    Ho finito di leggere “La casta” proprio ieri…
    Questa storia del sito italia.it è la conferma di quanto contenuto in quel libro. Leggetelo!

  14. nispa on

    Letto la casta, non consigliato a chi soffre di gastrite, colite o di ulcera!
    Il libro e questa storia di italia.it ti fa incaxxare talmente tanto che… li vorrei tutti al muro. A MORTE!
    MariaAntonietta di Francia aveva fatto meno per meritarsi la ghigliottina!

  15. nispa on

    ah… vorrei aggiungere che ho fatto siti migliori a gratis!

  16. Massimo on

    Voglio fare i complimenti a chi ha realizzato questo studio sulla vergognosa vicenda di Italia.it. Un eccellente lavoro.

    E’ veramente incredibile quanto sia ingenua e ridicola la realizzazione di italia.it… e stendiamo un velo pietoso sul logo… è proprio demoralizzante vedere come questa gentaglia butti nel cesso i nostri soldi.

  17. marco on

    Complimenti, indagine super !

    Tutti al V-day e promuovere e firmare i referendum

  18. Luca Carlucci on

    A mo’ di schemino riassuntivo:

    La situazione “patrimoniale” del portale rimane tutt’ora un mistero: tutti gli attori in gioco hanno sin qui sparato cifre diverse, e nessuno ha prodotto un documento scritto ufficiale che riepilogasse un quadro consuntivo. (…) Un breve specchietto per capirsi:

    STANZIAMENTI destinati al progetto
    - 45 milioni (dal “Fondo di finanziamento per progetti strategici nel settore informatico”. allocazione: 20 per realizzazione+promozione; 21 alle regioni per contenuti; 4 per contenuti “redazione nazionale”)
    - 2,1 milioni (contributo dalle regioni del 10% su 21 milioni a loro destinati)
    - 9 milioni (da fondi Ministero Ambiente – vedi Legge 14 maggio 2005, n.80, art.12, commi 8-11)
    totale: 56,1 milioni di euro

    CIFRE fin’ora impegnate (sulla base delle poche e contraddittorie informazioni a disposizione)

    - 9.6 milioni (appalto a RTI IBM/ITS/Tiscover per realizzazione piattaforma tecnologica, IVA compresa)
    - 1 milione “circa” per spese appalto, studio di fattibilità e altro (fonte: Falavolti di Innovazione Italia)
    - 21 milioni alle regioni per contenuti (attualmente in fase di assegnazione)
    - 2,1 milioni dalle regioni per contenuti (idem)
    totale: 33.7 milioni di euro

    DOMANDE

    - Il quadro degli stanziamenti è corretto e completo, oppure vi sono altri fondi destinati al progetto di cui non siamo a conoscenza?
    Il quadro delle cifre impegnate è corretto e completo?

    - In particolare: a quanto ammonta esattamente (IVA compresa) il “milione circa” menzionato da Falavolti, e per cosa e in quali quantità è stato speso?

    - I 4 milioni per i contenuti della “redazione nazionale” ci sono ancora o sono già stati impegnati, e se sì in cosa esattamente?

    - I 9 milioni accantonati dai fondi del Ministero dell’Ambiente, ci sono ancora o sono già stati impegnati, e se sì in cosa esattamente?

    - Se dal totale stanziato (56,1) togliamo le cifre impegnate (33,7), otteniamo 22,4 milioni: è esattamente questa la cifra ancora disponibile e non ancora impegnata?

    (da: italia.it: il portale col sorriso. Alcune allegre domande per ENIT)

  19. Andrea Sperelli on

    che dirigenza vergognosa…. e che paese addormentato.

  20. arcop on

    …a proposito di promozione turistica, di portali e di loghi, andate a vedere cosa sta facendo la Regione Campania con i fondi UE (circa 100 mln di euro).
    In proporzione lo scandalo Italia.it ci “costa poco”.

  21. corsof72 on

    ci sono arrivato dal sito di beppe grillo.
    è uno schifo, ma purtroppo non mi stuspisco più molto di quanto questa classe di politici schifosi ci stia prendendo per iil c.u.l.o.

    andate a firmare per il referndum, è l’unica soluzione epr dare una bella pedata a sti s.t.r.o.n.z.i. ciao
    ps anche io li metterei tutti al muro…..

  22. ivic on

    una storia italica irrispettosa del popolo e vergognosa !
    Perchè non mettiamo su il partito del non voto!

    Abbiamo altre possibilità di mutare ….il corso della italica storia fatta di vergogne ma amche di incertezza di impunità ?

  23. ivic on

    errata corrige:

    una storia italica irrispettosa del popolo e vergognosa !
    Perchè non mettiamo su il partito del non voto!

    Abbiamo altre possibilità di mutare ….il corso della italica storia fatta di vergogne ma anche di certezze di impunità ?

  24. ivic on

    soluzione di tutti i problemi:

    aderiamo in massa,tutti……al Partito Democratico !
    I Capi storici dei DS e della Margherita ed i vari canditati alle primarie,…..,(vedrete elettori italiani…..), metteranno a posto……..tutte le situazioni denunciate, che direttamente o indirettamente riguardano la ” loro casta ” ma……. i nostri soldi.
    Intanto………..chiedono un ulteriore contributo di 5 euro per votare alle primarie.
    Contano molto sulla intelligenza degli italiani che certamente avranno capito a che serve il costituendo Partito Democratico!

  25. Crescenzo on

    Io penso che bisogna sterminare l’attuale classe politica e crearne una da zero.

  26. Bisciops on

    Dio che geni.
    Conosco un tipo che ha fatto 4 siti a costo 0. Uno suo personale è .com .
    Come ha pagato i 35 € annuali? Facendo il sito in altervista e guadagnando con la pubblicità.
    Se dovessimo pagare i suddeti teste di minchia per il lavoro che hanno svolto gli dovremmo darre si e no 100 € divisi per tutte le teste che hanno partecipato al progetto.
    Tra l’altro una truffa va fatta anche bene.
    Se avessero fatto un sito interrattivamente adeguato, pur mancando molti riferimenti turistici, chiamando anche l’informatico di sotto a casa mia, o magari di sotto a casa vostra, probabilmente molti italiani neanche darebbero peso allo spreco di denaro pubblico.

  27. pietro virdis on

    Il portale del turismo italiano ancora non funziona nonostante i 45 mil di euro che non si capisce dove sono andati a finire….

    A questo punto mi chiedo anche dove sono andati a finire i diversi milioni di euro che Innovazione Italia ( ING. FALAVOLTI)ha ricevuto dal Ministero degli Affari esteri Italiano per la realizzazione del portale del governo Irakeno e della rete dei ministeri….
    spero che i risultati siano diversi da quelli del portale del turismo Italiano.Ma chi ci va a Baghdad a controllare?

    grazie ex Ministro Stanca

    MINISTRO DALEMA faccia un controllo sui soldi spesi per la ricostruzione in IRAQ, in particolare quelli dati ad Innovazione Italia nel 2005/06 dal suo ufficio Task force Iraq DGMM
    PV

  28. simon on

    Che, ci si prepara un colpo di stato?ribelliamoci!

  29. Lucio Bilancini on

    Non è, non è dunque, uno spettacolo miserando?
    Edgar Allan Poe.
    Le bombe, le bombe all’Orsini,
    il pugnale, il pugnale alla mano,
    morte, morte allo schifo nostrano
    e noi vogliamo la libertà.

  30. wuti on

    “Quello che sappiamo con certezza è che sul sito del Ministero dell’Innovazione, la scheda relativa al progetto italia.it smette di menzionare i 140 milioni e passa agli attuali 45 il 3 gennaio 2006, in occasione di un restyling del sito SESSO”.

    Forse l’ultima parola voleva essere “stesso” :)

    Molto interessante, però, cercavo da tempo info dettagliate su quella ciofeca di italia.it

  31. roberto on

    Qualcuno crede veramente che un giorno questi ci abbasseranno le tasse? sono troppo impegnati ad ingrassarsi con i nostri soldi e facendo debiti che dovranno pagare i nostri figli.

    HACKERS uniamoci E TIRIAMO GIU IL PORTALE, CHI MI AIUTA PER UN BEL DE-FACING DEL SITO? OPPURE PREPARIAMO UN DOS, VEDIAMO CHE WEB SERVER HANNO MESSO IN PIEDI.

  32. andrea on

    quante storie… sono andato ora sul sito, l’ora che c’é sulla home page è giusta… le vogliamo dire le cose giuste o si vogliono elencare solo i difetti? :-)

  33. GIANCARLO RATTI on

    BASTA PAROLE.
    SONO PORTATE VIA DAL VENTO E CI TORNANO INDIETRO
    GONFIE DELLE RISATE DI QUESTI FARABUTTI.
    I FATTI.
    BUTTIAMO GIU IL PALAZZO DEL GOVERNO E PRENDIAMO A
    CALCI NEL CULO TUTTI I POLITICI.
    NELLE CARCERI QUESTI LADRI E PARASSITI.
    1789 PRESA DELLA BASTIGLIA
    200? PRESA DEL PARLAMENTO
    V.DAY PER TORNARE A SPERARE
    UTOPICO

  34. Angelo on

    Grazie per questa bellissima ed appassionata indagine. Spero di vivere abbastanza da vedere il mio paese tornare ad essere un paese civile. Intando andrò a firmare e far firmare il referendum proposto da Beppe Grillo (e se un comico è la nostra unica speranza di democrazia …)

  35. mirko on

    Vergogna Italia.

  36. Rocco on

    …….un attimo, per favore aspettatemi un attimo, VOMITO e torno…………

  37. Gabriele on

    Dal sito di Report (il link è nel Vs. post)

    Proviamo a capire cos’è Sviluppo Italia.

    GIOVANNA BOURSIER (fuori campo)
    Sviluppo Italia nasce tra il ’99 e il 2000, pensata dal governo Prodi e realizzata da quello d’ Alema.

    Tanto è sempre impossibile stabilire in Italia chi ha fatto cosa… ed anche inutile, tanto nessuno paga mai!!!

  38. Tacco on

    Per “colpa” vostra sono rimasto incollato al monitor per 3 ore e la mia ulcera è instantaneamente esplosa dalla rabbia.
    Devo dire che credo molto nelle possibilità del web di rappresentare nuovi movimenti..e per lo stesso motivo ho paura che a breve si avranno tanti episodi di censure,come accaduto al blog di Ricca per la vicenda di Rete 4.
    Questo ottimo articolo è la dimostrazione che la carta stampata,universalmente lottizzata e quindi inutile ai fini per la quale è nata, è destinata a sparire per sempre.
    I cosiddetti “giornalisti per bene” dovrebbero lavorare su portali dedicati all’informazione(magari un pò meno costosi di italia.it e senza booking in asp),ed essere totalmente indipendenti da altri poteri..editori compresi.
    Anche io nel mio piccolo sarò presente al V-day e credo che avrà un potente effetto sulle future elezioni, a patto che il sistema elettorale sia completamente riformato e informatizzato a prova di imbroglio(spero non dalla IBM).
    Un ultimo appello ai giovani che parteciperanno al V-day è di non farsi sopraffare dalla rabbia e non commettere azioni vandaliche.I politici non aspettano altro che una giustificazione.Prendete esempio da Ghandi..ha cambiato una nazione con la resistenza passiva.
    Se un giorno riusciremo ad uscire da questa epoca vergognosa,saranno necessarie leggi severe per non ricadere negli stessi errori, visto che tutti gli uomini hanno un prezzo.

  39. Ugo on

    Per mettere in tasca i soldi fanno qualsiasi cosa. Per questo i più ricchi sono i nostri politici.

  40. majro on

    V-day per svegliarsi ed esser sognati, finalmente,
    in quella terra del sole

  41. Fradeve on

    Grazie di esistere, ottimo lavoro, spero tu voglia continuare su questa strada. Sosteniamo il V-day

  42. ricco on

    Belin! A dirla tutta stavo meglio quando ero ignorante!
    Mandiamoli a casa.

  43. Paolo on

    Non dimentichiamoci una cosa: E’ la gente che scrive articoli come questi, di truci realtà che ci vengono fatte ingoiare, che deve essere portata in gloria!
    BISOGNA DICHIARARLI PATRIMONIO DEL POPOLO!

  44. [...] all’italiana costato un quantità enorme di soldi pubblici e perfettamente scadente? No? Rinfrescatevi un po’ la memoria. Indignati? Bene. Il blog scandaloitaliano è andato avanti in questa storia ed ha inviato [...]

  45. marco on

    V-Day V-Day V-Day V-Day
    se non per noi: per i ns figli, che non diventino figli di p… com loro

  46. vanni on

    CHE SCHIFO!!!

    MA CHI VIGILA SUI GOVERNANTI?
    E’ LA DECADENZA DELLA DEMOCRAZIA!

  47. [...] storia cialtronesca del portale italia.it, spiegato in dettaglio nel sito scandaloitaliano, è solo la punta dell’iceberg. Se leggete la tabella pubblicata dall’Espresso con [...]

  48. rob on

    (premessa: ora predicherò bene, spero di riuscire a razzolare meglio).
    paolo dice bene: occorre sostenere le persone che hanno il coraggio di denunciare, documentando abusi e violazioni.
    troppo spesso, invece, esse subiscono isolamento, ostracismo e dileggio (“coglione!”) – e proprio dalla gente che hanno attorno, la quale pur avendo ogni interesse alla denuncia preferisce accontentarsi (la merda puzza ma tien caldo), rendendosi così strumento del potere. i capponi di renzo…
    che significa “sostenere”? semplice: cambiare la propria mentalità; non ascoltare in silenzio le cazzate, da chiunque pronunciate, ma controbattere con cognizione di causa (bisogna informarsi, e allenarsi un pochino: poi vien quasi automatico); non tollerare violazioni a danno di chi vive e lavora accanto a noi (la famosa solidarietà: potrebbe toccare a noi); non correre da sol* ma associarsi ad altre persone; raccogliere, conservare e diffondere pubblicamente il più possibile le prove degli abusi di cui si venga a conoscenza (gli ultimi due consigli sono norme di sicurezza personale: se una notizia scottante la so io, è facile eliminarmi, se la sappiamo in 5000 il discorso cambia).
    se si vive in sicilia, calabria, o in certi quartieri di roma e di napoli, tutto ciò può essere molto pericoloso – eppure c’è chi lo fa, e bene, profondendo tesori di professionalità, cultura, umanità.
    nella maggior parte dei casi, tuttavia, il rischio è di natura diversa: uff, passare per rompicoglioni… questa lotta somiglia più ad una maratona che a un duello. ci vuol fiato, resistenza, e fregarsene del “tanto non serve a niente” (se ragionassero tutt* così staremmo ancora alla giornata lavorativa di 14 ore).
    grazie!

  49. Luca Carlucci on

    Sono uno dei contributori di questo blog. A titolo puramente personale, ti ringrazio Rob per il tuo bellissimo commento, che mi ha reso felice perché coglie in pieno lo spirito che mi ha mosso nel lavoro profuso per il blog – e che ha animato, credo, anche molti degli altri contributori – e che spero sia passato anche in molti dei suoi lettori.

    Dunque un grazie personale di cuore a te e a tutti quelli che in questa colonna dei commenti hanno apprezzato il lavoro svolto da scandaloitaliano – che, val la pena ricordarlo, è il frutto dei contributi, dell’intelligenza e delle segnalazioni di decine di persone aggregatesi spontaneamente intorno a un progetto (che diventano migliaia se si contano tutti coloro che hanno lasciato un commento o hanno contribuito alla sua diffusione e pubblicizzazione su blog, forum, rubriche email etc).

    Se la mentalità di cui parla Rob si diffonderà, credo proprio che potremo tornare a sperare con realismo in un paese e in un futuro migliore.

  50. francesco fiamingo on

    se e’ passata una cosa cosi macroscopica e nessuno dice niente siamo cotti il paese non ha piu speranze……… triste ma vero … non c’e’ v day d day p day o m day che ci possa salvare……

  51. rob on

    grazie a te, caro luca, e a tutte le persone che collaborano a questo sito e all’informazione libera in generale. continuate così!
    in questo spirito, mi firmo per intero, che non so perché non l’ho fatto allora:
    Roberta Ronchi – Lugo (RA)

  52. rob on

    un esempio concreto di ciò che dicevo, non per deprimere ma anzi per esaltare gli animi:
    http://www.gcbarcellona.netsons.org/archives/00008

  53. gianluca on

    Il problema è che c’è chi ancora difende a spada tratta le abitudini malsane del paese,c’è a chi sta bene vivere con i genitori fino a quarant’anni, c’è chi dice che come si mangia in Italia all’estero se lo sognano, come si sta bene in Italia. L’Italia è il sito Italia.it, lo specchio di un paese ormai in letargo, che se ne frega della propria reputazione all’estero (tanto come si mangia in Italia all’estero se lo sognano, mentre noi ci sogniamo come funzionano le cose all’estero)

  54. Silvia on

    di informatica non mi intendo troppo, so navigare abbastanza bene e mi gestisco forum, blog, e-mail… non saprei però dove andare a pescare i trackback che fate voi, grazie per aver messo la vostra professionalità al servizio dell’informazione.
    e anche se non mi intendo troppo di informatica sono certa che cercando troverei dei tecnici abbastanza capaci e disposti a lavorare per organizzare io stessa un’ottimo portale nazionale del turismo a costi irrisori se confrontati a quelli elencati qui.
    il virus della politica non mi ha ancora toccata. sono vaccinata.

  55. None on

    Its si trova a torre annunziata, in una vecchia villa con giardino, sono andato a fare un colloquio una volta, prende le persone e le manda in consulenza a Roma, inoltre ha partenariato con ATS, stipendi bassi, vita da schiavo senza orari e meno male che il fondatore è un ex operaio dell italsider !!!!.

  56. Andrea on

    segnalo che effettuando una ricerca con: italia su http://www.google.com oppure http://www.google.fr non si raggiunge mai il sito http://www.italia.it
    Risulta ben posizionato invece nell’edizione italiana di google. Cioè http://www.google.it.
    Probabilmente si tratta di una strategia di promozione turistica dell’Italia verso gli Italiani….

  57. Barabba on

    …e aggiungerei che, ad oggi, gli manca ancora il javascript per bypassare il blocco di IE7 per il flash e quindi intorno a tutti gli swf esce il bordino per attivarli…

    RIDICOLO

  58. Luigi on

    Date un occhiata qui:

    http://www.corriere.it/cronache/07_ottobre_18/rutelli_chiusura_portale_italia.shtml

    Rutelli propone di chiudere, buttare via i 45 milioni di euro! Il sito è poco visitato e contiene inesattezze!

    Bho!

  59. giorgio on

    così, en passant, nella case history di I.T.S. spa NON compare Italia.it… lo trovo abbastanza bizzarro: dopo aver fatto un lavoro di tale importanza, lo metterei al PRIMO posto nella lista delle mie referenze! …gente strana…

  60. [...] e marzo). Per confronto questo blog ne ha fatti, nel medesimo periodo, all’ incirca un terzo. Il post più clickato di scandit, ancorchè assai lunghetto, è il post-collezione che ripercorre l’intera storia del portale. [...]

  61. [...] istituisce il temutissimo “comitato”. Il quale sarà almeno il settantanovesimo nella torturata storia del portale, nonché il milionesimo della storia istituzionale dell’italia [...]

  62. Italia.info | Giuseppe Labanca on

    [...] che sia la volta buona e che questo investimento di soldi pubblici (ricordo che in passato ce ne sono stati molti e il risultato finale è stato la chiusura del portale) sia speso bene e [...]

  63. [...] cosi anche per la soap opera “italia.it” (qui il copione completo). Vi informo ora, sugli ultimi aggiornamenti arrivati, per la nuova [...]

  64. [...] E dove, meglio che in Italia, patria dei centralismi più costosi e inefficienti (vedi la storia del fantomatico Italia.it)? Tentare varrebbe la [...]

  65. [...] Tecnologia Se non avete mai sentito nominare l’epopea del portale di Italia.it recatevi a questo famoso blog. Tag: italia.it Condividi questo [...]

  66. [...] sulla grafica del logo ed, eventualmente, se avete un’ora di tempo e stomaco forte, di leggerne le vicissitudini, dovrebbe essere lo strumento di punta per la promozione del turismo italiano [...]


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