5.
Scandaloitaliano entra in ibernazione.
Sarà un fragoroso silenzio in attesa della risposta alla lettera inviata a Prodi, Rutelli e Nicolais. Se non l’avete firmata, essa rimarrà aperta alla sottoscrizione fino al 2 maggio 2007. Se l’avete firmata, vi ricordiamo che la lettera è anche vostra: usatela, spingetela, mandatela a media e destinatari.
4.
Quando, entro una trentina di giorni, arriverà la risposta, scandaloitaliano uscirà dall’ibernazione e la pubblicizzerà subito sul blog, qualunque essa sia: il silenzio sprezzante di chi guarda ai cittadini dall’alto del potere come a una massa insignificante e priva di diritti, oppure una vera risposta, nel qual caso tutti i materiali allegati saranno immediatamente resi disponibili in rete.
E a questo punto la palla passerà alla comunità: a noi, ai nostri siti, ai nostri blog, alla nostra passione civile, alla nostra intelligenza e competenza, a nuovi progetti, a nuove iniziative, e a tutte le eventuali azioni che la lettura (o la non lettura) di quei materiali renderà necessario intraprendere.
3.
Al di là di questo ultimo, fondamentale step, la missione progettuale del blog:
Questo blog, aperto al contributo di tutti i professionisti del multimedia italiano, nasce per motivare meticolosamente, analiticamente, punto per punto perchè www.italia.it - il sito da 45 (quarantacinque) milioni (milioni) di euro (di soldi pubblici) - è un portale mal progettato, mal realizzato, mal scritto, e che grida vendetta nel suo essere scandaloso spreco di denaro pubblico, nonché un’offesa alla competenza e alla professionalità dei lavoratori del web italiano
può dirsi esaurita e compiuta, al di là di ogni preventivabile aspettativa. E con una brillantezza e con un’efficacia di cui, a voi contributori e partecipanti al blog, tocca prendervi il merito, che lo vogliate o no.
Siamo partiti da una situazione di lanci in pompa magna, e adesso tutti gli attori istituzionali fanno a gara a fuggire dal portale nazionale del turismo italiano, decretandolo cadavere (fanno un po’ patetica eccezione le aziende che l’hanno realizzato: ma considerato che sono in attesa del saldo, tutto ciò è piuttosto comprensibile). Lo stato penoso del portale, e la sintomatica, esemplare incompetenza che ha contrassegnato la storia produttiva di italia.it, sono di dominio pubblico in ogni particolare. Senza più alibi o giustificazioni confuse per nessuno. E nel sollevare e dare nitore al caso, il nostro contributo è stato fondamentale.
I media tradizionali hanno ascoltato e reso conto delle voci lucide e organizzate provenienti dal web? No.
Ci aspettavamo che lo facessero? No.
Ce ne frega qualcosa? No.
2.
Perchè non tirarla per le lunghe? Perchè non allargare il raggio di azione? Perché non stabilizzare la struttura del blog? Perchè non far fruttare la cospicua dote di visibilità e contatti che ha accumulato?
Semplice: perché ciò non è nel progetto. Scandaloitaliano si batte con furore e con forza per l’affermarsi di un serio ed efficiente “pensare progettuale” in questo asfittico paese, e dunque si comporterà di conseguenza. Della notorietà, dei contatti, del successo del blog in sé, da queste parti non frega nulla a nessuno.
1.
Scandaloitaliano segna un qualcosa di nuovo sul web italiano?
Noi pensiamo, con estrema immodestia: sì.
Ed è una cosa di cui tutti i partecipanti al progetto, a qualsiasi titolo vi abbiano preso parte, devono andare sacrosantamente orgogliosi.
0.
C’è di che esserne soddisfatti?
No.
Questo è un inizio, non una fine.
Il campo è libero, e le possibilità infinite.
I dinosauri lassù che leggono con preoccupazione e incapacità di reagire questo blog, pensato e aperto in meno di un’ora da persone “qualsiasi”, sono avvertiti.