Storia di uno scandalo italiano #1: gli albori

Premessa: molti documenti significativi in questa vicenda dovrebbero stare sul sito del DIT Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie, ma caso vuole che il sito sia “temporaneamente non disponibile per operazioni di manutenzione”, a quanto pare dal maggio 2006 (wow, si sgobba al ministero eh!). Ci soccorre, per fortuna, la cache di Google e la provvidenziale wayback machine di archive.org

Tutto ha inizio il 16 Marzo 2004.

In quella data si riunisce il Comitato dei Ministri per la Società dell’Informazione, e delibera l’atto di nascita del portale http://www.italia.it

ZOOM: Cos’è il Comitato dei Ministri per la Società dell’Informazione?

In poche parole, è un assembramento di ministri presieduto dal Ministro dell’Innovazione e le tecnologie (all’epoca Lucio Stanca) e composto dal Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri (all’epoca Gianni Letta) e da altri 13 ministri, praticamente il governo al gran completo o quasi: da quello delle comunicazioni a quello dell’Interno, della salute, degli affari esteri etc.

Scopo del comitato è incoraggiare, indirizzare, promuovere e coordinare progetti di ammodernamento tecnologico e digitale dell’amministrazione e dello stato.

(fonte)

Nello specifico, il Comitato delibera “un progetto per la realizzazione e conduzione di un’innovativa Piattaforma Digitale Interattiva (PDI) con la messa in opera del Portale Nazionale del Turismo “Italia.it””.

Il coordinamento di questo progetto turistico-tecnologico è affidato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri: dunque, nel 2004, Silvio Berlusconi, presumibilmente rappresentato dal sottosegretario alla presidenza Gianni Letta.
Il progetto sarà operativamente presieduto dal Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie: nel 2004, Lucio Stanca.
La realizzazione della Piattaforma Digitale Interattiva e della messa in opera del Portale “Italia.it” viene affidata a Innovazione Italia Spa, società-progetto controllata da Sviluppo Italia, il mastodonte burocratico dalla natura non intellegibile di cui abbiamo già parlato qui: dunque a Paolo Vigevano, Presidente (sostituito, nel dicembre 2005, da Andrea Mancinelli), e dall’ingegnere Roberto Falavolti, Amministratore Delegato.

(Pagina dal sito Sviluppo Italia da cui traiamo le notizie)

Chicca per feticisti dello stile tardo digitalburocratico: un .pdf di 4 pagine diffuso a suo tempo dall’Ufficio Stampa del Ministero per spiegare il progetto. Si notino i grafici, così wannabe proattivi e molto executive ma irrimediabilmente sfigati, intarsiati dalle industriose manine ministeriali.

Ma quanti sono i soldi stanziati per il progetto?

Lo sappiamo: quarantacinque milioni di euro. Una cifra folle, certo.
Ma attenzione signori, la buona notizia è che ci è andata di culo.
Lustratevi le pupille, scovolatevi le orecchie: la cifra stanziata all’inizio era 140 milioni di euro. Respirate e ripetete con me: centoquarantamilionidieuro. Per un sito.

Seguitemi e facciamo insieme un giro sulla giostra.

Innanzitutto: non sono riuscito a trovare il documento iniziale e ufficiale di stanziamento. Gli archivi di archive.org, infatti, pur presentando link relativi al sito del Ministero per l’Innovazione a partire dal 2002, rendono contenuti solo a partire dal 2005 (quelli del 2004 puntano alla solita pagina di under construction che abbiamo già menzionato).

Però, cliccando su una delle cache del marzo 2005, incappo in questo comunicato stampa del Ministero datato 23 marzo 2005.

In esso, Stanca risponde a una polemica del momento precisando che…

“…lo stanziamento è di 25 milioni e non di 140 milioni di euro. Uno stanziamento necessario per co-finanziare le Regioni nella creazione di contenuti digitali da mettere in Rete per la loro attrattività sulla scena turistica mondiale, dove altrimenti si presentano frammentate”

140 milioni? 25 milioni? Ma queste cifre da dove vengono? Non erano 45? Mah.

Un attimo, direte voi: ma allora i millioni stanziati erano 25, non 140.

E qui arriviamo alla delizia, al piccolo capolavoro: sullo stesso sito del Ministero in cui c’è questo comunicato stampa, c’è anche una sezione Progetti, e in questa sezioni progetti c’è una scheda appositamente dedicata al nostro webmostro e intitolata “Il portale del turismo”.

E in essa cosa troviamo scritto?

Con uno stanziamento globale di almeno 140 milioni di euro il Comitato dei Ministri per la Società dell’Informazione riunito il 16 marzo 2004 dà il via alla progettazione e realizzazione di un portale, denominato in via provvisoria “Scegli Italia”, con l’obiettivo di:

* promuovere e rilanciare l’ offerta turistica italiana
* convogliare le prenotazioni
* ridare competitività alla principale industria del Paese rappresentata dal turismo.

(…)

Il progetto è diviso in due parti. Per la realizzazione del sistema di prenotazione e del portale saranno necessari investimenti per 40 milioni di euro, di cui metà finanziati dal Comitato dei Ministri per la Società dell’Informazione e l’altra metà dai dicasteri coinvolti.

Per i contenuti digitali, che richiederanno un considerevole utilizzo di testi e immagini in tutti i settori, si prevede uno stanziamento iniziale di un centinaio di milioni di euro a cui concorreranno non solo lo stesso Comitato dei Ministri per la Società dell’Informazione e i dicasteri partecipanti, ma anche le Regioni e gli altri soggetti interessati.

E quindi, riassumiamo: sul sito del Ministero per l’Innovazione, nel marzo 2005, c’è il Ministro Lucio Stanca che afferma piccato che il portale del turismo costerà 25 milioni e non 140, laddove la scheda del progetto, presente sul medesimo sito, afferma a chiare lettere che il portale costerà 140 milioni di euro! Ridi, pagliaccio! Canio, dove sei?

Al di là del melodramma – dell’operetta, sarebbe meglio dire (ma non ridiamo: ricordiamo che questi perfetti incapaci stanno amministrando soldi miei e vostri), questa scheda datata marzo 2005 segna un punto fermo: il 16 marzo 2004, giorno della prima delibera sul portale del turismo, lo stanziamento complessivo era di 140 milioni di euro così suddivisi:
– 40 milioni per la realizzazione del sistema di prenotazione (???) e del portale
– 100 milioni (!) (anzi, “un centinaio”: ma sì, rimaniamo vaghi, checcefrega, tanto sono mica soldi nostri!) come stanziamento iniziale (!!) dei contenuti digitali (!!!).

E dunque, come siamo poi arrivati ai 45 milioni attuali?

Mistero. Per ora.

Quello che sappiamo con certezza è che sul sito del Ministero dell’Innovazione, la scheda relativa al progetto italia.it smette di menzionare i 140 milioni e passa agli attuali 45 il 3 gennaio 2006, in occasione di un restyling del sito sesso.

E sappiamo anche che un mese prima, il 5 Dicembre 2005, il signor Falavolti, Amministratore Delegato di Innovazione Italia Spa, parla in un’intervista on-line di 45 milioni di euro:

D: come sono spesi i 45 milioni d’euro a disposizione del progetto?

R: Il progetto in corso di realizzazione è finanziato con i fondi stanziati dal Comitato dei Ministri per la Società dell’Informazione del 16 marzo 2004 per € 45.000.000. Un importo pari a € 25.000.000 è destinato a cofinanziare progetti, da definire e condurre con le Regioni e con le amministrazioni locali, finalizzati a produrre, adattare, tradurre e aggiornare contenuti digitali di interesse turistico per la promozione del territorio e delle sue iniziative attraverso il portale. E’ in fase di preparazione il bando di gara per selezionare i progetti delle amministrazioni che verranno finanziati Il budget di € 20.000.000 è stato in parte impiegato per lo studio di fattibilità, compreso un benchmark internazionale e la preparazione della gara d’appalto; 8 milioni più IVA sono, come detto, destinati alla progettazione, realizzazione e gestione operativa del Portale Italia.it, con acquisizione di un primo set di contenuti, pubblicazione degli stessi in 8 lingue, connettività, gestione tecnica, assistenza e manutenzione del sistema per 2 anni. E previsto inoltre un piano di promozione internazionale per il lancio del portale oltre alla gestione del progetto e dei rapporti con tutti gli operatori pubblici e privati. Una parte del budget, infine, è ancora disponibile per gli sviluppi del progetto.

D:Quando sarà on line?

R:Vedremo le decisioni del Comitato nazionale del Turismo. Entro gennaio [gennaio 2006, sia chiaro – ndr] potremmo avere una prima versione (con contenuti limitati) in 2-3 lingue.

Da 140 milioni a 45 in pochi mesi. Perchè? Forse si sono accorti che sì, ok, va bene, un popolo di coglioni, ma forse stavano un attimino esagerando? Chissà.

In ogni modo, di 45 milioni parla anche il Ministero in un comunicato datato 17 marzo 2006, in cui si legge:

Per la realizzazione tecnologica del Portale, per l’acquisto dei primi contenuti digitali relativi ad ambiente, cultura, enogastronomia e turismo, per la gestione tecnica del Portale e per la creazione di una redazione operativa per i primi due anni, per la prima promozione del portale http://www.italia.it a livello mondiale, è prevista, in due anni, una spesa di 20 milioni di euro.

Per i contenuti digitali, che richiederanno un considerevole utilizzo di testi e immagini in tutti i settori, si prevede uno stanziamento iniziale di 25 milioni di euro (Decreto ministeriale del 7 marzo 2006) a cui concorreranno non solo i dicasteri partecipanti, ma anche le Regioni e gli altri soggetti interessati.

Uff, che fatica.
Prendiamoci una pausa.
Prima di addentrarci nei meandri infidi e bizantini del bando e degli appalti.

15 comments so far

  1. Innovari Retrofuturo on

    SE NON AVETE FANTASIA, ECCO (SE VI PIACE) LA MAIL DA INVIARE AI RESPONSABILI DI ITALIA.IT:

    oggetto: complimeti per italia.it!

    Gentile Dott. (aggiungere il nome)

    Ho trovato il suo nome tramite whois di italia.it e la sua email con una breve ricerca su Google, quindi spero di non aver sbagliato persona.

    Spero di non disturbarla, le scrivo per complimentarmi con lei, con lo staff di italia.it e con tutti coloro che in tutti questi due anni hanno contribuito con sforzo di ideazione, lavoro, impegno e danaro (dei contribuenti suppongo) alla realizzazione dello “SPLENDIDO” portale di italia.it.

    Visitando e valutando attentamente il portale di italia.it, la sua grafica, la sua navigabilità e i suoi “preziosi” contenuti, mi sono reso conto di come siano stati “ben spesi” i 45 milioni di Euro (so che poi sucessivamente i milioni di stanziamento diverranno 140) per la realizzazione di questo “fiore all’occhiello” che porterà l’immagine del nostro paese in tutto il mondo.

    Volevo inoltre anche complimentarmi per il “FANTASTICO” logo del portale, che innalza la bandiera del design italiano a vette mai raggiunte prima.
    La scelta di optare NON per un logo dalle linee innovative, ma bensì di ispirarsi al logo di Izquierda Unida Federal (www.izquierda-unida.es), mi pare una scelta saggia e ben ponderata. E’ noto infatti che agli utenti web di tutto il mondo (in particolare agli utenti spagnoli in questo caso) il design originale NON sia particolarmente gradito.
    A proposito del logo: sono curioso di sapere se la realizzazione del layout del logo sia costata “solo” 10.000 Euro o dagli 80.000 ai 100.000 Euro come alcune malelingue dichiarano in vari siti web e blog.

    Sono veramente contento di aver fatto anche io la mia parte per la realizzazione di italia.it in veste di contribuente

    Rinnovadole la mia più profonda stima ed ammirazione la saluto,

    (firma)

    Da inviare ai responsabili del sito italia.it (nomi reperiti tramite whois di italia.it, email reperite su Google):

    Salvatore Tucci
    tucci@torvergata.it, s.tucci@governo.it

    Antonio De Venere
    antonio.devenere@apat.it

    Francesco Proietti
    proietti@caspur.it

  2. Michele on

    Scusate ma mi hanno detto che tra i committenti del portale c’è proprio Stanca.
    Ma è possibile?
    Penso agli ultimi due mesi passati con i colleghi a progettare, realizzare e testare un portale pubblico che fosse conforme alla Legge Stanca e, sopratutto, davvero accessibile (nelle questioni tecniche e nei contenuti).. mesi di lavoro che spesso risulta difficile anche farsi pagare.
    E lo stesso Stanca commissiona una cosa del genere..

    SCANDALo.. mi vien da piangere..

    Ma scusate una cosa.. la non conformità accertata (e in questo caso è cosa ben semplice da accertare) non comporta l’annulamento del contratto?? a Me hanno detto questo.

  3. Riccardo Giraldi on

    Hai ragione Michele, è necessario approfondire anche questo discorso e lo faremo.

    La Legge Stanca prevede una Sanzione della Responsabilità Dirigenziale.

    Vi invito intanto a leggere questo testo:
    http://www.webimpossibile.net/05/1.1.05.htm

  4. […] Storia di uno scandalo italiano #2: bandi, appalti, leggi e prenotazioni Posted Febbraio 25, 2007 Se non l’avete fatto, leggetevi la puntata precedente. […]

  5. mazzetta on

    faq sul bando:
    http://www.sviluppoitalia.it/societa.jsp?ID_LINK=825&area=129&page=2

    tra l’altro guardando in giro viene da pensare che lì dentro possano sparire ben più dei 45 milioni

    se lo stile è quello, qunto sparisce con cose così?
    http://www.sviluppoitalia.it/societa.jsp?ID_LINK=1183&area=129

  6. Innovari Retrofuturo on

    In Sviluppo Italia in questi ultimi anni e sotto diversi governi, sono spariti dei FANTASTILIARDI solo per pagare delle consulenze o dei progetti che alla fine non sono neanche arrivati alla soglia della “prima pietra”.

    italia.it è un foruncolo su una supernova

  7. […] Parte prima […]

  8. […] Storia di uno scandalo italiano #2: bandi, appalti, leggi e prenotazioni Posted Febbraio 26, 2007 Se non l’avete fatto, leggetevi la puntata precedente. […]

  9. Maria Teresa Cupaiolo on

    Vogliamo dire chiaramente anche chi era al governo nel 2004? mi risulta certo Silvio Berlusconi, che aveva creato il MINISTERO per l’innovazione tecnologica (Stanca) e piazzato altro super manager ibm alla direzione del Dipartimento per l’innovazione tecn. dell’allora Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca . Nell’attuale e precario governo non c’è il MINISTERO per l’innovazione tecnologica, bensì un dipartimento che fa capo al ministero per le riforme e l’innovazione nella Pubblica Amministrazione. Tanto per essere chiari.

    Il sito fa pena, visibilmente, anche ai profani.

    Importante fare una campagna di sensibilizzazione per rivedere almeno il contratto di “manutenzione”.

    mt

  10. Turi on

    Link per rinfrescare la memoria a tutti i contribuenti italiani

    http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1437401
    21 marzo 2006) elezioni in vista

    http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1601247
    (2 agosto 2006)

    http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1664801
    (26 settembre 2006)

    http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1886756
    (12 febbraio 2007)

    http://punto-informatico.it/pm.aspx?id=1437401&m_i… (Profezia)

  11. […] precedenti: Storia di uno scandalo italiano #1: gli albori, Storia di uno scandalo italiano #2: bandi, appalti, leggi e […]

  12. […] Un anno prima ha preso avvio l’operazione italia.it, finanziata con un decreto del Ministro dell’innovazione Lucio Stanca con 45 milioni di euro. […]

  13. […] 19, 2007 Per seguire con cognizione di causa questo post, datevi prima una veloce rilettura a Storia di uno scandalo italiano #1: gli albori, e a Milioni: sono più di 45. E potevano essere 90. Poi […]

  14. […] mente corre, inevitabilmente, all’originario progetto della piattaforma nazionale di prenotazione turistica di Lucio Stanca del 2005 […]

  15. […] AG). Come si è appreso negli ultimi giorni, soprattutto grazie al blog intitolato “scandalo italiano”, nato apposta per approfondire questa incredibile vicenda e ai servizi pubblicati sulla […]


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