21 milionidieuro alle (+10% dalle) Regioni per italia.it: da dove, perché, come, quando

Poiché quasi una metà dello stanziamento complessivo per italia.it è stato destinato alle Regioni affinché producessero i contenuti del portale, forse val la pena provare a fare il punto sulla questione.

Non sono argomenti particolarmente eccitanti, mi rendo conto, ma sapere dove, come, cosa, quanto e perchè è importante. E se mi seguite lo saprete.

Quindi … partiamo e rifacciamo brevemente (si fa per dire :-) ) il percorso insieme.

Stanziamenti generali per l’attivazione di progetti strategici di ammodernamento informatico del paese (da qui verranno poi attinti i fondi per italia.it)

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Legge 16/01/2003 n.3 art. 27

– comma 1: E’ affidato al Ministro per l’innovazione e le tecnologie il compito di sostenere …
progetti di grande contenuto innovativo, di rilevanza strategica, di preminente interesse nazionale.
– comma 2: viene istituito il «Fondo di finanziamento per i progetti strategici nel settore informatico»
– comma 3: dettaglio dei fondi periodo 2002-2004 per un totale di: 154.938.000 euro

Legge 24/12/2003 Legge finanziaria 2004

– art. 4 – comma 8: autorizza a spendere ulteriori fondi per il periodo 2004-2006 per un totale di: 181.500.000 euro

Decreto ministeriale 28/05/2004, il progetto “Scegli Italia” (aka italia.it) viene finanziato: 45 milioni. O forse 90?

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Col Decreto 28/05/2004 – GU 14/06/2004 si alloca l’utilizzo del fondo progetti strategici di cui sopra (tra cui, vedremo ora, c’è anche italia.it) e si presentano i progetti stessi (vedere per il dettaglio l’allegato 5).

Come si paga il totale di questi progetti che è pari a 247.000.000 di euro ?

Il decreto lo dice chiaro: 173.000.000 dal fondo che abbiamo visto nel precedente paragrafo + 74.000.000 da fondi delle amministrazioni proponenti. C’è anche il dettaglio di come si arriva ai 173 nel periodo 2002-2006, ma qui ve lo risparmio.

Il progetto che ci interessa, “Scegli Italia”, quello del ns. portalone per capirsi, occupa le prime due righe del suddetto allegato 5 e il suo fabbisogno dichiarato è bello in chiaro:

40 mln di euro per Sistema di prenotazione e portale
50 mln di euro per Contenuti digitali
Totale: 90 mln di euro. Sissignori. 90.

Come si pagano ? Anche questo è chiaro 20 + 25 = 45 mln di euro sul fondo da 173 mln.

E i restanti 45, quelli ancora non finanziati?

Sono a carico delle amministrazioni proponenti. Chi sono? Facile.

Per il portale e sistema di prenotazione: Ministero per l’Innovazione e le Tecnologie

Per i contenuti: Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Ministero delle Attività produttive, Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, Ministero dell’ Ambiente, Ministero degli Affari Esteri, Ministero dell’ Istruzione, dell’ Università e della Ricerca, Ministero per l’Innovazione e le Tecnologie.

Ma allora questo progetto “Scegli Italia” che ora ci costa 45 mln di euro ne potrebbe costare sino a 90 ?

Qui è scritto proprio così. Leggere anche il comma 4 dell’articolo 1:

“il Ministro dell’economia e delle finanze apporta con propri decreti le variazioni di bilancio
occorrenti ad assicurare alle amministrazioni proponenti le somme necessarie al
cofinanziamento del progetto.”

E’ stata poi fatta questa variazione di bilancio ? Beh … sarebbe interessante saperlo. Altri 45 milioni, un pochino scoccerebbe, ecco.

Ma quanti di questi soldi sono realmente spendibili e/o sono stati spesi ?

Sempre nell’allegato 5, vediamo che per il 2004 al massimo 25 mln dei 45 mln euro attribuibili al fondo da 173.
Il resto (10 mln) nel 2005 e (10 mln) nel 2006 (per ovvie esigenze di bilancio di cassa annuale).
Così arriviamo insomma ai 45 mln di euro di cui si parla.

Arrivano altri 9 milioni. E siamo a 54.

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Otto mesi dopo: 28/02/2005 Bando di gara di Innovazione Italia S.p.a per la realizzazione della piattaforma tecnologica italia.it (scadenza offerte 15/03/2005).Altri 3 mesi, e il 14/05/2005 arriva la legge legge 80 (art. 12 – Rafforzamento e rilancio del settore turistico)

Nel detto articolo L’ENIT (www.enit.it), già Ente Nazionale per il Turismo, viene trasformato in Agenzia Nazionale per il turismo e per l’anno 2005 riceve un bel contributo straordinario di 20 mln di euro.

L’articolo 12 stabilisce che L’ENIT sarà il gestore definitivo del ns. portalone (insieme alle Regioni) e dovrà sostenersi con vari contributi, pubblici e privati, ma anche sulla base di quanto è chiarito al comma 5 punto d) :

“proventi derivanti dalla gestione e dalla vendita di beni e servizi a soggetti pubblici e privati,
nonche’ dalle attivita’ di cui al comma 8, al netto dei costi inerenti alla gestione della
piattaforma tecnologica ivi indicata”

Che poi sarebbe il ns. portalone.
E’ chiaro ora a cosa doveva servire il mega-sistema centralizzato di prenotazioni, mai realizzato, e di cui s’è già parlato alla fine di questo post?

En passant, con l’occasione si autorizza il ministero dell’Ambiente a spendere ulteriori 9 mln di euro in due anni (2005 e 2006) sul progetto “Scegli Italia”. E così saliamo veloci veloci a 54 mln di euro finanziati e spendibili.

Inoltre, al comma 1 del solito articolo, viene istituito con successivo decreto da emanarsi il Comitato nazionale per il Turismo.
E qui nasce un bel problema, perchè le Regioni ritengono la materia turistica di loro esclusiva competenza.
E quindi Toscana, Campania, Veneto ed Abruzzo faranno ricorso alla Corte Costituzionale.

Intanto, il 04/07/2005, esce un comunicato stampa di Innovazione Italia che annuncia l’assegnazione della gara per la piattaforma italia.it al consorzio IBM, Its e Tiscover ( costo: 7.850.040 euro + IVA ).E anche qui si fa cenno al rifinanziamento di 4,5 + 4,5 mln al ns. progetto.

Arrivano le Regioni

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08/09/2005 – GU 227 del 29/09/2005 – Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
Viene istituito il Comitato nazionale per il Turismo.

Finalmente, il 07/03/2006, arriva un decreto del Ministro dell’ Innovazione Lucio Stanca che stabilisce come si spendono i 25 mln di euro riservati ai contenuti del ns. portalone:

– 21 mln sono riservati a progetti delle Regioni
– 4 mln per contenuti di interesse nazionale e utilità comune

Inoltre si istituisce un bel Mega-Comitato interministeriale con eventuali organi operativi di supporto che, in teoria

“svolge un’azione di supervisione sulle caratteristiche dei contenuti inseriti sul portale per garantire una organicità informativa ed un adeguato livello di qualità generale dei contenuti”.

Detto per la cronaca: in Italia Il Comitato non manca mai, è essenziale per riuscire a far fallire un progetto. Infatti la prima legge della comitatodinamica di Murphy insegna: Comitas comitatum, omnia comitas :-)

Il 20/03/2006 c’è l’Accordo Stato/Regioni.

Qui si stabiliscono tre cose interessanti:
1 – sono le Regioni che devono fornire i contenuti per il portale
2 – anche le Regioni cofinanziano i loro progetti di integrazione dei contenuti nel portalone con una loro quota ulteriore di almeno il 10%.
3 – tutti i contenuti vanno tradotti in 8 lingue diverse (tra cui russo, cinese e giapponese).

E così, col 10% di 21 milioni a carico delle Regioni, saliamo ancora: siamo arrivati a tondi tondi 56 mln di euro potenzialmente spendibili.

L’accordo, firmato in data 30/03/2006, dura due anni e prevede che il progetto del portale si chiuda entro 15 mesi dalla firma.

Per inciso, liberi di non crederci, ma con questo accordo si istituiscono ben cinque diversi comitati per un totale, volendo, di 57 persone diverse. Una follia burocratica partorita tanto per accontentare questo e quello e fare in modo che nessuno si senta escluso; però nessuno di questi “esperti” potrà, per legge, prendere un euro: si può quindi facilmente intuire come lavoreranno tutti alacremente e col massimo scrupolo :-) Potranno, in compenso, bloccare le cose e/o intereferire in vario modo.

Il 17/05/2006 – Sentenza n. 214 – La corte Costituzionale dichiara illeggittimo il comma 1 dell’art 12 della legge 80 e così facendo crea di fatto il vuoto normativo nel coordinamento delle iniziative di promozione turistica all’ estero, ivi compreso il ns. bel progettone “Scegli Italia”. Questo naturalmente fa automaticamente decadere il decreto 8/9/2005 e il relativo Comitato nazionale per il Turismo.

Ma nel frattempo è cambiato pure il governo e questo aiuta il ns. progetto alla grande. :-)

Infatti, il 21/07/2006, nonostante la bocciatura il nuovo governo (Prodi) fa rinascere il Comitato per la promozione turistica, ma con più equilibrio tra regioni e ministeri. Tra gli impegni presi, il pronto riavvio del portale “Italia.it”.

25/01/2007 (sei mesi dopo – cioè un mese fa) – Conferenza Stato-Regioni.
Approvate le seguenti designazioni del Comitato nazionale per il portale “Italia.it”:

Coordinatore:
Assessore al Turismo Donato Paolo Salvatore (o suo delegato) – Basilicata
Membri:
Dr.ssa Alba Grosso – Abruzzo
Dr.ssa Stefania Sani – Emilia-Romagna
Prof. Josep Ejiarque – Friuli Venezia Giulia
Assessore al Turismo Margherita Bozzano (o suo delegato) – Liguria
Dott. Roberto Lambicchi – Lombardia
Assessore al Turismo Luisanna De Pau (o suo delegato) – Sardegna
Assessore al Turismo Salvatore Misuraca (o suo delegato) – Sicilia
Assessore al Turismo Tiziano Mellarini (o suo delegato) – Prov. Autonoma di Trento

22/02/2007 (meno di un mese dopo, cinque giorni fa) – il portale “Italia.it” viene messo on-line, nel modo in cui tutti sappiamo …

Conclusioni

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Da qui si capiscono alcune cose semplici semplici:- i progetti relativi ai contenuti delle Regioni, sicuramente, nemmeno sono partiti. O meglio … nel frattempo qualche regione ha fatto di testa sua e si è fatta il suo portale regionale. Esempio: il Veneto ad aprile 2006 (14). Con fondi propri. E prima o poi tenterà forse di integrarsi col portale http://www.italia.it; così almeno si legge nell’annuncio. Prepariamoci a spettacoli grandiosi.

– esistono altri progetti (magari ne parleremo), che in qualche modo dovrebbero (o aspirano) ad integrarsi con il ns. “portalone”; ormai è un “must”, i soldi ci sono e sono davvero tanti!

– nonostante la situazione, a dir poco tragicomica, “qualcuno” (indovinare chi? per la risposta vedere qui ) ha deciso e fatto pressione per far mettere presto e in linea quel poco che c’era e che c’è.

E poi ancora. La maggior parte delle informazioni che si leggono ora arrivano da fornitori di contenuti preconfezionati come DeAgostini (cfr con le note legali del portale) e molto sono sbagliate oppure obsolete. Sulla qualità di testi e traduzioni i commenti si sprecano nei blogs.

E da ora in poi? Cosa ci aspetta? Procedere così, “un po’ … a vista”, per non meno di sei mesi (sì … ma ad essere ottimisti però): questo è quanto si evince e si legge dagli elementi a disposizione (elemento uno, due, tre).

La domanda nasce spontanea: pensiamo davvero di poter attrarre il turismo in Italia con questo modo di operare a dir poco improvvisato e cialtronesco ?
Che ne sarà della nostra immagine di paese nel mondo (e già non siamo messi proprio bene)?

Il mondo ci guarda attraverso http://www.italia.it : ci guarda … e ride.

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Ha senso tenere in linea un portale nazionale in queste condizioni ?

Con buchi di sicurezza ed errori di ogni genere e tipo (tecnici e di contenuto).

Pensiamoci bene. Io dico di NO, almeno finché il portale non è davvero pronto e non si è fatta una SERIA REVISIONE DI QUALITA’
TECNICA E DEI CONTENUTI PUBBLICATI (altro che note legali di Innovazione Italia SpA).

Intanto assisto divertito alle “correzioni lampo” di perle e castronerie varie segnalate (anche da me) su questo ed altri blogs (18).

Teniamoli d’occhio.

3 comments so far

  1. Luca on

    “correzioni lampo”…Ha senso tenere in linea un portale nazionale in queste condizioni ?

    Domanda retorica: per ora conviene a tutti che lo mettano offline.

  2. Bruno on

    Và messo offline, oggi ho letto che parla del porto di Imola (!) in Liguria, se viaggi in auto e fai click su ANAS finisci nel sito degli allevatori di suini, etc..

    E’ dannoso, sicuramente. Lo è in italiano, figuriamoci nelle altre lingue.

  3. […] all’ onorevole questa sentenza e questo post, ben documentato, da cui si evince chiaramente che tra le cosidette “regioni rosse” […]


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