Do .it: l’altra Italia per un altro portale

E’ cominciato fin dal primo momento in cui lo scempio del sito sfigato da quarantacinquemilioni di euro ha visto la luce dei monitor.

Un subbuglio, un movimento. Decine, centinaia, se non migliaia di uomini e donne di questo paese che studiano, lavorano con dedizione, acquisicono competenze, si specializzano, crescono in rete, si scambiano informazioni – quasi sempre precarie, con stipendi offensivi e condizioni di lavoro degradanti – si sono trovate all’improvviso davanti a una rivelazione, a un’evidenza incontrovertibile: quella di essere persone migliori, e di molto, della propria classe dirigente. Ma non con spocchia: con un genuino senso di stupefazione.

E lo dimostra un fatto: la prima reazione di molti di questi uomini e donne è stata un delizioso, istintivo slancio di generosità. “Il portale? Ma ve lo facciamo noi! Però questa volta ve lo facciamo bello, funzionale e non avido di soldi: perché vogliamo che assomigli a noi, non a voi”.

Così, adesso, cominciano a nascere le prime reti per provare a dare all’Italia il portale nazionale del turismo che questi italiani si meritano.

Sarà dura: sarà dura focalizzare il giusto progetto, mantenere l’entusiasmo, coordinarsi, essere affiatati, trovare il tempo. Forse però sarà meno dura se queste reti s’interfacceranno per collaborare, e che questo post sia d’auspicio.

Progetto David: http://www.progetto-david.com/

RItaliaCamp: http://wiki.bzaar.net/RItaliaCamp

6 comments so far

  1. floriano on

    per i contenuti basterà attingera a wikipedia quando serve..

  2. David Orban on

    Floriano: i nfatti, l’idea di Ritalia è quello di un mashup, cioè attingere a contenuti liberamente disponibili, come appunto le descrizioni di WIkipedia, Wikitravel, ecc. ma anche le foto di Flickr, le mappe di Google, e così via.

  3. Novecento on

    Mi sembra un’idea splendida (e complimenti anche la presentazione in questo post), e vorrei collaborare certamente.
    Devo aggiungere però che sono già un po’ angosciato, vedendo due siti così diversi e immaginando già le mini-fazioni, le discussioni feroci ecc. (Io di solito collaboro con 1-2 persone massimo per attuare un progetto, e già ci scanniamo abbastanza.)
    Ho completa fiducia negli strumenti wiki/open, ma mi pare anche di aver notato che funzionano solo quando c’è un gruppetto che decide con autorità e autorevolezza (penso a firefox, wikipedia…)
    Mi auguro che una via retta e spedita si trovi subito! Che il web 2.0 sia con l’Italia :)

  4. Eagleman on

    Ciao a tutti,
    io e il mio socio Marco abbiamo deciso di cooperare al progetto di un portate OpenSource in contrapposizione al vergognoso http://www.italia.it

    Tanto per non limitarsi alle parole abbiamo cominciato con l’acquisto del dominio http://www.ItaliaV2.com (spero che il nome vi piaccia, ovviamente è solo il nome del progetto, quello del dominio finale sta alla comunità deciderlo), in quanto nell’epoca del net 2.0 mi sembra naturale che il nuovo portale sarà la V.2 dell’obbrobrio statale, tutto quello che il predecessore doveva essere e non è etc…

    Tale dominio è già online ed assegnato ad un server dedicato RedHat che abbiamo a disposizione.
    Non è un fulmine di guerra, essendo un server di quality che abbiamo in una farm statunitense, ma a budget zero come sarà sicuramente il progetto open source volevamo cominciare a fare qualcosa di concreto.
    E’ quindi nostra intenzione offrire gratuitamente (e sennò che open source sarebbe ? ) l’utilizzo di dominio e server al team. O ai team, se si sviluppassero seri progetti paralleli, ad esempio RItaliaCamp e ProgettoDavid.

    Non Parliamone. Facciamolo.
    diego.marcori@stingergroup.net
    marco.gesiot@stingergroup.net

    ps. E se mettessimo su per prima cosa un tool unico di project management (con forum integrato)?
    ps2. Novecento, l’idea potrebbe essere di avere un team di PM che analizza i contributi e dirige una o piu costole verso un progetto unico… un po come fa la linux foundation.

  5. italiamedievale on

    personalmente sono un po’ scettico sui contenuti liberamente disponibili.. sono comodi, è indubbio, ma non sempre sono del tutto affidabili…
    perché invece non cercare di coinvolgere le guide turistiche che, oltretutto, proprio in questi giorni sono in agitazione per la liberalizzazione della loro categoria?
    chi più di loro potrebbe fornire contenuti verificati sul campo?
    in fondo basterebbe metter su una redazione che raccoglie, verifica e organizza i contenuti prima di renderli disponibili, più o meno come ipotizzano anche diego e marco..

  6. Mavimo on

    Bella l’idea di un portale contrapposto, se ci fosse qualcuno che ha intenzione di mettersi in gioco seriamente, nel senso che ha intenzione di dirigere la cosa FINO in fondo io potrei dare una mano (suprattuto per la parte XHTML + CSS + WAI-A + GOV508), detto questo tornando sul discorso principale SICURAMENTE serve un project leader (o comunque un gruppo ristretto), altrimenti non si va da nessuna parte, per i contenuti si può accedere ai contributi pubblici per iniziare, dopo di che coinvolgere anche gli enti del turismo delle varie zone e/o le guide turistiche, ma non dimentichiamoci delle persone che VIVONO nelle diverse zone italiane, sicuramente ce ne sono alemeno un paio per provincia che potrebbero dare qualche dritta e proporre i posti interessanti.
    Altra cosa ceh non va trascurata è la necessita di persone che traducano per lo meno in inglese (ma anche spagnolo, cinese e giapponese e possibilmente le latre lingue europee) non è una necessità secondaria per un portale turistico INTERNAZIONALE.

    Torno al mio lavoro… ciao!


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