Contenuti testuali: le Marche

Dopo Toscana, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Liguria, Trentino Alto Adige, si continua il nostro stupefacente giro d’Italia sul portale affidandoci a Paolo, che ci condurrà a scoprire le inusitate perle della sua bella regione natìa.

Nemmeno le Marche sono scampate al furore pataturistico del portalone. Ad iniziare dall’immagine di apertura, che mostra una grande pianura, con in fondo qualche sottile segno di collina. Una bella sintesi, per la regione collinosa per eccellenza!

La famosa pianura marchigiana

Affascinanti le cognizioni geografiche degli autori, che in precedenza devono aver lavorato come cartografi per la Pattuglia Perduta:

Regione dell’Italia centrale bagnata dal mar Adriatico che si trova alla stessa longitudine di Umbria e Toscana

Dato che le Marche hanno la ventura di trovarsi anche alla stessa latitudine di Toscana ed Umbria, ne consegue che le tre regioni sono praticamente sovrapponibili. Quindi, non credete ai cartelli stradali: in realtà vi trovate sempre nella stessa regione, nella stessa identica latitudine e longitudine!

Il territorio. Prevalentemente collinare e montuoso, il territorio delle Marche abbraccia il versante adriatico dell’Appennino umbro-marchigiano, ma ha spiagge basse e sabbiose

Non so a voi, ma a me il concetto introdotto da quel “…ma ha spiagge…” suona strano. Sembra quasi sottintendere che le spiagge celebri umbre siano alte e rocciose. Anche nelle Marche ce ne sono, quindi le spiagge marchigiane non hanno nulla da invidiare a quelle umbre…

Amore di sintesi forse, che porta a curiose costruzioni logiche. È sempre la stringatezza, forse, che causa i guai nella parte storica:

le città maggiori mantenevano l’autonomia grazie al rapporto diretto con lo Stato Pontificio …

Sì, beh, boh. Comuni autonomi nel periodo di formazione durante il medioevo, poi forzati in un’unica entità dal cardinale Albornoz agli inizi del Rinascimento. Unità durata poco, vista l’ambizione dei tanti signori che si contendevano il dominio sui territori. Mi sembra che nella storia si possa leggere che l’autonomia venisse mantenuta nonostante il volere e l’azione del papato. E infatti, poi agli autori tocca ammettere che le famiglie signorili c’erano, ed erano pure tante:

Le famiglie più importanti erano i Malatesta a Pesaro e Fano, i Montefeltro a Urbino, i Varano a Camerino e i Chiavelli a Fabriano. Altre dinastie rilevanti erano quelle degli Smeducci a San Severino e dei Brancaleone a Piobbico

Ma qui appare un tipico vezzo da studente che non ha studiato: l’ostentazione di sicurezza per tentare di nascondere le lacune nelle sue conoscenze. Nel gruppo dei signoroni vengono elencati Malatesta, Montefeltro e da Varano, ma mancano i Della Rovere. Vengono poi citati, tra i piccoli signori, solo gli Smeducci e i Brancaleone, e non si capisce perché citare proprio e solo questi due, che non mi risulta si siano distinti per meriti particolari su tutti gli altri.

Nella prima metà del Quattrocento i capitani di ventura Braccio da Montone e Francesco Sforza riuscirono a unificare buona parte della regione, ma i loro Stati si dissolsero rapidamente

Mancherebbe Cesare Borgia, che dopo aver sterminato tutte le altre casate causò, alla fine, con la sua caduta, la riunificazione della regione sotto il papato. Evidentemente, gli autori ritengono il Valentino figura storica di secondaria importanza…

Alessandro Sforza, comprata la Signoria di Pesaro dai Malatesta nel 1445, unì sotto di sé i territori di Pesaro e Ancona per un breve periodo

Beh, lo stesso fecero i Malatesta, che si spinsero addirittura a Fermo, e lo fecero per alcuni decenni e non per un sol anno. E poi, va bene lo Sforza, ma i Della Rovere, che hanno amministrato il nord della regione per un tempo lunghissimo, continuano a mancare. Antipatia personale?

Zero in storia, ma veniamo alle informazioni di interesse più propriamente turistico:

Una lunga distesa di sabbia impalpabile e dorata come il velluto, circondata da acque cristalline e profumi di macchia mediterranea. È la “spiaggia di velluto” a Senigallia

Bella davvero Senigallia, ma (1) il velluto può essere dorato, ma non è la sua caratteristica distintiva principale, (2) la macchia mediterranea è scomparsa dai dintorni della città da parecchi decenni, e (3) ci sarebbero altre spiagge in regione – non so, cito a caso San Benedetto del Tronto, Porto San Giorgio, Gabicce, Sirolo…

ma soprattutto fregiata della prestigiosa “Bandiera Blu”

Sì, nelle Marche ce n’è un numero variabile tra 11 e 14, a seconda degli anni. Mica solo quella di Senigallia. Ci sarebbero anche diverse Bandiere Arancione, assegnate ai borghi più belli dell’entroterra, ma non ne trovo traccia in nessuna regione.

Speriamo allora di consolarci con la cultura:

L’altro volto delle Marche è senza dubbio il patrimonio artistico e culturale di cui è composto. E un modo simpatico e divertente per conoscere questo territorio è “La caccia delle Signorie”, una miscela tra gioco e turismo per promuovere questi luoghi. Si tratta di una sorta di “caccia al tesoro” nei territori a cavallo tra Romagna e Marche…

Finito. Questo è tutto ciò che riguarda la cultura, in una regione di castelli, chiese romaniche, gotiche e rinascimentali, palazzi storici, vestigia romane, musei archeologici, gallerie d’arte tra le più importanti d’Italia, due stagioni operistiche di rilievo internazionale. Un gioco da svolgersi tra Romagna e Marche. E perché non suggerire una sosta alla piadineria preferita, già che ci siamo?

Faccio anche notare l’inizio del passo citato, con quel “composto” che non si sa bene a chi si debba riferire. Alle Marche? E la concordanza di numero e genere? Ma vabbè, non è l’unico errore del genere nel testo…

Possiamo comunque sperare nei…

Testimonial
Giovanni Malatesta.

Esatto. Tutto lì. Il testimonial delle Marche è Giovanni Malatesta, tra l’altro probabilmente romagnolo. Quando hai un testimonial così, a che ti servono Raffaello, Bramante, Rossini, Pergolesi, Spontini, Gentile da Fabriano, i Salimbeni, Leopardi, Licini, Cecco d’Ascoli? O marchigiani d’adozione come Crivelli e Lotto? Dovremmo sostituire al picchio l’effigie di Giovanni, nel gonfalone regionale.

Ma consoliamoci con il cibo:

Sulla tavola. Non un’unica cucina, bensì un mix tra alimenti e gastronomie di tutto il territorio circostante.

Ah. Quindi, non esistono alimenti e gastronomia tipicamente marchigiani: tutto viene da fuori. Poveretti, che sfigati che siamo! Nemmeno un piatto nostro, abbiamo, e ci hanno dovuto insegnare a cucinare i vicini di casa!

Specialità gustose e rinomate sono i cappelletti, i passatelli e i tagliolini in brodo, nonché gli strozzapreti e le lumachelle urbinati. Deliziosi i granetti al mosto cotto e i patacùc (quadrettoni di farina di grano e mais) con i fagioli; con un robusto sugo di fagioli si condiscono anche le tagliatelle e la polenta.

E fin qui siamo nel pesarese. Va specificato, visto che si è premesso che la gastroniomia marchigiana è “un mix”, e sarebbe imbarazzante chiedere i patacùc ad Ascoli (a dire il vero anche a Pesaro, visto che si tratta di un piatto ormai di rarissima preparazione).

Da assaggiare la piada pesarese fresca e leggera, ma anche la variante urbinate, alta, morbida e piena di strutto.

In realtà, la “piada” urbinate (che si chiama crescia, e non piada) rimane piuttosto croccante. Si vede che l’autore l’ha mangiata cotta male. Pesaro non ha una sua piada tipica (che comunque, se si accettasse una variante pesarese del tipico prodotto urbinate e montefeltrino, si chiamerebbe crescia), anche se la diffusione universale della piada potrebbe farlo sospettare.

Il piatto marchigiano più noto però restano gli anconetani vincisgrassi

Il piatto più noto ad Ancona e Macerata, sicuro. Nell’intera regione no, anche se qualche gastronomo di grande apertura lo propone anche nelle provincie di Pesaro-Urbino ed Ascoli.

l’anguilla in umido

Questo a me risulta un piatto ferrarese, diffuso in tutta Italia e quindi anche nelle Marche. Ma nemmeno tanto. Nei menu dei ristoranti tipici non appare praticamente mai.

e lo stoccafisso “in potacchio” d’Ancona, con pomodoro, acciughe e peperoncino

Peperoncino nel potacchio?!? Pepe sì, peperoncino no. E comunque, non sarebbe male citare anche la ricetta più celebre di Ancona, che è, per l’appunto, lo stoccafisso all’anconetana, da farsi con le patate. E non dimenticherei i “sardoncì a la scotadito” (sardoncini alla griglia), puro profumo di mare. E mi chiedo se dedicare un piccolo spazio al tradizionale apertitivo di Ancona, cioè un piatto di “garagoj” in porchetta o di “moscioli” del Conero, accompagnati da un bicchiere di vino bianco, non sarebbe il modo migliore per inviatare ad esplorare le vie del centro.

Male non farebbe, certo, citare la “crescia sa le foje” (crescia con le erbe di campo) consumata nei locali dell’entroterra anconetano, e sottolineare la sua parentela con la piada romagnola e la crescia urbinate.

o le deliziose olive ascolane ripiene di carne

Carne macinata di vitello, prosciutto, parmigiano, pecorino, scorza di limone grattugiata e noce moscata per me, grazie. Se c’è solo la carne macinata sono squallide imitazioni.

Merita di essere citato il coniglio in porchetta, meglio se accompagnato da pomodori e melanzane in graticola

Già che ci siamo, tanto per fare un autentico gratinato marchigiano, mettiamoci anche cipolle e zucchine.

brodetto marchigiano, principe delle zuppe di pesce adriatiche, presente nella versione “rossa” del pesarese e dell’anconetano, al pomodoro, e quella “gialla” dell’ascolano, allo zafferano

Lo zafferano si usa a Marotta (PU) e Porto Recanati (MC). A San Benedetto (AP) è generalmente bianco, ma non vi risulta traccia di zafferano.

Profumatissimo e adatto per accompagnare i piatti di pesce è il Verdicchio dei Castelli di Jesi

Ottimo e perfetto per il pesce. Ma non si vede perché escludere la versione di Matelica, e perché in provincia di Ascoli non si possa preferire un Falerio. A Pesaro qualcuno potrebbe poi preferire un Bianchello del Metauro, forse meno profumato del Verdicchio, ma più rappresentativo di quel territorio.

Mancherebbero poi, in tutte le schede regionali, i liquori, essenze che danno il profumo delle antiche attività. anticipo che da noi ci sono due tipicità marinare, la moretta di Fano e il caffè sport di Ancona, e due montanare, il mistrà secco dei Sibillini e l’anisetta dolce di Ascoli.

Alla fine, tentano di riscattarsi adulando:

un mare pulito e cristallino

Come no. Si salvano, in parte, le spiagge del Conero, ma il resto della riviera il mare cristallino non lo vede da decenni.

I criteri di scelta particolarmente selettivi mostrati nel campo della cultura e dei vini ricompaiono nell’indicazione dei posti in cui soggiornare:

Ville, castelli, palazzi e tenute di campagna immerse nel verde di Urbino, Montefeltro, Pesaro, Fano… promontorio del Conero… Urbino

Insomma, il Pesarese ed il Conero. Basta così. Il resto della regione non è degno di una visitina, magari per andare a trovare la Santa Casa di Loreto, i luoghi leopardiani nel maceratese, il museo diffuso su Crivelli nell’ascolano e quello sul Lotto tra Ancona e Macerata, a vedere l’opera a Pesaro e Macerata, e magari – perché no? – a godersi le meraviglie dei due parchi nazionali dei Sibillini e della Laga, nelle province di Macerata ed Ascoli.

Mah. Si vede che c’hanno l’amante dalle parti di Gradara.

Addenda
Ad integrare quanto scritto da Paolo, segnaliamo questo post di Gianna dal blog Cronache Maceratesi.

9 comments so far

  1. marco on

    sei un genio.

    non riuscivo a smettere di ridere!!!

    beh però pensavo che se a quelli di sanremo danno 1 milione per 4 giorni, questi del portalone se li sono meritati i loro 45, considerando quante persone possono far ridere e per quanto tempo….

  2. Luca Carlucci on

    Eheh, Tramannoni ha fatto proprio una bella analisi. La pataturistica l’ho già fatta mia! Alla prossima intro di una regione la riciccio subito.

  3. Avalon on

    Beh, si sa che le Marche finiscono ad Ancona! Macerata e Ascoli? Mah, proviamo in Umbria o in Abruzzo…
    Il bello è che questo vale non solo per italia.it ma anche per l’APTR (agenzia di promozione turistica unica regionale)…

  4. Paolo Tramannoni on

    Avalon, io trovo invece il materiale cartaceo prodotto dall’APT regionale, e quello messo in rete dalla regione già da alcuni anni, di qualità eccelsa. Se vai su http://www.le-marche.com, tra l’altro redatto già in partenza in un ottimo inglese, troverai che alle varie provincie è stato dato il giusto peso, e le informazioni sono corrette.
    Mi sembra che alcune regioni abbiano curato molto bene i loro siti, e che il portalone ministeriale potrebbe semplicemente raggruppare quei siti in un luogo solo.

  5. motoperpetuo on

    aò … ma il pà cu l’olio ‘ndò è? :D

  6. Buchu on

    Tra l’altro, il fatto che Roma sia diventata provincia di Rovigo la dice ancora più lunga!
    E’ inutile tirare in ballo teorie strampalate se poi chi fa il sito, stabilisce che l’azienda turistica del Lazio ha sede a Roma (RO).
    Oppure è inutile che negli itinerari su come raggiungere l’Italia in auto, si scopra che il Monte Bianco si trova a Nord Est di Como (eppure nel flash è segnato anche quello giusto!).
    Ordunque, CHI L’HA FATTO QUESTO SITO?
    Non fermatevi alla tecnica, in fondo molto è anche opinabile (azz!) ma i contenuti, quelli no… DEVONO essere esatti!

  7. Paolo on

    Che roba..tra l’allucinante e l’incredibile. se volete visitare le Marche date un’occhiata ai vari siti comunali che sono molto curati.. dire che quest’Italia.it è una porcata.. sarebbe fargli un complimento. Quante cose mancano e quante sono state scritte male. boh.. forse servivano altri 50/60 Milioni di €.. si si.. forse anche 100 e magari qualcuno si degnava di fare qualcosa di decente.
    Un bimbo delle elementari avrebbe scritto più cose e meglio, magari prendendo in considerazione anche le altre città della Regione.. mah!
    Che inutilità

  8. […] 15, 2007 Se ricordate, avevamo già fatto una prima “passata” delle Marche grazie a Paolo, e quasi tutte le cose da lui segnalate sono state effettivamente corrette. Ma poichè gli esami […]

  9. […] a farsi del male a leggere certe cose? ma non ci sono riuscita. Diciamo che le Marche e i maceratesi non sono molto amati da Italia.it perché ne hanno scritte di tutti i colori e si stenta a credere […]


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