Italia.it: e basta strepitare!

Mentre l’Osservatorio delle ICT della Margherita si prepara lunedì ad un confronto con IBM e Innovazione Italia per fare il punto sul portale italia.it, riceve e volentieri pubblica una riflessione di Angelo Boscarino, del Direttivo dell’Associazione “Innovazione & Tecnologie Osservatorio Regionale ICT Lombardia” DL – La Margerita, sul portale del turismo Italia.it.

Nell’attuale dibattito su Italia.it è una riflessione, diciamolo, fondamentale e pregna di significato; quindi vi invito a leggerla qui:

L’opinione

Vale la pena di soffermarsi sul passo in cui dice:

Come dice Rutelli, c’è solo da lavorare (strepitare, basta).
Personalmente, per quello che vale, l’analisi che mi convince di più è quella di Mantellini sul numero 2715 del 26 Febbraio di Punto Informatico
http://punto-informatico.it/servizi/ps.asp?id=1905861&r=PI

Ora sia chiaro, questo signore e con lui l’Osservatorio ICT Margherita che lo pubblica volentieri non si rivolgono a scandaloitaliano che pure è citato nelle prime righe di questa analisi di Mantellini.

All’ Adiconsum, alle migliaia di italiani che giustamente hanno protestato e si sono indignati di fronte a questo scandalo, a tutti voi che fate parte del progetto di questo blog, a tutti coloro che, legittimamente, hanno espresso, esprimono ed esprimeranno la loro opinione, ai co.co.pro che, loro malgrado, hanno fatto le dieci di sera perche si pubblicasse l’im-presentabile www.italia.it , ai tanti che vogliono sapere e tra loro, a scandaloitaliano e infine a me, che sono tra gli ultimi arrivati, cosa dicono questi ?

Ma state zitti. Basta strepitare. C’è solo da lavorare.

stre|pi||re
v.intr. (io strèpito; avere)
1 LE fare strepito, rumoreggiare: prostrato ove strepitano l’onde, | con le speranze mie parlo e deliro (Foscolo)
2 CO gridare irosamente, sbraitare, strillare: smettila di s.

De Mauro – dizionario della lingua italiana on-line

A questo “messaggio trasversale” voglio rispondere in modo semplice, diretto e molto chiaro.

Io non sto strepitando, io voglio sapere.
Io, parte di quei soldi, dilapidati in questo modo, li guadagno ogni giorno, lavorando.
Io sì, davvero.

Francesco Aprile
francesco.aprile1964@libero.it
Uno degli autori del blog scandaloitaliano

3 comments so far

  1. aghost on

    la tesi esposta da boscarino mi pare francamente inaccettabile. Egli dice “non vorrei che venisse dimenticato che questo bambino dalle fattezze mostruose è figlio legittimo del precedente Governo”.

    Peccato che la “levatrice” di questo aborto sia stato Rutelli, il quale anzi si è vantato della prodezza. Quindi nel momento in cui si rivendica la nascita e relativi meriti, in questo caso inesistenti, bisogna essere pronti ad assumersi le proprie responsabilità.

    Dopo 3 anni di lavoro e con 45 milioni di investimenti non si puo’ dire “si il sito fa schifo ma basta lamentarsi, ora c’è da lavorare”, è semplicemente grottesco e anche arrogante.

    Ma lavorare su che? Se dopo 3 anni di lavoro i risultati sono questi, i “lavoratori” devono essere licenziati in tronco e mandati a casa a calci nel sedere. Questi invece magari vorrebbero continuare a ciucciare la tetta dei contributi statali dopo una tale dimostrazione di incapacità.

    Ma scherziamo?

  2. astroplan on

    Premesso che, personalmente, in questo blog, tra articoli e commenti, ritengo che nessuno stia strepitando, casomai si esprimono giudizi personali, tecnici e civici sui risultati e sul affidamento dell’appalto e conduzione, sia in termini di gestione della sviluppo che di controllo sul risultato, di un progetto “strategico” finanziato con soldi pubblici, orientato ad un servizio di pubblico dominio, addirittura di carattere internazionale.
    Premesso, che spero proprio che la pubblica riflessione di Angelo Boscarino (che, comunque, contribuisce alla discussione ed è legittima come “personale” opinione) sia proprio farina del suo sacco e che abbia riflettuto a lungo prima di citare questioni di appartenenza politica di un progetto della P.A. e che citare Rutelli nel “…c’è solo da lavorare (strepitare, basta)…” [il testo tra parentesi è di Boscarino, spero] gli porti qualche vantaggio di tipo pratico in seno alla Margherita [spero, si colga il senso ironico].
    Le fondamenta del suo intervento, sono, personalmente, assolutamente NON CONDIVISIBILI.
    La questione è che un progetto della P.A. (PUBBLICA amministrazione) è patrimonio dell’ intera società italiana (non di destra,sinistra,sopra e sotto) e che gli amministratori/governati di turno sono tenuti istituzionalmente a vigilare, valutare e agire con senso di responsabilità anche se le cose si mettono male, e non adducendo motivi di “scarica barile” dall’altra parte politica; perché E’ PROPRIO FORVIANTE al fine di LAVORARE ad una reale soluzione della questione (del resto, se “governa” il centro-sinistra, forse anche il “fallimento” del progetto avrà contribuito in qualche maniera a spostare quella manciata di voti?). Versiamo le tasse, non per fede, sesso, appartenenza politica (uhmm!) e vari altri gusti; versiamo le tasse perché la nostra società è strutturata con una “colletta obbligata” tra “tutti” (chi più, chi per niente “se non c’è la fa” o altro motivo da stabilire con la Guardia di Finanza) per pagare I SERVIZI PUBBLICI. Quindi, siamo tutti azionisti alla pari della cosa pubblica; è vedere come vengono gestiti I NOSTRI SOLDI (e Dio sa quanti c’è ne chiedono) senza che si renda conto dei risultati (ma tanto basta solo lavorarci, lasciando la cosa nelle mani degli stessi DIRIGENTI, giusto Boscarino?) ha prodotto un sistema statico e completamente inefficiente. Servilismi, clientelismi, club privè, lobby più o meno alla luce del sole hanno escluso dal processo “rinnovatore” tante buone menti ed hanno ingabbiato quelle che sono entrate nel “girone” Dantesco del cane non mangia cane, mentre altre “disperate” sono o stanno per scappare all’estero!. Ma siamo giunti alla frutta, da qualche parte si deve pur iniziare per diventare un sistema Paese “Europeo” competitivo e orientato all’eccellenza ed ad un’etica del lavoro in funzione dei risultati: INIZIAMO QUINDI DA ITALIA.IT. Personalmente, prendo una posizione sul fatto che un portale del turismo è una buona idea se ha un vero obiettivo da svolgere rispetto al panorama delle offerte esistenti; altrimenti date tutti i rimanenti milioni in beneficenza (quella vera però!), tanto se lì dobbiamo buttare dalla finestra. Tuttavia, visto che il turismo italiano è un settore che può essere ancora molto sviluppato e può dare ricadute economiche a tutto l’indotto; sviluppare un portale ha senso (premessa l’individuazione di un reale obiettivo funzionale). Sostanzialmente, la gara di appalto del 28/02/2005 (?) scadenza presentazioni 15/03/2005 (?) da
    http://www.sviluppoitalia.it/UploadDocs/572_Bando_Portale_Nazionale_Turismo_Italia.pdf “abbastanza discutibile” nei termini cito:”…La piattaforma tecnologica dovrà essere disponibile on-line entro tre mesi dall’aggiudicazione ed i servizi e le attività accessorie di sviluppo, personalizzazione, manutenzione e gestione dovranno essere assicurati per l’intera durata del contratto… ” (24 mesi) [che fantastico capestro per un progetto senza specifiche chiare; nessuno sano di mente potrebbe partecipare.. dove sono gli allegati tecnici?] sia per quelle specifiche tecniche “peculiari” de “la piattaforma di booking in ASP” (ah! bene in tre mesi con una tecnologia predeterminata) e nella selezione preventiva dei singoli e consorzi con fatturato “…attestante un fatturato globale per forniture di tipologia analoga a quella oggetto della presente gara per un importo complessivo realizzato nel triennio antecedente non inferiore a 12.000.000 EUR. …” per singolo componente o in percentuale minima del 60% per la mandataria o una del consorzio (addio piccole e piccolissime società da miracolo informatico in fase di start-up, addio imprenditoria giovanile, nemmeno aggregandovi avete diritto di essere titolari diretti di una gara d’appalto della P.A. innovativo… territorio di caccia riservata ai BIG), ma, tuttavia la procedura è “legittimamente” delegata alla decisione dell’ente di gestione (o entità oscura di gestione) o meglio, in ultima analisi, all’amministratore delegato di Sviluppo Italia e ai suoi rispettivi delegati alla decisione delle modalità operative ovvero A.D. di Innovazione Italia (ma quanti bei amministratori delegati abbiamo). Peccato, che sia, anche di competenza la parte relativa al controllo di gestione dell’appalto stesso… d’accordo che è stato bloccato il pagamento con contestazione a “solo” da UN MILIONE DI EURO ai SETTE MILIONI EURO SPESI (in fondo crescono sugli alberi, no? ma quanti sono?)… ma l’inadempimento dei tempi previsti dell’appalto stesso (accettati implicitamente dalla controparte appaltante al momento della accettazione stessa del bando) non doveva far decadere direttamente l’appalto stesso con citazione per inadempienza alle scadenze prefissate? Le ampie e documentate giustificazioni del fornitore (spero, proprio che esistano per iscritto, protocollate e inviate per conoscenza ai Ministeri di competenza) sul ritardo (del tipo: Cribio, si è ammalato l’unico programmatore che avevamo in cantina; abbiamo dimenticato di attaccare il gruppo di continuità, poi è passato una persona con la calamità vicino agli hard-disk… cose che succedono se lavori, solo chi non lavora non sbaglia mai), tuttavia, dispiace per la sfortuna (?)… ma il bando indicava questi termini, e adesso? Rinunci all’albero della cuccagna e lasci che qualcuno “più bravo” di te ci provi. No! abbiamo vinto l’appalto… adesso non facciamo brutta figura (sarebbe stato meglio pensarci bene a questa idea), mettiamo su “qualcosa” in zona cesarini.. tanto chi se accorge, tanto quelli di Sviluppo Italia (che sono i controllori appaltanti) che vuoi che ci capiscono (eh! già! i controllori), tanto i consiglieri di Rutelli.. dai, dai Francesco taglia il nastro!! (bello scherzo ti hanno fatto, Francè!). E poi, il patatrac dei blog, web, tam tam, chiama quello che chiamo quell’altro… ma come?, studio tecniche di analisi, quell’altro si ammazza per il web design… quell’altro ancora fa girare un database come una trottola… ecc. ecc. e 45 milioni (1, 7 insomma milioni) per questo “coso” (ma fosse pure per un milione)… ma allora è FOLLIA! Chi è informatico (anche chi non lo è, dovrebbe) conosce i corollari della Legge di Murphy “Niente va mai così male che non possa andar peggio”, quindi viste le premesse, gli si sono rizzati i capelli in testa (in alternativa, i peli di qualche altra parte), ma sicuramente qualcosa ha anche iniziato a girare.
    ADESSO: sulla questione del lavorare a gratis.. (bello, quando la pagnotta te la passano le tasse degli altri, eh!) sinceramente.. LO FAREI!, se la questione prende una direzione chiara e semplice: dimissioni A.D. Sviluppo Italia, dimissioni A.D. Innovazione Italia e… dimissioni, rinuncia ufficiale all’appalto per palese inadempienza, ritorno alla cassa pubblica del “mal tolto” (magari lasciamo fuori il costo della registrazione del dominio e qualche spesa per il saldo delle pedine) oppure avviamento del contenzioso con la Corte dei Conti e avviamento delle indagini della Procura della Repubblica per… (e vediamo cosa c’è dentro a questo pentolone, dai!), completa nuova definizione della pratiche della nuova gara di appalto con tutt’altra gestione e tutt’altra strategia, ovvero avviare una richiesta pubblica di presentare on-line delle idee e dei manufatti di orientamento (diciamo pure a gratis, mah!)… prendere una giuria QUALIFICATA’ ESTESA (almeno 100 o più tra i maggiori e minori operatori sul territorio) composta da veri esperti nel marketing del turismo, operatori alberghieri, ristorazione, musei, parchi archeologici, insomma gente che di questa cosa avrà l’utilizzo diretto e indiretto e la ricaduta economica principale con l’aumento dell’affluenza turistica (e per loro che lo facciamo, vero?) ed inoltre creare una votazione pubblica di preferenza (simile a quella del premio sul sito dell’anno) per l’idea o la soluzione prototipo di massima più interessante… (facciamo pure tipo gara a premi per i primi dieci, con premi a scalare dal primo a decimo posto, sarà pure lecito che la P.A. fa i concorsi a premi per una cosa serie, anche la RAI pubblica lo fa per scopi molto meno impegnativi) quindi trovato il vincitore di riferimento, fare un aggregamento consortile del progetto vincente o mettere un general contractor (ahia!) o meglio ancora una foundation finanziata che abbia il preciso compito di coordinamento e finanziamento del progetto con le risorse umane reperite via network (preferibilmente, dove possibile, orientando i lavori nell’ottica del tele-lavoro, così magari qualche neo-mamma, qualche diversamente abile e tutti i programmatori malati influenzali possono contribuire da casa al progetto) e gestire per gruppi di task-force (meglio se, anche opportunamente geograficamente distribuite, serviranno in un successivo momento per il collegamento con gli enti di turismo Regionale) finalizzate agli obiettivi da raggiungere nel più breve tempo possibile (prototipo+contenuti di base sull’Italia in generale [a che ora si mangia, che valuta abbiamo, i numeri di soccorso, ecc. ecc. in almeno tutte le lingue dell’Unione Europea e poi quelle più diffuse nel mondo) [revisionando completamente i contenuti dell’attuale], alfa+test di integrazioni regioni, beta+”un segretuccio” [e dai! su! uno solo] e final release 1.0 baci e abbracci e “ci vediamo al prossimo” (magari con una lista di credit impressionante del tipo elenco telefonico e festa offerta da Rutelli per le sue rielezioni [scherzo! Francè]). Niente storie strane, niente amichetti, niente torta da spartire (è finita!)… solo lavoro professionale, meritocrazia applicata e pubblico controllo sia di critica e sia di (si spera) d’entusiasmo, come nella migliore tradizione dell’open source vincente. Chiaramente, essendo un progetto finanziato da tutti, appare logico che tutti abbiano diritto alle verifiche sul codice ed al suo riutilizzo (beh! tranne forse la password dell’amministratore di sistema). Sinceramente, ho anche delle idee su un obiettivo strategico del portale (e mi confronterò con l’opinione di tutti al momento opportuno)… ma in questa fase, ritengo sia precoce rispetto al momento ed alle aspettative sull’atteggiamento definitivo dell’amministrazione pubblica e del “famoso” consorzio rispetto all’acqua sporca ed il bambino (ma quale bambino? questo è hardware + software + contenuti!).
    Scusatemi, per il mio commento troppo prolisso (cerco sempre di limitarmi, ma l’argomento è tremendo da descrivere in dettaglio per non scadere nello strepitio!), vorrei solo aggiungere una parola (se mai la leggeranno) su coloro che hanno partecipato a livello di codice e grafica all’ormai “vecchio” progetto Italia.it.. spero che abbiano capito che, personalmente, sono dispiaciuto per loro e non pongo loro responsabilità “improprie”, anche se ci avessero messo la migliore volontà e capacità possibili per soddisfare il committente, ci sono delle questioni di base per cui avevano, dal mio punto di vita, nessuna possibilità di completare l’oggetto dell’appalto. Una per tutte, il fatto che il committente “Sviluppo Italia” non ha probabilmente esercitato nessun controllo e indirizzamento concreto durante “l’avanzamento” dei lavori (viste le specifiche rispetto al risultato proposto). Sono, abbastanza sicuro, che nel gruppo di sviluppo ci possano essere differenze tra professionisti che hanno fatto quello che hanno potuto ed altri imbarcati tanto per collegamento parentale, amicale etc. senza la minima idea di che diavolo stavano facendo. La speranza è che si apra una nuova fase professionale per tutti i meritevoli e gli altri vadano a fare qualcosa d’altro. Se l’informatica, come settore, ha qualche speranza di diventare un industria adulta in Italia (è non un giro dei soliti noti), non è tacendo sui fallimenti pubblici e lasciando correre (tanto le cose… e continuiamo a lavorare a testa bassa nello schifo? NO! non si può andare avanti così!); ma riorganizzando uno dei motori economici più importanti e più bisognosi di vere soluzioni informatiche applicate e open source, quale proprio la pubblica amministrazione e i suoi progetti collegati per lo sviluppo economico e infrastrutturale del Paese. Certo è, che se questi sono i risultati ad oggi (03/2007) e non si vedrà una svolta presto; beh! cominciate a prenotare il biglietto aereo (magari su un portale completamente funzionante).

  3. mazzetta on

    Evidentemente non hanno ancora colto il controsenso nel mettere online un vetrina del paese tanto sgangherta.
    Tutta gente che vive di comunicazione, ma non uno che abbia ancora capito che l’unica cosa da fare ora è mettere offline italia.it. Posto che fa schifo, se resta online fa danno proprio all’immagine del paese in generale, figuriamoci poi alla all’immagine della qualità dell’infrastruttur turistica.
    La colpa dell’attuale amministrazione è di non capire neanche cose elementri di questo tipo e di aver agito in maniera dissennata inaugurando una parodia di “opera pubblica”.

    Rispondano di questo, ammettano la loro ignoranza o la loro indeguatezza e ne traggano le conseguenze andando a fare altro.

    Il fatto che gran parte della popolazione non sappia cosa sia un portale, come peraltro pare non lo sappiano nemmeno molti politici, non scusa affatto l’incopetenza; ancora meno in chi si intitola competenze sulle tecnologie o, come nel caso dei politici, sulla comunicazione e sull’amministrazione.
    Mettere online Italia.it è presentare l’immagine di un’Italia cialtrona, dovrebbe essere il governo stesso a cacciarne i responsabili, anche Rutelli dovrebbe scusarsi con il paese, supponendo che sul versante dimissioni non ci senta.

    La Margherita farebbe meglio a trovarsi altri difensori, se Stanca ha messo in piedi un baracca, ciò non diminuisce le responsabilità del suo ministero.


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