La posizione della Margherita su italia.it, e qualche prima piccola obiezione

Dunque, il tavolo su italia.it di lunedì 5 marzo si è svolto, e l’Osservatorio sulle ICT della Margherita ci offre le sue conclusioni in questo comunicato.

Si noti che esiste anche un audio completo della riunione, per i più coraggiosi.

Anche Paolo Zocchi, presidente dell’Osservatorio, ha parlato della cosa in un post sul suo blog personale.

Vediamo cosa ci dicono di rilevante.

Per il Comunicato ufficiale dell’Osservatorio direi di partire dal titolo, apparentemente venato di una certa euforia:

Italia.it – l’Osservatorio fa emergere come non sia stato ancora erogato un centesimo

Dopo tre anni di lavoro con 45 milioni di euro a disposizione per fare un sito web, il non aver erogato una lira e l’aver fatto uscire in pompa magna un prodotto sgangherato destinato a (ri)lanciare, stanti così le cose, un’immagine pessima dell’Italia nel mondo, non ci par proprio, francamente, una fonte di eccitazione.

Tanto valeva titolare, con un po’ più di schiettezza:

Italia.it – L’Osservatorio fa emergere come, grazie all’inettitudine della classe dirigente di questo paese, dopo tre anni di lavoro e con quarantacinque milioni di vostri euri in mano, si sia fatto uscire un portale indecente, si siano spesi un numero imprecisato di milioni (anzi no, cioè, insomma, pagare si dovrà, il lavoro è stato fatto o quasi, però il fornitore lo si deve ancora saldare eh?), ma ATTENZIONE IN ALTO I CALICI buona parte del malloppo c’è ancora! Gran cosa no?

Proseguiamo, e veniamo ai numeri:

Paolo Zocchi, ha voluto sottolineare che il portale non è costato, come si detto erroneamente in questi giorni su molti blog, 45 milioni di euro (…). Non 45 milioni di euro, infatti, sono stati destinati a http://www.italia.it, bensì solo 7, che per altro non sono stati ancora nemmeno erogati.

Al di là del fatto che i milioni “destinati” al progetto sono proprio 45, quello di cui si discute è quanti siano quelli effettivamente impegnati, e quanti invece rimangano spendibili.

Nel comunicato, gli impegnati parrebbero risultare 7.

Ohibò, 7 milioni? Ma da dove escono questi sette milioni? Che cifra è?

L’unico che ha parlato fin’ora di cifre è Roberto Falavolti, Amministratore Delegato di Innovazione Italia Spa, in questa intervista a LaStampa.it – di cui abbiamo ferocemente trattato in questo post.

Leggetevela. Falavolti, sulle cifre effettivamente impegnate dice:

– 9.6 milioni di euro (cioè 7.8 milioni + IVA) appaltati alle aziende IBM/ITS/Tiscover ma non ancora pagati per un contenzioso

– 1 milione “circa” speso extra-appalto.

Totale: 10.6 milioni “circa”.

Com’è che in questo comunicato invece Zocchi parla di 7 milioni? Non sarà che questi 7 sono i 9.6 di cui parla Falvolti, opportunamente privati di IVA?

Prima di proseguire, diamo una base solida al ragionamento: qui c’è il documento di assegnazione dell’appalto, che dice alla lettera:

“valore finale totale dell’appalto: 7.850.040,00 EUR IVA esclusa.”

Ma allora? 7 milioni come dice il comunicato o 7.8 milioni come stabiliva l’appalto e sospettiamo noi?

Beh, chi meglio di Zocchi può dirimere il dubbio? Nel suo blog, in un post di oggi in cui ci relaziona brevemente sulla riunione di ieri, dice testualmente:

In primis le risorse impegnate, che sono 7,8 milioni di cui, di fatto, quello che è stato prodotto cuba per circa la metà (restano quindi soldi da spendere per miglioramenti e implementazioni).

Ah, allora sono 7.8 milioni, non sette!

Buffo come il comunicato dell’Osservatorio ICT arrotondi al ribasso e zappi via ottocentomila euro della comunità così, in una splendida carlona – se proprio dovevano arrotondare, dovevano infatti scrivere 8 milioni di euro. Si noti come con questa paura delle cifre esatte si evidenzi una certa tendenza a sminuire, ad addormentare la cosa.

Dunque i milioni sin qui impegnati, a sentire Zocchi, sono 7.8.
Ovvero, al centesimo, quelli dell’appalto.
Senza IVA però.

Ma questa IVA, d’accordo che è una partita di giro e torna nelle tasche dello stato, ma ai fini dello stanziamento globale (45 milioni di euro) si calcola o no?

Cioè una volta effettuato il pagamento delle aziende, per capire quanto rimane da spendere per il progetto, quanto tolgo dal totale dei 45 milioni? 9.6 mln o 7.8 mln?
Se ne tolgo 9.6 milioni, come a buon senso credo, allora tutto questo sventolio di cifre orbate dell’IVA assomiglierebbe un po’ a una presa per i fondelli.
Ricorda certi piazzisti di pc che, per far sembrare i loro prezzi vantaggiosi, li mettono a listino col bollino microscopico “iva esclusa”. Se non altro il bollino loro ce lo mettono.

Senza contare poi le questioni di valutazione del prezzo di un servizio: se lo stato va coi soldi miei a farsi un panino al bar, e il barista glielo fa pagare 10 euro, hai voglia a dire “eh ma in realtà si è pagato 8 perchè i due di IVA ci tornano in tasca”: rimane il fatto che sono andato da un barista che mi ha venduto un panino a 10 euro.
Il servizio che ho chiesto è un panino, il prezzo a cui lui me l’ha fornito è 10 euro.
E se il mio budget per comprare panini era 15 euro, in tasca per comprare altri panini mi rimangono 5 euro, non 7 – i 2 dell’iva vanno nel budget dell’erario, mica rimangono in quello dei panini.

Attendiamo trepidando chiarimenti su questo aspetto: e se saremo smentiti, vi assicuro che ciò non ci farà che piacere.

E il milione “circa” speso extra appalto (quindi al di là dei 9.6 assegnati alle aziende) menzionato da Falavolti nella sua intervista?
Mistero, nessuno ne parla più.

Anzi, alla riunione di ieri c’era anche Falavolti, che, a sentire il comunicato, ha detto:

Falavolti ha dato alcuni dettagli sullo stato dell’arte del portale italia, per il quale sono stati destinati 7 milioni di euro (parte dei 45 totali), che è una prima realizzazione tecnologica e che ha sofferto di una carenza di collaborazione istituzionale nella prima fase di avvio.

Grandissimo Roberto! Non solo si adegua al giochino dell’IVA nascondarella, non solo arrotonda anche lui quegli 800.000 euro che tanto son bruscolini, ma, colpo di scena, si guarda bene dal menzionare il “milione circa” extra appalto di cui aveva parlato nella di poco precedente intervista.

Che bello. Che rigore. Che trasparenza.

Torniamo al post di Zocchi sul suo blog.

Zocchi dice anche che il lavoro fatto sin qui “cuba” (verbo bizzarro, non lo conoscevo) per circa la metà dei 7.8 milioni IVA esclusa (9.6 IVA inclusa, richiosiamo noi: e se ci sbagliamo, preghiamo Zocchi di smentirci al più presto).

Cosa significa? Significa che da qui a luglio 2007, quando scade l’appalto, andrà spesa l’altra metà , in cambiamenti, miglioramenti etc.

Ora, questo “cubare a metà”, è un notizia molto importante che emerge per la prima volta. Faccio notare che emerge detta en passant su un blog personale: il che la dice lunga su come stiamo messi.

Vuol dire che IBM/ITS/Tiscover in 19 mesi di appalto hanno fatto metà del lavoro richiesto, e nei prossimi 5 dovranno fare l’altrà metà. Mitico. (Ricordiamo, accessoriamente, che il bando di gara prevedeva la messa online della piattaforma a 3 mesi dall’assegnazione dell’appalto, quindi ottobre 2005!).

Nel frattempo, mentre questo avvincente susseguirsi di non colpi di scena cerca di ricostruire un torbido passato: un logo-crosta da 80.000/100.000 euro (a proposito, ma questi rientrano nei 45 o sono una cosa extra?), 21 milioni alle regioni incancreniti da tre anni di burocrazie e nemmeno un rigo di contenuti prodotto ad oggi, 4 milioni per “la redazione di contenuti nazionali” sui quali si continua a non avere notizia (chi li gestisce? per cosa esattamente? sono già stati spesi?), 7.8 milioni iva esclusa (9.6 con iva) appaltati a tre aziende, che in 19 mesi sui 24 a disposizione hanno “cubato” la metà del lavoro loro richiesto, un milione circa forse speso extra appalto di cui nulla si sa e con tutto ciò…

…italia.it va online, nelle condizioni in cui è, a “rilanciare l’immagine dell’Italia”.

Complimenti a tutti.

Morale finale

Alcuni cittadini stanno con energia chiedendo un esatto resoconto, ufficiale, sulla situazione economica del progetto italia.it (su uno stanziamento totale di 45 milioni di euro, quanti sono al centesimo quelli impegnati, e a fronte di quali servizi), e in risposta ricevono numeri raffazzonati, balbettii, dichiarazioni informali e discordanti.

Delle due l’una: o non vogliono rispondere, o non ne sono capaci.
Chissà, magari non sono davvero capaci.
Magari non lo sanno nemmen loro.
O gli è che non sono proprio abituati a dover render conto per bene ai cittadini del loro operato.
Sia come sia, forse gli conviene cominciare: a volere, a sapere e a rendicontare.

18 comments so far

  1. tesoc on

    La frase rivelatrice e’ questa:

    “ha sofferto di una carenza di collaborazione istituzionale ”

    Vuol dire che le ditte sono rimaste ad attendere ordini e direzioni dalle istituzioni, senza avere alcuna direttiva/informazione.

    Non credo che sia giusto addossare la colpa di questo spreco tutto alle aziende, credo invece che sia stato impossibile produrre alcunche’ di sensato a casua della mancanza di direttive o, peggio e piu’ probabile, direttive contraddittorie o impossibili da mettere in pratica.

    E’ lo stato, bellezza!

  2. Luca Carlucci on

    Il post non mi pare dia addosso alle ditte: semplicemente constata che, a quanto dice Zocchi, le ditte in 19 mesi (su 24) di appalto hanno “cubato” metà del lavoro.

    Sui motivi di questa situazione il post non s’addentra: sarebbe bello esprimersi, se solo ce li dicessero.

    La tua ipotesi è, chiaramente, più che verosimile. Personalmente però non mi accontento di un’ipotesi.

  3. aghost on

    mi pare evidente che il sito, ancora una volta, era un mero pretesto per spendere i famosi 45 milioni. Insomma uan foglia di fico, per giunta raffazzonata in fretta e furia. E vi meravigliate che il sito non funzioni, o che nessuno avesse imposto delle direttive o finalità? Ma tanto a che servivano? :)

    Ribadisco che è del tutto inutile andare a cercare altre magagne al sito, qui si deve muovere la magistratura. Punto.

  4. Lillo on

    Direi che con 45 milioni di Euro si poteva fare un canale satellitare in inglese/Cinese/Arabo sul made-in-italy, il turismo ecc e con contenuti a cura delle varie regioni (con relativi enti per il turismo). Sarebbe stato assolutamente meglio e almeno si giustifica una spesa del genere. Specie considerando gli attuali costi di gestione di un sito internet (1000 euro l’anno?)

  5. Luigi Muzii on

    45 milioni di euro sono un’enormità e corrispondono, più o meno, al bilancio statale di un piccolo stato africano.
    Nessuno dei comportamenti adottati fin qui trova giustificazione.
    Lo stanziamento di una cifra abnorme da parte del precedente governo trasuda di conflitto di interessi e, per onestà, avrebbe dovuto essere ridimensionato. Il 10% di quella cifra era più che sufficiente e l’aver pensato di spendere tanto dimostra solo, ancora una volta totale incompetenza da parte dell’ennesimo (pseudo) tecnico.
    Da romano, non ricordo un successo uno di Cicciobello Rutelli. In quindici anni non è risuscito a lasciarci nemmeno un pensiero degno di nota, al pari, del resto della altrettanto fortunata consorte.
    Sbertucciato, appena sconfitto, ma orgogliosamente in sella, da Nanni Moretti, invece di ritirarsi in silenzio e aspettare tempi migliori, ha preteso, e ottenuto, un dicastero alla guida del quale precedenti primi ministri di centro-sinistra avevano posto ben altre figure.
    Che tristezza! E queste sarebbero “le menti migliori della mia generazione”?
    Adesso sappiamo che, probabilmente solo in virtù di un imprevisto e inatteso rigurgito di legalità fiscale e contributiva, nel 2007 si registreranno maggiori entrate per 12 miliardi. E se fossero 12,35?
    Ad maiora

  6. Fabrizio on

    Dicono di aver speso circa 7 milioni di euro circa anzichè 9,6 (…ma sì dai – avranno pensato – più o meno sono la stessa cosa, staranno mica a vedere una cifra dopo la virgola!!!).

    E questi sono i nostri amministratori.

    Quando un cittadino paga le imposte allo Stato ma – ahilui – si sbaglia per difetto anche di UN solo euro (e non di 2 milioni e 600 mila euro)… viene considerato quasi alla stregua di un evasore.

    No comment –

  7. Francesco on

    E’ chiaro che l’IVA è una partita di giro. E’ anche chiaro che va computata nei fondi a disposizione per il progetto, perchè viene fisicamente versata al consorzio d’impresa a presentazione fattura. E’ poi il consorzio, con la dichiarazione IVA, che la restituisce allo Stato che, a sua volta, non è che la rigira in automatico sui fondi a disposizione per il portale. Ma questi “amministratori” … sono veramente competenti eh ?

  8. Luca Carlucci on

    I questo caso, imho, non è questione di competenza ma, come si dice nel post, di attacco acuto di “sindrome del piazzista” ;-)

  9. Francesco on

    Questi “osservatori” delle ICT hanno osservato così bene da non aver posto una sola domanda di quelle precise e puntuali che da questo blog erano emerse ed a loro gentilmente fornite con tutti i riferimenti del caso.
    L’adozione non ha funzionato, ne propongo l’affidamento :-)
    @P. Zocchi & C. : complimentoni, eh !?

  10. Andrea on

    Sono pienamento d’accorto sugli interventi postati sopra ma vorrei soffermarmi sull’aspetto tecnico del sito:
    1) Com’è possibile che intorno alle immagini non sia stata messa una cornice anzichè buttarle lì come se fossera appicicate?
    2) Ho scaricato il css per vedere un pò come hanno lavorato ed ho visto che come font hanno usato Lucida Sans che infatti, se ci fate caso, si vede mailissimo sui monitor: si vede “smangiucchiato” (termine tecnico :-D)
    3)Sulle immagini non è stato messo il collegamento alle pagine, praticamente per entrare in una sezione devo cliccare su Continua sennò non entrerò mai
    4) L’immagine realizzata con Flash in alto è più corta rispetto al banner sotto grigio
    5) per non parlare poi delle tecniche utilizzate per il posizionamento: inesistenti!!!
    6) chiudo sul logo: può anche piacere ma non può costare 80/100.000€…
    Scusate ma appena ho visto il codice non potevo non postare questo messaggio.

  11. cymbalus on

    Allora se sono solo 7 invece di 9 (i milioni) mi scuso umilmente… Il gioco delle tre carte e quello del cerino acceso mi sembrano palesemente gia’ cominciati. E io pago, diceva De Curtis…

  12. Andrea Giammarchi on

    Sarò malizioso ma comincio a vederci fin troppo chiaro …

    Il governo, o meglio I governi, è il primo ad essere convinto, dati alla mano, che in italia l’IT e le competenze informatiche o inerenti il Web siano inesistenti.

    Presentando un prodotto affidato ad un colosso e facendo creare un logo ad una società americana, come se noi italiani non fossimo noti in tutto il mondo per design e stile, probabilmente pensavano che nessuno, o almeno nessun italiano, sarebbe stato in grado di criticare “il fantasmagorico portale in Flassccc con gli special effectzzz e dolbi surround“, quindi il governo orgoglioso del prodotto presentato (mi domando loro cosa diamine navigano di solito … anzi no, non voglio saperlo, grazie) avrebbe voluto prendersi tutti i meriti senza aspettarsi la piccola sommossa degli addetti ai lavori del suo stesso paese!

    Qualora le cose fossero andate bene si sarebbero intascati soldi e gloria, mentre la controparte avrebbe ricordato al mondo che è grazie a loro che è nato il progetto ed è stato possibile realizzarlo così come è oggi.

    Sfortunamtamente in Italia mancano le competenze di settore, il programma di studi di un Ingegnere Informatico non presenta la voce Web nemmeno in durante la specializzazione e quindi molti, lassù coi nostri stipendi, sono convinti di sapere tutto su internet e su come vadano fatti i siti, presentando un prodotto vecchio come i nostri stessi rappresentanti, e senza avere competenze specifiche di settore (inopinabile dato che come ho appena detto non ci sono scuole specifiche o di specializzazione Web che da solo è un settore a parte composto da una moltitudine di tecnologie e problematiche che con l’ingegneria del software, tanto di cappello, non hanno praticamente nulla a che vedere).

    Inutile sapere cosa “subisce” ogni singolo bit su un protocollo trasferimento dati se poi non si conosce markup, CSS, JavaScript o ActionScript e problematiche di accessibilità, compatibilità, degradabilità eccetera… eccetera.

    Fortunatamente in Italia ci sono però persone che si sudano il lavoro e non stanno comodi in poltrona, persone che da autodidatte (non ci sono alternative) si sono formate, studiando quotidianamente standard e soluzioni valide ed hanno molta più competenza di quanto il governo potesse mai immaginare ma ancora sfortunatamente per il governo grazie a queste persone, tutti noi che abbiamo gridato allo scandalo, tutto è andato secondo le più nere previsioni ed ora si ritrovano a dover far portare i conti che per quel che mi riguarda, e per quel che ho già scritto, tornano perfettamente, questa è l’italia.

    Il centro sinistra non è riuscito a trarre alcun beneficio dal progetto mentre il centro destra non ha fiatato poichè consapevole di averlo messo sul fuoco anni fa, come meravigliarsi che “nessuno” abbia fatto parola sull’accaduto?

    Ci servono rappresentanti competenti per ogni specifico settore, io per quello che mi compete manderei a casa tutti quelli che provano solo ad azzardare una proposta vagamente informatica senza avere nemmeno la minima idea di tempi, costi e tecnologie o materiali effettivamente utili per la sua concretizzazione.

    Buttiamo via tutti i giorni i nostri contributi, non “culliamoci” sul fatto che solo questo sia uno scandalo poichè questo singolo caso è solo la dimostrazione di come quotidianamente il popolo italiano riesca a mal gestire i soldi sudati con stipendi da fame.

    …. e l’inflazione galoppa, e lo sviluppo IT è tra i peggiori d’Europa … ma come pretendere di più data la situazione? Fosse solo il settore IT, mi metterei l’animo in pace, purtroppo questa è la quotidianeità ed almeno io ne sono convinto, grazie Italia!

  13. deamaltea on

    ATTENZIONE!!
    PERTE IL NUOVO QUIZ TELEVISVO-WEB
    L’EREDITA’:
    ————-
    Ma ..Lucio Stanca non lavorava all’IBM?
    Chi è che ha vinto l’appalto?
    Ma c’è stato un concorso o è stato affidato per “scelta interna”..?
    …..
    Bello stò Portalone! Quantè che ho pagato di tasse in “partita di giro” verso l’IBM e compagnucci?
    …..
    Ma Lunardi non lavorava alla Roksoil??
    Chi è che ha vinto gli appalti per i trafori nord sulle grandi opere?
    …..
    Oggi chi sarà il nostro nuovo CAMPIONEEEEEE??!!
    ALTro giro altro regalo!!!
    ——–
    Saluti
    PS.
    OFFERTISSIMA ULTIMO MINUTO
    PREZZI STRACCIATI MENO DELLA META’
    FACCIO SITI WEB A SOLO 3.5 MIlioni di Euro (+IVA)!!
    INCREDIBILE!! PRENOTARSI!!

  14. massimo on

    bravo andrea giammarchi, hai perfettamente descritto la situazione. sono particolarmente contento che tu abbia spiegato che siamo per lo più autodidatti, perché le nostre scuole e università si sono fermate più o meno al ‘700 : però per la prima volta gli autodidatti hanno dimostrato di saperne più di quanto immaginavano a grande ibm e i suoi tirapiedi.
    per la prima volta in italia il mondo dell’informatica ruggisce e dimostra di avere le palle e una coesione che nessuno si aspettava. questo è il miracolo del web e da adesso penso che i nostri politici cominceranno a capire: il mondo del web ha una memoria da elefante e una aggressività da tigre.
    restiamo uniti, restiamo aggressivi e i vari politicanti si troveranno in mutande. e dopo “italia.it” continuiamo a fare luce sulle altre cose che non vanno.
    prossimo passo: obbligare i politici a scrivere sul web i loro progetti, programmi e obiettivi, cosi alla fine faremo loro sempre i conti in tasca.
    però ricordiamo che abbiamo quasi vinto la prima battaglia, ma la guerra sarà ancora lunga. dovremo far ammettere:
    1- a ibm che la loro supertecnologia web è ferma ai tempi dei dinosauri
    2- alle regioni che non hanno bisogno dei soldi chiesti per i contenuti, perché i contenuti li abbiamo già pagati salati quando hanno fatto i loro siti regionali (mica diranno che le descrizioni turistiche contenute nei siti regionali sono sbagliate o obsolete e quindi non si posoono copiare pari pari!!!)
    3- agli austriaci (che dovevano venderci il motore di prenotazione) che è meglio se lo tengano, altrimenti loro si perdono il business attuale e noi spendiamo troppo per una ciofeca (così descrivono lo stesso motore già venduto al trentino)
    4- lasciamo perdere i napoletani, non valgono neppure la menzione: mandiamo solo qualcuno a verificare cosa fa un gruppo di quel tipo con gli appalti pubblici
    5- a tutto il consorzio che, esistendo un contratto e una legge stanca, lotteremo all’ultimo sangue perché questi siano rispettati: questo significa che loro devono rendere fino all’ultimo euro preso, perché secondo la legge il contratto è nullo per definizione. altro che soldi restanti per aggiustare le cose.
    questi i soldi non li devono più vedere, hanno già dimostrato la loro incapacità e la loro voglia di arraffare.
    al più pagheremo una lapide perché i posteri si ricordino di stanca e di rutelli; se avanza qualche euro, allunghiamo la lapide e ci mettiamo sotto tutti i nomi dei dirigenti del consorzio e di quelli che hanno fatto il lavoro (quelli che rapidissimamente hanno fatto sparire dal sito, ma non dalla memoria di internet).

  15. Francesco on

    Il lavoro fatto sin qui “cuba” per circa la metà ?
    Mah… c’è qualcosa che non mi “quadra”. ;-)

  16. […] Paolo Zocchi è anche membro del comitato del portale Italia.it . Umberto Paolucci, ancora una volta, si dimostra tutt’altro che impaziente di farsi carico della “ciofeca“, come la definì il Pasi; che ora sembra sceso a più miti consigli “i rapporti con il Governo sono più distesi, grazie alla convenzione regionale arriverà lo stanziamento di circa 1 milione di euro, destinato per aggiornare i contenuti del nostro sito”. […]

  17. Arratsoraxark on

    The response to local and national disasters is great but it’s a real shame that so many citizens take advantage of the sad situations.

    I mean everytime there is an earthquake, a flood, an oil spill – there’s always a group of heartless people who rip off tax payers.

    This is in response to reading that 4 of Oprah Winfreys “angels” got busted ripping off the system. Shame on them!
    http://www.cbsnews.com/blogs/2009/08/19/crimesider/entry5251471.shtml

  18. game blog on

    Powerful post.


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