Ultim’ora: interrogazione parlamentare sull’accessibilità di italia.it

E’ appena andato in onda su Raidue (ore 16.00 circa) il consueto appuntamento con il Question Time governativo, in cui esponenti del governo rispondono alle interrogazioni dei parlamentari.

Gli onorevoli Palmieri e Campa di Forza Italia, coautori della Legge Stanca sull’accessibilità, hanno chiesto “con preoccupazione” se risponde al vero, come si può leggere su blog e quotidiani, il fatto che il portale del turismo italia.it non soddisfa i requisiti della suddetta legge, costituendosi come “inaccessibile”, con particolare riguardo ai portatori di disabilità.

Per il governo ha risposto il Ministro per i Rapporti col Parlamento Vannino Chiti (DS).

Chiti ha affermato:

1) in nessun modo il portale italia.it può derogare ai requisiti della legge Stanca

2) il Dipartimento per l’Innovazione e le tecnologie fa sapere che il portale è stato sviluppato secondo le ultime direttive del protocollo internazionalmente denominato W3C, al fine di perseguire i massimi livelli di accessibilità che la tecnologia in questo momento consente.

3) al tempo stesso il portale è in fase di ottimizzazione

4) le uniche regioni che hanno fin’ora dato il loro apporto sono Toscana, Umbria, Lombardia, Campania, Abruzzo e Piemonte

Campa e Palmieri si sono detti soddisfatti dalla risposta.

ADDENDA 1: TESTO INTERROGAZIONE PALMIERI

Riporto qui per completezza il testo integrale dell’interrogazione scritta che l’On. Palmieri ha presentato al governo – interrogazione che non coincide esattamente punto per punto con quella presentata a voce nel question time:

Premesso che
Il 21 febbraio il ministro Rutelli ha presentato il portale del turismo italiano, www.italia.it, realizzato in attuazione dell’articolo 12 della legge 14 marzo 2005, n. 80 (Conversione in legge del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35 “Disposizioni urgenti nell’ambito del Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale”), che ne prevedeva la realizzazione attraverso la stipula di “opportune convenzioni”.

Il portale – per la realizzazione del quale sono previsti finanziamenti per un importo totale di 45 milioni di euro – si caratterizza per numerosi errori tecnici che contraddicono le regole dell’usabilità, insieme di criteri che rendono facilmente fruibile un sito internet.

Il logo che rappresenta in tutto il mondo il nostro Paese è quasi identico a quello di un partito spagnolo di estrema sinistra (Izquierda Unida).

Il portale non rispetta i dettami della legge Stanca, (legge 9 gennaio 2004, n. 4, votata all’unanimità dall’intero Parlamento) che ha il fine di favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici rendendo loro fruibili i siti internet della pubblica amministrazione, attraverso il rispetto dei requisiti di accessibilità stabiliti dal consorzio internazionale W3C e validi per tutto il mondo.

Per moltissime persone con disabilità anche gravissime l’accessibilità dei siti internet è uno strumento fondamentale perché abbatte le barriere virtuali e consente loro di interagire con il mondo esterno senza difficoltà grazie ai moderni strumenti telematici.

Secondo la legge Stanca, la Presidenza del Consiglio dei Ministri rientra tra i soggetti erogatori che hanno il compito di provvedere alla realizzazione di siti internet accessibili alle persone disabili.
Per sapere:
Se nelle “opportune convenzioni” che la Presidenza del Consiglio dei Ministri, attraverso il Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie, ha stipulato per la realizzazione del portale Italia.it, è previsto il rispetto dei requisiti di accessibilità.
Cosa intende fare il governo per rimediare a questa situazione che mortifica in tutto il mondo l’immagine del nostro Paese, contraddice la volontà dell’intero Parlamento espressa dalla legge Stanca e impedisce a milioni di cittadini italiani e stranieri di poter usare in libertà e autonomia il portale.

—–

ADDENDA 2: RESOCONTO STENOGRAFICO DELL’INTERROGAZIONE IN AULLA (fonte)

(Mancato rispetto dei requisiti di accessibilità per i soggetti disabili nella realizzazione del portale del turismo italiano http://www.italia.it – n. 3-00704) PRESIDENTE. L’onorevole Campa ha facoltà di illustrare l’interrogazione Leone ed altri n. 3-00704, di cui è cofirmatario (vedi l’allegato A – Interrogazioni a risposta immediata sezione).

CESARE CAMPA. Signor Presidente, ministro Chiti, il ministro Rutelli ha finalmente presentato il portale del turismo italiano. Da più parti ci viene segnalato che detto portale, pur in presenza dei 45 milioni di euro di spesa prevista per la sua realizzazione, risulta non accessibile. Insieme al collega Palmieri, nel corso della passata legislatura, avevo presentato una proposta sull’accessibilità dei siti della pubblica amministrazione, più nota come legge Campa-Palmieri o come legge Stanca. Per questi motivi sono molto preoccupato e chiedo come il Governo intenda porre mano e risolvere i problemi di accessibilità, ora peraltro prevista per legge. L’inaccessibilità dei siti della pubblica amministrazione, in questo caso del sito del Ministero del turismo, infatti, preclude a molti cittadini, e soprattutto al vasto mondo della disabilità, di beneficiare di tale opportunità e crea di fatto una grande e negativa discriminazione. Inoltre, priva l’azienda Italia di potenziali turisti italiani ed esteri.
Come già dicevo prima, tutto ciò ci preoccupa molto, sia per le opportunità negate che per le potenzialità perse.

PRESIDENTE. Onorevole Campa, dovrebbe concludere.

CESARE CAMPA. Signor Presidente, concludo chiedendo assieme al collega Palmieri come il Governo intenda risolvere questa spiacevole questione.

PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti, ha facoltà di rispondere.

VANNINO CHITI, Ministro per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali. Signor Presidente, in merito alla logo Italia, citato nelle premesse della vostra interrogazione, faccio presente la sua scelta è avvenuta attraverso una gara svoltasi


Pag. 110

secondo le modalità previste dal Codice degli appalti, approvato nel 2005. La commissione interministeriale ha valutato gli elaborati provenienti da 59 agenzie. Il progetto risultato vincitore è stato proposto dall’agenzia Landor di Milano.
Per quanto concerne il portale, in particolare per la previsione del rispetto dei requisiti di accessibilità di cui alla legge n. 4 del 2004, faccio presente che, nell’ambito delle convenzioni stipulate per la realizzazione del portale del turismo italiano, non è necessario che tale previsione sia espressamente e formalmente contenuta perché essa è già contemplata dalla legge del 2004. Tale legge, avendo natura di fonte primaria, non è derogabile da alcun strumento convenzionale. Il dipartimento per l’innovazione e le tecnologie ha informato che il portale stato sviluppato secondo le direttive del protocollo internazionalmente denominato W3C, al fine di perseguire i massimi livelli di accessibilità che la tecnologia in questo momento consente.
Con riferimento al secondo punto dell’interrogazione, relativo alle iniziative che il Governo intende assumere in merito alla questione dell’accessibilità del portale, si fa presente che in questo momento è in corso un processo di ottimizzazione del portale stesso.
È intenzione del Governo condurre questa azione in completa sinergia con le regioni: ciò nel rispetto dell’articolo 117 della Costituzione, che attribuisce la materia del turismo alla competenza esclusiva regionale. Tuttavia, occorre rilevare che per quanto riguarda l’attività di cosiddetto popolamento del sito, cioè di validazione dei contenuti informativi, a fronte della consegna delle credenziali di accesso alle regioni che è avvenuta a metà ottobre 2006, ad oggi solo sei regioni (Toscana, Umbria, Lombardia, Abruzzo, Campania e Piemonte) hanno assicurato l’attività di loro competenza. Quindi, è questo il percorso che deve essere rapidamente concluso e portato a termine.
Nell’ambito di questa ottimizzazione, il Governo intende garantire – lo ribadisco a lei e a tutti – che il portale risponda ai requisiti di accessibilità previsti dalla legge n. 4 del 2004 e quindi, in quanto fruibile anche dai soggetti disabili, sia uno strumento fondamentale per il superamento delle barriere virtuali. Questo al fine di dare anche in questo caso una



concreta ed effettiva attuazione di quel principio di eguaglianza previsto nell’articolo 3 della nostra Costituzione, che per tutti noi deve essere un punto di riferimento non variabile, ma coerentemente da seguire.

PRESIDENTE. L’onorevole Palmieri, cofirmatario dell’interrogazione, ha facoltà di replicare per due minuti.

ANTONIO PALMIERI. Signor ministro, lei ha colto lo spirito della nostra interrogazione, che non voleva essere strumentale, bensì nasceva, come ha ricordato il collega Campa, da una vera preoccupazione da parte dell’intero gruppo di Forza Italia, che su questo tema aveva nella scorsa legislatura fatto molto, dando avvio a quel processo legislativo, che ha portato all’approvazione da parte dell’intero Parlamento della cosiddetta legge Stanca.
Noi ci eravamo molto preoccupati, perché siamo attenti al tema dell’accessibilità e siamo attenti anche al portale del turismo in quanto tale. Riteniamo infatti che esso sia un’occasione per recuperare del tempo perso, che non va sprecata. Quando avevamo letto nelle settimane e nei giorni scorsi, sia in vari blog sia nei siti Internet sia su molti quotidiani italiani, una serie di critiche molto pesanti contro questo portale, non solo per quanto riguarda l’accessibilità ma anche per quanto riguarda l’usabilità – si attendeva un minuto per scaricare la prima pagina del sito, cosa che francamente non era sopportabile; c’erano inoltre svariati errori nelle traduzioni nelle parti in multilingua del sito ed ancora non erano attivi molti dei servizi previsti dal progetto originario, che, lo ricordo, era un progetto iniziato nel 2004 dal Governo Berlusconi e dal ministro Stanca -, ci eravamo molto preoccupati e per questo il nostro gruppo ha presentato l’interrogazione in oggetto.
Devo dire quindi che siamo lieti delle sue parole. Le prendiamo per buone. Ci facciamo però il nodo al fazzoletto, perché non vogliamo che http://www.Italia.it diventi, come purtroppo spesso succede nel nostro paese, l’ennesima occasione perduta; vedo accanto a lei il ministro Bersani che un po’ sorride sotto i baffi che non ha, ma al tempo stesso è consapevole di quanto…

PIER LUIGI BERSANI, Ministro dello sviluppo economico. Sotto i capelli!



ANTONIO PALMIERI. Siamo uguali come chioma, ministro! Dicevo, di quanto sia importante questo portale, per portare in Italia turisti.
Concludo, Presidente, ricordando che il nostro riferimento al logo che promuove il nostro paese nel mondo, era dovuto al fatto che straordinariamente questo logo è del tutto simile al logo di Izquierda unida, che come tutti sapete è un partito spagnolo di estrema sinistra (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia).

33 comments so far

  1. Gillo on

    Si può denunciare l’On. Chiti inquanto ha affermato il falso?

  2. Luca Carlucci on

    No, non si può: Chiti ha fatto da solo da poratvoce.

    L’affermazione è da attribuire al Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie.

  3. Gillo on

    Da http://www.italia.it/ wps/ portal/ channels? WCM_GLOBAL_CONTEXT=/Portale+del+Turismo/ Accessibilit%C3%A0/ Italia.it+accessibile/ Sezioni+non+ancora+accessibili&country=NotDef

    ****Sezioni non ancora accessibili**** (contrariamente a quanto afferma Chiti)

    L’accessibilità non rappresenta una meta prestabilita da raggiungere, ma un processo continuo che ha come obiettivo quello di rimuovere tutti i vincoli che si frappongono tra le risorse di Italia.it e gli utenti.
    Alla luce di ciò e nonostante l’obiettivo di rendere completamente accessibile il sito con una scelta progettuale precisa (ovvero nel rispetto delle linee guida e non ricorrendo ad una sezione, a nostro modo discriminante, di versione “solo testo” o di “sito accessibile”) attualmente le seguenti sezioni non sono ancora accessibili:

    * L’intera sezione di cartografia interattiva è per sua natura non accessibile. Essa è sostituita parzialmente dalla cartina accessibile e dal meteo accessibile.
    * Le sezioni multimediali del sito.
    * I filmati realizzati in flash non sono costruiti secondo le regole di accessibilità. Per i filmati che contengono informazioni rilevanti è comunque disponibile una versione alternativa accessibile.
    * La sezione viaggio in Italia è contenuta in un frame ed è strutturata ab origine in modo non accessibile. Si tratta peraltro di una sezione pilota che verà integrata e implementata in futuro.
    * La sezione di home page di Organizza il tuo viaggio.
    * La sezione “quiz”.

  4. aghost on

    la sezione quiz??? Povera italia :(

  5. Luca Carlucci on

    Vediamo se l’avvocato Spallino ci dirà qualcosa di interessante sulla questione.

  6. Lorenzo Spallino on

    Ho grande stima dell’onorevole Chiti, ma se l’espressione ^in nessun modo il portale italia.it può derogare ai requisiti della legge Stanca^ significa che la legge Stanca si applica alla fattispecie, delle due l’una:
    1) o le convenzioni stipulate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie prevedono il rispetto dei requisiti di accessibilità, e allora il contratto è valido anche se il sito non rispetta in toto i requisiti;
    2) o l’accordo non prevede il rispetto dei requisiti di accessibilità, ed allora è nullo. Punto.

  7. Francesco on

    Sul sito http://www.italia.it dichiarano esplicitamente (vedi Italia.it accessibile):

    Il sito, come ogni progetto web, è in divenire. Ad oggi alcune sezioni non sono ancora accessibili secondo gli standard formali, ma lo sono de facto. In ogni caso tali sezioni sono evidenziate nella sezione “sezioni non ancora accessibili”. Nostro impegno è quello di rendere il sito accessibile in ogni suo contenuto ove ciò sia tecnicamente possibile.

    Sia come sia, l’appalto formalmente dura 24 mesi e si chiude a luglio 2007. Dicono tutti che questo non è un portale completato, ma un cantiere di un portale in costruzione…
    Se riescono in questi quattro mesi a rendere tutte le sezioni accessibili, mi sa che il problema non si pone proprio. O sbaglio ?

  8. Luca Carlucci on

    Secondo me sbagli: il prodotto si considera finito dalla sua messa online. D’altronde l’appalto diceva chiaramente: messa on line dopo pochi mesi, e poi dopo gestione e manutenzione.

    Qui dopo 19 mesi è stata messa online una roba nonfinita, e stanno finendo di costruirla a vista – come se uno comprasse una macchina dal concessionario con dentro gli operai che la stanno assemblando.

    Se il committente volesse fare il rognoso, avrebbe ampli margini, imho. Certo che non lo farà: è stato lui a chiedere di mettere online, e sempre lui è probabilmente la causa dello spaventoso ritardo. E certo che se sistemano tutto da qui a Luglio, non succederà nulla.

  9. Luca Carlucci on

    Tra l’altro non per dire ma: visto che Campa e Palmieri sono fra gli estensori dell legge, invece che fare interrogazioni parlamentari e poi dirsi soddisfatti di una risposta, non potrebbero andare a verificare direttamente se il sito soddisfa i requisiti della loro legge, e comportarsi di conseguenza?

  10. Gillo on

    Oltretutto se il sito fosse “accessibile a norme CNIPA (ovv. Legge Stanca)” dovrebbe “fregiarsi” del logo specifico http://www.cnipa.gov.it/site/it-IT/Attivit%c3%a0/Accessibilit%c3%a0/
    e magari rendere disponibili i documenti di riscontro previsti dal “modello di valutazione” http://www.pubbliaccesso.gov.it/ biblioteca/ documentazione/ accessibilita_siti/ index.htm, che dovrebbe essere redatto da qualche VALUTATORE ACCREDITATO CNIPA http://www.cnipa.gov.it/ site/ it-IT/ Attivit%c3%a0/ Accessibilit%c3%a0/ Elenco_valutatori/

  11. aghost on

    seriamente, sarebbe possibile fare un esposto denuncia che paventi spreco di denaro pubblico o comunque qualche forma di reato?

    Mi pare che le irregolarità non siano poche…

  12. bisontebiscottato on

    ma che schifo…. soddisfatti della risposta??? Ma potevano dire qualsiasi cosa che sarebbe stata accolta come verità!! I dettami del W3C non sono stati rispettati, praticamente in ogni pagina!!!

    Oddio che tristezza che mi prende.

  13. Old Jacques on

    Il testo completo a:
    http://www.camera.it/ _dati/ leg15/ lavori/ stenografici/ sed121/ bozzesteno/s150.htm

    @Gillo, non risulta (almeno non a me) che il rispetto della Legge Stanca porti obblighi alla richiesta e esposizione del logo, solo che le condizioni della Legge siano riscontrati nella realizzazione del sito.

    Certo in un sito della PA di questa portata comportarebbe ad un minimo obbligo etico, ma di quest’aspetto la legge non si tratta.

  14. Old Jacques on

    @Luca “Secondo me sbagli: il prodotto si considera finito dalla sua messa online. D’altronde l’appalto diceva chiaramente: messa on line dopo pochi mesi, e poi dopo gestione e manutenzione.”

    Ho un problema di definizione, non di spirito, e cui cedo ragione. Dalla mia esperienza, pero’, con progetti anche più piccoli, il prodotto non è mai finito al momento con la messa online (difficilmente con un progetto del genere si possa avere una definizione “definitiva” di tutto senza vedere un po’ di interazione con gli utenti “veri” del sito).

    La saggezza, pero’, di un progetto fatto bene che lo distingue da un progetto fatto male, IMHO, è che al momento di messa online è essenziale che non ci siano errori clamarosi, mentre per quelli progetti fatti mali, una procedura per limitare o eliminare gli errori (per quanto possibile) non è nemmeno contemplato.

    Il refuso passa sempre, anche nel Treccani, ma al momento della pubblicazione sul Treccani scometto che lo staff non dimentica una provincia intera che esiste da tre anni.

    Anche lo sviluppo deve avere spazio esistere, e anche per questo si potrebbe giustificare una mancanza di alcuni “features” del sito al momento di lancio.

    Quello che trovo inaccettabile in termini di professionalità, e particolarmente considerando le risorse a disposizione, è che non c’è nemmeno il meccanismo per poter ricevere le reazioni degli utenti (esiste una pagina, un modulo web, un’indirizzo email a cui viene detto “inviaci quello che pensi” o “quello che suggerisci” o “eventuali errori o imprecisioni”???). Io almeno non lo trovo da nessuna parte.

  15. aghost on

    tra l’altro ho sentito che tutto il baraccone alla fine sarà gestito da un altro baraccone, quello dell’ENIT. Che ovviamente ha in home il SUO vecchio logo. Si salvi chi può!

  16. aghost on

    tenetevi forte, l’ENIT ha 24 (ventiquattro sedi all’estero!) Quanto ci costa quest’altro baraccone?

    dal sito enit.it:

    La struttura organizzativa dell’ENIT – Agenzia nazionale del turismo è costituita da:

    Sede Centrale a Roma: Ufficio Studi Programmazione e Marketing, Ufficio Relazioni Esterne Sviluppo e Manifestazioni, Ufficio Pubblicità e Sistemi Multimediali, Ufficio Sistemi Informatici ed Informativi, Ufficio Ragioneria, Ufficio Personale, Ufficio Pianificazione e Metodo, Ufficio Amministrazione Patrimonio ed Affari Generali.

    Rete estera: 24 Sedi estere di cui 14 (Amsterdam, Berlino, Bruxelles, Francoforte, Lisbona,Londra, Madrid, Monaco, Mosca, Parigi, Stoccolma, Vienna , Zurigo e Varsavia) in dodici paesi europei e 10 (Chicago, Los Angeles, Toronto, New York, Pechino, Sidney, Tokyo, Mumbai, San Paolo e Seul) in otto paesi extraeuropei. La rete estera ENIT copre, quindi, direttamente, diciannove paesi da cui proviene oltre l’85 per cento del turismo estero. Tale percentuale aumenta di qualche ulteriore punto se si considerano tutte le aree di competenza della rete estera che includono anche paesi in cui, pur in mancanza di un ufficio stabile, l’ENIT svolge attività promozionali e a supporto degli operatori turistici italiani e locali.

  17. Luca on

    “in merito alla questione dell’accessibilità del portale, si fa presente che in questo momento è in corso un processo di ottimizzazione del portale stesso”

    OTTIMIZZAZIONE??

    E’ ovvio che queste persone non utilizzino internet, non abbiano idea di cosa sia l’accessibilità, e probabilmente hanno bisogno di un dizionario con il quale prendere confidenza con l’Italiano. Grazie a voi che portate aventi il blog, spero continuiate a farlo mostrando con quale cura vengono spesi i NOSTRI soldi!
    Luca

  18. Gio' on

    Colleghi gioite…grazie a questa dritta, da domani, quando un cliente si incazzerà perchè gli avete consegnato una ciofeca di applicazione, piena di errori, e vi minaccia di portarvi davanti ad un giudice e di ritenere nullo il contratto, potrete rispondere: “Non si preoccupi da domani inizia l’OTTIMIZZAZIONE! On. Chiti DOCET!!!!!!!!!”

  19. unodipassaggio on

    giusto una considerazione…fermo restando che Italia.it non è accessibile secondo i dettami della legge Stanca (e probabilmente si sono persi anche qualche puto delle linee guida WAI)…lo sviluppo di questo portale è iniziato proprio quando Stanca era ministro e, considerando anche tutti i ritardi e le magagne, almeno per un anno ne Stanca ne i “co-autori” della sua legge si sono preoccupati di verificare che i siti istituzionali in essere od in fieri (incluso Italia.it) rispettassero la legge…a nessuno viene in mente che questa interrogazione parlamentare sia un bel giochetto politico? Anzi, facciamo della fanta-politica, chi vi assicura che tra tutti quelli che scrivono qui o sugli altri blog non ci sia qualcuno pagato proprio per fare quanta più confusione possibile?

    Concludo dicendo che, tutte le volte che mi è capitato di visitare i portali del turismo (ed anche quelli istituzionali) degli altri paesi, non mi sono mai chiesto se il portale fosse accessibile o meno. Ho badato al contenuto e, devo dire, quello di Italia.it non è affatto male.

    Vi interessa che il pianeta dica: “…caspita! Come è tecnologicamente avanzato ed accessibile Italia.it!” oppure “…che bellissimo paese l’Italia, quasi quasi ci vado!”.

  20. Gio' on

    @unodipassaggio: “Vi interessa che il pianeta dica: “…caspita! Come è tecnologicamente avanzato ed accessibile Italia.it!” oppure “…che bellissimo paese l’Italia, quasi quasi ci vado!”.”

    …perchè? secondo te una esclude l’altra?

  21. Francesco on

    @unodipassaggio
    Ci interessa che PRIMA si faccia il lavoro come si deve e POI si renda disponibile il portale e non viceversa.

    Alla BIT hanno presentato in anteprima Italia.it ed anche il futuro portale del turismo della Toscana, http://www.turismo.intoscana.it (vedi qui la demo: http://www.intoscana.it/intoscana/mediaviewer.jsp?tipologia=2&idmedia=22152&id_categoria=713&id_sottocategoria=&id=&tipologia1=Tutti )
    Naturalmente il portale della Toscana non è ancora in linea perche come Italia.it non è ancora pronto.
    La “sottile differenza” è che in Toscana, per ns. fortuna, ancora non decide Rutelli. ;-)

  22. Old Jacques on

    @unodipassaggio
    come riassunto molto bene (in inglese) da un potenziale turista: “there are pretty promotional photos and you’re given no freekin idea where those beautiful places are. I mean, how hard is it to include a caption that says where that cliff with an intriguing red house on it is?”. Spesso l’accessibilità, se fatto correttamente, porta a vantaggi di tutti, e non solo ai spesso citati utenti di screen reader.

    Invece nel preparare i filmati Flash ubiqui nelle testate, c’è dappertutto e ovunque, sia nella sezione Italiana che nelle sezione in altre lingue la sola scritta (in)utilissima “immagini descrittive d’Italia”.

  23. […] lo stato di accessibilità del portale italia.it (di cui abbiamo abbondantemente parlato in questo post) l’on. Antonio Palmieri ha scritto a scandaloitaliano per precisare quanto segue: Nel […]

  24. vic on

    Il logo è brutto, ma il riferimento a Izquierda unida mi sembra una fesseria, almeno a giudicare da questo:

  25. Old Jacques on

    @vic
    che vergogna, a giudicare che il giornale della sub-subminoranza (mi pare di aver letto da qualche parte che rappresenta <3% o giù di lì degli spagnoli) quando hanno visto il marchio Italia e il suo sito-vetrina si sono corsi subito subito a modificare il loro per evitare ulteriore confronti e confusione?

  26. Francesco on

    @vic
    Andare su http://web.archive.org
    Digitare http://www1.izquierda-unida.es
    e verificare come era fatto il simbolo dal 1996 a tutto il 2004 più o meno.
    Qui la questione non è izquierda-unida; semplicemente i signori della Landor si sono intascati quasi centomila euro per uno sgorbio privo di originalità, scelto senza alcun minimo di seria verifica dalla commissione giudicante. Se poi si rivede la presentazione del nuovo simbolo dal sito del governo, si scopre che sarebbero state pure fatte due successive ricerche di mercato (a carico della comunità) per valutare l’impatto immediato del simbolo. Sarebbe emerso che “il gradimento è risultato straordinario, al di là di quanto è normalmente atteso in condizioni del genere”.
    Per questo motivo l’ AIAP ha promosso una petizione online che ha visto una raccolta di oltre 3350 firme.
    Circa l’originalità dello slogan collegato al simbolo, invece, si può leggere qui.

  27. Myself on

    “secondo le ultime direttive del protocollo internazionalmente denominato W3C”

    da quando il World Wide Web Consortium è diventato un “protocollo” internazionale?

  28. aghost on

    vibrate proteste anche della giunta regionale del Piemonte

    Errori e dimenticanze
    su Torino e Piemonte
    nel portale “italia.it”
    Il museo Egizio non è più a Torino. Questo, almeno, secondo il portale internet “italia.it”, varato a fine febbraio dal ministero del Turismo per promuovere la nostra nazione. Ma non è questa l’unica clamorosa “dimenticanza” che riguarda il Piemonte. Le sviste e le imperfezioni sono infatti talmente tante e grossolane da aver provocato le vibrate proteste della Giunta regionale. Il forte di Fenestrelle diventa “delle finestrelle”, la valle Stura storpiata in “Strusa”, la sigla della provincia di Cuneo da Cn si trasforma in “Cu”, i tajarin ribattezzati “tabarin” e, appunto, l’Egizio estromesso suo malgrado dall’elenco dei musei torinesi. Tutti errori a cui, si spera, verrà posto presto rimedio. Ansa

  29. Old Jacques on

    @aghost
    Sembrarebbe, dando un’occhiata all’inglese, che la “estromissione” fosse stata una scelta specifica editoriale: discuttibile quanto vuoi (a me potrebbe sembrare anche giusta la scelta in questo caso), e non del tutto illogica come scelta.
    Infatti, nel testo inglese rimane la citazione del museo Egizio, ma il paragrafo è leggermente diverso tra l’italiano e l’inglese, come se fosse modificato in seguito al passsaggio del testo ai traduttori per dare un’enfasi diversa al visitatore Italiano che vuole vedere il Piemonte (e di nuovo, non trovo sbagliato questo).

    L’italiano parla comunque di “un’incursione a Torino per un mini-tour”, per il quale posso concordare che una visita all’immenso e importantissimo Museo Egiziano non ci può dare giustizia in un mini-tour, se non di quelli comici tipo Dean Martin/Jerry Lewis anni ’50, e al posto i redattore hanno compensato, inserendo altre attrazioni meno conosciuti e magari altretanto degne durante una visita breve, ma che impegnano meno tempo per essere gustate bene.

    Comunque nella pagina dedicata alla città di Torino viene citato giustamente come “fra i principali al mondo dedicati a questa civiltà” e tra i musei del Piemonte c’è sempre il Museo Egizio, con una scheda dedicata (sempre “Estratto da Istituto Geografico de Agostini.”), ma comunque correttamente presente.

    Secondo me, bisogna stare attenti a non scandalizzarsi troppo dove scandalo non ci sta. Il lavoro del redattore è comunque difficile abbastanza, dare un taglio diverso ai testi intesi per un visitatore al Piemonte rispetto ai testi intesi per quelli visitatori alla città di Torino mi sembra una delle poche cose davvero sensate che si è trovato finora.

    Dare le botte cercando di nuovo di inculpare il povero redattore perché questa volta ha fatto correttamente il suo lavoro, ma non piace al singolo lettore perché appassionato degli egiziani, mi sembra davvero esaggerare. Se si comincia guardare scheda per scheda, su 10 persone ognuno dirà il suo come l’avrebbe fatto diverso, ma non per questo la scheda originale si può definire “errata”.

    Gli altri errori, che infatti di errori si trattano, sembrarebbe come tanti altri dovuti al correttore automatico per cui non c’era programmato il tempo giusto necessario ricontrollare quanto “disfatto” in’automatico dal controllore ortografico.

  30. aghost on

    old jaques, guarda che non ho protestato io in questo caso, ma la giunta regionale del piemonte.

    In ogni caso è folle far correggere il testo al correttore automatico e non controllare!!!

    E’ notorio a tutti che i correttori software fanno dei casini pazzeschi coi nomi, ed è impensabile non dover controllare “a mano” il risultato. Ancora una volta il lavoro fatto si dimostra pessimo per superficialità, faciloneria, pressapochismo, cialtroneria

  31. Old Jacques on

    @aghost
    sui refusi e i loro origini, perfettamente concordi, ma già da settimane dal momento d’uscita del Portalone sono d’accordo. Sono sicuramente errori che on dovevano esserci, e vanno corretti al più presto (leggessi l’inglese per capire quanto duole all’orrecchio). Invece trovo che dire “ed è impensabile non dover controllare “a mano” il risultato. Ancora una volta il lavoro fatto si dimostra pessimo per superficialità, faciloneria, pressapochismo, cialtroneria”, avendo lavorato su alcuni progetti di una certa dimensione, si potrebbe anche giustificare che non è stato “semplicemente” calcolato il giusto tempo necessario ricontrollare tutti 50000+schede, errore lo stesso, ma certo non necessariamente un errore di malafede.

    Per la “notizia” del Museo avevo visto il tag Ansa, ma non ho trovato traccia di protesta ne nel sito Ansa, ne in quello della giunta regionale piemontese, per cui non capisco come si evince che è la giunta che si è lamentato. L’unica ripresa che ho trovato, sicuramente meno serio che non la giunta regionale, era il giornalino gratuito locale “City Torino”, che ricadrebbe sotto la categoria “ad ognuno un’opinione diversa” per me.

    E la notizia stessa è pure inesatta: nell’elenco dei musei torinesi C’E’ il Museo Egiziano, solamente che non è citato nella prima pagina della Regione Piemonte.

    Per cui questa riccade, secondo me, nella categoria “strillanotizie” di un sensazionalismo giornalistico che il blog scandaloitaliano è riuscito evitare finora, concentrandosi seriamente su errori veri e disguidi fatti davvero in malafede.

  32. […] le conseguenze del caso; sul punto dell’accessibilità del sito è stata anche effettuata un’interrogazione parlamentare; dalla risposta ottenuta si evince che le convenzioni che il DIT avrebbe fatto con Innovazione […]

  33. […] interrogazione alla Camera, con stato dell’iter concluso (risale al marzo 2007). Di questa interrogazione di Leone, Palmieri e Campa è disponibile anche il video su […]


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