31 marzo, Milano: rItaliaCamp, o del possibile

(Se non avete idea di cosa parli il titolo, per prima cosa è necessaria una visita a questi due link: RItaliaCamp WIKI e RItaliaCamp BLOG. Poi tornate.)

La possibilità di guardarci in faccia, di fare reti, di divertirci, di stringere amicizie e collaborazioni, di assorbire ed emettere in splendido scialo.

La possibilità per il web italiano, e per tutte le grandi e segrete energie che contiene (creative, professionali, comunicative), di cominciare a uscire dal guscio angusto e un po’ ombelicale delle chat e dei blog, dei commenti e degli scambi di link e del rank, e di cominciare a essere quel che in potenza già è: uno straordinario laboratorio “sociale” di rinnovamento di questo paese.

La possibilità di affermarsi con forza ed efficacia come attori sociali – e smetterla di essere solo disincantati commentatori.

La possibilità di iniziare a creare potenti motori di costruzione dell’opinione e di una nuova sensibilità verso la cosa comune

La possibilità di cominciare, una buona volta, a pensare in grande – fottendosene degli ostacoli e delle zavorre.

La possibilità di non pretendere di organizzarsi in una giornata, di non disperdersi in questioni organizzative e burocratiche e gerarchiche, ma di far solo zampillare le idee, lunghe e ambiziose, e di cominciare ad aggregarsi intorno ad esse come batteri, come cellule, e non come funzionari – e di mettere le basi per realizzarle.

La possibilità di fare come se giornali e tv non esistessero, perché essi non misurano alcuna realtà, se non quella che non ci piace. E soprattutto perché essi misurano e basta, ma non sanno più fare. E dunque qualunque cosa (non) abbiano detto, qualunque cosa (non) dicano, e qualunque cosa (non) diranno, per noi non cambierà nulla: varrà solo quel che ci diciamo e quel che facciamo.

La possibilità di essere nuovi, e mai facili per nessuno.

La possibilità di impattare la politica e di parlarci in modo rigoroso, strettamente progettuale e comunicativamente rivoluzionario: non è più il tempo dei conciliaboli, dei cappellini da party e delle concessioni dall’alto.

La possibilità di immaginare e realizzare un modello di lavoro efficace, innovativo, umanistico ed equo.

La possibilità di creare sperimentazione, ricerca e diffusione della conoscenza: che sono quanto di più alto l’essere umano possa ambire a realizzare.

E, detto en passant, la possibilità di cominciare a riprogettare l’Italia, e non solo quella del portale.

3 comments so far

  1. David Orban on

    Grazie di questo magnifico post! :)

    Il nostro obiettivo, assieme a tutti quelli elencati è l’orgoglio dell’impegno coerente, di qualità ed etico.

  2. Luca Carlucci on

    Io nell’intanto preciso che quella su esposta è chiaramente una visione di parte sull’evento radicata in questo blog, e come tale va letta. Insomma per dire che non si parla che a nome di noi stessi.
    Il camp sarà certo ciò che i partecipanti – tra cui mi onoro di essere – ne faranno.

    E dunque sicuro sarà molto di più di quanto quissù vagheggiato ;)

  3. […] direttamente rivolto a Matteo Renzi, insieme agli attuali 600 sostenitori. Andate a rileggere questo e questo post: il tutto durò lo spazio di una breve gita a Milano di molti […]


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