Contenuti testuali: il Piemonte

Dopo Toscana, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Liguria, Trentino Alto Adige, le Marche e il terribilerrimo e oscuro mistero di S. Cataldo eccoci a una nuova tappa del nostro giro d’Italia sul portale. Questa volta- o somma sciccheria! – i nostri anfitrioni sono ben quattro, e si chiamano Ada, Ercole, Fabio e Michelangelo. I quali ci conducono per mano a scoprire le stranezze del Piemonte – regione che, a sentire il ministro Chiti, sarebbe stata, così come le già menzionate Lombardia e Toscana, una di quelle eroiche sei che avrebbero collaborato fattivamente alla realizzazione del portale. Certo che a leggere la parte finale di questo comunicato presente sul sito della Conferenza delle regioni, qualche dubbietto lo si nutre.

Il territorio
Terra prevalentemente di monti e di colline, il Piemonte è accerchiato da Alpi, Pianura Padana e Appennino.

FABIO / Lo confesso, fino ad oggi, circondato dalle Alpi e puranco dall’Appennino, vivevo sereno in una regione italiana situata, giustappunto, al piede dei monti. Ma dopo italia.it, l’innocente presenza geografica di catene montuose è diventata un vero e proprio assedio, e ora sono (e come me tutti i piemontesi) addirittura accerchiato non solo da monti e colline, ma addirittura dalla Pianura Padana. Non ho più scampo, davanti a un simile accerchiamento non mi resta che la resa, senza condizioni.

C’era una volta
A guardarla dall’alto, sembra una riproduzione in scala della Muraglia cinese. In realtà, l’Oriente c’entra ben poco, visto che ci si trova nel cuore del Piemonte. Lungo un costone del Monte Orsiera, per la precisione, dove svetta l’imponente Forte di Finestrelle. Una struttura difensiva, voluta dai Francesi, ma ampliata nel 1728 dai Savoia, che viene ancora oggi additata come una delle costruzioni più imponenti d’Europa. Una fortezza voluta da re Vittorio Amedeo II, il cui restyling porta la firma di Ignazio Bertola, primo ingegnere di Sua maestà. Tre chilometri di lunghezza, 14 ponti di collegamento e una scala coperta di 4.000 gradini (la più lunga d’Europa). Queste alcune delle caratteristiche dell’originale rocca, che si proponeva di difendere il Piemonte da possibili invasioni francesi.

MICHELANGELO / L’Oriente c’entra veramente poco… “Muraglia Cinese”? Ma che similitudine è? E meno male che l’hanno puntualizzato! Stavo per iscrivermi ad un corso di mandarino… E poi bastava andare su Google. Forse cercavi: Forte di Fenestrelle. Attenzione perchè è un principio di “tormentone”…

FABIO / E vabbe’, di tante cose degne di nota almeno non è proprio l’ultima…Ma ciò che più conta è il restyling del noto designer Bertola, che ha reso la rocca così “originale” (da pronunciarsi – originale – esclusivamente con affettato birignao). Per questo forse viene “additata” (non citata né indicata) come imponente costruzione in tutta Europa.

Da vedere
Dalle Alpi al Monferrato, dagli Appennini al Vino.

ERCOLE / Vino proprio non so dove sia: magari non era meglio parlare dei molti laghi invece di mescolare località con prodotti gastronomici?

MICHELANGELO / Dal Manzanarre al Reno…

Una vacanza da vivere con sci e slittini tra le alte vette del Monte Bianco e del Monviso, o sulle ospitali sponde del lago Maggiore. Tra le suggestive residenze sabaude, armati di macchina fotografica e cartina, o tra i castelli medievali delle Langhe, con l’intermezzo di un’incursione a Torino per un mini-tour tra Palazzo reale (dimora dei Savoia fino al 1865), la Mole Antonelliana (attuale sede del Museo nazionale del cinema), il Duomo rinascimentale, la cappella della Sacra Sindone e la galleria di Arte Moderna e Contemporanea. E per gli amanti delle curiosità, da non perdere il nuovo Museo della Frutta, che fa da cornice a un’incredibile collezione di frutti artificiali realizzati da Francesco Garnier Valletti. Valgono più di una visita, poi, il castello delle Quattro Torri a Ivrea, […] e l’imponente Forte delle Finestrelle, originale struttura difensiva, posta su un costone del Monte Orsiera.
[..] Chi ha voglia di relax può inoltrarsi nelle zone termali di Valdieri e Vinadio, della valle Stura o di Acqui Terme, dove farsi coccolare da trattamenti terapeutici o rilassanti […].

FABIO / Già mi vedo con sci e slittini tra le ospitali sponde del lago Maggiore, osservato (o forse additato?) compassionevolmente dagli altrettanto ospitali residenti… Oppure eccomi armato di macchina fotografica e cartina aggirarmi tra le suggestive residenze sabaude… Il testo si commenta da sé e anche il mini-tour, da concludersi naturalmente nella cornice incredibile della collezione di frutti artificiali di Francesco Garnier Valletti… D’accordo, a Torino ci sarebbe anche uno dei musei di arte antica più apprezzati (o additati?) d’Europa, con tanto di uno dei più additati ritratti di Antonello da Messina… Ma vuoi mettere con la frutta finta? Basta, adesso vado a farmi coccolare da un trattamento terapeutico (l’ho detto, il testo si commenta da sé).

MICHELANGELO / Turna sì! (trad. piemontese: “di nuovo qui!”) E pensare che in calce c’è tanto di link www.fortedifenestrelle.com. E poi non lo diciamo che nel Monviso è la sorgente del Po… bastava Wikipedia! Nelle altre Regioni parlano di ameni rigagnoli come se fossero il Danubio il Nilo messi insieme e non accennano minimamente alle sorgenti del fiume più importante d’Italia… questa è roba da quarta elementare!
E l’Astigiano non esiste (patria anch’essa, tra l’altro, del Barbera), nè il Vercellese del “Gattinara” e delle risaie… ma lì, si sa, ci sono le zanzare…

ERCOLE / D’estate invece non venite in Piemonte mi raccomando perchè andare con gli sci o lo slittino sui prati può essere pericoloso.
Inoltre non abbiamo nessun parco nazionale (il Gran paradiso) o oasi faunistica da visitare.
E le residenze sabaude sono talmente grandi che senza cartina non se ne può uscire… E magari ricordare anche solo che Torino ha il secondo museo Egizio del mondo dopo quello del Cairo pareva brutto vero. O accennare che tra Torino e comuni limitrofi ci sono oltre 50 musei.
Inoltre si dimenticano di citare monumenti come la Sagra di San Michele, una chiesa-fortezza abbarbicata su un dirupo di 450 metri vicino a Susa che è uno dei simboli del Piemonte, o la Basilica di Superga che domina Torino dall’omonima collina.

Testimonial
Arte, sempre arte, fortissimamente arte. Parafrasando il più celebre aforisma di Vittorio Alfieri, poeta e drammaturgo nato ad Asti, nel 1749, il Piemonte si riconferma, a distanza di secoli, una delle regioni più fertili e creative d’Italia. È qui che hanno visto la luce gli scrittori Sibilla Aleramo, Cesare Pavese, Giuseppe Giacosa e, più recentemente, Giorgio Faletti. Così come il cantautore Paolo Conte. Ma non si può non ricordare che questa terra ha dato i natali anche a Camillo Benso Conte di Cavour (politico e uomo di Stato) e ai patrioti e scrittori Silvio Pellico e Massimo D’Azeglio.

FABIO / Gli scrittori Cesare Pavese e Giorgio Faletti. Già. Cesare, perdonaci. Però siamo così fertili oltre che creativi…

Sulla tavola
[…] tra i formaggi si fanno spazio il Grana Padano, il Gorgonzola con le sue venature verdi e azzurre, il Taleggio e la Robiola. Per iniziare il viaggio tra i sapori del Piemonte, un antipasto misto a base di carne, affettati e frittate di erbe, seguito da un primo piatto all’insegna di agnolotti o tabarin (tagliatelle fatte in casa). Il testimone potrebbe poi passare alla tradizionale bagna cauda, caratterizzata da una pioggia di verdurine intinte in una salsa fatta con aglio, acciughe e olio, accompagnata magari da un paio di bicchieri di ottimo vino regionale, da scegliere tra Barbera, Dolcetto d’Alba, Barolo e Brachetto d’Acqui. […]

MICHELANGELO / ALT! “Grana Padano”?? Questa mi è nuova! Per carità, il territorio di produzione comprende anche il Piemonte ma a chi glielo va a dire a quelli del “Consorzio Grana Padano” sul Lago di Garda??? In compenso del “Castelmagno” di Cuneo, antichissimo e pregiatissimo formaggio DOC e DOP, neanche l’ombra… E se nell'”acqua cotta” toscana avevano aggiunto il baccalà, nella bagna cauda hanno omesso il latte in preparazione (importantissimo: ci si immerge l’aglio per 1 ora per facilitarne la digestione). Promemoria: prendere le dovute cautele per la “pioggia” di verdurine…
E poi hanno dimenticato il fritto misto alla Piemontese che, se si chiama “fritto misto alla Piemontese”, vorrà pur dire qualcosa…

FABIO / Da noi si mangia così. Dopo carne (tout-court) affettati e frittate, vai coi primi, gli agnolotti e, udite udite, i “tabarin” (da pronunciare tabarèn), la peccaminosa pasta nata nei locali notturni della belle époque, per questo poi ribattezzati giustappunto “tabarin”. A questo punto mi fa persino un po’ pena il mio piemontesissimo papà che si ostina a chiamare le tagliatelle sottili “tajàrin”… Ma, degni discendenti della gargantuesca tradizione, diamoci all’ “ottima salsa”. (che detto per inciso si chiama “bagna caoda”, pr. Bagna cauda). Con un bel bicchiere di Brachetto d’Acqui, noto, scusate, additato vino da dessert che ben si accompagna con aglio, acciughe ed olio.

ERCOLE / Tra i formaggi, le infinite varietà di tome prodotte in montagna non esistono. Inoltre in Piemonte non si mangia riso (forse perchè il Piemonte confina con la pianura padana quindi le province di Vercelli, Novara, Biella sono in Lombardia e non in Piemonte) e neanche carne (ad esempio i bolliti misti tra cui il famoso bollito di bue grasso di Carrù o la carne cruda all’albese) o il pesce (classico antipasto è il carpione di tinca o di anguilla). Io poi i tabarin proprio non li conosco però mangio spesso i tajarin.
E la bagna cauda, mi raccomando, si mangia solo con l’ombrello o con l’impermeabile per ripararsi dalla pioggia di verdurine. Inoltre il vino viene prodotto solo nelle Langhe – niente Grignolino, Carema, Sizzano, Dolcetto d’acqui, Gattinara, Ghemme, Bonarda solo per citare alcuni rossi DOC e DOCG di altre provincie, poi ci sono i bianchi e gli spumanti tra cui il Moscato famoso in tutto il mondo.

Eccellenti anche i dolci, sui quali svettano la panna cotta (budino ricoperto di caramello), lo zabaione (crema di uova e zucchero che si accompagna a biscotti secchi), i krumiri e i marron glaces (marroni di Cuneo in glassa). Ma soprattutto, il gianduiotto, squisito cioccolatino, nato nel lontano 1865 nel cuore di Torino.

MICHELANGELO / Panna cotta? C’è da incazzarsi, sembra che parli della Crème Caramel, ma non è così… E lo “zabaione”? Questo non è solo “pressapochismo”, c’è della premeditazione. Si dice che il nome, sambajon, deriva dal santo Giovanni di Baylon, protettore dei pasticcieri torinesi, in cui onore venne creato nel diciassettesimo secolo. Ma una versione lo fa risalire al 1500, al capitano di ventura emiliano Giovanni Baglioni.
Detto ciò… dov’è il “bunet” all’amaretto?! Il BUNEEET!!! Quello sì che è l’unico, vero, antico e famoso dolce piemontese…
E I “baci di dama” di Tortona? I “Brutti ma buoni” alle nocciole? I “savoiardi”?!!! Le paste di Meliga? Le “Pesche Ripiene”? I Cuneesi al Rhum?

ERCOLE / E il bonet, che è uno dei dolci più famosi delle langhe, le torte di nocciole, gli amaretti, i biscotti di meliga (mais), i biscotti di pasta frolla e il torrone non li facciamo.

Camera con vista
Toccare il cielo con un dito. In Piemonte, potrebbe essere più semplice di quanto pensiate, specie sulle alte vette del Monte Rosa. È qui, difatti, che si trovano alcuni dei rifugi più alti d’Europa. Posti accoglienti, corredati da scenari mozzafiato, adatti soprattutto ad escursionisti amanti della montagna e dotati di spirito d’adattamento, che non soffrono di vertigini.

FABIO / Ora sì, tocco il cielo con un dito. Ma ho anche le vertigini. Mi gira la testa. Ho un po’ di nausea. Saranno carne, frittate e soprattutto la mia vita dissoluta al bal-tajarin a mangiare i tabarin.

—-

Una piccola addenda sul Sestriere ce la regala Ada.

La vastità e la varietà del comprensorio sciistico del Sestriere riesce a soddisfare sia gli sciatori più esigenti grazie alle piste lunghe ed impegnative sia chi si avvicina per la prima volta al mondo dello sci

Ehm, qualche problema di sintassi?

Sestriere 2035 metri sul livello del mare e distante 100 chilometri da Torino ospiterà le gare olimpiche di sci alpino

Piccolo particolare: il portale è stato presentato il 22 febbraio 2007, cioè un anno dopo i XX Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006. O no?

10 comments so far

  1. kindlerya on

    Mammamia…

  2. mila on

    ragazzi vi è sfuggito che la tavola “poggia sulla qualità e sull’inventiva raffinata nelle antiche corti nobiliari”? … stiamo parlando dei Savoia (cfr.cronache recenti).
    aggiungo per non avere come piemontese sulla coscienza nessun signorino o signorina che la “pioggia di verdurine” (ignobile diminutivi) si riferisce a cardo, cavolo, cipolla al forno e peperoni conservati nelle vinacce

  3. Francesco on

    “Una vacanza da vivere con sci e slittini tra le alte vette del Monte Bianco…”
    Interessante, perchè secondo wikipedia, veramente il Monte Bianco si trova sullo spartiacque tra la Valle d’Aosta, (Val Veny e Val Ferret), – in Italia – e la Savoia, (Valle di Chamonix) – in Francia.
    Ma vuoi vedere che l’hanno spostato senza dircelo ? :-D

  4. […] Liguria, Trentino Alto Adige, le Marche, il terribilerrimo e oscuro mistero di S. Cataldo, e il Piemonte, continua il giro d’Italia sul portale in compagnia di Valeria, grazie alla quale scopriremo […]

  5. iomemedesimo on

    Oh beh ho appena scoperto sul magnifico portalone che il mio paesello Verolengo si trova nel canaDese !!!! Fantastico ho comprato casa in Canada e neanche lo sapevo :-)

  6. Luca Carlucci on

    :))

    A questo punto,attento a Pinco Panco!

    Casetta in Canada (Gino Latilla)

    Quando Martin vedete solo per la città
    forse voi penserete dove girando va.
    Solo, senza una meta. Solo… ma c’è un perché:

    Aveva una casetta piccolina in Canada
    con vasche, pesciolini e tanti fiori di lillà,
    e tutte le ragazze che passavano di là
    dicevano: “Che bella la casetta in Canada”!

    Ma un giorno, per dispetto, Pinco Panco l’incendiò
    e a piedi poveretto senza casa lui restò.
    “Allora cosa fece?” – Voi tutti chiederete.
    Ma questa è la sorpresa che in segreto vi dirò:

    Lui fece un’altra casa piccolina in Canada
    con vasche, pesciolini e tanti fiori di lillà,
    e tutte le ragazze che passavano di là
    dicevano: “Che bella la casetta in Canada”!

    E tante e tante case lui rifece ma, però,
    quel tale Pinco Panco tutte quante le incendiò.
    Allora cosa fece?
    Voi tutti lo sapete!

    Lui fece un’altra casa piccolina in Canada
    con vasche, pesciolini e tanti fiori di lillà,
    e tutte le ragazze che passavano di là
    dicevano: “Che bella la casetta in Canada”!

  7. iomemedesimo on

    ROTFL… eh si … meglio fare attenzione!!! :-)

    Ah … @mila:
    >la “pioggia di verdurine” (ignobile diminutivi)
    >si riferisce a cardo, cavolo, cipolla al forno e
    >peperoni conservati nelle vinacce
    … e poi patate, finocchio, i fantastici ciapinabot (topinambour per il resto d’italia, che saltati in padella sanno di carciofi, ma costano molto meno ;-) ), bietole, ravanelli, sedano, insalata belga (la forma a cucchiaio delle foglie si presta molto bene ;-) )
    …e “last but not least” una fettazza di pane (toscano, questa volta) per eliminare le ultime particelle di bagna caoda dal fujot (leccarlo è improponibile, dato che è rovente per la fiamma sottostante)…

  8. […] Giulia Emilia-Romagna Liguria Trentino Alto Adige il terribilerrimo e oscuro mistero di S. Cataldo Piemonte Sardegna Campania Marche 1 Marche 2 Marche 3 Marche 4 e […]

  9. […] dolce di Cipro. Un’ultima versione invece ci racconta che lo zabaione prese il nome del monaco Giovanni de Baylon (che diventò il patrono dei pasticceri torinesi), che lo inventò a Torino nel XVI secolo, e che […]

  10. […] Da sempre, come sempre, nella migliore tradizione. […]


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