Contenuti testuali: la Campania

Vale la pena ribadirlo una volta ancora: quando un’intera redazione è messa nelle condizioni di lavorare male, l’ultima delle responsabilità è dei singoli redattori.
Questo blog ha fatto di questo assunto una delle sue colonne portanti, e i testi vengono spulciati solo per evidenziare l’incredibile incapacità gestionale di chi ha commissionato e gestito questo prodotto avendo a disposizione tre anni di lavoro e 45 milioni di euro a disposizione.

Ciò detto, ecco una nuova puntata del giro d’Italia sul portale: contro ogni apettativa, perfino la Campania non sfugge ai furori turistici degli scandaloitalianisti. Diciamo “contro ogni aspettativa” perché ITS, la società che ha curato gli attuali testi presenti sul portale, è di Napoli, la redazione di italia.it è a Napoli, e anche perché il vicedirettore editoriale di tale redazione è anche l’ex responsabile del portale turistico della Regione Campania.
Insomma, c’erano tutte le premesse per un lavoro impeccabile. Ma a sentire Chiara e Marco, le nostre guide per l’occasione, non è esattamente così.
Lasciamo la parola a Chiara.

Cominciamo questo viaggio nella Campania di Italia.it con un piccolo commento sulla foto.

foto napoli

Chi non conosce bene Napoli, potrebbe pensare, guardando la pagina proposta dal Portalone, che è una città fredda… è da un mese che ci propinano questa immagine del Vesuvio innevato. A Napoli, invece, non nevica (quasi) mai, meno che mai quest’inverno, con temperature medie decisamente superiori alla norma…

Ma, evidentemente, il redattore ha scelto la strada dell’originalità, poco importa se è fuorviante per un turista che conosce poco la destinazione. E originale è decisamente anche l’inizio della descrizione.

C’era una volta
Certo, c’è modo e modo per conoscere una città. A Napoli, dal civico 52 di vico Sant’Anna di Palazzo, a due passi da piazza del Plebiscito, è possibile farsi “traghettare” dai moderni Caronte della Laes (Libera Associazione Escursionisti Sottosuolo) nelle viscere della metropoli, per catturarne un’immagine decisamente inedita. Uno scorcio del vecchio acquedotto del Carmignano trasformato, durante la Seconda Guerra Mondiale, in ricovero antiaereo in grado di ospitare più di 4.000 persone contemporaneamente. Una suggestiva full immersion tra carri armati, pezzi d’aerei, abiti d’epoca, disegni, caricature e richieste d’aiuto. Ma anche anfratti particolarmente emozionanti, come quello in cui (come testimonia una scritta), il 20 settembre 1943, Anna e Renzo coronarono il loro sogno d’amore

Decisamente originale: facciamo partire il turista che visita Napoli dalle viscere della terra, anziché dalla superficie (anche perché, lo ricordiamo, in superficie c’è la neve e fa un freddo siberiano…).
La mia domanda è: se proprio questo viaggio in Campania doveva iniziare dal sottosuolo, perché consigliare in prima battuta proprio questa escursione della Laes, certamente interessante ma, a prima vista, non superiore a una visita agli scavi archeologici di San Lorenzo Maggiore, dove ben visibili sono le stratificazioni storiche della città, o a quelli altrettanto emozionanti posti al di sotto del Duomo o, ancora, alle suggestive catacombe di San Gennaro o di San Gaudioso…per finire con l’altra Napoli Sotterranea, quella cui si accede da Piazza San Gaetano, nel cuore del centro storico della città?

Il redattore dell’articolo ha fatto questa scelta e l’ha ribadita anche con l’inserimento, sul fondo della pagina, di un link al sito della Laes, seguendo il quale si scopre che non tutto quello che è stato inserito nella pagina del Portalone è corretto.

Innanzi tutto la frase:

farsi “traghettare” dai moderni Caronte della Laes (Libera Associazione Escursionisti Sottosuolo) nelle viscere della metropoli

è fuorviante quando si invita a visitare un vecchio acquedotto. Il lettore può immaginare che dovrà realmente attraversare delle acque, cosa che non è assolutamente vera. Continuiamo ad analizzare i contenuti della descrizione:

Una suggestiva full immersion tra carri armati, pezzi d’aerei, abiti d’epoca, disegni, caricature e richieste d’aiuto

Certo, la parola “immersion” ci sta bene (già che ci hanno traghettati…) il problema è che chi ha scritto l’articolo non deve aver mai messo piede in questo posto. Anche leggendo bene i contenuti del sito della Laes però ci si poteva accorgere che non ci sono materialmente “carri armati e pezzi d’aerei” ma semplici illustrazioni, graffiti sui muri, realizzati da chi, durante la guerra, ha utilizzato queste cave come rifugio…

graffiti sotterranei

Ignorando del tutto il problema, il redattore, con piglio deciso, continua a indirizzare il potenziale turista, suggerendogli le cose da vedere. Ma stranamente, è convinto di parlare a un turista che ha già visto la città e gli propone “mete alternative o trascurate nel primo viaggio”

Da vedere
Vedi Napoli e poi… torni. Magari, per scoprire mete alternative o trascurate nel primo viaggio. Una lunga passeggiata, che potrebbe iniziare dal Madre, il Museo di Arte Contemporanea che accoglie, tra l’altro, opere di Andy Warhol, Mimmo Paladino e Damien Hirst. Seconda tappa, al Duomo (di origini gotiche) in abbinamento con la chiesa e il chiostro maiolicato di Santa Chiara e il Gesù Nuovo. Da non perdere, la misteriosa fortezza di Castel dell’Ovo poggiata sull’isolotto di Megaride e la Reggia di Capodimonte voluta da Carlo III di Borbone.

Anche qui sarebbero tante le domande dal porsi sulle scelte compiute dall’articolista.
Solo per fare un esempio: perché il Museo Madre e non il Pan (ugualmente dedicato all’arte moderna) o il Museo archeologico Nazionale (al quale peraltro non si dedica neanche un rigo) che custodisce tesori bellissimi, molti dei quali rinvenuti a Pompei ed Ercolano? Continuiamo nell’analisi del testo:

I più temerari, potranno decidere di spingersi poi fin su al Vesuvio,

A coloro che amano la tranquillità appare quindi decisamente sconsigliata un’escursione sul monte Vesuvio (ci si può arrivare comodamente anche in macchina…solo l’ultima parte è da fare a piedi).

mentre gli altri potranno scegliere un’escursione decisamente più tranquilla e profumata a Sorrento o in Costiera Amalfitana.

La visita al vulcano viene, per giunta, fatta apparire come un’esperienza poco “profumata”. E invece, per la cronaca, nell’area del Vesuvio è stato istituito un parco nazionale che ha registrato 400.000 visitatori nel 2005 e che, come si può leggere dal sito offre tanti sentieri (anche in mountain bike) e un ricchissimo patrimonio floreale, oltre che faunistico, tutt’altro che maleodorante.

Poi il nostro redattore procede a briglia sempre più sciolta, sia con la lingua italiana che con la costruzione dell’itinerario suggerito.

…decisamente più tranquilla e profumata a Sorrento o in Costiera Amalfitana. Prevedendo, perché no, incursioni al fiordo di Furore, tra i vicoletti di Positano (per farsi fare costumi e sandali su misura) o sulla panoramica terrazza di Villa Rufolo a Ravello. A Caserta, meritano sicuramente una sosta, la Reggia Vanvitelliana e l’antico borgo di Caserta Vecchia, mentre sarebbe preferibile soggiornare almeno un paio di giorni su ogni isola del golfo partenopeo: Capri con la sua Grotta Azzurra, Ischia con il Castello Aragonese e Procida coi suoi limoni. Un capitolo a parte merita Paestum, uno dei principali parchi archeologici d’Europa, impreziosito da tre templi in stile dorico, un piccolo anfiteatro e una costa frequentatissima per le sue spiagge lunghe e incontaminate. Sulla via del ritorno, in direzione Napoli, si potrebbe prevedere inoltre una tappa a Pozzuoli per ammirare l’Anfiteatro Flavio, il Tempio di Serapide e il Rione Terra.

Originale, decisamente originale, quel gerundio (“prevedendo”) dopo il punto; altrettanto originale, quasi poetica, la parola “incursione” adoperata al posto di “escursione”; originale anche la scelta di minimizzare le distanze e proporre al visitatore questo inconsueto itinerario che lo porterebbe a viaggiare come una trottola impazzita da Sorrento alla Costiera Amalfitana (a sud di Napoli) per poi visitare Caserta (30 chilometri a nord di Napoli), per raggiungere quindi le tre isole del golfo di Napoli, Capri, Ischia e Procida (quest’ultima ricordata per i suoi limoni! Solo? Sigh!!) per poi ritornare di nuovo a sud di Napoli e visitare Paestum, tornando dalla quale, in direzione Napoli, si potrebbe (secondo il Portalone) fare tappa a Pozzuoli. Pozzuoli, però, è a nord di Napoli, come la si potrebbe incontrare procedendo da Paestum verso Napoli?

Anche questa frase sul metrò e sulle sue Stazioni dell’Arte è un po’ criptica per chi non abbia già letto qualcosa al riguardo (da notare: “istallate” e non “installate” “istallate” è corretto, De Mauro docet – ndr):

E per concludere, la galleria d’arte open più lunga di Napoli (misura in tutto 25 chilometri), che prevede opere dei più grandi artisti internazionali istallate nelle varie stazioni del metrò.

Ma il massimo dell’ambiguità si raggiunge alla fine:

Camera con vista
Cenare in un’antica cisterna per poi addormentarsi a pochi metri dai resti del Palatium Baianum, tra rovine archeologiche del periodo greco e romano. È possibile nel cuore dei Campi Flegrei e nella zona di Pozzuoli dove alla varietà e professionalità dell’offerta turistica fa da sfondo un ambiente affascinante e suggestivo, fatto di natura e soprattutto di storia.

Che vuol dire? Dove sarebbe questo posto? E perché si è scelto di rimanere così sul vago? Per non essere accusati di fare pubblicità? Che ne è dei ristoranti più rinomati della Campania? Che ne è dei bellissimi alberghi del lungomare partenopeo? Mistero…

Non mi resta che segnalare qualche altra chicca.

– Nei link a destra, quello dedicato alla Costiera Amalfitana non funziona:

ops

– In tutta la descrizione di quello che c’è da vedere nella regione non si riserva un solo rigo alle Provincie di Avellino e Benevento che, pure, da diversi anni, si stanno ritagliando uno spazio significativo nel turismo rurale ed enogastronomico (necessità di brevità, mi si risponderà: e allora perché riservare ben 11 righe alla Napoli Sotterranea della Laes?).

– tra i testimonial della Campania sono citati Totò, Eduardo e Peppino De Filippo, Massimo Troisi. Non un accenno alla più nota star italiana nel mondo, Sofia Sophia Loren, nata a Pozzuoli, in provincia di Napoli [nata a Roma, e cresciuta a Pozzuoli, come ci ricorda Wikipedia – ndr]

Infine un accenno agli eventi. Il motore di ricerca (eventi in Campania da qui a fine dicembre) non restituisce risultati per eventi quali il Premio Strega (a Benevento il 6-7 giugno), il Concorso Ippico Internazionale che si svolge a Napoli a Piazza del Plebisicito a giugno; non fa cenno alle opere liriche allestite nelle ville e negli scavi di Ercolano e dei Campi Flegrei, non considera il Settembre al Borgo di Caserta e neanche la Festa di Piedigrotta di Napoli che, annunciata con tanto clamore, tornerà, dopo anni di assenza, ad animare il settembre napoletano.

Anzi, a proposito di settembre napoletano. Io, quasi quasi, in quel periodo eviterei proprio di venire a visitare la città partenopea: per l’intero mese, secondo il motore di ricerca offerto dal Portalone, offre soltanto 5 eventi (la ricerca ne restituisce 35 ma sono sempre gli stessi tre, mostra di Piero Manzoni, Ambre e il Pizzafest, cui si aggiungono il Premio Carosone il 18 settembre e il miracolo di San Gennaro il 19 settembre). Insomma quasi un mese di totale inattività culturale, artistica, sportiva, fieristica per la città partenopea: varrebbe davvero la pena, se seguissimo i consigli del Portalone, di andarsene altrove…

Insomma, se è vero che il turista moderno viaggia alla ricerca di “occasioni speciali” per visitare una destinazione, bisogna dagli l’informazione sugli eventi con largo anticipo, almeno lo stesso anticipo con cui programma la sua vacanza…

In conclusione, anche la Campania (che pure, sembra, sia tra le sei regioni che ha contribuito al Portale) è stata presentata in puro stile Italia.it: un insieme di pressappochismo e scelte discutibili, condito da errori e, soprattutto, da troppe omissioni…

Un piccolo addendum di Marco sulla (piccola) pagina relativa a Salerno.

Vorrei focalizzare l’attenzione su come il portale italia.it presenta la città di Salerno, il testo integrale è presente in questa pagina.

Estrapolo in particolare il frammento:

Il territorio della provincia, nonostante un intenso e recente sviluppo industriale, è rimasto legato all´agricoltura e ai suoi più tradizionali prodotti, i pomodori di S. Marzano e quel capolavoro di artigianato caseario che sono le mozzarelle di bufala

Tralasciando la lunghezza del contenuto [la solita schedina DeAgostini anni ’70], che considero troppo striminzito per presentare un capoluogo di provincia, trovo scandaloso utilizzare dei luoghi comuni da cartolina per parlare delle tradizioni (alimentari e non) di un territorio. E’ come se nella scheda informativa di Verona trovassimo il testo: “Il territorio della provincia di Verona si contraddistingue per la produzione del famoso pandoro… “.

Non parliamo poi dell’immagine scelta, quanto di più sgranato possa esistere.

salerno

Al più presto contatterò la Provincia di Salerno per richiedere formalmente una correzione di queste informazioni con la speranza che la ‘visibilità’ di un territorio sul web venga tutelata come si deve.

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48 comments so far

  1. ale79 on

    Essendo napoletana ho qualcosa da ridire su questo post, che trovo francamente inutile! E preciso che non sono l’autrice della scheda!! Perché iniziare dalla Napoli sotterranea e non dalle catacombe di San Gaudioso o San Gennaro? Semplice, queste sono aperte soltanto in rare occasioni, tipo Maggio dei Monumenti o conoscendo il parroco! Che la persona che ha scritto questo post di informi prima di sparare sentenze!!! Cosa c’entrano le “stratificazioni storiche della città” (parola decisamente non consona all’oggetto in esame… cosa sono? Un metro di greci, venti centimetri di romani? Semmai si potrebbe scrivere la frase così “dove sono ben visibili strutture archeologiche relative a differenti fasi archologiche della città”) con la visita alla Napoli sotterranea poi? Non vedo l’attinenza… Ah forse per Chiara scendere nelle viscere della terra significa tornare indietro nel tempo!! Perché visitare il sito di Sant’Anna di Palazzo e non la sede di piazza San Gaetano? Il prima commento che mi viene da fare è “E perché no?”. Ma la risposta più ovvia è questa: la vostra Chiara (inizio ad avere seri dubbi già dopo poche righe che si tratti di una napoletana) non ha visitato nessuno di questi due percorsi della Napoli sotterranea (ma ce ene sarebbero anche altri!), altrimenti non le verrebbe la balzana ideaa di metterli a confronto tra di loro. Il sito di piazza Sam Gaetano non è un percorso nelle viscere della città, pieno zeppo di reperti e graffiti sulle pareti come quello di S. Anna di Palazzo segnalato dalla scheda di italia.it!!! Il sito di piazza S. Gaetano è una SEMPLICE ex cantina!!! E vi è presente anche una piccola cistera d’acqua! Questo è tutto. E di luoghi così ne è pieno il decumano!! Attaccarsi a parole, scritte per giunta tra virgolette, come “traghettare” mi sembra così banale. Un po’ di originalità!!! Se volessi criticare ogni singola parola che leggo sul Corriere e Repubblica ogni giorno, allora cosa dovrei fare? Poi Chiara segnala un errore gravissimo del redattore perché cita “carri armati, pezzi d’aereo, abiti d’epoca, caricature…”, asserendo che non ci è mai stato poiché si tratta di graffiti e non di materiale “fisico”. Adesso, o c’era qualcosa nel caffè che ho bevuto poco fa, oppure Chiara e Marco sono abituati ai viaggi astrali! A me non verrebbe mai da pensare che in un ex ricovero della seconda guerra mondiale, quindi sotto terra, ci trovo carri armati e pezzi d’aereo!! E’ fin troppo ovvio e scontato pensare che siano disegni sui muri delle caverne!
    La proseguiamo nella visionaria “riedizione” di Chiara. Perché il museo Madre e non il Pan? Anche in quesot caso credo che questa formidabile coppia non abbia visitato questi posti!!! Soprattutto il Pan! Il Madre, tanto per precisarlo, è un vero e proprio museo, con un piano occupato da mostre PERMANENTI, e gli altri con mostre periodiche. Attualmente (invito Chiara e Marco a farlo) ci sono le mostre di Marisa Merz, Rachel Witheread, e uno splendido allestimento nel cortile di Closky, che il portale segnala qui. Ohhh, che strano! Non c’è segnalata nessuna mostra al Pan!! E come mai? Andiamo sul sito del Pan (che ricordo ai non napoletani che si tratta di un Palazzo delle Arti atto a promuovere l’arte contemporanea attraverso convegni, un archivio e “raramente” con esposizioni. Nella pratica è una cattedrale nel deserto come tanti spazi a Napoli, che ospita uffici istituzionali, finito sui giornali cittadini proprio per l’assenza di attività!!!). In Agenda c’era una mostra… ohhh è scaduta oggi… Dobbiamo aspettare il 5 aprile per trovarne un’altra!! Beh mi sembra ovvio perché il Madre (tra l’altro ai primi posti dei musei di arte contemporanea del mondo). Perché non il Museo archeologico? Forse perché sulle guide di tutto il mondo è segnalato e il Madre, giovane struttura che ospita opere di arte contemporanea, invece non sempre?
    Proseguo, ormai convinta che avete dato credito a due persone il cui unico merito è cercare il pelo nell’uovo!! La visita al Vesuvio per Chiara e Marco è “profumata”!!! Solo perché è stato istituito un parco nazionale. Peccato che il redattore della scheda si riferisse al vulcano e non al parco… Peccato che sul cono del vulcano (da quota mille in poi) non cresca nulla. Sfido la coppia di “pseudo-napoletani” di trovare un fiore profumatissimo sul cratere del Vesuvio!! E poi vogliamo mettere a confronto le ginestre (che crescono in basso, giù, lungo la strada!!) con il profumo delle centinaia di limonaie della penisola sorrentina? Però, l’errore dei due baldi giovani lo capisco. Loro hanno fatto una “visita” al Vesuvio grazie al sito internet del parco!!
    Più che il redattore, a me sembra che siano Chiara e Marco a procedere a briglia sciolta. Sottolineando un “gerundio” (prevedendo), e decidendo di testa loro che il redattore ha toppato scrivendo la parola “incursione” al posto di “escursione”. Ah… non avevo capito che la coppia fosse composta da giornalisti professionisti vincitori di un Pulitzer!!! Sorvolo sulle altre bagianate segnalate (su su ragazzi, un po’ di originalità!!!) e arrivo alla mortificazione del redattore fatta dai due genialoidi che come la maestrina Rottermaier dicono indignati: si scrive “installare” e non “istallare”. Peccato che si possa scrivere in tutti i due i modi come è scritto sul dizionario che ho qui a casa (io lo leggo quando ho un dubbio! Su ragazzi non sparate sul painista se non conoscete il pentagramma) e il verbo “istallare” venga utilizzato soprattutto per le opere d’arte!
    Il “massimo dell’ignoranza spicciola” della super coppia del virtuale arriva con il loro commento di “camera con vista”. Se non sapete dove si trovano i resti del Palatium Baianum, oltre al dizionario leggetivi anche un libro di storia (l’arte l’abbiamo capito che non è cosa per voi).
    E poi eccoli scoppiettanti esclamare la parola “chicca”. Ehm… non avevavte proclamato proprio qui sul blog, mi pare pe rle sched eid altre regioni che la parola “chicca” fosse da sfigato??
    Poi questa coppietta scopro anche esperta di “turismo rurale” (Ohhh) delle aree di Avellino e Benevento (ahhhh, vuoi vedere ch i nostri eroi sono proprio di lì e si sono incacchiati che non c’è scritto nulla sulle loro dimore?). e beh certo, invitiamo l’imprenditore cinese a scoprire le meraviglie degli agriturismi del Sannio o dell’Irpinia e non mandiamolo a vedere il Rione Terra di Pozzuoli!!!!
    Ho un tonfo al cuore, quando poi segnalano con “piglio saccente” che Totò, Eduardo e Peppino De Filippo, Massimo Troisi non sono sufficienti come testimonial della Campania!! E certo mancha “Sofia Loren, nata a Pozzuoli, in provincia di Napoli”. Peccato si scriva “Sophia Loren” e peccato che sia nata a Roma e abbia vissuto a Pozzuoli!! Certo, fa più colore per questa attrice dire che lei è puteolana! Ma non lo è!
    L?accenno agli eventi, poi è ridicolo. I due pestano i piedi e parlano di “Settembre al Borgo” a Caserta… ecco, stiamo parlando di “settembre”… forse la scheda non c’è perché gli organizzatori non hanno ancora fissato date e ospiti? O dobbiamo ricevere soltanto informazioni sommarie? La festa di Piedigrotta la coppia più scoppiettante e originale dle web sa che cosa era, e che cosa sarà? Informatevi prima di sentenziare, vi renderà persone migliori!!! E poi perché io li leggo i 35 eventi segnalati e voi solo 5?
    Vorrei concludere questo interminabile commento consigliandovi “revisori” un po’ più informati e preparati. Per le altre regioni avete segnalato sempre molte banalità ma anche degli strafalcioni esagerati. Per la Campania avete toppato! Siete voi ora da “sculacciare”. E poi un altro consiglio, che già nelle scorse settimane avevate “promesso” di seguire: è molto facile speculare su chi ha scritto queste schede, magari un giornalista precario sfruttato a cottimo come tanti e che ha dovuto lavorare senza archivi, fonti e in tempi ristretti. È molto facile scrivere che il “gerundio” non vi piace e “l’imperativo” è meglio! Non è a queste persone che sono andati i milioni di euro del portalone!!! E se proprio è più forte di voi abbassarvi a proclamare le parole “chicca”, “chic” e “glamour” come sfigate, iniziate a farlo per tutti i quotidiani! Potreste dire che non vengono usati soldi “pubblici” per i quotidiani… Vero… fino a un certo punto visto che i quotidiani (tutti) usufruiscono di “contributi ministeriali” di milioni di euro all’anno per andare in edicola!!!

  2. Luca Carlucci on

    Oh, finalmente una energica e argomentata difesa del lavoro redazionale.

    Bravo/a Ale. Chiaramente Chiara e Marco replicheranno se ne avranno voglia.

    Preciso solo, a scanso di equivoci, che Chiara di Napoli ha contribuito per la parte generale su Napoli e Campania, e Marco di Salerno per la nota finale su Salerno, appunto: e lo hanno fatto autonomamente l’una dall’altro.

  3. ale79 on

    scusate i refusi, ma la revisione della scheda sulla MIA regione da parte di questi due mi ha fatto molto incacchiare!!!

  4. ale79 on

    Scusa Luca, magari anche le segnalazioni che avete fatto sulle altre regioni sono “parziali” come quella sulla Campania. Solo che non vi è capitato “in squadra” uno come me, che di mestiere si informa prima di scrivere ;-)

  5. Luca Carlucci on

    Chiaramente, quando un’intera redazione è messa nelle condizioni di lavorare male, l’ultima delle responsabilità è dei singoli redattori.

    Questo blog ha fatto di questo assunto una delle sue colonne portanti, e i testi vengono spulciati solo per videnziare l’incredibile incapacita gestionale di chi ha commissionato e seguito questo prodotto avendo a disposizione tre anni di lavoro e 45 milioni di euro a disposizione.

    Abbiamo ricordato più volte questo aspetto in fase di presentazione dei post “regionali”: effettivamente è un po’ che non lo facciamo, e vale assolutamente la pena ribadire. Edito il post.

  6. Luca Carlucci on

    Ale, la responsabilità dello scritto è di chi lo scrive. Noi macchinisti che mandiamo avanti la logistica del blog non siamo ahimé onniscienti in fatto di bellezze turistiche, per cui ci affidiamo alle “guide locali” – che, al di là di alcune pignolerie e notazioni di gusto in quanto tali ampiamente opininabili, penso abbiano svolto un lavoro davvero significativo (e molto utile per la stessa redazione di italia.it).

    Se le loro parole sono discutibili, c’è lo spazio commenti apposta per discuterle, come tu a tuo pieno diritto e con energia hai fatto. Se sono errate, c’è lo spazio commenti e c’è la mail e cercheremo di fare il nostro meglio per correggere eventuali storture macroscopiche.

  7. frap1964 on

    @ale79
    A giudicare dal numero dei !!! inseriti nel commento sembri tanto …zzata quanto profonda conoscitrice di Napoli e della Campania.
    Perchè non lo scrivi tu un post ben documentato, privo di banalità e ben strutturato ? Il blog lo ospiterebbe volentieri (vedi Partecipa!). I miei contributi sul “blog” non subiscono revisione.
    Io non ho archivi, uso la rete, cerco di fare verifiche incrociate e generalmente cito le fonti.
    Nomi e cognomi sono pubblicati in “Cosa,chi e perchè” .
    Ti aspettiamo.

  8. Luca Carlucci on

    (corretti istallare e sophia loren. questa revisione di una revisione è piuttosto surreale ma divertente :) e ci aiuta a ricordare di essere il più possibile precisi e puntuali anche in questa sede).

  9. ale79 on

    @frap, grazie per l’invito. la scheda della Campania per me è discutibile, ma non è sbagliata. Strafalcioni non ce ne sono, se non 1-2 refusi. Ho trovato molti più errori e strafalcioni nella “ri-scheda”. Certo, è ovvio, mancano molte cose e la libertà di inserire o no certi luoghi è del tutto soggettivo. Poi, ormai l’ha capito anche un banbino che le strutture delle schede sono preformattate… se il redattore da uno spazio per, diciamo 20 righe, sa che deve mettere “tutto” in quelle 20 righe. Solo che il “tutto” che vogliamo noi non entra nelle 20 righe!! non ci entrerà mai neppure in 200 diciamoci la verità!! Ma la mia impressione è che la “ri-scheda” contenesse riflessioni scontate, banali e molto arronzate. Peggio di italia.it!!!
    Invito gli altri lettori-visitatori-partecipanti a riflettere bene prima di scrivere qualcosa contro qualcuno, e a chi invece “conosce bene” come nel mio caso per “professione” la propria regione, di segnalare tutto ciò che è sbagliato nelle vostre “ri-schede”. credo sia giusto così, per onestà nei confronti di noi tutti, altrimenti diventa giustificabile anche l’affermazione di Carlini quando parla di “indignazioni a costo zero”.
    Attacchi gratuiti non fanno bene a nessuno. Ricordo il caso della scheda della Liguria, che per me resta la migliore revisione: accurata, piena di giuste osservazioni e riferimenti. Il livello di qualità deve essere alto… sempre. Perché prima di pubblicarle non le fate leggere a un altro di quella regione? Almeno noi, perché non facciamo un controllo incrociato? Perché non facciamo due livelli di controllo?
    Io mi offro come revisore delle “ri-schede” di tutto ciò che concerne la Campania.

  10. frap1964 on

    @ale79
    Bene, prendiamo nota.
    Grazie.
    Luca, nel caso dovesse arrivarti qualche altro contributo sulle perle della Campania, ora hai anche questo supporto aggiuntivo.

  11. marco on

    Purio, che scrissi la scheda della Liguria, concordo con ale79: questa analisi della Campania, appare alquanto capziosa anche per uno come me che conosce sommariamente solo Napoli, la Costiera e Salerno.
    A mio modesto parere si devono scrivere ‘rischede’ (come le chiama ale79) segnalando solo errori o svarioni grossolani. A criticare il gerundio e alle scelte stilistiche minime non si va molto lontano, e si appare anche un po’ troll… Senza contare che anche a far questo, sempre secondo me, ci si deve ben guardare dal debuggare il portale. Sarà anche vero che come diceva Luca Carlucci, il debug evidenzia più che altro la fragilità dell’intero schema, però io questo lavoro aggratis non lo farei.

    Non sono invece concorde con questo continua difesa del povero redattore: sarà vero che hanno preso due lire (o euri), sarà vero che non avevano tempo, mezzi e fonti, ma a che giova continuare a ripetere che non è con loro che ce la si prende, se non a sembrare buonisti e non apparire colpevoli di criticare a costo zero? L’avranno pur capito ‘sti poveri precari che ‘sto blog non ce l’ha con loro: epperò a prendersela con quello che scrivono, secondo me, si fa bene, perchè ovviamente dei contenuti non penso che saranno mai chiamati a rispondere. Semmai i loro superiori, ma anche su questo ho qualche perplessità.

    In nota voglio segnalare che una certa Sviluppo Italia è stata menzionata anche nel corso dell’ultima puntata di W l’Italia di domenica scorsa, come una delle Società coinvolte in sprechi e sperperi nella regione Calabria. Sarà la medesima società coinvolta nel portalone?

    Chi vuol vedere la puntata può farlo qui.

  12. Luca Carlucci on

    Ciao Marco, ben ritrovato!

    La “difesa del povero redattore”, come la chiami, è una semplice dichiarazione progettuale di individuazione delle (ir)responsabilità gestionali. Io ritengo utile ribadirla allor quando ci sia qualcuno che dà segno di aver dei dubbi a tal proposito.

    Tipo arriva uno nuovo che non ha seguito il blog, che non conosce diciamo tutto il background dell’operazione, legge un post regionale, potrebbe anche fraintendere (btw, credo che l’ultima difesa del povero redattore su questo blog risalga a qualcosa come 14 giorni fa). Affari suoi, dirai tu. Certo, ma ribadire non costa nulla, e non falsifica in nulla lo stato delle cose. Se poi qualcuno lo interpreta come buonismo, pazienza, si camperà ugualmente. (tra l’altro non credo che i “poveri redattori” siano poi così malpagati, almeno rispetto agli standard dei cococopro italiani: ma questa alla fine è una buona notizia, non una cattiva).

    Sul post della Campania, sarà l’autrice ad esprimersi e a difenderlo, se vorrà.

    E grazie infine della segnalazione di w l’italia: appena posso me la guardo e vedo se contiene qualche spunto interessante.

  13. frap1964 on

    @marco
    Avevo visto la puntata.
    Se non sbaglio il riferimento era ad un distretto industriale che sarebbe dovuto nascere nella zona di Lamezia Terme. E’ proprio la stessa Sviluppo Italia. Ma, nel caso specifico, non la sua costola Innovazione Italia che invece è coinvolta nella vicenda del ns. amato portalone.

  14. marco on

    okkei Luca, hai ragione che quando sorge un dubbio a qualcuno in malafede bisogna ripetere la petizione di principio.

    Forse però sarebbe meglio mettere questa dichiarazione in una parte statica del blog.

  15. Luca Carlucci on

    marco, su questo hai ragione, e ci avevo già pensato questo pomeriggio. sarebbe una fatica in meno.

    il problema è che la parte statica di questo blog è già un discreto bordello :) tra un po’ si fanno le pulizie di primavera.

  16. frap1964 on

    A proposito di Campania…
    Sulla scheda di Novi Velia non c’è uno straccio di riferimento alle splendide rovine dichiarate patrimonio dell’umanita dall’ UNESCO. Meno male che almeno c’è il riferimento nella sezione UNESCO. Dove, en passant, si sono persi per strada
    la Valle del Ticino Riserva della Biosfera (2002), anche se questo con la Campania c’entra poco.
    Invece… chiccona! Non c’è o se c’è io non la trovo una scheda su Palinuro, quindi ciao ciao a Capo Palinuro ed alla sua Grotta Azzurra (chiaramente non citata tra le grotte nazionali nè in quelle campane), che non è quella di Capri. A Palinuro, se lo scoprono, fanno i salti di gioia di sicuro.

  17. Chiara on

    Cara Ale79,
    per come ti sei infervorata, è davvero difficile pensare che tu non sia in qualche modo parte in causa in questa vicenda di Italia.it (anche la difesa d’ufficio del “giornalista precario sfruttato a cottimo” e l’atto di accusa che muovi contro i finanziamenti pubblici ai giornali cartacei…lo lascerebbero pensare).
    Né trovo sufficiente, per giustificare i tuoi toni, la considerazione di “essere napoletana”: lo sono anche io e sono molto più “amareggiata” di te per lo scarso servizio reso dal Portale al nostro territorio…

    Prima di parlare così diffusamente della mia “ignoranza spicciola” (come hai voluto bonariamente definirla) o di additarmi agli altri come “visionaria”, ti esorto tuttavia a respirare, calmarti, leggere questa risposta e riflettere anche sui tuoi errori…che
    appaiono strani, visto che dichiari di “conoscere bene”, per “professione”, la regione e che, nel messaggio indirizzato a Luca, ti offri per realizzare un lavoro “in squadra” dal momento che dici di essere una che “di mestiere si informa prima di scrivere”.
    Il rischio che voglio scongiurare è che gli altri
    lettori di questo sito possano pensare davvero che tu sia una “profonda conoscitrice di
    Napoli e della Campania” e diano per buone le
    informazioni da te diffuse con tanta enfasi (e tanti punti esclamativi) e con altrettanto uguale imprecisione.

    Per cominciare, scrivi che le Catacombe di San Gennaro e San Gaudioso “sono aperte soltanto in rare occasioni, tipo Maggio dei Monumenti o conoscendo il parroco”. Poi mi rivolgi un delicato invito ad informarmi (“Che la persona che ha scritto questo post di informi prima di sparare sentenze!!!”)
    Ebbene, io non solo mi sono informata, ma le ho visitate personalmente in un normale giorno della settimana e senza essere neanche raccomandata dal vescovo (non era, peraltro, durante il Maggio dei Monumenti). Se non ti fidi, vai a prendere le informazioni su una fonte ufficiale. Ad esempio, il sito del turismo della Regione Campania che riporta orari e costi della visita (per inciso, per San Gennaro, testualmente riporta “Apertura giorni festivi: 9.30-10.15 ; 11.00-11.45; Giorno di chiusura settimanale: lunedi”; per San Gaudioso: “Le Catacombe sono aperte tutti i giorni. Le visite si effettuano nei seguenti orari: 9.30; 10.15; 11.00; 11.45; 12.30″).

    Non riesco poi a capire il senso di questa tua osservazione: ”Cosa c’entrano le “stratificazioni storiche della città” (parola decisamente non
    consona all’oggetto in esame… cosa sono? Un metro di greci, venti centimetri di romani?”

    E’ proprio così. Napoli (mi meraviglio che tu non lo sappia) si è sviluppata, nei secoli, per
    stratificazioni successive: la città odierna sorge sui resti di quella romana, che, a
    sua volta, era stata edificata su quella greca. Questo è ben visibile in diversi punti
    del territorio, tra cui proprio gli Scavi di San Lorenzo Maggiore, una visita che
    consiglierei a tutti i turisti perché, come quella degli scavi di Santa Restituta nel
    Duomo o delle Catacombe, regala davvero grandi emozioni.

    Sorvolo sulla possibile riscrittura della mia frase che tu suggerisci (“Semmai si potrebbe scrivere la frase così “dove sono ben visibili strutture archeologiche relative a differenti fasi archologiche della città”) perché questa si commenta da sola…

    Quello che voglio invece evidenziare è che nel mio post, ho parlato degli scavi archeologici e delle Catacombe, proprio per sottolineare l’originalità delle scelte del redattore che, in prima battuta, al potenziale turista che arriva in Campania, suggerisce un’escursione (a pagamento, peraltro. Ho controllato: il biglietto, per una visita di circa un’ora, costa 10 euro)in una parte del sottosuolo napoletano, tralasciando visite a siti che avrebbero un’importanza decisamente superiore, universalmente riconosciuti come patrimonio artistico, storico e culturale della città. Ecco, era semplicemente questo il senso del mio intervento: sottolineare le omissioni, perché, a mio modo di vedere, nel settore turistico, il non dire, l’omettere di raccontare quello che di mirabile e unico una città ha da offrire, è grave quanto il dire sbagliando…

    Poi, riferendoti ai miei viaggi “astrali” (cui, francamente, non sono avvezza)sottolinei che leggendo il testo pubblicato su Italia.it “E’ fin troppo ovvio e scontato pensare che siano disegni sui muri delle caverne!”
    Davvero? Questo è il testo. Saranno i lettori a decidere (i disegni sono citati al quarto posto, come un elemento a se stante): “Una suggestiva full immersion tra carri armati, pezzi d’aerei, abiti d’epoca, disegni, caricature e richieste d’aiuto”.

    Veniamo alla questione Pan, sul quale hai la compiacenza di informare i “non napoletani” che “si tratta di un Palazzo delle Arti atto a promuovere l’arte contemporanea attraverso convegni, un archivio e “raramente” con esposizioni”. Poi aggiungi con tono lapidario: “Nella pratica è una cattedrale nel deserto come tanti spazi a Napoli, che ospita uffici istituzionali, finito sui giornali cittadini proprio per l’assenza di attività!!!”.

    Allora, per i “non napoletani” specifico che il Pan è un museo (e anche più di un museo) e non, come dà ad intendere la nostra amica, una “cattedrale nel deserto” (ma come le viene in mente? spero che le Istituzioni cittadine si facciano sentire…). Il fatto che il Pan ospiti
    raramente delle esposizioni è una tua personalissima visione dei fatti. Forse volevi
    dire che non ha una “esposizione permanente”, ma questo non ne attenua il ruolo.

    D’altronde io stessa, navigando online (non nel Portale nazionale, però), ho trovato il programma delle attività espositive 2007, annunciate dalla direttrice del Museo Julia Draganovic: mostre, dibattiti, performances ed esposizioni multimediali all’insegna del tema delle Sfide, questo il programma che comincia con una mostra dal titolo “Eroi! Come noi…?” (Boisseau/Westermeyer, Charlot Ginzborg, Peter Kees, Trine Neesdrad, Tom Sanford, Lorenzo Scotto di Luzio, Nedko Solakov, Adrian Tranquilli, Ho
    Yang) ed a luglio continua con “Bellezza pericolosa”, un confronto su tentazioni e rischi dell’estetica (artisti invitati: E W Day, Sylvie Fleury, Margie Geelinks, Kirsten Geisler, Barbara Kruger, Erwin Olaf, Orlan, Patricia Piccinini),
    prevedendo, per la fine dell’anno, un omaggio a Andy Warhol.
    Queste cose, adesso, le sapranno anche i Signori del Portalone che, così, finalmente, potranno dirle ai turisti che, magari, avranno anche un paio di settimane di preavviso per organizzarsi il viaggio.
    Questo vale anche per eventi del futuro prossimo (il primo settembre ti sembra una data così
    remota? Per un turista che programma un viaggio e naviga alla ricerca di notizie non
    lo è): si devono annunciare, soprattutto se sono eventi ripetitivi e consolidati, come
    il Settembre al Borgo di Caserta…ma queste cose, a quanto pare, tu le sai per
    professione…Come saprai qualcosa che invece a noi sfugge sulla festa di Piedigrotta a Napoli. In ogni caso il ritorno di questa festa popolare è stato annunciato dall’assessore al turismo regionale, Di Lello, nel corso della Bit (lo stesso evento dove è stato presentato il Portalone, se non sbaglio…). La festa di Piedigrotta, che è la festa più antica della città, tornerà nel capoluogo campano dal 31 agosto al 16 settembre per recuperare le antiche tradizioni del settembre partenopeo. Possibile che quelli di Italia.it non se ne siano accorti?

    Ripeto, gli eventi visualizzati per settembre a Napoli sono solo nominalmente 35, perché sono sempre gli stessi 3 (che si ripetono nei diversi giorni) + 2. Della festa di Piedigrotta e di tanti altri eventi non c’è neanche l’ombra…

    Mi dici poi che non ha senso citare il Museo Archeologico di Napoli “perché sulle guide di tutto il mondo è segnalato mentre il Madre non lo è sempre”. Ma di che stai parlando? E’ come dire che non serve ricordare al turista che a Torino troverà il Museo Egizio o che a Parigi potrà vedere la Tour Eiffel o Notre Dame.

    Grazie per avermi poi ricordato che Sofia Loren, per darsi un tocco di internazionalità ha deciso di aggiungere il “ph” al suo nome… E’ vero, è nata a Roma, ma ha vissuto tutta la sua giovinezza a Pozzuoli. Però, hai ragione, quando parla in televisione si sente proprio il suo accento romanesco…

    Tralascio lo squallore delle tue considerazioni sul mio essere una persona di Benevento o Avellino armata da un desiderio di rivalsa (“Poi questa coppietta scopro anche esperta di “turismo rurale” (Ohhh) delle aree di Avellino e Benevento (ahhhh, vuoi vedere ch i nostri eroi sono proprio di lì e si sono incacchiati che non c’è scritto nulla sulle loro dimore?”). Ti sbagli: la mia è la sincera amarezza di una persona che sa che questa città e questa regione (come l’intero territorio nazionale, d’altronde) dalle coste alle aree interne, offrono bellezze sconosciute ai più che il Portalone certamente non ha fatto niente per comunicare.

    Per cui, dopo aver letto con tristezza il tuo intervento, cogliendo in ogni passo la tua saccenza travestita da conoscenza (oltre che l’attitudine, costante, a puntare sull’offesa personale, più che su considerazioni oggettive per presentare le tue argomentazioni…), non posso che rigirare a te il tuo invito ad informarci (“Informatevi prima di sentenziare, vi renderà persone migliori!!!”) ed esortare i lettori di questo blog a riflettere sulla “sommarietà e capziosità delle informazioni” che, a tuo modo di vedere, io presento nel mio post. Sei certa che anche questo non sia un problema tutto e solo tuo?

    Infine, volevi qualche strafalcione sulla Campania? Io mi ero limitata all’analisi del testo iniziale di presentazione ma se vuoi approfondire, eccoti servita. Non devi fare altro che entrare nella sezione Vacanze Attive. Scegli una voce a caso. Non ce n’è una che sia completa. Prendiamo Natura, Aree Naturali Protette, per esempio: qui tra i parchi regionali figura solo il Parco di Capodimonte (che poi è un parco urbano). Non una riga sul Parco del Matese, o sul Parco del Taburno, oppure sul Parco dei Monti Picentini, e ancora sul Parco di Roccamonfina o sugli altri parchi della regione. Del tutto assenti anche i riferimenti alle riserve e alle oasi Wwf (in Campania ce ne sono, ma vado a memoria, senz’altro più di dieci). Se invece scegli Fiumi, laghi e cascate scoprirai che la Campania non ha fiumi (neanche il Volturno, il Garigliano e il Sele passano più di qua), mentre, secondo Italia.it ha un solo lago (!), il lago d’Averno, ma non ti consiglio di andarlo a vedere: ne fanno una descrizione così spettrale che ho già i brividi…
    Mi fermo qua ho davvero i brividi, ma per la nausea.

  18. frap1964 on

    Mi correggo.
    C’è una amplissima descrizione di Palinuro nella scheda di Centola. Sfido chiunque (non campano) a sapere che Palinuro fa capo al comune di Centola.
    Questa l’ampia descrizione:

    Vivace è l´attività turistica nella località di Palinuro (famose le grotte accessibili soltanto dal mare, tra cui la Grotta Azzurra).

    Meno male che c’è
    http://www.capopalinuro.it/
    ovviamente non citato nella scheda.

  19. Frà on

    Se solo si prestasse attenzione in lettura, forse si capirebbe che il responsabile del PORTALE TURSIMO CAMPANIA e vicedirettore editoriale Italia.it NON SONO, EVIDENTEMENTE, LA STESSA PERSONA!!! Infatti, la url che porta alla pagina di Forum PA e che parla di http://www.turismoregionecampania.it, indica chiaramente che le notizie in essa pubblicate sono di archivio e non attuali!!!

    http://www.forumpa.it/ARCHIVIO/2000/2200/2240/2244/rossato-vicine.html

    Un passo indietro: nell’aprile 2004 il PORTALE CAMPANIA è stato presentato dall’allora Assessora Teresa Armato che si servì di un consulente esterno per seguire i lavori di esecuzione del Portale: Marta Rossato. Nel 2005 il nuovo assessorato (di Marco Di Lello) ha affidato la gestione di tutta la comunicazione CAMPANIA a funzionari dell’Ente. Il Portale Campania, dunque, da un bel po’ di tempo è gestito da persona diversa!!!!

  20. Luca Carlucci on

    Grazie mille Frà. Correggo immediatamente e aggiungo “ex”. Ci scusiamo con gli interessati per l’imprecisione.

  21. luca on

    Verifichiamo perché il sito della campania prima andava male e ora invece bene?

  22. Frà on

    Luca, non è ex responsabile! Non è mai stata responsabile: era un consulente esterno del committente “Regione Campania”. Non c’è attinenenza tra i due progetti! Dai su..che non è difficile capire..

  23. Luca Carlucci on

    Frà, non capisco il tuo punto: c’è un’intervista in cui Marta Rossato viene presentata come responsabile del portale turistico Campano, realizzato da ITS.

    Marta Rossato è anche vicedirettore editoriale di italia.it, per ITS.

    Nessuno dice che ci sono attinenze “strane” fra i due progetti: solo che l’essere stata reponsabile del portale turistico campano suona come il perfetto viatico per aspettarsi, dalla redazione di italia.it di cui è vicedirettrice, dei contenuti perfetti ed esaustivi per tale regione. Tutto qui.

    In quell’intervista si dice che lei, in fase di costruzione del portale, era la responsabile del progetto. Non essendovi alcunché di denigratorio, io lo prendo per buono, finché lei non mi smentisce, o finché non si trova un qualche altro documento più dirimente in cui si dice altro.

  24. Vincenzo on

    Ora la lotta si sposta su presunte responsabilità editoriali … e su cosa è stato e su cosa sarà!
    Certo che il ruolo della dott.ssa Rossato non è poi così chiaro! E quindi pregherei Luca Carlucci di indagare …che sicuramente ci divertiremo!
    E’ palese il tramite della Rossato tra portale Campania e portale Italia, se nell’archivio del sito della Regione, c’è una certa notizia (e non è un caso) tralasciando il fatto che poi entrambi i portali sono fatti male, sia per impostazione grafica che per contenuti (basta andare sul sito del turismo campano): errori, foto sgranate, etc. Ma almeno quello è costato meno di 80 miliardi. O no?
    Quindi mi auguro che Luca Carlucci, o la stessa Frà, facciano luce sull’effettivo ruolo della dott.ssa, cominciando ad analizzare se è effettivamente una giornalista e che esperienza ha avuto per assurgere a tale ruolo.

  25. mazzetta on

    la Rossato fa parte fin dall’inizio dell’avventura
    http://andi.casaccia.enea.it/imprenditoria/SLA/gruppoLavoro.doc

    ma ha anche partecipato
    http://tinyurl.com/2aw4jl

    a questo fantastico portale (pubblico?)
    http://www.patrimonioindustriale.it/PatInd/portale.nsf?opendatabase

    disgraziatamente “IN COSTRUZIONE” dal 2003

    C’è da chiedersi perchè nessuno di questi senta di doversi dimettere, ma pensino tutti solamente allo scaricabarile; perchè non hanno denunciato prima questa schifezza?

  26. ale79 on

    Cara Chiara, mi dispiace risponderti soltanto ora, ma le bellissime notizie di oggi mi hanno tenuto molto impegnata fino a poco fa.
    Partiamo: prima di tutto potrei consigliarti qualche trattamento omeopatico contro la nausea. Prova con la Nux Vomica, dovrebbe passare. Sono sempre più sicura che tu te ne intenda eccome di viaggi astrali, perché pur di giustificare i tuoi limiti, arrivi alla conclusione che io sia l’autrice di questa scheda della Campania, solo per essermi infervorata! Lo ribadisco: non sono io l’autore. Non è il mio stile di scrittura e penso che si evinca perfino dai miei “infervorati” commenti (nonostante i refusi in comune!!). Sono altrettanto colpevole perché difendo il “giornalista precario sfruttato a cottimo” e perché nuovo “l’atto di accusa contro i finanziamenti pubblici ai giornali cartacei”. Ah sì? Allora lo sono anche le migliaia di colleghi che si battono da due anni per il rinnovo del contratto nazionale e che puntano l’indice contro giornali che sfruttano lo stato e non cacciano una sola idea per aumentare le vendite. Divento tediosa: non sparare sentenze se non conosci i fatti! Prima cerca di superare il gap dell’orgoglio ferito.
    Le catacombe di San Gennaro aperte? Forse soltanto per visite della soprintendenza o di personale tecnico, come si può evincere qui. Se ci sono lavori di ristrutturazione da fare, mi sa che non è poi tanto sicuro andarci, no? E forse, ma la mia è soltanto una “ipotesi” priva di informazioni, il sito è chiuso alle visite quotidiane. Ah… già internet… la nostra Chiara ha le idee chiare e usa la rete per sapere “l’orario delle visite”. Scusa, ma su quale sito l’hai trovato? Per caso il primo della lista inserendo “catacombe di san gennaro” su google? Un sito aggiornatissimo mi sembra!!! E soprattutto una fonte certa. Oppure l’ha trovato sul sito del turismo della Regione Campania? Ma non era gestito dagli stessi di Italia.it.
    Mi fermo qui, prima di tutto perché vado a festeggiare con alcuni colleghi la liberazione di Daniele, e poi non sono tipo da infierire su chi palesemente non riconosce i propri fallimenti, ma che anzi, non chiede neanche scusa alle migliaia di lettori di questo blog per le notevoli imprecisioni fatte, e si arrampica sugli specchi, peccando solo di presunzione. Un po’ di umiltà non farebbe male a nessuno, per il senso di questo blog, dove – mi ripeto – sono stati esposti molti fatti importanti associati a documenti. E non si può perdere di credibilità per l’errore di un singolo!

  27. Luca Carlucci on

    Non difendo il post di Chiara ché Chiara sa benissimo farlo da sola, come si è visto.

    E’ escluso che un blog multiautore possa cmq perdere credibilità per quanto dice un contributore: sennò a quest’ora nessun giornale o rivista o telegiornale godrebbe più della minima credibilità (e infatti, direte voi. beh, in effetti :)

    Per il resto spero che le punzecchiature “personali” cessino qui, e si rimanga il più possibile ancorati alla sostanza.

  28. Vincenzo on

    E la Rossato?

    Vincenzo

  29. Luca Carlucci on

    E la Rossato che?

  30. Marco D'Urso on

    Dopo aver letto ( ed essermi rattristato un pò ) con attenzione tutti i commenti al contributo sulla Campania, ho deciso di rispondere solo ad ale79, anche per non alimentare ulteriori polemiche che sinceramente sarebbero assurde in questo contesto. Naturalmente rispetto il punto di vista di tutti quelli che hanno postato, del resto quale ‘posto’ migliore dove esprimere liberamente la propria opinione?
    Per chi non l’avesse capito sono il famigerato Marco, che ha contribuito, seppur in minima parte, alla scheda inerente la Campania, anche se il mio ‘pezzo’ riguardava prettamente la città di Salerno. Lungi da me parlare anche a nome di Chiara, anche se penso che quello che ha scritto su Napoli è giusto e andava dennunciato, del resto lei stessa si è ‘difesa’ (quant’è brutta sta parola in questo contesto..) fin troppo bene in un post precedente.

    Dunque Ale79, ho letto le tue parole, le ho trovate interessanti, mi ha divertito molto l’aggettivo ‘pseudo-napoletani’, nel mio caso è verissimo essendo salernitano doc. Ma poi ‘procedendo a briglia sciolta’ nel leggere quello cha hai scritto, visto il tono che hai usato, sono arrivato alla fine con la frase con cui hai chiuso il tuo discorso:

    ‘Io mi offro come revisore delle “ri-schede” di tutto ciò che concerne la Campania’.

    E lì, scusa se te lo dico, mi sono cascate le braccia. Perchè se non accettavi il fatto che qualcun altro avesse scritto su cose a cui tu tenevi particolarmente potevi dirlo subito, senza fare troppi ghirigori retorici e pseudo-professionali. Ok, che tu sia una giornalista ci voglio anche credere ( apropos per quale giornale scrivi? chi è il tuo editore? avevate mai pensato di mettere su un blog per denunciare uno dei + grandi scandali degli ultimi anni? ), ma il modo che hai scelto per ‘proporti’ in prima linea nella stesura dei testi di questo blog è inaccettabile. Non mi dilungo per difendere il mio personale contributo su Salerno, del resto quello che ho scritto è talmente sacrosanto che soltanto una persona stupida potrebbe trovarci qualcosa da contestare. Non puoi neanche aggrapparti ad un testo già esistente da difendere, visto che, come tu stessa avrai già verificato, sul portalone a proposito di Salerno è stato ‘copia-incollato’ uno striminzito trafiletto dal sito (suppongo) dell’Istituto Geografico De Agostini. Ti vorrei ricordare che stiamo parlando di una delle provincie più estese d’Italia, quindi un minimo di attenzione in più era dovuta (restiamo alla sostanza delle cose come dice Phil).
    E io Marcdo D’Urso che mi sono indignato per questa cosa, e l’ho anche scritto, sarei da ‘sculacciare’?? Ma vogliamo scherzare?

    Mi ha sconvolto il tuo passaggio:

    ‘ è molto facile speculare su chi ha scritto queste schede, magari un giornalista precario sfruttato a cottimo come tanti e che ha dovuto lavorare senza archivi, fonti e in tempi ristretti ‘

    Mi ha sconvolto perchè mi è stato chiaro che non hai capito nulla di quello che abbiamo scritto e perchè lo abbiamo scritto. Inoltre mi ha divertito per due motivi:

    1) Nello stato di precariato io CI VIVO da quasi due anni (web developer) e so benissimo che significa lavorare in tempi ristretti e con poche risorse ( anche se la redazione in questione di risorse mi sa che ne aveva parecchie). Ragion per cui non potrei mai sparare a zero contro chi è nella mia stessa situazione.
    2) Se proprio c’hai visto un dito puntato, in quello che abbiamo scritto, non era certo rivolto alle singole persone che hanno lavorato ai contenuti del portalone, ma ai responsabili delle alte sfere che hanno il potere di ottenere e spostare risorse e decidere come utilizzarle. Siceramente anche un bambino ci sarebbe arrivato da solo, ma sono buono e ti vengo incontro.
    Altro passaggio (nota che non mi soffermo sulle tue critiche apropos di Napoli perchè non ho scritto io il pezzo). Ad un certo punto scrivi:

    ‘E se proprio è più forte di voi […] iniziate a farlo per tutti i quotidiani! Potreste dire che non vengono usati soldi “pubblici” per i quotidiani… Vero… fino a un certo punto visto che i quotidiani (tutti) usufruiscono di “contributi ministeriali” di milioni di euro all’anno per andare in edicola!!!’

    Senza offesa, ma scrivi una cosa che non ha senso. Sarebbe come rimproverare a Roberto Saviano, l’autore di ‘Gomorra’, di aver denunciato e descritto i traffici della camorra senza parlare anche degli affari della mafia o della ‘ndrangheta. Capisci cosa ti sto dicendo?
    E poi l’abbiamo vista tutti la puntata di Report sui contributi ministeriali ai quotidiani, adesso non mettiamo a distribuire conoscenza spiccia solo per un pò di gloria da ‘blogger’.

    Resto cmq molto perplesso dal tono generale che usi in quello che scrivi, un’aggressività ingiustificata in un contesto che dovrebbe favorire la collaborazione tra le persone.

    L’apoteosi la raggiungi con l’ultimo intervento, in particolare:

    ‘Mi fermo qui, prima di tutto perché vado a festeggiare con alcuni colleghi la liberazione di Daniele […]’

    Mamma mia questo è davvero troppo. Citare volutamente la tua felicità per la liberazione di Mastrogiacomo (chiamandolo per nome) solo per dare più consistenza a quello che scrivi è una vera porcata. La credibilità non si guadagna in questo modo, anzi rischi di lèdere quella del blog. Nonostante ciò mi attiverò affinchè vengano pubblicati anche i tuoi interventi su Napoli e dintorni, a costo di arrivare a piedi fino al Maschio Angioino e farmici rinchiudere dentro. In fondo è giusto restituire ai monumenti il loro ruolo originale!

    La cosa divertente è che te lo dici tu stessa alla fine :

    ‘Un po’ di umiltà non farebbe male a nessuno’.

    Ecco, appunto.

    Per questo, te lo dico co’ tutt’ o cor’, mi sembri il classico stereotipo di ‘reazionario’ del web, quella tipologia di persona che scrive sui forum e sui blog più per andare contro qualcosa o qualcuno che non per supportare un’idea o un’iniziativa. E te lo dico mettendoci il mio nome, il mio cognome e la mia email, senza nascondermi dietro un nick. Ti consiglio in futuro di contattare in privato le persone a cui vuoi contestare qualcosa in questo blog, o i suoi gestori, sarebbe più onesto, nessuno ha bisogno di vetrine per mettere in mostra la propria cultura o il proprio attaccamento alla causa (mah..).

    Ne approfitto per chiedere scusa agli amministratori del blog e a Luca in particolare per la lunghezza del mio intervento e per l’espressione usata prima, ma quando ce vò ce vò.

    Li ringrazio ancora una volta per aver pubblicato il mio contributo sulla mia città. Come ho già scritto troverò prima possibile il tempo per scrivere qualcosa di più sostanzioso e completo, ad oggi ho inviato diverse email alla Provincia di Salerno e all’Ente Provinciale per il Turismo Salerno per segnalare la grave lacuna di contenuti nel portale milionario.

    Non ho ancora ricevuto risposta.
    Pazienza, continuerò a scrivere.

    Keep on rockin’ in the Free World.

  31. Chiara on

    Cogliendo al volo il suggerimento di Luca, mi atterrò alla sostanza, rifuggendo dalla tentazione di proseguire una polemica che è davvero inutile. La sostanza, però, mi impone di ribadire la veridicità delle mie affermazioni (che ho verificato, di persona, via web, e via telefono), messa nuovamente in dubbio dalla nostra amica.

    A beneficio dei lettori confermo che le Catacombe di San Gennaro e San Gaudioso sono aperte al pubblico tutti i giorni, domenica inclusa (quelle di San Gennaro sono chiuse il lunedì). Non ci sono lavori in corso, anzi, in quelle di San Gaudioso si sta svolgendo una mostra di Gianni Pisani che durerà fino al 3 giugno (lo dico a beneficio dei signori di Italia.it…assidui lettori di questo sito ;-)

    Per dissipare ogni dubbio (data l’insistenza con cui mi si vuole contraddire), ho anche telefonato, oggi 20 marzo 2007, ai numeri 081-7411071 e 081/5441305, dove due persone gentilissime mi hanno fornito tutti i dettagli della visita con i relativi costi…

    A proposito, in questo momento il sito Italia.it non mi fa accedere alla Campania.

  32. Chiara on

    Aaargh!
    I signori di Italia.it hanno finalmente attivato il link alla Costiera Amalfitana che, come precedentemente segnalato, non funzionava. Sarebbe stato meglio mantenere il broken link!
    Ecco le prime righe con cui il Portale nazionale del Turismo presenta la Costiera Amalfitana al mondo:

    Costiera Amalfitana
    Dove si trova
    Affacciata sul mare Tirreno, la Costiera amalfitana si trova in Campania, si estende nel Golfo di Napoli e comprende alcuni dei suoi luoghi più famosi, da Postano a Sorrento e, naturalmente, ad Amalfi.

    Che orrore! La costiera amalfitana, è vero, si trova in Campania, ma si “estende nel Golfo di Salerno” e non in quello di Napoli, come invece è scritto nel portale turistico nazionale…
    Poi “comprende”, sì, Positano (e non Postano) ma non Sorrento che, guarda un po’ il caso, dà il nome ad un’altra celebre costiera campana, quella sorrentina (questa sì che appartiene al golfo di Napoli).

    Adesso ne sono sicura: per garantire una parità di (mal)trattamento a tutti i territori, la Its ha deciso di far scrivere la Campania a una persona che risiede in un’altra regione…Questa sì che è equità!

  33. Gigi on

    Sono andato a controllare, ieri la Costiera Amalfitana era senza errori. Ma ke fanno? Stanno sempre a guardare qui dentro per correggere i loro errori? Ma almeno vi pagassero. Bravi scandalitalianisti

  34. Antonio Russo on

    Scusate, sono “fresco” di questo blog e forse ho perduto qualche passaggio fondamentale. Dato che scrivete troppo, può darsi che mi sbaglio, ma credo che nessuno abbia notato che nella descrizione-base della Campania manca completamente il riferimento agli scavi di Pompei che (vado a memoria) sono il terzo o quarto sito turistico più visitato d’Italia. Io mi indignerei per questo, farei meno filosofia e soprattutto starei meno a frignare sui poveri redattori sfruttati e malpagati: gli errori sono errori, a prescindere dagli stipendi. Comunque non volevo uscire fuori tema, volevo solo chiedere dovè finita Pompei con gli scavi archeologici più visitati d’Italia?

  35. Antonio Russo on

    p.s. Per Chiara
    Hai ragione quando parli delle possibili incomprensioni sul farsi “traghettare” ecc. ecc. Guarda la versione in inglese “…just a short walk from Piazza del Plebiscito, one can take a “ferry” captained by the modern Charons of the LAES…”.
    Avevi ragione, anche il traduttore è caduto nell’equivoco e ha spiegato ai nostri amici inglesi e americani che si va sotto terra e si prende un ferry.
    ve giuro che non volevo fare polemiche con l’altra blogghista che si arrabbia da morire. Non ce l’ho con nessuno, era solo per dire che l’errore era possibbile e l’hanno fatto

  36. Chiara on

    Grazie Antonio per questa tua segnalazione che mi fa capire che è ancora vivo l’interesse sul tema…Cominciavo a sospettare che a leggere questi interventi fossero solo i “poveri redattori” del Portalone (che, a quanto pare, almeno a correggere sono bravi).
    Grazie per questa segnalazione che mi fa capire che non sono l’unica a ritenere fuorviante lo stile di esposizione (ma, come è evidente, non è solo una questione di forma…) o a criticare la sequenza di siti/luoghi scelta dal compilatore della scheda per guidare il turista alla scoperta della Campania.
    Hai ragione per Pompei ed Ercolano. Un’altra omissione. Ma che sarà mai? Sono, come tu ricordi, tra i siti italiani più ricercati dai turisti. Perché citarli ancora sul web? Che comprino una bella guida cartacea se vogliono saperne di più.

    Sul testo della Campania ti dirò che ho un altro sospetto, ma la mia ignoranza della lingua tedesca non mi consente di capire se è fondato. Credo che la frase di Goethe integralmente riportata in lingua originale (tra i Testimonial) sia accompagnata da una traduzione completamente strampalata. Ma siccome non ho certezze non lancio accuse e chiedo aiuto a qualcuno che conosca il tedesco.

    Questo il passo che riporto testualmente:

    Testimonial
    “Ich finde in diesem Volk die lebhafteste und geistreichste Industrie, nicht um reich zu werden, sondern um sorgenfrei zu leben” – “Anche a me qui sembra di essere un altro. Dunque le cose sono due: o ero pazzo prima di giungere qui, oppure lo sono adesso”. Parola di Johann Wolfgang Goethe, poeta, scrittore e drammaturgo tedesco, che figura tra i maggiori “sponsor” della Campania e di Napoli in particolare…

    Incuriosita, ho cercato la fonte di questa frase per capire in quale contesto fosse stata scritta da Goethe. Ho copia/incollato la frase tedesca e mi sono rivolta a Google. La frase viene citata in un lungo approfondimento su Goethe che i più curiosi troveranno a questo indirizzo (http://www.eloyed.com/goethe8.htm). Anche in questo caso vi riporto testualmente quel che ho trovato.

    Goethe ama la Campania, ma soprattutto ama Napoli. E’ pieno di ammirazione per questa città e per i suoi abitanti. “Ich finde in diesem Volk die lebhafteste und geistreichste Industrie, nicht um reich zu werden, sondern um sorgenfrei zu leben.” E: “Anche a me qui sembra di essere un altro. Dunque le cose sono due: o ero pazzo prima di giungere qui, oppure lo sono adesso.”

    Secondo questa fonte, dunque, la seconda frase è scollegata dalla prima, non la semplice traduzione. E’ un differente concetto che l’Autore di questo sito ha adoperato per sottolineare l’amore di Goethe per Napoli e il suo popolo.

    Non mi permetto di riportare in questo contesto l’allucinante traduzione che mi ha restituito uno di quei programmi online: intuisco che si tratta di una lode al popolo napoletano per la maniera di affrontare la vita…e non una riflessione sulla trasformazione interiore di Goethe di fronte a Napoli. Però mi fermo qui e lancio ancora una volta il mio sos.
    Se c’è qualcuno che conosce il tedesco si faccia vivo. Se non volete farlo per la mia Campania, fatelo per il povero Goethe…

  37. Luigi Ambrosio on

    Scusate l’OT ma ho bisogno di un confronto con voi esperti. Capisco che il bello del blog è potersi nascondere dietro a un nik, però mi sembra che qui si dicano cose che meritano di “metterci la faccia”, o almeno di metterci nome e cognome. Io non ho bisogno di nascondermi e scrivo nome e cognome lassù, dove altri lasciano tre o quattro lettere (fra, frap, ale) o un semplice nome (Vincenzo, Chiara) e se volete lascio qui il permesso al WM di dare il mio email a chiunque lo richieda (in privato, naturalmente).
    Eccomi al dunque: tutta quella storia sul responsabile del portale Campania che “è – non è” il viceresponsabile di Italia.it, onestamente mi invita a riflettere. Io mi chiedo: ma perché Frà si infervora tanto in favore della signora Rossato? E come mai Frà conosce tanti particolari del portale Campania? Parla con una invidiabile sicumera di date, assessori, consulenze esterne, gestione affidata ai funzionari della Regione… Sono notizie molto accurate, come se Frà le avesse quasi vissute in prima persona.
    Sono giovane e inesperto, però sembra proprio che questa/o Frà sia talmente vicina/o alla signora Rossato da identificarsi con essa, come se fosse la stessa persona…
    Leggendo e rileggendo i tre post della misteriosa Frà, poi, m’è venuto anche un altro dubbio: avete notato quanto sono simili lo stile di scrittura di Frà e quello di Ale79? Stessa enfasi, stessi esclamativi a valanga, ma soprattutto due particolari
    1) Frà nelle sue poche ma intense righe scrive “…su che non è difficile capire…” – Ale79 nelle lunghe e altrettanto intense righe scrive “…su ragazzi, un po’ di originalità!!!! …” E “…su ragazzi non sparate sul painista…”.

    –Insomma, Frà e Ale79 hanno la stessa maniera un po’ supponente (nessuno si offenda, per piacere…) di invitare le persone ad essere più attente.

    2) Frà usa le maiuscole per dare enfasi es.”…Se solo si prestasse attenzione in lettura, forse si capirebbe che il responsabile del PORTALE TURSIMO CAMPANIA e vicedirettore editoriale Italia.it NON SONO, EVIDENTEMENTE, LA STESSA PERSONA!!!… ” – Anche Ale79 usa le maiuscole per dare enfasi es. “…Il sito di piazza S. Gaetano è una SEMPLICE ex cantina!!! …”, oppure “…un piano occupato da mostre PERMANENTI, e gli altri con mostre periodiche…”.

    –Bah. Nelle oltre ottocento righe di parole sulla Campania, che tutti noi abbiamo scritto, solo Ale e Fra scrivono tante parole in maiuscolo (Frap scrive una volta UNESCO per rispettare la sigla; Mazzetta scrive una volta “IN COSTRUZIONE” perché lo copia integralmente dal sito cui fa riferimento mentre Marco scrive una volta “CI VIVO” riferendosi al suo stato di precario ed è l’unico che usa le maiuscole per dare forza alle sue parole).

    Ecco allora, che ai miei occhi da utente inesperto, anche Ale e Fra si confondono, anche loro si identificano talmente l’una/o con l’altra/o da sembre quasi la stessa persona. Che strano, è la stessa sensazione che ho provato pensando alla singolare assonanza tra Frà e la signora Rossato.
    Pensate che se non ci fosse il paravento dei nik, io non avrei tutta questa confusione nella testa. Ma che volete farci… è la dura legge del Web.

  38. frap1964 on

    @Luigi Ambrosio
    frap1964 è il nickname di uno dei contributors attivi del blog, come puoi rilevare dalla pagina
    Chi e perchè. Nessuna volontà di nascondersi, semplice praticità.

  39. Luigi Ambrosio on

    Chiedo scusa a frap, Chiara e Vincenzo che ho citato come utenti “nascosti”: ho trovato i vostri dati e i vostri indirizzi email in un’altra parte del blog. Voi ci avete messo la faccia e non avete usato il paravento del nik. Scusatemi ancora ;)

  40. Chiara on

    Qualcosa inizia a muoversi…
    Avete visto l’ultimo numero de L’Espresso. Alle pagine 48-54 un approfondito Primo Piano dal titolo “Spreconi punto it”. Sottotitolo: “Un sito turistico da 45 milioni. Altri 37 per un portale culturale. Più centinaia di costosissime iniziative locali. E migliaia di PC regalati agli onorevoli. Così la pubblica amministrazione getta i soldi on line”.
    Il lungo servizio dedica la sua apertura proprio ad Italia.it (“Per favore, visitate il sito web, per favore visitate l’Italia”) che definisce webmostro, costato “una cifra impressionante soprattutto se si considerano i prezzi di mercato: con alcune centinaia di migliaia di euro al massimo si realizzano portali internet con i fiocchi”.
    Il redattore ricostruisce quindi la storia del portalone dalle origini (nato nella scorsa legislatura ma tenuto a battesimo alla Bit)per soffermarsi poi sui blogger, di cui evidenzia le “immediate reazioni su Internet”. Cito testualmente: “molti blogger parlano di un progetto poco interattivo, con contenuti obsoleti e con evidenti errori di programmazione. Sul blog Scadalo Italiano ( scandaloitaliano.wordpress.com) nato per l’occasione, ci sono gustosi resoconti di chi ha intrapreso un viaggio in Italia attraverso le pagine del portalone, pieno di errori, di traduzioni sommarie, e con alcune stranezze (fra i personaggi toscani sono citati sullo stesso livello Dante Alighieri e il campione di scherma Aldo Montano…)”.
    Insomma una bella soddisfazione per gli ideatori di questo blog!

  41. frap1964 on

    @Chiara
    Prova a chiederti da dove hanno attinto la definizione di webmostro. Per il resto ho già espresso la mia opinione in altro tuo commento su questo blog.

  42. Chiara on

    Grazie Frap, per il tuo commento autorevole e lapidario…
    So bene che la definizione di webmostro è “vostra” (non a caso l’avevo riportata…) ma questo, a mio modo di vedere, è un segnale davvero positivo dell’efficacia con cui Scandalo Italiano ha segnato la direzione da percorrere. Per il resto, completerò il mio pensiero in altra parte di questo blog.

  43. frap1964 on

    @Chiara
    Ho chiesto ad un amico di Bolzano (Stefano) con patentino A di bilinguismo italiano/tedesco (è il livello massimo) e qui riporto come è arrivata la risposta:

    No la traduzione dal tedesco di “Ich finde in diesem Volk die lebhafteste und geistreichste Industrie, nicht um reich zu werden, sondern um sorgenfrei zu leben”

    È: „Trovo in questo popolo l’industria più vivace e più ricca di spirito, non per raggiunger maggiori ricchezze (lett. per diventare ricchi) ma per vivere senza preoccupazioni”.

    Questo è quanto …..

    CVD. Per la NOSTRA Campania, questo ed altro… ;-)

  44. Davide on

    @frap1964:
    Ora è tutto chiaro!
    Non lavori!!
    Beato te :)

    Davide

  45. Chiara on

    Grazie, Frap: sei stato bravo e, in un certo senso, anche fortunato. Hai contribuito a trovare uno dei 20 errori (tanti sono, secondo Ibm…) presenti sul portale Italia.it
    Anzi, con questo siamo a 21!
    Li vorrei proprio conoscere i responsabili di questo progetto.
    In questo sito (http://216.239.59.104/search?q=cache:owNCzlKOJm0J:www.casertanews.it/public/articoli/art_20061201072442.htm+%22serena+santucci%22&hl=it&ct=clnk&cd=17&gl=it) ho trovato un comunicato stampa in cui sono riportati i dati della responsabile del Recruitment, Serena Santucci. Che ne dite, ci rivolgiamo a lei, così, tanto per cominciare, capiamo cosa ha dovuto reclutare?

  46. frap1964 on

    @Chiara
    Se vuoi provarci… ma dubito che avrai qualche risposta: sono nell’occhio del ciclone. Figurati se ti vengono a parlare di chi hanno reclutato per fare ‘sto bellissimo lavoretto.

  47. EX ....LAVORATORE on

    A che cosa serve 0GGI il sindacato?

    Per chi segue attentamente le cronache politiche e sindacali del nostro Paese (CASERTA) – ha suscitato una eco di commenti e di polemiche a largo spettro, con una prevalenza (andrebbe detto) di giudizi graffianti e talvolta anche velenosi su quelli più responsabilmente concordi. NON NASCONDO il suo essere chiaramente provocatorio ma è di grande attualità e che tocca uno dei nervi scoperti dell’attuale sistema istituzionale e politico italiano: l’assetto conflittuale, e non cooperativo, delle nostre relazioni sindacali. La provocazione, così evidente nel titolo sottende peraltro una riflessione profonda ed anche intelligentemente costruita. Un sindacato così come è oggi in Italia non sembrerebbe utile in alcun modo ad un’economia che tende a risollevarsi, a trovare valenze di competitività europea, ad ampliare gli spazi ufficiali dell’occupazione nazionale. Occorrerebbe far sì – in questo scenario di insufficienze e di debolezze innovative – che al temuto declino dell’economia nazionale non si accompagni anche il declino del sindacato. QUESTA PROVOCAZIONE può quindi essere intesa come una frustata, o lo squillo forte di una sveglia che segna l’ora del risveglio, per cominciare a costruire un edificio di relazioni sindacali più moderne e partecipative. Si tratta di una sfida, non semplice e non facile, e che comporta l’abbandono di conflittualità fini a se stesse per abbracciare nuove forme di presenza e d’azione più utili alle sorti dei nostri lavoratori. , ORMAI Sono oltre trent’anni che in Italia si praticano accordi-finzione di questo genere, imperniati sull’intervento straordinario della cassa integrazione guadagni e si va incontro ai relativi immancabili fallimenti. Se il sindacato continua a battere questa strada non può poi lamentarsi che gli accordi stipulati non producano i risultati promessi: questo è sempre prevedibile e tacitamente previsto da tutte le parti in causa fin dal momento in cui l’accordo viene stipulato”. l sistema sindacale italiano, bloccato dai suoi paradossi, genera mostri. Il sindacato conflittuale e quello disponibile a scommettere sull’impresa devono potersi confrontare apertamente, senza paralizzarsi a vicenda. E’ un passo necessario per uscire dal declino. Le origini del sindacato sono piene di onore e di gloria Il sindacato nasce, con lo scopo di sostenere i diritti dei lavoratori., Di TUTTI i lavoratori. OGGI non hanno mantenuto lo spirito originario che ha dato luogo alla loro fondazione. Eppure i lavoratori, ed i loro interessi, sono la classe che LORO si sono prefissati di difendere. I lavoratori sono i motivi per i quali ESSI esistono. Ma pare che non sia piu’ cosi’.
    Vediamo di fare un po’ di conti , In primis, TUTTI i sindacati non hanno, per legge, l’obbligo di redigere un bilancio. Cio’ vuol dire che i soldi entrano nelle loro casse ed escono dalle stesse, in un modo che NOI cittadini, non sapremo mai. Sapevate che i sindacati hanno migliaia di dipendenti ? che contratta quotidianamente questioni di potere con il governo. Ma soprattutto muove un giro d’affari enorme, che supera i 1300 miliardi. Nelle casse dei sindacati e delle società e degli enti da essi controllati entrano ogni anno circa 400 miliardi per i finanziamenti ai patronati, 300 per le ritenute sulle pensioni, 50 per le quote sulle prestazioni di disoccupazione agricola e 350 dal tesseramento dei lavoratori in attività. A tale cifra vanno aggiunti il costo sostenuto dallo Stato per i distacchi sindacali, circa 200 miliardi, nell’ipotesi che il personale in questione sia di circa 5.000 persone. «Occorre introdurre un po’ di trasparenza nella gestione di questo potere enorme, totalmente connivente con il governo”. Sia chiaro che la scrivente non appartiene a nessuna forza poltica. onde evitare commenti o accuse di appartenenza ad una corrente o ad un’altra. Alle ritenute degli stranieri dobbiamo sommare quelle degli italiani ancora convinti che iscriversi ad un sindacato giovi a qualcosa che non siano le finanze del sindacato Dai Sindacati – Piovra si dipartono altri tentacoli pronti a racimolare altri soldi. Sono i Caaf e i Patronati. I primi sono definiti “ Centri di Assistenza Fiscale” e, solitamente, si occupano di presentare la denuncia dei redditi. La consegna dei moduli e’ gratuita ( la sola consegna, non la compilazione) ma solo in apparenza perche’ ……..il cittadino ignaro non sa che per ogni modulo 730 presentato,lo Stato ( sempre noi cittadini, ma sotto altra veste cioe’ quella dell’asino ) rimborsa ai Caaf 14,33 euro. Nel 2003 sono stati inoltrati dai Caaf di CGIL, CISL e UIL quasi 6.000.000 di modelli 730, per un rimborso totale che sfiora gli 85.000.000,00 di euro, se la semplice consegna dei moduli 730 e’ gratuita, non lo e’ la sua compilazione le cui tariffe variano dai 15 ai 70 euro a seconda se si e’ iscritti o no al sindacato. Altra questione spinosa. Il DISTACCO E I PERMESSI SINDACALI . chi percepisce i cosiddetti distacchi sindacali e decide di non lavorare piu’ in un’azienda, lo fa per prestare la sua opera in un’associazione privata qual’e’ il sindacato. Ma non si capisce perche’, per il periodo del distacco, i contributi ricadano sullo Stato e non sul datore di lavoro.” Perché Quando qualcuno va al patronato o al Caf per avviare la pratica di pensione gli viene subito chiesto di iscriversi al sindacato. Risultato? In tutti i sindacati la percentuale dei pensionati supera il 60% degli iscritti. ”Da anni oramai i cittadini italiani sono in ostaggio da figure che dovrebbero tutelare tutti gli uomini e tutte le donne, ma che in realtà fanno parte di una frangia politica. Il ruolo dei sindacati è, quindi, decisivo per la tutela dei diritti del lavoratore, ma al tempo stesso per questa sua istituzionalità deve adoperarsi in favore di tutti i cittadini. Il sindacato non può essere rappresentato da chi abbraccia una fede politica o un’ideologia, perché così comprometterebbe l’oggettività del suo operare. Il sindacalista deve essere come un magistrato o un poliziotto, deve, cioé, essere per quanto possibile imparziale. Ciò non significa impotenza nel giudizio o nella critica, tutt’altro Io non capisco l’utilita’ dei sindacati. Non quelli odierni, almeno. Mi sono appassionato alle prime lotte degli operai per una giusta rivendicazione dei loro diritti. Ho compreso anche la loro necessita’ di associarsi per poter meglio realizzare le loro aspettative. Ma oggi…che ruolo hanno? Il loro operato e’ infarcito di politica e di raccomandazioni. Un sindacato non dovrebbe mai avere un’appartenenza politica, poiche’ i lavoratori sono tutti uguali. Se io, libero lavoratore, ho il mio credo politico questo non dovrebbe affatto costituire un ostacolo nella richiesta di assistenza presso un sindacato.Grazie ai sindacati c’e’ chi sistema le proprie mogli ed i propri figli con dei posti di lavoro. I permessi sindacali servono solo a non far lavorare chi, gia’, voglia ne ha poca o nulla. I distacchi sindacali, altrettanto. Ognuno di noi puo’ citare esempi del genere. I lavoratori hanno raggiunto i giusti diritti cui aspiravano. Qualcuno mi dica a cosa servono ancora oggi e perche’ hanno bisogno di cosi’ ingenti somme di denaro da parte dello Stato? CARI SINDACATI TANTI E GRANDI OBIETTIVI NECESSITANO DI UN SINDACATO ANCORA PIU’ APERTO, PIU’ GIOVANE, PIU’ MULTIETNICO E ATTENTO ALLE DIFFERENZE DI GENERE. A TUTTI I LIVELLI.
    PER RAPPRESENTARE MEGLIO LA NOSTRA SOCIETA’ E COLORO CHE VI VIVONO E LAVORANO. ABBIAMO BISOGNO DI UN SINDACATO NELLA POLITICA MA NON DELLA POLITICA. UN SINDACATO INDIPENDENTE MA NON INDIFFERENTE AD UNA POLITICA CHE RISCHIA DI ESSERE SEMPRE PIU’ CHIUSA IN SE STESSA…. …UN SINDACATO SEMPRE PIU’ ATTENTO E SENSIBILE A CAPIRE, CONOSCERE E ACCOMPAGNARE I CITTADINI E LAVORATORI, DONNE E UOMINI DI QUESTO PAESE.UN SINDACATO CHE POTRA’, E DOVRA’, SENTIRSI DIRE, DA MILIONI DI PERSONE:
    CARO SINDACATO, MI FIDO DI TE.
    La massa dei lavoratori si aspetta che i sindacati facciano il proprio mestiere, cioè tutelare il salario, il posto di lavoro, la pensione, ecc. Ciò non toglie che la gran parte delle volte i sindacati non rispettino affatto questo mandato o lo portino avanti in maniera del tutto insoddisfacente.
    il sindacato è lo strumento indispensabile per una scommessa comune tra lavoratori e investitore: una scommessa equa, fondata sull’affidabilità reciproca. Certo, per questo occorre un management affidabile; ma occorre anche un sindacato affidabile, disponibile a negoziarla e capace di farlo. Se il sindacato italiano non impara a farlo, e non si dà regole che gli consentano di farlo, questo continuerà a costituire un pesante handicap negativo per l’Italia nel mercato globale dei capital .
    ADESSO VOGLIO CHIEDERE (SOMMESSAMENTE) AI SINDACATI DEL CASERTANO E DELLA CAMPANIA:
    Che fine faranno le aree industriali dismesse? Saranno riconvertite rientrando nel sistema produttivo, saranno destinate a una nuova configurazione-classificazione o, peggio, saranno oggetto di una forte speculazione logistico-finanziaria sulla quale potrebbe infiltrarsi l’attività delle cosche camorristiche? Strano destino quello della vocazione industriale di Caserta e del suo territorio: un tempo visti come un miraggio, quasi l’area fosse destinata a divenire un piccolo eden dell’industria che conta, poi le grandi imprese – incassati i benefici e i sostegni economici per gli investimenti iniziali – hanno cominciato a dismettere tutto, dai rami secchi alle linee produttive più promettenti. I sindacati calcolano che in dieci anni sono stati persi 15 mila posti di lavoro mentre è forte la preoccupazione per la crescente presenza di soggetti privati interessati ad acquisire le aree industriali dismesse o a intervenire in situazioni di crisi aziendale senza credibili piani di rilancio. E la lista è lunga: ex Iplave (Sparanise), Vavid (Pastorano), Texas Instruments (Aversa), ex Italtel (Santa Maria Capua Vetere), Sofome e Ucar E TANTE ALTRE CHE I NOSTRI DIFENSORI STANNO E FARANNO CHIUDERE, per non parlare dell’ex Saint Gobain. «Milioni di metri quadrati frutto della deindustrializzazione o di crisi aziendali in corso che sono stati o vengono acquisiti, con tutti i lavoratori, praticamente a costo zero per insediare attività produttive e in un breve lasso di tempo, esauriti gli ammortizzatori sociali impropriamente utilizzati, restano nella disponibilità di gruppi economici in attesa di utilizzazioni speculative e comunque diverse dagli scopi dichiarati. E la ex 3M, oggi Itp, potrebbe aggiungersi ( QUASI SICURAMENTE) a questa lunga lista» CHE FINE FARANNO QUESTI OPERAI ??. L’analisi adombra sospetti «in un territorio come quello casertano, dove la presenza della criminalità organizzata è forte e dove questo fenomeno potrebbe lasciare supporre una regia di interessi che utilizzano la crisi , FINISCO COL DIRE A TUTTI CHE POSSIAMO ANCORA FARCELA NEL CASERTANO IN CAMPANIA IN ITALIA SE TUTTI FACCIAMO NOSTRO IL MOTTO:
    “Chi lotta può anche perdere, chi non lotta ha già perso”.

    OPERAI DERUBATI DELLA LORO DIGNITA’.

  48. OPERAI CAMPANI on

    LA FESTA CHE NON C’E’ PIU’ ( NEL CASERTANO)

    Festa dei lavoratori : storia, origini e tradizioni

    La Festa dei lavoratori, o meglio la Festa del lavoro, è una festività che annualmente viene attuata per ricordare l´impegno del movimento sindacale ed i traguardi raggiunti in campo economico e sociale dai lavoratori. La festa del lavoro è riconosciuta in molte nazioni del mondo ma non in tutte. Più precisamente, intende ricordare le battaglie operaie per la conquista di un diritto ben preciso: l´orario di lavoro quotidiano fissato in otto ore. Tale legge fu approvata nel 1866 nell´Illinois, (USA), la Prima Internazionale richiese che legislazioni simili fossero approvate anche in Europa. Convenzionalmente, l´origine della festa viene fatta risalire ad una manifestazione organizzata negli Stati Uniti dai Cavalieri del lavoro a New York il 5 settembre 1882. Due anni dopo, nel 1884, in un´analoga manifestazione i Cavalieri del lavoro approvarono una risoluzione affinché l´evento avesse una cadenza annuale. Altre organizzazioni sindacali affiliate alla Internazionale dei lavoratori – vicine ai movimenti socialista ed anarchico – suggerirono come data della festività il Primo maggio. Ma a far cadere definitivamente la scelta su questa data furono i gravi incidenti accaduti nei primi giorni di maggio del 1886 a Chicago (USA) e conosciuti come rivolta di Haymarket. Questi fatti ebbero il loro culmine il 4 maggio quando la polizia sparò sui manifestanti provocando numerose vittime. L´allora presidente Grover Cleveland ritenne che la festa del primo maggio avrebbe potuto costituire un´opportunità per commemorare questo episodio. Successivamente, temendo che la commemorazione potesse risultare troppo in favore del nascente socialismo, stornò l´oggetto della festività sull´antica organizzazione dei Cavalieri del lavoro. La data del primo maggio fu adottata in Canada nel 1894 sebbene il concetto di Festa del lavoro sia in questo caso riferito a precedenti marce di lavoratori tenute a Toronto e Ottawa nel 1872. In Europa la festività del primo maggio fu ufficializzata dai delegati socialisti della Seconda Internazionale riuniti a Parigi nel 1889 e ratificata in Italia soltanto due anni dopo. In Italia la festività fu soppressa durante il ventennio fascista – che preferì festeggiare una autarchica Festa del lavoro italiano il 21 aprile in coincidenza con il Natale di Roma – ma fu ripristinata subito dopo la fine del conflitto mondiale, nel 1945. Nel 1947 fu funestata a Portella della Ginestra (Palermo) quando la banda di Salvatore Giuliano sparò su un corteo di circa duemila lavoratori in festa, uccidendone undici e ferendone una cinquantina.
    CARI AMICI A CASERTA LA FESTA DEI LAVORATORI SI E’ TRASFORMATA NELLA FESTA DELLA DANZA : LA PIZZICA PIZZICA , BALLO Legato al rituale terapeutico del tarantismo, Oggi la pratica viva nelle forme originali del ballo è FRA GLI EX OPERAI DEL CASERTANO E DELLA CAMPANIA PER POTER SOPRAVVIVERE , tali figure ricorrenti sono arricchite da rotazioni su se stessi, brevi avvicinamenti confidenziali, giri legati e “mosse” di chiaro riferimento “ INDUSTRIALE” , occupazioni di strade , di suoli pubblici ,visite (guidate) a Prefettura, Provincia e Governo, la pizzica pizzica può essere danzata anche fra OPERAI , SINDACATI E ISTITUZIONI In quest’ultima combinazione la pizzica può trasformarsi in scherma danzata, se i ballatori ne conoscono il repertorio e se si crea quel clima di necessaria scherzosa competizione , Vi sono modi diversi di schermare , si mima molto e molta parte della gestualità risente dei codici schermitòri e di una simbolica tradizionale non sempre di facile lettura , per entrare nella cerchia degli schermitori bisogna aver avuto lezioni da maestri di riconosciuta fama, passare una sorta di rito di iniziazione (conoscenza delle tecniche, delle regole e degli adepti) e godere dell’altrui considerazione, altrimenti si rischia di essere beffeggiati dagli altri schermitori. Insomma si è costruito un ballo-simbolo che rappresenta l’immagine del sud Italia
    Il dibattito (ORMAI ) infiamma i sostenitori dei vari indirizzi di studi e di vissuto. Ai posteri l’ardua sentenza!
    Per il momento dei risultati positivi il “movimento della pizzica” li sta già ottenendo:
    Avvicinare i giovani alla questione della sopravvivenza e della rimessa in gioco nella società lavorativa contemporanea
    incentivare un mercato culturale e industriale ( NON IN NERO) che a sua volta stimola ricerche
    riscoprire valori, strumenti industriali e sindacali che fanno parte delle proprie radici culturali e che ci identificano Per questo Istituzioni , Industriali e Sindacati non possono stare a guardare,
    CI DICONO I NOSTRI POLITICI & C., CHE “Gli imprenditori, soprattutto quelli delle piccole e medie aziende, sono in trincea insieme ai lavoratori.” E VERO MA DA PARTI OPPOSTE,VISTO CHE CONTINUANO A MANDAR OPERAI IN MEZZO ALLA STRADA, VI RICORDATE “ LE FAMOSI CESSIONI DI RAMI DI AZIENDA”? VEDI ULTIMO MA NON UNICO CASO 3M ITALIA DI CASERTA . Nella giornata dedicata al tema delle morti bianche, non possono essere dimenticati quanti, anche recentemente, hanno perso la vita nei cantieri dove svolgevano la loro attività in nero e senza le dovute condizioni di sicurezza. MA NON CI DICONO CHE SE CI FOSSE LAVORO PER TUTTI ,NON AVREMMO BISOGNO DI LAVORARE IN NERO , CI dicono di guardare con ottimismo al futuro che è in atto una ripresa dell’economia , sia a livello locale che nazionale e questo può significare anche ripresa dell’occupazione” ( QUALE ?) gli imprenditori guardano con favore ai nuovi strumenti – la legge Biagi innanzitutto – che rendono più flessibile il lavoro”. Flessibilità — spiegano – non vuol dire necessariamente precariato, ma significa aprire le porte di un mercato del lavoro che prima era del tutto ingessato. Oggi le imprese possono assumere quelle risorse che sono loro necessarie per far fronte alla crescita delle commesse, per periodi a termine,( per poi licenziarli quando vogliono) senza che in futuro abbiano a temere di trovarsi con un organico sovradimensionato. Proprio incoraggiando la flessibilità si possono creare poi le condizioni di ripresa consolidata da cui possono scaturire rapporti di lavoro a tempo indeterminato” (GRANDE CONQUISTA SINDACALE). CARI SIGNORI CI SIAMO STUFATI DI PROMESSE , CORTEI, MANIFESTAZIONI, SPETTACOLI DI SOLIDERARIETA’ A FAVORE DI CASSAINTEGRATI , LICENZIATI , SPETTACOLI E MINUTI DI SILENZIO PER RICORDARE I MORTI PER IL LAVORO ,
    VI CHEDIAMO UNA COSA SOLA : FATE CHE QUESTE COSE NON SI RIPETANO MAI PIU’.

    Gli operai del Casertano e Campania


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