Missione impossibile: le Marche 3

Dopo Marche 1 e Marche 2, con questa nuova puntata il tour marchigiano sul portale comincia ad assumere decisamente le sembianze di una passione pasquale. Questa volta è Gianna che ci guida lungo un cammino affascinante ma irto di miraggi e trabocchetti: province che scompaiono, comuni che non esistono, altri con una personalità alla Jekyll & Hyde…

Fermo, o la provincia scompare!

Su Italia.it le province sono solo quattro. La provincia di Fermo istituita con la legge 11 giugno 2004 n. 147, entrata in vigore in data 1° luglio 2004, con capoluogo Fermo, non è menzionata.

province delle marche

Il comune scomparso, e quello schizofrenico

Su Italia.it manca il comune maceratese Treia. Sì, avete capito bene!

treia

Cerreto D’Esi, invece, ha grossi problemi di personalità. Guardate con i vostri occhi: quale, di queste due descrizioni completamente diverse, è quella giusta?

cerreto

Naturalmente montagne

Nella sezione Montagna, oltre ai monti Sibillini, viene indicato solo il Monte Conero (altitudine 572m. !), mentre è ignorato il Montefeltro, nonché le cime del Monte Nerone (1525 m), e il monte Carpegna (1415 m). Il Montefeltro, con cime superiori ai 600 metri, è incluso tra le colline.

Una delle sezioni piu’ lacunose è Natura / Aree Naturali Protette. Si cita solo il Parco dei Sibillini, ignorando gli altri parchi e aree protette come il Parco Naturale del Monte San Bartolo, il Parco Sasso Simone e Simoncello, le aree della Gola del Furlo. Semplicemente ignorate.

Non è mai troppo tardi

In che università studiare nelle Marche? Si parte malissimo.

istituche?

“Istituiti”? Meglio Istituti, mi sa.

Vediamo cosa dicono:

Università degli Studi di Ancona. Nota anche come Università Politecnica delle Marche

Per la verità è questo il nome corretto da alcuni anni.

Sono presenti le facoltà di Agraria, Economia, Ingegneria, Medicina e Chirurgia, Scienze.

E le sedi distaccate? Non se ne fa cenno, mentre si citano quelle dell’Università di Camerino. E di quest’ultima si indicano anche i numeri di telefono, inspiegabilmente per le altre università non ce n’è traccia.

Mangiare e bere

Anche le pagine dell’Enogastronomia, hanno parecchie cose opinabili.

Si cita un tale Balsamo di Cagliostro: ma cos’è?

Se ci viene la curiosità di guardare dove andare per cercare i Prodotti tipici sembra che si trovino solo ad Ascoli, da:

Tempera Olive. Vendita diretta di olio extravergine e di olive: verdi e nere, piccole e grandi (per preparare le olive alla ascolana, in salamoia. Prima e seconda scelta, Anche prodotti tipici del piceno (salumi, vini, liquori), tutto a prezzi convenienti.

Tra i prodotti della regione si cita giustamente la mela rosa ma si è dimenticato di citarne altri come i marroni del Montefeltro e della Laga. Non c’è traccia del vino cotto, ma si cita il Caffè Borghetti che non è piu’ prodotto da molto tempo nelle Marche.

E per i prodotti della provincia di Macerata

I Vini Doc mceratesi sono il Bianco dei Colli Maceratesi, il celebre Verdicchio di Matelica (anche spumante) e il Vernaccia di Serrapatrona.

Ma la Vernaccia non è una DOCG? [ma soprattutto, non si chiama Vernaccia di Serrapetrona? – ndr]

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14 comments so far

  1. frap1964 on

    Secondo Wikipedia le province italiane sarebbero 109, di cui attualmente operative solo 106 (le altre dal 2009).
    Fermo è tra le tre non operative.
    Se effettivamente è così, la sua assenza al momento non è poi così grave.
    Meno il fatto che per Italia.it le province siano 107.
    O si fanno preferenze, oppure…
    Il mistero si svela dopo aver osservato l’esistenza della provincia di Aosta.
    Sempre secondo Wikipedia, ma anche altri siti confermano, la provincia di Aosta non esiste, tanto che le funzioni tipicamente assegnate alle province, qui sono ripartite tra Comuni e Regione.

    Per Cerreto d’Esi va detto, a parziale discolpa, che si tratta di un estratto da Istituto Geografico De AgostinO, meno prestigioso di quello più celebre e noto.
    Questo Agostino, chiaramente, ha poco a che vedere con il celebre Sant’Agostino d’Ippona, che ebbe a dire:
    “… Dunque, una volta per tutte, ti viene proposto un breve precetto: ama, e fa ciò che vuoi. Se tu taci, taci per amore: se tu parli, parla per amore; se tu correggi, correggi per amore; se tu perdoni, perdona per amore. Sia in te la radice dell’amore; e da questa radice non può derivare se non il bene. …”
    (Sant’Agostino d’Ippona, “In litteram Ioannis ad Parthos”, discorso VII, 8)

  2. Luca Carlucci on

    il sito intanto ce l’hanno, e la targa pare che stia per arrivare

    http://www.provincia.fermo.it/

  3. Old Jacques on

    Si dovesse indignarmi di qualcosa, non sarebbe certemente che le sedi distaccate della UnivPM non siano elencati (visto che nel sito dello stesso http://www.univpm.it non ce ne sia traccia facilmente trovabile, o almeno io in dieci minuti non sono riuscito trovarne traccia, ma io non ci lavoro dentro come ricercatore, come probabilmente nemmeno il redattore di italia.it), ma del fatto che in un sito dedicato alla promozione del TURISMO in Italia che abbiano dedicato un livello di dettaglio che comprendono quelli dell’Università di Camerino. Sembra più gelosia dell’autore dell’articolo questo che non un’errore del redattore. Io mi indigno di più del fatto che i miei soldi siano stati sprecati parlare di dettagli accademici in un sito turistico.

    Per la domanda del Vernaccia di Serrapatrona DOCG, non sapendo nulla, e facendo un google veloce vengono la belezza di un totale di 4 (quattro – ossia due più due, o in sistema binario per farlo sembrare di più si potrebbe anche dire 100, ma umani tendono non pensare come i computer) risultati, di cui due un’articolo che sembra quasi identico a questo pubblicato due settimane fa da una Ricercatrice dell’Università Politecnica delle Marche.
    Per cui propendo per uno di alcune varie ipotesi:

    il vino è di una produzione talmente limitata che i produttori riescono tenerlo segretissimo;

    il vino è prodotto in varietà sia DOC che DOCG (alternativa documentata in un’altro dei 4 risultati) ma il redattore era a conoscenza di solo una delle due varietà (magari il redattore è astemio?);

    magari non ha importanza, in una guida turistica che ci siano DOC e DOCG (intanto entrambi sono garanzie di un certo livello qualitativo), ma l’autore di questo articolo possiede parte della casa vinicola e vuole anche la sua €0,76+IVA dei €45mil come ritorno personale;

    stanno le cose come dice il sito di turismo delle Marche ed effettivamente risulta un vino DOC (o almeno il povero redattore si è preso la sbriga di cercare informazioni nel sito regionale del turismo, e si è fidato delle informazioni trovate nel sito istituzionale della Regione Marche, ed è con il sito della Regione Marche che l’autore dell’articolo questo si deve lamentare);

    Notare errori va bene, lamentarsi che si ha opinioni diversi dai redattori, dopo un certo punto, diventa una crociata personale, e non riescono tutte e 65mil. persone in Italia garantire che il loro terreno sia rappresentato a tutti i turisti, italiani e stanieri, come il punto più bello del pianeta.

    Invece per Fermo, non ho idea personalmente se sia o meno già provincia, ma visto che il sito del turismo della Regione Marche non ha ancora riconosciuto completamente l’integrazione della nuova provincia, forse il povero redattore merita un lasciapassare finche non dia indicazioni chiare la regione stessa per i contenuti… Che ne dite?

  4. Old Jacques on

    Oh, dimenticavo, il quarto riferimento della ricerca Google: http://www.google.com/search?q=“Vernaccia di Serrapatrona” docg&num=100&hl=en che sembrava invece confermare lo stato di DOCG al vino Vernaccia era in Danese, che purtroppo non riesco leggere. Ma vista che la gente danese è normalmente seria, forse è fonte più affidabile in merito che non italia.it
    Chissà?

  5. Luca Carlucci on

    :))) James, il portale è proprio spietato!

    Non lo trovavi su google perché la scheda di italia.it riporta “Vernaccia di SerrapAtrona”, ma in realtà, come da rapida verifica sui miei testi enologici (nello specifico, Almanacco del Berebene 2006, Gambero Rosso ed., 7.5€ in edicola), si chiama “Vernaccia di SerrapEtrona”, ed è DOCG dall’agosto 2004, e col nome corretto su google i risultati fioccano.

    Tra l’altro non conoscevo questo vino bizzarro, uno spumante rosso dalla tecnica di vinificazione particolarissima, e visto che è sabato ed è tardi, facciamo un piccolo angolo di divulgazione enologica:

    Vernaccia di SerraPetrona DOCG :

    La storia: La Vernaccia di Serrapetrona è uno dei due vini a denominazione di origine controllata e garantita della Regione Marche . Nasce dalla modifica del vecchio disciplinare del 1971 , che riconosceva l’etichetta DOC ad un vino spumante molto antico , voluto dalla caparbietà della popolazione e dei produttori di Serrapetrona … pochissimi, per la verità : attualmente i vigneti che posso far parte della DOCG coprono appena 45 ettari.
    Per quanto riguarda il passato meno recente, il vino di Serrapetrona viene citato nel 1875 in un bollettino ampelografico dell’allora Ministero dell’Agricoltura, in cui si riconosce al vitigno Vernaccia Nera di Serrapetrona l’eccellente vocazione alla produzione di vini da pasto. Altre testimonianze scritte dello stesso periodo assegnano alla Vernaccia la palma di migliore uva fra quelle coltivate nell’area centrale della Regione Marche.

    Tecnica di vinificazione . Il metodo di vinificazione della Vernaccia di Serrapetrona è molto particolare , ed è forse l’unico vino al mondo che prevede 3 fermentazioni e rifermentazioni successive : il 60% delle uve viene vinificato al momento della vendemmia, il restante 40% (tutto a bese di Vernaccia nera) viene messo ad appassire su graticci con i grappoli legati due a due. Entro la metà del mese di gennaio l’uva viene pigiata e alla fine del mese inizia l’ultima fase , che consiste l’unione del mosto ottenuto dalle uve appassite con il vino base. Ha inizio a questo punto la terza ed ultima fermentazione naturale, per ottenere un vino unico e raro.

    Proprietà organolettiche
    : La Vernaccia di Serrapetrona è di colore rosso rubino non troppo intenso , che tende a volgere a toni di granato, spuma rossa,viva, con perlage sottile e persistente. Il profumo è aromatico e vinoso , ricorda la frutta rossa matura, le marmellate, i fiori appassiti. Il gusto è morbido ed equilibrato , con tannini poco pronunciati . Nel finale quello si nota un piacevole retrogusto amarognolo , tipico dell’uva utilizzata.
    (fonte)

  6. Luca Carlucci on

    sui capoluoghi (visto che il sito del turismo marchigiano è terribile e malfuzionante), ho ripiegato sul sito regionale istituzionale.

    colà si legge:

    Superficie: 9.694,51 Kmq
    Abitanti : 1.469.195
    Densità: 152 abitanti per Kmq
    Comuni: 246

    Capoluogo di regione: Ancona

    Gli altri capoluoghi: Pesaro-Urbino, Macerata, Fermo, Ascoli Piceno

    http://www.regione.marche.it/viewdoc.asp?CO_ID=149&tree=42

  7. Old Jacques on

    @Luca
    Non avevo dubbi sull’effettiva esistenza della Provincia di Fermo. Ma se nel sistema portalonistico delle Marche l’esistenza della Provincia di Fermo viene confermato come hai trovato tu, il nostro redattore merita una medaglia!
    Se c’è il sito con dominio geografico (provincia.fermo.it), ovviamente è perché esiste la provincia ed è stato dato alla provincia, e anch’io avevo già visto quando è venuto fuori tempo fa. Il registrar italiano è abbastamza rigido, tanto che come già notato altrove qui dentro, non permette di usare il solo dominio “www.veneto.it” senza una qualifica (REGIONE.veneto.it).
    Ma ipotizziamo se al povero redattore che sta scrivendo la scheda sulle province delle Marche o al tecnico programmatore che sta inserendo le voci del menu del nostro bel siticino sul turismo nazionale, viene il dubbio se Fermo è stato approvato già o meno (ha letto qualche tempo fa quell’articolo sul giornale che ne parlava, ed è rimasto il dubbio), e va a guardare il suo bell’elenco ufficiale dei siti di “riferimento” da cui poter prendere conferma dei dati (è stato dato a tutti per garantire la maggiore uniformità possibile, con così tanti collaboratori fisicamente separate e così poco tempo), dice tra se e se:

    “um, Liguria… Lombardia… ecco, per le Marche il sito regionale del turismo è ‘http://www.turismo.marche.it/’, andiamoci a guardare…
    in homepage cerchiamo le province…
    ecco un bel titolo in HP ‘Le province – Seguici tra musei, ruderi, teatri delle prime Marche’ … clicchiamo e…
    ‘http://www.turismo.marche.it/it/it/localita.asp’ ecco, devo avermi ricordato male io, che non è ancora ufficiale, sarà tra quelli che diventino integrati nel 2009, e via col resto del mio lavoro per oggi”.

    Ma anche se avesse cercato come te nel sito del portale generale istituzionale (ma guarda che anche il sito del turismo è istituzionale: l’articolo citato da te risulta estratto “(da turismo.marche.it)” che deve essere IL SITO istituzionale per l’informazione turistica) se sto cercando informazioni sulle province, già se dovesse riuscire trovare quella pagina, in una bellezza di 7-8 “cartelle” di testo (misura standard editoriale), non vedo nominato mai “Provincia” o “Province”, e devo scovare la presenza della parola capoluogo tra le altre 1700+ parole. Facendo una ricerca “Provincia di Fermo” nel portale Regione Marche, viene fuori 1 (uno – one) risultato in tutto.

    E per la Vernaccia: visto che chi ha scritto l’articolo sopra, che nel suo profilo si descrive: “Ricercatrice dell’Università Politecnica delle Marche con la passione per la scrittura e per tutto ciò che riguarda l’alimentazione umana. Qui nell’Angolo della Giovi, troverete articoli che trattano argomenti nutrizionali e culturali legati al cibo e all’enogastronomia. Buona lettura!” non ha colto l’errore di battitura, che speranza ha il povero redattore: va a guardare Gambero Rosso per ogni citazione di vino nel Portale del Turismo nazionale? In Italia, con tutti i vini eccelenti di produzione locale (spesso volentieri con varianti di nomi nei dialetti più diversi) bisognarebbe prendere una squadra di redattori solo per quell’attività di verifica (come farà già Gambero Rosso per ogni edizione dei suoi libri), e via con altri costi… yeah!

    Capisci così che il problema non è solo con italia.it, ma anche tutto l’indotto di informazioni, visto che in tre anni il portale turismo della regione interessata non riesce fornire informazioni puntuali. Probabilmente è tutto il SISTEMA italia.it che ha creato una situazione forse improponibile e sicuramente molto difficilmente gestibile.

  8. gianna ferretti on

    @Old Jacques. In questo istante il portale Italia.it non è raggiungibile, avrei voluto verificare alcune cose.

    Comunque le sedi distaccate dell’UNIVPM si trovano, sulle pagine delle diverse Facoltà (Offerta formativa).
    http://ingweb.unian.it/Ingegneria/Engine/RAServePG.php/P/2632220202

    http://ingweb.unian.it/Medicina/Engine/RAServePG.php/P/2955170202

    Gelosia? Ma dai! Inoltre i corsi in sedi distaccate sono “dinamici” da un anno accademico all’altro. Ma se si scrive una scheda in un certo modo per una sede, dovrebbe essere scritto altrettanto per le altre, non credete? Ho notato per esempio che mancano i links alle sedi universitarie. Credo che sarebbe stato utile per le sedi anche di tutte le altre regioni al fine di dare subito al navigatore l’opportunità di entrare nelle diverse realtà accademiche.

  9. Luca Carlucci on

    James capisco benissimo, e i miei contributi ai misteri di Fermo e della Vernaccia erano puramente accessori, giusto per amor di completezza.

    Tra l’altro, l’errore sulla Vernaccia, essendo nella scheda di Macerata, è probabilmente l’ennesimo robo DeAgostini anni 70 (ora non posso verificare, il portale tanto per cambiare è giù). Il che non diminuisce la colpa: i contenuti, se si comprano, vanno cmq verificati e comprati di alta qualità. A me è stato detto che si sono comprati quelli più economici possibile. Non so se sia vero, e se nessuno parla in via ufficiale, non lo saprò mai.

    In ogni modo sul vino non transigo :) La promozione della varietà enogastronomica italiana è *fondamentale*: è una ricchezza incredibile di questo paese, ancora ampiamente sottosviluppata. I turisti che vengono in Italia, oltre a sbafare pantagruelicamente durante il soggiorno, la lasciano carichi come muli di bottiglie e salamini. E qui non si parla di vinelli del contadino o IGT fantasiose: si parla di Doc e DOCG, che sono robe dal disciplinare assolutamente non fraintendibile. Le DOCG marchigiane non sono 6260: sono 2. Una di queste è Serrapetrona, è molto piccola, particolarissima (è forse l’unico vino al mondo prodotto in quel modo) e fa capo a un paesino. Per me Luca turista, sapere che c’è un paesino dove producono un vino unico al mondo, è un discreto motivo per aver voglia di passarci. E infatti, ora che lo so, alla prima occasione marchigiana cercherò sto Serrapetrona per assaggiare questo fantascientifico spumante rosso a tripla fermentazione e semi passito. Più esattamente, ne assaggerò la variante secca, che pare s’accompagni a meraviglia coi salumi locali (chissà, magari anche da quelle parti fanno il mitologico ciaùscolo, di cui so da epiche narrazioni di amici marchigiani).

    Da quella scheda io invece apprendo: nelle Marche c’è un vino (rosso? bianco? boh) che sia chiama X e di cui non c’è traccia sulla rete. Per me Luca turista (ignorando che è sbagliata) è una informazione totalmente inutile e non stimolante.

    Per il resto, è chiarissimo che è stato fatto svolgere a una redazione di 10 persone e in un pugno di mesi, ciò che doveva essere svolto da 22 redazioni (la redazione “effimera” attuale, le 20 redazioni regionali, e la mitica redazione nazionale per i contenuti nazionali, quella dei 4 milioni di euro) nel corso di due anni.

    Che ancora nessuno si vergogni di questo esito, è una cosa misteriosa.

  10. Old Jacques on

    @Gianna
    la mia risposta era (anche probabilmente troppo) provocatorio. Certo che ci dovrebbe essere sempre una certa uniformità dei contenuti, e quello serve il capo-redattore in un qualsiasi produzione di contenuti testuali: essere sicuro che tutti controllono e scrivano i nomi giusti; questo elemento sicuramente è mancato in questo progetto di italia.it

    Ma io non “Credo che sarebbe stato utile per le sedi anche di tutte le altre regioni al fine di dare subito al navigatore l’opportunità di entrare nelle diverse realtà accademiche.”, ma piuttosto mi chiedo cosa possono servire informazioni dettagliate sulle offerte delle diverse realtà accademiche in un sito turistico. Che siano disponibili in Internet, senza dubbio è positivo (anche se ho notato che sono disponibili sul sito ancora intestato all’Università di Ancona, e non alla univPM ;-) ), ma non credo che abbia molto senso entrare in tale dettaglio nel portale del turismo nazionale, né per PoliMarche né per altre università. Non trovo che possa servire che un portale turistico dia orientamento a potenziali studenti all’offerta scolastica/accademica delle varie università: la MUIR dovrebbe avere risorse a sufficienza per poterlo affrontare autonomamente, senza entrare nel campo del turismo accademico (che è comunque altra roba rispetto all’università tradizionale).

  11. Old Jacques on

    @Luca
    è ovvio che lo penso anch’io molto come te, altrimente non starei qui nemmeno commentare, quantomeno partecipare allo scandaloitaliano.

    Non si può pensare di comprimere ragionevolmente due anni di lavoro in tre mesi, nemmeno con una squadra centovoltettanto.

    Il chiasso della fretta verrà fuori comunque.

    Ma la differenza tra il DOC e DOCG della Vernaccia di Serrapetrona trovo tra i minori dei mali trovati finora. Il tempo da dedicare a queste chicche dell’enogastronomia italiana si possono trovare in un secondo tempo; intanto la redazione dovrà avere una scorta di “articoli speciali” per momenti in cui le notizie siano un po’ “vuote”, come qualsiasi redazione. Anche per questo trovo difficile accettare che deve essere completo il sito al lancio: cosa resta?

    Senza accettare l’approssimazione piena di errori, ovviamente.

  12. Paolo Tramannoni on

    Il marchio di qualità dei prodotti italiani è uno dei nostri maggiori vanti. Costa fatica, perché per arrivarci bisogna selezionare, fare scelte non immediatamente remunerative, investire in tempo e denaro. Ci distingue da altri, perché alla produzione di massa abbiamo preferito la produzione di qualità. Ed è quel che oggi rende maggiormente visibile l’Italia – molto più del costosissimo cetriolo verde. La mancanza di accuratezza nel riferire di prodotti enogastronomici mi sembra molto grave; anche se ammetto che si tratta di una delle tante gocce che compongono questo mare di desolazione che si chiama italia.it.

  13. Michelangelo on

    [quote]Si cita un tale Balsamo di Cagliostro: ma cos’è?[/quote]

    Questa citazione ha colpito molto la mia curiosità!
    Sarà, forse, perché legata a filo doppio con Alessandro di Cagliostro, alias Giuseppe Balsamo…

    http://it.wikipedia.org/wiki/Cagliostro

    A dirla tutta pare che questo “digestivo” su google esista e provenga davvero da San Leo (ove morì il famoso alchimista).

    Mi preoccupa un po’ di più che in questo sito

    http://www.emmeti.it/Cucina/Marche/Prodotti/Marche.PRO.164.it.html

    compaia la stessa identica descrizione che troviamo in italia.it

    http://www.italia.it/it/guide/5,it,SCH1/objectId,ENO38394Pit,season,at1/intern.html

    uguale uguale uguale!

    Ora c’è da domandarsi chi ne detiene veramente i diritti: l’Istituto Geografico De Agostini o la Datatravel Srl (http://www.emmeti.it/contatto.it.html)? Il dubbio amletico mi attanaglia…

  14. gianna ferretti on

    Aggiornamento da Italia.it.Alcune cose segnalate nel post sono state corrette, ma il comune maceratese di Treia è ancora assente.


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