italia.it, i blog e il mestiere di informare: su un articolo di Franco Carlini

Per chi non lo conoscesse, Franco Carlini è uno stimato e autorevole giornalista e saggista che si occupa di “problemi delle tecnologie” per il Corriere della Sera, Il Manifesto, L’Espresso e altre testate.

Ieri, Carlini ha pubblicato sull’inserto Chips&Salsa del Manifesto, un articolo dal titolo significativo, “L’illusione della democrazia attraverso i blog”. Ne potete leggere un ampio estratto su Visionblog.

 

L’articolo è ad ampio raggio, e non entrerò nel merito di tutte le sue argomentazioni – molte delle quali per altro condivido.

Qui ci interessa però il seguente passaggio, particolarmente virulento, in cui Carlini, senza nominare nessuno, liquida l’insieme delle reazioni innescate da italia.it come composto perlopiù da “indignazioni a costo zero” ad opera di “commentatori estemporanei” wannabe reporter innamorati delle teorie del complotto – cui contrappone i “giornalisti per bene” che invece di parlare a vanvera “verificano”.

Di recente anche la giusta indignazione per lo scadente sito del turismo italiano (il famoso http://www.italia.it presentato da Rutelli a fine gennaio e criticato anche qui) è in larga misura diventata una sequenza di indignazioni a costo zero. Per esempio il fatto che la gara per quel portale fosse stata vinta dalla Ibm, quando ministro dell’innovazione era Lucio Stanca, che dalla Ibm veniva, è stata presentata come il solito favore tra politica e aziende. Il che non è vero, dato che si trattò di una gara vera, dove Ibm vinse per il costo più basso offerto; ogni giornalista per bene l’avrebbe verificato, ma i commentatori estemporanei, quelli che «ogni uomo è un reporter» non ci provano nemmeno, non ci si pone il problema, essendo sempre e comunque più suggestive le teorie del complotto.

Dal momento che il suo riferimento è una informe e anonima massa di bloggers, non è dato sapere se Carlini includa anche scandaloitaliano nel mucchio degli estemporanei informatori incompetenti innamorati della polemica fine a se stessa. Se mai dovessimo saperlo, e se ne avremo voglia, ci prenderemo cura di rispondergli in maniera più puntuale e circostanziata.

L’aspetto che mi incuriosisce in quel passaggio, e che ho voglia di approfondire un attimo, è un altro.

Carlini infatti enuncia una grande verità: i giornalisti “per bene” verificano e informano.

Però, Houston, abbiamo un problema: al momento attuale si registra un drammatico ammanco di giornalisti che, sulla vicenda italia.it, verifichino e informino.
Non è ancora dato di capire se sia un ammanco di giornalisti interessati all’argomento, o, cosa ben più preoccupante, un ammanco di giornalisti “per bene”.

Fatto sta che in Italia, in questo momento, ci sono migliaia di persone profondamente interessate alla vicenda, e in risposta ottengono una pressoché totale mancanza di informazioni: e se un simile vuoto informativo produce, per osmosi, il fenomeno per cui alcuni cittadini, ognuno nei modi e nei toni che può e vuole, cercano “dilettantescamente” di procacciarsi da soli ciò che i media non danno, io credo che:

1) non ci sia nulla di che meravigliarsi – a meno che non si intendano i cittadini come una massa di passivi pecoroni che delegano in toto agli specialisti il compito di informarli, e quando questi specialisti non lo fanno, se ne fottono e compensano la mancanza guardandosi “Amici”.

2) la risposta migliore da parte di un “giornalista per bene” sarebbe appunto fare il “giornalista per bene”, verificare e informare e provare a colmare quel vuoto, e non rampognare i suddetti cittadini “autarchici” al grido di lesa maestà informativa. E dico questo da semplice fruitore del lavoro informativo di Carlini, non certo da chissà quale pulpito.

E dico questo perché lo stesso Carlini, per quanto ne so ma probabilmente mi sbaglio, manca all’appello.

Non compro tutte le uscite di Manifesto e Corriere e Espresso più le varie altre testate su cui scrive, per cui è probabilissimo che mi sia perso qualcosa. Di sicuro, sul blog di Carlini, c’è Hillary, c’è l’India, ci sono i farmaci, ma nessun accenno per ora a italia.it.

Ora, chiaramente Carlini potrebbe dire: che vuoi tu, io scrivo di quel che mi pare.
E’ chiaro, questo però vale per tutti.
Anche per i bloggers. E non sarebbe una risposta molto costruttiva, per così dire. Non credo che Carlini abbia scritto il suo pezzo per sentirsi rispondere: che vuoi tu, io scrivo di quel che mi pare.

Il contributo di Carlini, oltretutto, sarebbe sommamente interessante, perchè – e questa, nel cosmico vuoto informativo di queste tre settimane, è letteralmente una notizia – Carlini sa per certo , in base a verifiche, che la gara d’appalto per italia.it fu seria, corretta e ben condotta.
Dal che si evince che sia in possesso di elementi di conoscenza dirimenti che non sono, attualmente, di dominio pubblico. Personalmente, attendo con interesse e una certa impazienza un pezzo a tal proprosito di Carlini, giornalisticamente ben fondato e con tutte le pezze d’appoggio necessarie (nel senso, io riconosco a Carlini la massima autorevolezza, ma nel caso della regolarità di un appalto pubblico, un’opinione non mi basta), e per questo spero che un giorno gli venga voglia di scriverlo.

Intendiamoci, la questione di Stanca, IBM e dell’appalto è del tutto secondaria e, diciamo così, folcloristica, nel quadro di italia.it – e lo è anche nel quadro delle reazioni dei bloggers di questi giorni: la cosa certo è stata menzionata un po’ ovunque (d’altronde un po’ nell’occhio dà) ma non è certo questo il punto.

Il punto, quel che ha suscitato impressione e voglia di reagire, sono tre anni di gestione politica e dirigenziale, 45 milioni di euro pubblici a disposizione, e un prodotto che fa letteralmente vergogna, non certo che Stanca fosse l’ex presidente di IBM Italia, e che IBM Italia abbia vinto l’appalto gestito da Stanca. Questa è cosa nota e arcinota da tempo, e rientra al limite nella barocca fenomenologia del conflitto di interessi che funesta questo paese.

Su questo blog, per esempio, nessuno ha affermato che vi siano stati illeciti da parte di Stanca nella scelta di IBM: quello che è assolutamente certo, è che in linea di massima ci piacerebbe che gli appalti pubblici non venissero assegnati dagli ex presidenti delle aziende vincitrici. O quanto meno che succeda pure, ma che sia un evento eccezionale e controbilanciato da una trasparenza esemplare negli atti della Pubblica Amministrazione: e invece, in questa come in altre storie, la trasparenza è nulla e il possibile conflitto di interessi è la regola (Stanca/IBM, Nicolais/ITS, Sviluppo Italia/ITS, Paolucci/ENIT/Microsoft/portale/turismo etc.). Forse su questo anche Carlini concorda.

Dunque una notizia secondaria, ma qui non si butta via nulla.

Come a questo punto Carlini forse avrà capito, gli è che siamo letteralmente assetati di giornalismo “per bene”, ma dai rubinetti non esce nulla.

Luca Carlucci

addendum

Francesco mi segnala che sulla rete è rinvenibile questo pezzo di Franco Carlini relativo a italia.it: Meglio cento Stoccolma che un’italia.it . Cito la cosa per amor di completezza. La natura del pezzo mi pare sia tale da non richiedere rimodulazioni di quanto scritto nel post qui sopra.

27 comments so far

  1. Old Jacques on

    Non vorrei sembrare approssimativo anch’io, ma mi pare che la presentazione di Rutelli era verso il venti-qualcosa di febbraio, e non fine gennaio come citato dall’informatissimo giornalista tesserato che verifica tutto prima di pubblicare parola scritta. O forse è come si dice in inglese: “Close enough for government work”?

  2. Francesco on

    Carlini evidentemente ignora cosa scrive qui Mastrolonardo, suo redattore, su Visionblog (che Carlini dirige).

    ‘E c’è anche chi ha realizzato un instant blog per smontare pezzo per pezzo la nuova creatura. Significativo il sottotitolo: “fenomenologia e scandalo di un webmostro italiano”. ‘

    Si mettano d’accordo fra di loro.
    Citano il blog, ma evidentemente non lo leggono.

    Il prezzo, nella gara d’appalto, era il criterio n. 2 . Pare strano che IBM abbia vinto per il prezzo più basso…
    Comunque evidentemente hanno avuto modo di vedere tutte le restanti offerte (perchè non ci forniscono i numeri?). Oppure tanto bravi non sono, e i numeri li danno sì, ma di tipo diverso. :-)

  3. frap1964 on

    @Old Jacques
    Rutelli e Nicolais hanno presentato il portale alla BIT 2007, inaugurata giovedì 22 febbraio alle ore 10,30.
    O Carlini parla di una presentazione per pochi eletti ed aficionados, oppure, almeno su questo, ha toppato (succede anche ai migliori! ;-))

  4. Luca Carlucci on

    Detta un po’ più polemicamnete, la cosa che mi colpisce è che Carlini ritenga prioritario scrivere un pezzo sull’illusione della democrazia attraverso i blog rispetto a uno sull’illusione della democrazia attraverso i grandi media posseduti da gruppi di potere ed economici (tipo il Corriere della Sera, l’Espresso etc).

  5. Francesco on

    @Luca
    Ha da porta’ a casa la pagnotta pure lui…
    Io avrei anche lasciato un commento/richiesta al suo pezzo, ma per commentare occorre registrarsi… ma va, va…

  6. mazzetta on

    difesa di casta, abbastanza tipico, primaa o poi quello che fa l’offeso per difendere la categoria salta fuori

    tanti giornalisti sono così, non vale nemmeno la pena di offendersi…che test avrà uno capace di prendersela con i blogger in un caso come questo…

    p.s. appoggio altre tracce di discussione “sociologia” sull’azione in corso :D

    http://liste.rekombinant.org/wws/arc/neurogreen/2007-03/msg00282.html
    http://liste.rekombinant.org/wws/arc/neurogreen/2007-03/msg00310.html

  7. G. Buzzanca on

    Non credo sia opportuno sottovalutare le tesi di Carlini. Non credo, in ogni caso sia specificamente riferibili a questo contesto.
    Bisogna riconoscere che di “indignazione a costo zero” si sono riempiti tanti blog. Dove interessava poco quale fosse la storia raccontata quanto che il fatto dimostrasse, a seconda del blogghista (brutto termine!) di turno, ora la autentica corruzione di Rutelli, ora di Stanca, ora di Berlusconi ora non so nemmeno di chi.
    Anni fa c’earno sempre di mezzo CIA e KGB. Cambiano i soggetti ma la dinamica rimane la stessa. Beffarsi della realtà perchè occorre dichiarare assiomi.
    Su queste cose occorre, come si dice, chiarezza.
    Esempio: capìto su un blog virulento con link a iosa su organizzazioni di destra molto molto deep. Per il tizio in questione era una dimostrazione della perversa manovra della sinistra che bla bla bla bla. Dopo alcuni post … via ad occuoparsi d’altro. Che vedesse coinvolto un qualche personaggio della sinistra governativa… E vai!!!
    Da questo qualunquismo spinto che comunque caratterizza in genere il web, ovvero l’area delle pagine personali, occorre uscire, ed questo sito ne è una lampante prova, utilizzando le stesse armi che sono state utilizzate sino ad oggi. Lucidità, dettaglio d’informazione, aggiornamento velocissimo ecc.. ecc…
    E poi queste opinioni di Carlini non mettono di certo in discussione il suo ruolo, direi il suo valore.
    Potremmo dire che in questo caso a generalizzare e a sparare controindignazione a costo zero. Ma d’altra parte Carlini non è, presumibilmente, esnete da errori.
    Credo quindi inutile rispondere, come leggo sopra “difesa di casta” “pagnotta” e altro.

  8. Luca Carlucci on

    Il problema, Giancarlo, è che effettivamente non si capisce a chi si riferisca Carlini. Non ho alcun elemento per escludere che si riferisca anche a questo blog. Anzi, quell’accenno a “ogni uomo è un reporter” mi farebbe pensare il contrario: dopo tutto di blog che si sono messi a scavare nella vicenda non è che ce ne siano molti.

    Se poi Carlini interpreta come wannabe journalism il milione di post apparso su blog di chiaro impianto diaristico-personale, mi chiedo come sia possibile che un giornalista di esperienza come lui possa commettere un errore prospettico così madornale.

    Tra l’altro, è un errore prospettico interpretare come wannabe journalism anche questo blog, non foss’altro perché la qualità media del giornalismo italiano è tale da non giustifcare alcun wannabe. Quanto meno ai miei occhi.

    Qui si tratta solo di un bisogno di sapere e di spiegarsi un evento, della percezione che in questo evento apparentemente marginale emergono con intensa evidenza delle cancrene che stanno guastando il vivere civile in questo paese, e dell’urgenza di provare a raccontarlo dettata da un semplice motivo: perché nessuno, in tv, sui giornali o altrove lo fa. E quei pochissimi che lo fanno, lo fanno magari con quella specie di neo lingua morta che è la lingua del giornalismo ufficiale italiano (quella in cui il giornalista è una specie di essere ectoplasmatico che si limita riferire le posizioni in gioco senza dare il minimo cenno di attività cerebrale).

    Che vi siano molteplici aspetti critici in tutta questa vicenda che entrano in risonanza, è cosa evidente, e che spiega la piccola reazione a catena che si è verificata.

    rItaliaCamp ne è un’altra testimonianza: 200 (per ora) persone, tra cui nomi eccellenti, che decidono di ritrovarsi stimolate dallo stesso nodo critico, e con un simile senso di urgenza “civile”.

    In tutto questo quadro, un giornalista autorevole come Carlini che fa? Anziché aiutare a dipanare la matassa, sente il bisogno di bacchettare ex-cathedra del giornalismo per bene i nessuno che, magari anche in modo a volte sguaiato o qualunquista e mancando goffamente il bersaglio, cercano comunque di raccontare quello che Carlini e i suoi colleghi non raccontano. In tutto ciò rassicurandoci en passant che IBM e Stanca hanno fatto tutto a modino (chissà poi perché: io tutta sta centralità della questione non l’ho percepita), bastava verificare – solo che poi la verifica non la produce.

    Ora, io sono per bene, ma non sono giornalista, e in agenda non ho i numeri di Falavolti, Mancinelli, Pontremoli, Paolucci, Stanca, Nicolais etc. Dunque, per verificare, mi devo affidare a ciò che la Pubblica Amministrazione mette a mia disposizione. Cioè, praticamente nulla.

    Per fortua Carlini, giornalista per bene, l’ha fatto. A questo punto, seppure ce ne freghi il giusto perché come ho detto il punto è ben altro, attendiamo fiduciosi che di questa verifica se ne producano le evidenze. Meglio questo che il niente di adesso.

  9. G. Buzzanca on

    Good!! But Giancarlo for myself is better than Giacomo!!
    :-)

  10. G. Buzzanca on

    OT. potrebbe essere possibile rieditare i propri commenti quando li si scoprano zeppi di errori?
    Ecco un caso in cui la scrittura veloce ed “emotiva” (ma per questo diretta e vera) potrebbe essere ri-messa in ordine grammaticale e non contenutistico ……

  11. aghost on

    scrive carlini:

    “Il che non è vero, dato che si trattò di una gara vera, dove Ibm vinse per il costo più basso offerto”

    e meno male che era il più basso!!! :D

    E chi erano gli altri, e che preventivo avevano sparato? Questo Carlini non lo scrive

  12. Luca Carlucci on

    uops, perdona giancarlo, l’ora era tarda. correggo subito :)

  13. sonounprecario on

    Io invece sono entrato nel merito delle sue argomentazioni perché non è possibile che uno come lui scriva cose di questo genere.
    E’ davvero imbarazzante quando i giornalisti tentano di spiegare cosa sia e cosa avvenga nella blogosfera. Un po’ di contegno, cribio!

  14. Luca Carlucci on

    Mazzetta, il tuo intervento su Rekombinant che segnali, e anche quello di Paolo di Molle industria (entità il cui lavoro stimo molto) che avevo già letto, secondo me, al di là della chiave di lettura storicomaterialista un po’ oldfashioned ;), individuano con lucidità alcune delle possibilità insite in questo sobbollimento reattivo attualmente in corso.
    Io spero che alcune di queste possibilità progrediscano, e che riescano a farlo in modi leggeri, pragmatici, fluidi ed efficaci, senza affogare e disperdersi nelle nevrosi organizzative e nei totem teoretici e ideologici che zavorravano analoghe possibilità nei decenni scorsi.

  15. Luca Carlucci on

    sonounprecario, smettila di fare quello che “ogni uomo è un reporter” e fila a comprare il Corriere e l’Espresso! :)))

    D’altronde, se non ci fossero gossip, tette e culi, sarebbe dura tirare avanti per i cocopro a 1000 euro al mese.

  16. frap1964 on

    Re: L’illusione della democrazia attraverso i blog
    Inserito da frap1964 il 17.03.2007 – 13:40

    Gentile Franco Carlini, ho letto con molto interesse il suo pezzo.
    Sono uno dei contributors del blog https://scandaloitaliano.wordpress.com [scandaloitaliano.wordpress.com] , peraltro già citato da un suo redattore, Raffaele Mastrolonardo, in un suo pezzo qui: http://www.visionblog.it/modules.php?name=News&file=article&sid=665 .
    Purtroppo noi del blog siamo dei veri dilettanti, poco discorsivi e colloquiali, ma comunque giustamente indignati difronte allo scandaloso http://www.italia.it [www.italia.it] . Sia chiaro, indignati a costo zero, nessuno di noi percepisce alcunchè e non ospitiamo pubblicità.
    Da lei, giornalista per bene, che sempre verifica quanto scrive e che ha avuto modo di vedere il portale in anteprima a fine gennaio, mentre il resto d’Italia lo ha visto per la prima volta solamente alla BIT il 22 febbraio u.s., vorremmo avere un chiarimento. Come fa a sapere che, nella gara aggiudicata da Innovazione Italia (vedi comunicato stampa del 04/07/2005),
    “Ibm vinse per il costo più basso offerto” ? A noi risulta che, nel bando di gara, i criteri di assegnazione fossero, in ordine decrescente: 1. valore tecnico – 2. prezzo – 3. tempo di esecuzione .
    Purtroppo noi commentatori estemporanei, di quelli che «ogni uomo è un reporter» , ci abbiamo provato a fare delle verifiche, ma al momento con scarsi risultati. Ma contiamo di proseguire.
    Saremmo davvero molto lieti di ospitare sul nostro blog un suo intervento, chiaramente con i dovuti documenti e pezze d’appoggio. Come cerchiamo di fare noi (vedi ns. sezione In breve). Può contattarci qui: scandaloitaliano@gmail.com .
    Se poi volesse anche intervenire sui motivi dell’ assordante silenzio della stampa ufficiale sull’ intera vicenda, solo interrotto da Anna Masera – La Stampa dell’ 8 marzo u.s. , ne saremmo ugualmente felici.
    Grazie per il suo tempo.

    Francesco Aprile

  17. Luca Carlucci on

    Eheh, alla fine non hai resistito e ti sei iscritto eh?

  18. Lorenzo Spallino on

    E’ bello che qualcuno sappia ciò che altri non sanno. Ad esempio, a molti piacerebbe tanto conoscere bandi, capitolati, punteggi, aggiudicazioni e contratti sconosciuti ai più.
    Non è, infatti, proprio vero che chi offre al minor prezzo, vince. La famigerata legge 4/2004 (cd. legge Stanca) impone, infatti, che nelle procedure per l’acquisto di beni e per la fornitura di servizi informatici, i requisiti di accessibilità costituiscono motivo di preferenza a parità di ogni altra condizione nella valutazione dell’offerta tecnica, tenuto conto della destinazione del bene o del servizio. La mancata considerazione dei requisiti di accessibilità o l’eventuale acquisizione di beni o fornitura di servizi non accessibili deve, doce la legge, essere “adeguatamente motivata” (articolo 4).
    Insomma: visto che palesemente il portale non rispetta i ventidue requisiti, ci piacerebbe leggere questa motivazione. Tutto qui.

  19. sonounprecario on

    [quote]sonounprecario, smettila di fare quello che “ogni uomo è un reporter” e fila a comprare il Corriere e l’Espresso! :)))

    D’altronde, se non ci fossero gossip, tette e culi, sarebbe dura tirare avanti per i cocopro a 1000 euro al mese.[/quote]

    …ahahahah :P
    Seh magari fossero 1000! Per un universitario 1000 euri al mese sarebbero un miraggio. Però ne riparliamo dopo il 27, giorno fatidico di discussione della tesi (su giornalisti e blog guarda a caso, giuro). Poi ti dirò se potrò competere con Carlini, tette e culi (quelli con la riga in mezzo, sia chiaro)!

    P.S.= perché non parli anche di statistiche su quante volte non si apre italia.it, su quanto ci metterebbe un 56k a caricare tutta la home page…? Per far capire che hanno pensato proprio a tutto! :D

  20. aghost on
  21. Fiorenzo on

    Io sono uno dei tanti bloggaroli a costo zero che si sono indignati. E a leggere lo sbrodolamento di Carlini si re-indignano.
    Passatemi il francesismo, ma io sono a-costo-zero un par di balle. Io *pago* per dire la mia; pago il mio ISP, pago il mio cumputer e soprattutto pago le tasse che foraggiano i carrozzoni parastatali. Quindi a-costo-zero lo dici al tuo gatto.
    E poi si, sono complottista. Se i signori giornalisti per bene pensano che la sbobba che loro chiamano informazione (per bene) possa essere digeribile, devono passarmi pure l’Alkaseltzer; quando agli inizi degli anni novanta, che l’internette era poco 2-punto-zero, i beppegrilli dicevano che i solcialisti rubano, erano complottisti; poi sappiamo come ando’ a finire. E da allora la sbobba permane indigeribile, quindi viva i complottisti che non verificano blablabla, perche’ i giornalisti per bene esistono essenzialmente nella fantasia dei giornalisti sedicenti perbene.

  22. epaminonda on

    Io vorrei sapere dove sono finiti i giornalisti.
    Non dico i Montanelli come stile e i Pecorelli come impegno civile. Cerco solo qualcuno che non faccia la pubblicità al politico di turno e che non arrivi negli ospedali solo dopo che è uscito il servizio di Striscia.
    Poi dicono che non c’è interesse politico in Italia. Perché ci hanno ricacciato in questo angolo che è il web (e che angolo direi io), ma dobbiamo stare attenti alle nostre libertà. Tutto è censurato in Italia. Censureranno anche i blog, statene certi. Sicuramente metteranno una legge che impone di essere giornalisti. Già ci hanno provato.
    Rimane il fatto che l’uso della vaselina in Italia è molto diffuso.
    Dove sono i giornalisti?

  23. obbligata_allanonimato on

    carissimi
    gli anni passano per tutti. anche per i giornalisti per bene che negli anni hanno verificato le fonti, contestato, intervistato, documentato. non vogliatene a franco carlini e alle sue parole. sapete piuttosto quanti anni ha? in fondo, lasciatemelo dire parato da questo anonimato obbligatorio (ho anche lasciato l’e-mail di mia zia, sì, lo confesso, spero non vi accanirete per questo), va bene così.
    Ovvero: nonostante carlini ne sappia eccome di tecnologia e sia uno dei migliori in Italia a raccontarla, sul blogging lui ha deciso volontariamente di auto-escludersi. La vedo come una bella scelta di passaggio di testimone generazionale. Poi, pungolante e pungente com’è, non riesce a togliersi il vizietto di criticare le cose che lo annoiano. Per questo sono certo non leggera’ questi commenti, non risponderà, non aprirà mai un vero blog con tutti i crismi che il blogging richiede e presuppone. Io gli farei solo una carezza sulla testa. e poi continuerei a fare l’ottimo lavoro che state facendo tutti. forse carlini non lo saprà mai né lo sapeva prima. un’ultimo input: carlini non conosceva questo blog quando ha scritto la frase incriminata. mi ci gioco la mia promessa scolorita da lupetto.

  24. Luca Carlucci on

    cara obbligata_allanonimato (non ti invidio! :P ),

    condivido pressoché in toto la tua analisi, e non porto alcuna acredine verso Carlini, il cui lavoro informativo ho sempre stimato.

    Condivido anche quando dici che lui quasi certamente ignorava l’esistenza di questo blog. Ho ritenuto quindi utile, col post quissù, farglielo sapere.

  25. frap1964 on

    @obbligatO_allanonimato
    “Carlini non conosceva questo blog quando ha scritto la frase incriminata” … “sapete piuttosto quanti anni ha ?”

    Carlini risulta direttore di Visionblog e non legge cosa pubblicano i suoi redattori prima del suo pezzo (vedi commento sopra)? E poi dà anche lezioni di buon giornalismo ?

    Da Wikipedia:

    Franco Carlini (Genova 1944) si è laureato in fisica; dal 1972 è stato ricercatore presso l’Istituto di Cibernetica e Biofisica del Consiglio Nazionale delle Ricerche, occupandosi di neurofisiologia e di psicologia della percezione visiva.Dal 1989 ha lasciato l’attività di ricerca per dedicarsi esclusivamente al lavoro giornalistico ed editoriale. Scrive per Il Manifesto,tiene la rubrica “Cyber e dintorni” su L’Espresso e si occupa di Web Economy per il Corriere della Sera. Collabora con la rivista Telema con saggi relativi alla storia delle tecnologie dell’informazione. Dal 1993 partecipa attivamente alle trasmissioni scientifiche di Rai Radio 3 e del GR Rai.

    63 anni non mi sembrano poi così tanti per dargli del povero rincoglionito. La carezza sulla testolina fagliela tu. C’è gente come Bocca e Biagi che, alla loro veneranda età, sono ancora parecchio lucidi.

    Promessa scolorita da lupetto molto molto a rischio. :-)

  26. […] A proposito di un articolo di Franco Carlini. […]


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