Ecco lo ‘studio di fattibilità’ di italia.it: un bel preventivo da 170 milioni di euro

UPDATE! Per la serie “contenuti speciali”, in coda al post è stata aggiunta la sezione “Nonno Stanca racconta la favola del sito da 169 milioni di euro”

Per seguire con cognizione di causa questo post, datevi prima una veloce rilettura a Storia di uno scandalo italiano #1: gli albori, e a Milioni: sono più di 45. E potevano essere 90. Poi tornate.

Ravana che ti ravana, abbiamo finalmente reperito il fantomatico “Studio di fattibilità” del programma “Scegli Italia”, il documento interministeriale che ha gettato la base teorica/tecnica/concettuale/economica per la realizzazione di italia.it.

Per essere più precisi, si tratta di una sintesi di 10 pagine in formato pdf.
Il documento, oltre ad essere una goffa rodomontata progettuale priva delle benché minima qualità tecnica (giusto dei ministri italiani poteva convincere), contiene alcune cose interessanti: tipo che l’investimento pubblico previsto nel portale, per i primi tre anni, tutto compreso e chiavi in mano, si aggirava sui 170 (centosettanta) milioni di euro. Ops.

Lo abbiamo trovato, via archive.org, sul defunto sito del defunto MIT (Ministero dell’Innovazione e le tecnologie, ministro Lucio Stanca), in questa pagina relativa alle riunioni del Comitato dei Ministri per la Società dell’Informazione, il raggruppamento di ministri capitanato da Stanca e Berlusconi il cui scopo era lanciare l’Italia nel tecnofuturo a suon di investimenti statali miliardari (di euro). Come ricorderete, fu proprio nella riunione del 16 marzo 2004 che venne sancita in pompa magna la nascita del progetto “Scegli Italia”.

[Nota bene: in tutto questo ravanare, ci siamo imbattuti in decine e decine di progetti e finanziamenti pubblici in robe tecnologiche per cifre astronomiche. La gestione Stanca fu una specie di Carnevale di Rio dell’investimento pubblico nella digitalizzazione di qualsiasi cosa potesse essere verosimile digitalizzare – quanto meno in un documento di progetto o richiesta di fondi. Se solo la metà di questi progetti fosse stata realizzata, e/o fosse stata realizzata bene, l’Italia, ed in particolare il nostro Sud, a quest’ora sarebbe una roba che al confronto Minority Report ci fa una pippa. Per seguire i fili di questi fiumi di denaro della comunità, al cospetto dei quali i 45 milioni di italia.it sono spicciolini, ci sarebbe di che impegnare un’intera redazione di un quotidiano. Putroppo vi sono ben altre priorità, tipo i fastidiosi bloggers wannabe giornalisti, e le tette e i culi di Lele Mora. Noi, con le nostre limitatissime e dilettantesche forze, continueremo per ora ad occuparci caparbiamente solo di italia.it.]

Prima di passare ad evidenziare alcuni aspetti interessanti del detto studio di fattibilità, un po’ di notizie di contorno, rinvenute grazie a link presenti nel sito ministeriale summenzionato.

La prima notiziola riguarda il fortissimo imprimatur dell’allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al progetto.
La riunione del 16 marzo 2004, la settima, fu l’unica, infatti, ad essere presieduta “eccezionalemente [sic! – ndr] dal Presidente del Consiglio dei Ministri”, scomodatosi per l’occasione data la sacralità del momento.

L’imprimatur risulta ancor più rafforzato da un comunicato stampa del MIT datato 24 marzo 2004, emesso in occasione della presentazione ufficiale del progetto durante una fiera del turismo a Rimini:

L’annuncio a Rimini, “capitale europea del turismo e delle vacanze”. Turismo: Stanca, “Il Governo gioca la carta del web con il portale ‘Scegli Italia’ per rilanciare il settore nel mondo”

* Con uno stanziamento globale di almeno 140 milioni di euro si apre una vetrina nella Rete per promuovere la ricca offerta turistica italiana, convogliare le prenotazioni e ridare competitività alla principale industria del Paese
* Il progetto, appena approvato dal Comitato dei Ministri per la Società dell’Informazione, gode del totale sostegno del Presidente Berlusconi

La seconda notiziola riguarda proprio la cifra da investire nel progetto: 140 milioni di euro.

Ricordate? Nella prima puntata della storia di uno scandalo italiano, avevamo menzionato il fatto che in un certo documento ministeriale proprio di quella cifra si parlava: ma non vi avevamo particolarmente insisitito, sembrandoci il tutto così esagerato da ritenerlo un refuso o una sparata un po’ così, priva di effettive basi progettuali.
E invece, cari scandaloitalianisti, la torta che Berlusconi, Stanca e amici vari si approntavano ad infornare, era proprio una torta coi controfiocchi, di quelle da acquolina in bocca: “almeno 140 milioni di euro” per un bel sito web.
Ne troviamo conferma in tutti i segni lasciati dal progetto in questa sua fase iniziale: nei suddetti comunicati stampa del MIT, e perfino nell’iniziale presentazione del progetto sul sito di Innovazione Italia. Si noti tra l’altro che la wayback machine di archive.org conferma in pieno le illazioni che avevamo fatto sulla scansione temporale del ridimensionarsi degli appetiti milionari per il progetto: avevamo scritto, nella già citata prima puntata, che le dichiarazioni dei responsabili cominciano a parlare di “soli” 45 milioni a partire dal dicembre 2005. E secondo archive.org, è proprio con un aggiornamento del 14 dicembre 2005 che dal sito di Innovazione Italia sparisce il riferimento ai 140 milioni di euro.
Tornando ai soldi, come vedremo tra pochissimo, la fonte primaria di queste cifre esorbitanti non sono però i comunicati stampa, ma il fondamento tecnico-teorico dell’intero progetto, ovvero lo “studio di fattibilità”. E vedremo anche perché in quei comunicati si scrive “almeno” 140 milioni di euro.

Altra notiziola di contorno, il coinvolgimento fin da subito di Innovazione Italia nel progetto. Nel comunicato stampa del MIT del 24 marzo 2004 infatti si legge:

Il coordinamento di questo progetto turistico-tecnologico � della Presidenza del Consiglio dei Ministri e sarà presieduto dal Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, mentre la piattaforma digitale del Portale “Scegli Italia” sarà realizzata da Innovazione Italia Spa (società di Sviluppo Italia) che opera per conto del dicastero di Stanca.

L’implementazione dei contenuti vedrà coinvolte tutte le amministrazioni interessate. Già entro un anno sarà pronto il progetto pilota.

A parte la risata sull’ultimo neretto, questo coinvolgimento programmatico di Innovazione Italia non deve stupire. Infatti questa sottospecie di Spa statale fu fortissimamente voluta e creata proprio da Lucio Stanca pochi mesi prima, alla fine del 2003. Essa, nelle dichiarazioni iniziali, doveva essere appunto il “il braccio operativo del Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie”, cioè del ministro Stanca.

Un’altra nota interessante riguarda il gruppo dirigente di Innovazione Italia: se fin dall’atto di nascita l’Amministratore Delegato è quello attuale, il sagace ingegnere Roberto Falavolti, il presidente era invece Paolo Vigevano.
Paolo Vigevano era una figura storica del Partito Radicale, fondatore dell’omonima e celeberrima radio, poi saltato alla fine degli anni ’90 nelle golose fila di Forza Italia. Paolo Vigevano resiste in carica fino a pochi mesi dopo l’assegnazione dell’appalto per il portale italia.it: nel dicembre 2005 (mese apparentemente cruciale) egli infatti si dimette, e nel ruolo di Presidente di Innovazione Italia subentra un fedelissimo di Stanca, il capogabinetto del ministro Andrea Mancinelli (persona dal gusto estetico alquanto discutibile, visto che è stato anche il presidente della giuria che ha scelto il cetriolone).
In questo avvicendamento Vigevano-Mancinelli probabilmente non v’è nulla di strano: egli infatti non s’è ritirato in campagna a coltivare rapanelli, ma ha continuato a rivestire ruoli di una certa importanza nei vari apparati statali. Sarebbe comunque interessante sapere da Vigevano il perché si dimise.

Ultima notiziola a margine, la questione della ormai celeberrima “piattaforma di booking”, di cui si parla in fase programmatica ovunque, ed espressamente prevista dal bando di gara, ma poi misteriosamente scomparsa dal portale così come è stato messo on line.
Sapevamo già che questa storia del booking era tutt’altro che marginale – tanto da essere, ed è una nostra ipotesi, alla base del contenzioso apertosi l’anno scorso tra le aziende appaltatrici e la committenza, cioè Innovazione Italia, cioè lo Stato.

Ma che fosse addirittura il cuore pulsante del progetto, ce lo dice di nuovo il comunicato stampa del MIT 24 marzo 2004:

un progetto, con investimenti globali per 140 milioni di euro, per la creazione del portale multilingue “Scegli Italia”, che sarà non solo la “vetrina” delle ricchezze culturali, ambientali, turistiche ed eno-gastronomiche del Belpaese ma, soprattutto, il punto di riferimento per le prenotazioni da tutto il mondo.

Bene, dopo questa lunga premessa d’atmosfera, è giunta l’ora di dare uno sguardo allo “studio di fattibilità” per un portale nazionale del turismo all’avanguardia planetaria in termini di accessibilità, interattività, customer experience e qualità dei contenuti.

Studio tra l’altro costatoci un bel po’ di quattrini, come ci ricorda Falavolti: “In questi due anni per la gara, lo studio di fattibilità e il lavoro fatto finora è stato speso circa un milione di euro” (tutto ciò da aggiungersi ai 9.6 milioni dell’appalto alle aziende, chiaro – a proposito Falavolti, che fa, si abbassa l’età? Lo studio è del marzo 2004, la sua dichiarazione è del 28 febbraio 2007: calcolatrice alla mano, gli anni di incapacità a realizzare un sito web decente sono tre).

Scegli Italia – Studio di fattibilità (file .pdf – Marzo 2004)

Il preventivo: 170 milioni di euro circa

Ecco in breve il sunto delle previsioni di spesa per il portale nei primi tre anni:

11 milioni per tecnologia, comprensivi di piattaforma di booking, connettività, sviluppo e manutenzione (p.5)
9 milioni per acquisizione “primo set di contenuti” e traduzione in 8 lingue (p.5)
46 milioni per tre anni di campagna di comunicazione internazionale (p.5)
100 milioni per la digitalizzazione dei contenuti da parte di Regioni, Ministeri e soggetti vari (p.8)

E fin qui siamo a 166 milioni di euro puliti puliti di spesa prevista.

A questi vanno aggiunti i “costi operativi” (p.6). Essi sono quantificati per il “primo anno” e per il 2010 (e, nel mezzo, a salire). Poiché il portale era supposto andare online alla fine del 2005, diciamo che il primo anno sarebbe dovuto essere il 2006. I costi intermedi (2007, 2008, 2009) li calcoliamo grossolamente in corsivo e a scalare:

2006 4.5 mln
2007 – 7.5 mln
2008 – 11.5 mln
2009 – 14.5 mln

2010 – 17.5 mn

Quindi “costi operativi” per i primi tre anni: 23.5 milioni

Se li sommiamo ai 166 milioni di prima, si arriva alla signora cifretta di 189.5 milioni di spesa prevista per tre anni di sito web.

Attenzione però: siccome come vedremo lo studio concepiva il portale come una feroce macchina da business, dalla cifra qui sopra vanno tolti i ricavi previsti.

Come per i costi, anche i ricavi (p.6) sono quantificati solo per il primo anno e per il 2010 (e, nel mezzo, a salire).

2006 1.5 mln
2007 – 6.5 mln
2008 – 11.5 mln
2009 – 16.5 mln

2010 – 22 mln

Dunque totale ricavi per i primi tre anni: 19.5 milioni di euro.
Sottratti al totale delle spese previste, si arriva a un costo preventivato di 170 milioni di euro per tre anni di portale.

Quel che si dice un signor business plan, fatto da professionisti per professionisti.
E noi qui a lamentarci per dei miseri 45 milioni di euro! Ci credo che dirigenti pubblici e politici non si abbassino a rispondere alle nostre domande: ai loro occhi, dobbiamo apparire come dei pidocchi che fanno tanto casino per due lirucce messe in croce.

A questo punto, ci viene un pensiero istintivo: ma nonno Stanca che starà facendo in questo momento? Vorremmo tanto che ci raccontasse per bene la favola del sito web da 170 milioni di euro!

[manco il tempo di esprimere un desiderio ed ecco che Francesco lo esaudisce! In coda al post: “Nonno Stanca racconta la favola del sito da 170 milioni di euro” – ndr]

italia.it, una macchina da soldi

Una delle parti più strepitose dello studio riguarda la fertile fantasia degli autori nell’immaginare un sito web che non solo contenesse tutto lo scibile universale sull’Italia in termini di contenuti (prodotto dai fertili scanner e word processor ministeriali e regionali alla modica cifra di 100 milioni di euro), ma che fosse una sorta di Grande Fratello della prenotazione online, tanto da frapporsi fra il turista e qualsiasi altra entità fornitrice di un servizio turistico (tour operators, alberghi, ristoranti, musei, treni, il Bagno Marina di Riccione etc etc etc), lucrando chiaramente sulla transazione.

Non si conoscono purtroppo i nomi degli autori di questo studio di fattibilità, costatoci la modica cifra di un qualcosa che si aggira tra le centinaia di migliaia di euro e il milione di euro: ma di sicuro una consulenza di SuperPippo e di Goldfinger c’è stata.

Vediamo nel dettaglio “le linee di business” (p.5):

Le tre principali fonti di risorse per l’autostentamento della piattaforma sono:

Advertising & Marketing: gestione dell’advertising on line, gestione dei contenuti e marketing turistico

Servizi a valore aggiunto: adeguamento siti, integrazione operatori, formazione, studi di settore,…

• Prenotazione (Booking): gestione dei rapporti commerciali con gli
intermediatori dell’offerta turistica e con strutture ricettive minori, gestione dei rapporti commerciali con operatori privati (autonoleggi, compagnie aeree, …), gestione dei rapporti commerciali con strutture di interesse turistico (musei, teatri, …). La piattaforma potrà fornire sia una forma di intermediazione indiretta offrendo al turista un servizio di aggregazione, confronto dell’offerta turistica e possibilità di accedere all’offerta di intermediari privati già presenti sul mercato, sia un’eventuale intermediazione diretta verso quelle strutture minori che non rientrano nel bacino di offerta degli intermediatori privati.

È previsto che anche le amministrazioni pubbliche garantiscano al progetto un limitato contributo economico in misura correlata al beneficio apportato a loro dalla piattaforma in termini di supporto al marketing turistico territoriale.

Riassumendo, il portale avrebbe dovuto produrre grana:

– con la pubblicità. A cosa? Ai privati che se lo possono permettere tipo catene alberghiere etc? Non pare molto appropriato per un portale nazionale del turismo italiano, che forse dovrebbe mantenere, come dire, una certa equidistanza verso gli operatori turistici privati. Oppure pubblicità istituzionali, tipo “Visita le Marche, terra di Gioacchino Fellini” etc? In quest’ultimo caso, non si chiama business per l’autosostentamento, ma partita di giro di denaro pubblico: i soldi degli inserzionisti istituzionali da quali tasche vengono, se non da quelle dei contribuenti?

– con “servizi a valore aggiunto”: ovvero con le famose cazzate che vivono solo sui documenti ministeriali. Io avrei aggiunto anche una voce “con le sinergie”.

– con la suddetta piattaforma di booking concepita da Super Pippo.

italia.it: benvenuti nel futuro del web

Questa parte la lasciamo commentare alla vostra esperienza del portale.

Requisiti di alto livello per la piattaforma digitale (p4)

La piattaforma Scegli Italia sarà, quindi, un canale interattivo di promozione e di distribuzione dell’offerta turistica, culturale ambientale ed agroalimentare italiana caratterizzato da:
• un approccio in logica destination marketing
• la creazione di un esperienza di navigazione (customer experience) “su misura” per i diversi segmenti di utenza.
• una modalità di interazione multi-lingua con personalizzazione della navigazione sulla base dell’origine e della cultura del visitatore
• una mappatura digitale interattiva dei contenuti con possibilità di formulazione di itinerari dinamici personalizzati
• un’efficace interazione con il patrimonio di contenuti digitali realizzato e proposto dalle Amministrazioni Centrali e Locali

Specifiche tecniche di alto livello (p.6)

Le tecnologie necessarie dovranno appartenere alle seguenti macro-tipologie di servizi, software e piattaforme:

• web farm – con servizi di hosting, connettività, sicurezza internet, accoglienza e profilazione degli utenti;
• architettura tecnologica/applicativa evoluta conforme agli “standard” Internet di riferimento (sistemi operativi, web server, data base server, application/portal server);
• archivio strutturato per la rappresentazione efficace di contenuti di tipo turistico;
• content Management System a supporto della redazione e degli operatori per la gestione ed organizzazione dei contenuti turistici e della ricettività;
• motore di ricerca per contenuti strutturati e non;
• sistema di prenotazione in linea (Booking);
• funzionalità di CRM a supporto di help-desk, call center e marketing;
• tool per la fidelizzazione degli utenti (e.g. registrazione, mailing).
Il sistema dovrà essere arricchito con soluzioni cartografiche adatte per un utilizzo turistico, in grado di costruire mappe tematiche interattive sulla base del programma di viaggio definito dall’utente.

Tralasciando la genericità del tutto, una menzione d’onore alle mappe tematiche interattive, trasformatesi, all’atto pratico, in una riedizione tecnologica della Vergine di Norimberga!

IL TRIONFO DELL’INCOMPETENZA:
LA STORIA DI WWW.ITALIA.IT RICOSTRUITA DA SCANDALOITALIANO

Storia di uno scandalo italiano #1: gli albori

Storia di uno scandalo italiano #2: bandi, appalti, leggi e prenotazioni

Storia di uno scandalo italiano #3. Le aziende: IBM/ITS/Tiscover

Storia di uno scandalo italiano #4. La guerra dei comitati

Milioni: sono più di 45. E potevano essere 90.

21 milionidieuro alle (+10% dalle) Regioni per italia.it: da dove, perché, come, quando

Il Marcio Italia

Contenuti speciali: Nonno Stanca racconta la favola del sito da 170 milioni di euro

Grazie a quel gran segugio di Francesco, il nostro desiderio di sentire Nonno Stanca che racconta la favola del sito è stato prontamente esaudito.

Infatti, dopo che nel marzo 2004 Stanca e e accoliti cominciarono a strombazzare di questo portale da “almeno 140 milioni di euro”, Roberto Giachetti, deputato della Margherita, il 14 maggio 2004 presentò un’interrogazione parlamentare, invero timida e gentile, in cui si chiedeva se, ecco, come dire, bellino questo sito, ma insomma, 140 milioni non sono un po’ tantini?

All’interrogazione rispose Nonno Stanca in persona, che accesa la pipa e ravvivato il camino, così narrò:

l Comitato dei Ministri per la società dell’informazione in data 16 marzo 2004 ha approvato un’iniziativa, denominata «Scegli Italia», che coinvolge diversi settori dell’economia nazionale: turismo, beni culturali, made in Italy, agroalimentare ed ambiente. Obiettivo generale del progetto è incrementare i flussi turistici verso l’Italia. Infatti, nonostante l’Italia disponga della maggiore capacità ricettiva, dopo gli Stati Uniti, e del più ricco patrimonio artistico, culturale ed ambientale, ha progressivamente perso posizioni nei confronti degli altri Paesi europei, passando in poco più di 30 anni dal primo posto al quarto dopo Francia, Spagna e Stati Uniti per numero di arrivi di turisti stranieri. Tale iniziativa parte dalla considerazione che il settore viaggi e turismo rappresenta il 30 per cento dell’intero volume di acquisti realizzato sulla rete Internet, con una crescita annua del 26 per cento. In questo contesto, le strutture ricettive italiane sono assenti dalla rete ed in particolare dai circuiti internazionali di prenotazione. L’iniziativa si propone quindi di integrare l’offerta turistica, attualmente frammentata, attraverso un’unica piattaforma digitale, che consenta di accedere a servizi integrati, promuovendo il binario turismo-cultura, quale fattore trainante della domanda turistica in Italia. Il progetto, che intende affermare il «Brand» Italia nella rete mondiale, mette «in vetrina» le eccezionali «bellezze» del nostro Paese, anche attraverso l’uso di immagini suggestive.
Il progetto proposto nasce da un approfondito studio preliminare e, considerata la sua ambiziosità, richiede un importante sforzo organizzativo e di coordinamento tra le amministrazioni per assicurarne al meglio l’attuazione.
L’iniziativa, dedicata al rilancio del settore turistico, prevede un finanziamento complessivo di 140 milioni di euro, da utilizzare per la realizzazione di una piattaforma informatica organizzata in modo da consentire sia l’accesso alle informazioni che l’effettuazione di transazioni nel settore turistico-alberghiero. Il portale nazionale informativo concernente l’offerta turistica italiana non costituirà soltanto una mera raccolta ed aggregazione dell’offerta ricettiva italiana, ma sarà arricchito da una mappatura degli itinerari turistici, culturali, archeologici e gastronomici del nostro Paese, nonché realizzerà la distribuzione dell’offerta ricettiva nazionale sui circuiti internazionali tramite canali telematici quali GDS e Internet; è evidente che la definizione di tali contenuti richiederà un grande impegno, anche finanziario, considerate pure le dimensioni dell’offerta che il nostro Paese è in grado in fornire. In particolare per la promozione del portale anche all’estero verranno finanziate le seguenti attività:
Realizzazione della piattaforma tecnologica del portale «Scegli Italia»;
promozione del portale all’estero;
digitalizzazione dei contenuti presso varie amministrazioni;
realizzazione di un sistema di booking on line.

Si tratta, quindi, di un piano articolato che oltre alla realizzazione della piattaforma di un portale per far conoscere e per incanalare l’offerta turistica del Paese – attivando per questo un particolare progetto di promozione all’estero – consente anche di superare la carenza di avanzate tecnologie per la prenotazione alberghiera. Il sistema di booking on line, infatti, è rivolto soprattutto all’offerta dei piccoli operatori turistici che riesce ad attrarre solo la domanda strettamente stagionale e non quella delle grandi catene alberghiere. Inoltre, parte cospicua del programma è destinata alla incentivazione della digitalizzazione degli aspetti attrattivi che connotano l’offerta turistica anche nei settori culturale, agroalimentare e ambientale.
Il fondo gestito dal Comitato dei Ministri per la società dell’informazione interviene con un cofinanziamento di 45 milioni di euro di cui 20 milioni destinati al sistema di prenotazione e alla realizzazione del portale e 25 milioni per contenuti digitali; in particolare, nell’anno 2004, per le suddette finalità saranno impegnati rispettivamente 10 e 15 milioni di euro.
Altre risorse da stanziare a carico dei capitoli di bilancio del Ministero per i beni e le attività culturali, Ministero attività produttive, Ministero delle politiche agricole e forestali, Ministero dell’ambiente e tutela del territorio prevedono impegni per 45 milioni di euro. Uno stanziamento aggiuntivo di 50 milioni di euro sarà a carico di regioni ed imprenditori privati.
Si prevede infine di coinvolgere Innovazione Italia spa, tramite un accordo di servizio di natura convenzionale con il Dipartimento innovazione e tecnologie della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per le attività di realizzazione della piattaforma (portale, sviluppo del sistema integrato di prenotazione via internet, promozione della piattaforma, aggregazione e formazione degli operatori), nonché le altre amministrazioni interessate per l’arricchimento dei contenuti. La realizzazione del portale ed una prima fase di popolamento dei contenuti graveranno sul Fondo di cui all’articolo 27 della legge n. 3 del 2003.
Per quanto concerne l’osservazione dell’interrogante relativa all’entità delle risorse stanziate per il progetto, va segnalato che per la piena operatività della piattaforma informatica occorre in via preliminare informatizzare una quantità ingente di dati relativi al patrimonio culturale, ambiente e agro-alimentare, attualmente non disponibili in formato digitale. Le risorse attualmente disponibili potranno assicurare l’avvio della realizzazione di tale operazione, certamente di particolare complessità. Lo sviluppo del progetto potrà attirare l’attivazione di risorse private, per i ritorni economici che potranno derivarne.
Mi preme, infine, sottolineare che l’importanza e la novità del progetto «Scegli Italia» consiste anche nell’obiettivo di «fare sistema» tra pubblico e privato, cioè di realizzare nel settore del turismo una piena sinergia ed aggregazione fra operatori privati ed Amministrazioni pubbliche grazie all’utilizzo di avanzate soluzioni tecnologiche che consentono il migliore sfruttamento delle opportunità di promozione offerte dalle reti telematiche.

Il Ministro per l’innovazione e le tecnologie: Lucio Stanca.

11 comments so far

  1. aghost on

    170 milioni di euro??? Maronna la pupazza! :P

  2. epaminonda on

    “Fare sistema” e “sinergie”, le parole magiche.

    La strategia di marketing proposta mi ricorda una frase in “Alla ricerca della stupidità” di Merril Chapman, quando dice “metti una mano in tasca e caccia fuori una moneta. È pesante ed è stata inventata nell’età del bronzo…”, però funziona!!!
    Che cosa si volevano inventare? Togliere lavoro ai tour operator e poi farsi dare i soldi dalla pubblicità degli stessi nel sito?

  3. David Orban on

    Complimenti per il lavoro di giornalismo investigativo di altissimo livello. Raramente in Italia si vedono analisi approfondite di questo tipo, in telegiornali, quotidiani o settimanali.

    Infatti, oltre a Le Iene e Striscia La Notizia, che vengono simpaticamente ignorate, visto che si tratta di comici, un po’ come Grillo viene ignorato dal giornalismo ‘professionale’ e dalle istituzioni prese di mira, al volo faccio fatica ricordare chi investiga di mestiere. E’ sicuramente dovuto alla mia ignoranza e superficialità e non alla pochezza autoreferenziale di questi lavori.

  4. Luca Carlucci on

    Un coraggioso reporter è Fabrizio Gatti, l’inviato dell’Espresso che ha fatto inchieste su CPT, raccolta pomodori in Puglia etc.

    Il problema, nel suo caso, sta nella testata: lui scoperchia situazioni che sono inferni sulla terra, cose assolutamente clamorose e del tutto indegne per un paese civile, e il settimanale, anziché mobilitarsi per portare a fondo la cosa con rigore e spietatezza, nei numeri successivi passa ad altro.

    Morale per il lettore: vi è in una zona d’Italia un sistema economico basato sulla sopraffazione, la schiavitù, la violenza fisica e l’omicidio? Boh, cose che succedono, probabilmente è “normale”, vedo che ora infatti in copertina c’è Lele Mora.

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