Lancio: per le regioni il portale è un cadavere non rianimabile, ENIT non lo vuole, e nonno Stanca delira

Ecco finalmente dei giornalisti che si danno seriamente da fare. Sono di La Stefani di Bologna, già una delle più antiche agenzie di stampa italiane (Torino, 1853), e oggi settimanale di informazione che fa capo all’ordine dei giornalisti di Bologna.

Tre seri e utilissimi articoli sul tema, perché finalmente spingono alcuni dei protagonisti a parlare. Come vedrete, è iniziato il fuggi fuggi dal portale. Per ora li segnaliamo, poi vedremo se e come commentare le notevoli, e per certi versi clamorose, novità che contengono.

«Italia.it, un cadavere da 45 milioni di euro»
L’assessore della Regione, Guido Pasi, definisce il portale nazionale del turismo una «ciofeca, non l’abbiamo mai voluto». L’Emilia Romagna non ha ancora curato i contenuti del sito, i fondi stanziati non arrivano e aspettando l’Enit, il nuovo gestore, la convenzione con il governo risulta non firmata

La gestione all’Enit? Troppo presto
Il presidente dell’Ente nazionale del turismo, Umberto Paolucci, smentisce che il passaggio di consegne sia cosa fatta e avverte:«Lo gestiremo solo quando sarà completato e prima ci sarà una convenzione da firmare»

L’ex ministro Stanca: «No a un sito unico»
Titolare del dicastero dell’Innovazione nella Pa nel governo Berlusconi, è sua l’idea di Italia.it, 45 milioni di euro compresi. Nel marzo 2006 l’intesa con Vasco Errani: «Non ho mai preteso un portale unico per tutti, l’idea era aggregare tutti i siti regionali, anche il progetto interregionale della Liguria»

Insomma, è una grandissima e avvicente partita di passaggio di patata bollente. Adesso si tratta di capire a chi rimarrà in mano.

16 comments so far

  1. frap1964 on

    Tre seri e utilissimi articoli sul tema.
    …le notevoli, e per certi versi clamorose, novità

    Imho, non c’è una riga, in questi articoli, di cose che non siano già note e da tempo a chi ha seguito con un minimo di attenzione questo blog, si sia letto i vari provvedimenti linkati ed abbia un minimo di conoscenza di come funziona la macchina burocratica della pubblica amministrazione italiana.
    Che alle Regioni tutto l’ambaradan sia stato completamente calato sulla testa si era capito e da tempo.

    L’unica vera novità è che qualcuno ha cominciato ad occuparsene con un minimo di professionalità, probabilmente attingendo anche da qui diverse informazioni e poi intervistando brevemente qualcuno che ad un semplice blog che si chiama scandaloitaliano non risponderebbe nemmeno sotto tortura, anche perchè probabilmente non lo considera un interlocutore degno di nota.

    P.S. Nonno Stanca non delira: dice le cose esattamente come stanno. Forse è meglio rifare il titolo e/o leggere con più attenzione. Se poi il tutto è in chiave ironica, forse è meglio inserire le emoticons, altrimenti comunicativamente non si capisce e/o c’è il rischio di fraintendere.

  2. Luca Carlucci on

    un assessore regionale che dice ufficialmente a un organo di informazione che il portale è una schifezza e che loro non lo vogliono, e che addirittura “Il sito eccolo lì: è un cadavere che non verrà rianimato”, per me è una discreta novità.

    Umberto Paolucci, capo dell’ENIT, che 1) parla 2) fa capire che, insomma, piano con le parole, mica è così scontato che ce lo sciroppiamo noi, per me è una discreta novità.

    E Nonno Stanca che, alla domanda: “45 milioni di euro non sono una cifra esagerata per un sito internet?” risponde “Non è vero che per il portale si spenderanno 45 milioni. La piattaforma tecnologica è costata 8 milioni euro e 4 per il primo set di contenuti. Poi 20 milioni se li dividono le Regioni e il resto serve per gestirlo e promuoverlo”, insomma risponde “Non è vero che per il portale si spenderanno 45 milioni. Per il portale si spenderanno 45 milioni!”, dà evidenti segni di demenza senile.

  3. aghost on

    be ora fanno un bel po’ di sano scaricabarile :D

    Alla fine diranno che non lo voleva nessuno ‘sto portale, è arrivato per caso con la cicogna :D

  4. Luca Carlucci on

    Attenzione, ci sono alcune novità sosprendenti sulle cifre:

    – uno: l’assessore parla di 24 milioni impegnati sin’ora (esclusi quelli delle regioni, visto che dice che non hanno visto una lira)

    – ma soprattutto: Stanca dice che il primo set di contenuti è costato 4 milioni extra appalto IBM/ITS/Tiscover! 4 MILIONI?? Ma saranno mica i famosi 4 milioni per i contenuti centralizzati, quelli di cui in questo blog si chiede conto fin dall’inizio e su cui nessuno si è mai espresso? Ma vuoi vedere che li hanno spesi davvero? E in cosa di grazia? Nelle schede De Agostini? :))

  5. frap1964 on

    Sarà, io ‘ste gran novità continuo a non vederle.
    Pasi parla a titolo personale e non è il rappresentante di tutte le Regioni. Poi spara numeri a caso, che ormai è diventato lo sport nazionale in questa faccenda. Semplicemente fa 45-21 e quindi stabilisce che per forza 24 li devono aver spesi. Prima di lui Zaia aveva chiesto l’oscuramento dei contenuti del Veneto, ma solo poi ha scoperto che era compito della regione far avere i contenuti, tanto che la stampa locale lo ha ripreso dicendo che ha fatto fare una figura da pirla al Veneto. Pasi come Zaia parla senza sapere di che cosa. Nessuna novità. Esposito capo dei DIT parla di circa 6 milioni. Questo già si sapeva dal comunicato di Nicolais sul sito e probabilmente questa è la cifra reale di spesa dopo l’atto transattivo che c’è stato e di cui ha parlato Falevolti. La differenza rispetto all’importo originale del bando potrebbe essere data dal fatto che forse la piattaforma di booking non si fa più. Il che sarebbe una variante (non ammessa dal bando originale); questo inficierebbe tutta la gara. Ma se non si vede l’atto transattivo rimane solo un’ipotesi. Paolucci non è la prima volta che parla (vedi La7) e qui dice semplicemente che formalmente in carico ENIT l’oggetto non ce l’ha ancora e questo per due motivi 1) è previsto formalmente che prima il sito sia completato e questo già si evinceva dai provvedimenti legislativi linkati 2) perchè ENIT lo prenda in carico ci vuole un atto formale, una convenzione, e questo è ovvio nella PA (esattamente come si è fatto tra DIT e Innovazione Italia).
    Paolucci non ha alcuna fretta di prendersi la patata bollente, e anche questo è abbastanza ovvio vista l’aria che tira.
    Stanca fa solo un po’ di casino coi numeri, non si ricorda che il bando già prevede l’acquisizione del primo set dei contenuti. Si ricorda che 4 dei 25 milioni per contenuti non vanno alle Regioni, e pensa di sommarli.
    E perde per strada 1 milione, infatti parla di 20 mln alle Regioni. E’ un po’ che non segue la cosa… ci può stare.
    Magari se prima di parlare verificava… invece no, tanto per cambiare cifre a caso, arrotondate e IVA esclusa. Nessuna novità. Poi precisa che i soldi non vanno tutti in “informatica”, ma che parte dei costi vanno in “promozione”. Distingue cioè tra il costo per la produzione vera e propria del sito e il costo di attività collegate, nel tentativo di far capire che 45 mln non sono una cifra fuori di testa. Ovviamente dipende dal tipo di promozione che si fa. Gli spazi pubblicitari non costano proprio poco poco. Anche qui comunque nessuna novità di rilievo. Già si sapeva.

    Faccio quindi un po’ fatica a considerare questi articoli come “seri e utilissimi”, se non in chiave ironica appunto.
    Sono appena un po’ (ma poco) più documentati di quei pochi visti sino ad ora, ma nulla aggiungono a quanto già non sapessimo e non offrono, imho, alcun reale nuovo elemento. Oppure mi sono perso per strada qualcosa (può essere).

    Bisognerebbe fare un post/sondaggio con nomi e classifica: “Italia.it: chi ha detto/fatto la cazzata più grossa ?”.
    Il titolo ce l’ho, anche se non originalissimo: IPSE DIXIT .

  6. aghost on

    ma non vi pare grottesco questo balletto di cifre?

    Qui si parla di milioni di euro a vanvera, neanche fossero noccioline

  7. frap1964 on

    @aghost
    Dipende dal contesto.
    In questo, di Italia.it, è tutto normale…
    Un ministro della Repubblica degno di questo nome già sarebbe intervenuto da tempo per fare definitiva chiarezza. Invece…
    E li chiamiamo pure Onorevoli… ;-)

  8. Chicken tikka on

    Ma che cosa patetica, raga cambiamo pusher, che è meglio!

    Questa storia è partita che era interessante ma ora è diventata uno sfogo di frustrati; sì, perché non ce n’è uno qui che se un committente gli pagava un milione di euro si sarebbe rifiutato di mettere in home page sua nonna nuda che si trombava il cetriolo. In Flash.

    Ho visto delle cose da asilo infantile, quello che batte i pugnetti sul tavolo e vuole le scuse del Presidente dell’IBm, quell’altro che manco gli basta, vuole scrivere ad Armonk, quello che vuole le dimissioni di Tizio e Caio, quello che blocca tutto, quello che annulla la gara, quello che si offende perché lui è un esperto, guai a chiamarlo utente (sottinteso: di merda), quell’altro che vuole tutto il portale Open Source, e subito.

    Ma siete fuori ? Se tutti quelli che hanno per ora scritto un nome su un wiki (capirai il sacrificio) non hanno da uscire con la fidanzata sabato in Bicocca ci sono 300 desperados, al momento in cui scrivo qui vedo 110,000 hits che quelli sul portale li hanno fatti in dieci minuti, la stampa non ci s’è filata di pezza, ma torniamo con i piedini per terra !!

    Si poteva fare una cosa che sarebbe stata importante, ottenere un riconoscimento di aver collaborato, obbligato i tromboni dell’IBM ad ascoltarci, ma no.

    Non impariamo proprio mai una fava, stesso film di quei bischeri che per decenni hanno criticato la Microsoft, poi è arrivato un pistola di finlandese e ha fatto l’unica cosa seria, si è messo lì e lo ha scritto lui un sistema operativo.

    Scorregge di topo, chi le sente ?

  9. frap1964 on

    @Chicken tikka
    Forse hai ragione.
    Cambiare pusher può essere una soluzione, ma non elimina le visioni.
    La vera soluzione è la comunità, dove tutti collaborano, ti viene riconosciuto e piano piano, tutti insieme, si raggiunge l’obiettivo finale.
    Facci sapere degli eventuali sviluppi.

  10. mazzetta on

    I know my chicken…

    …in effetti anche quello che poi se ne esce invocando la caduta del Torvald della situazione (suppongo) non manca mai.
    Ch’e c’entri poi la gara di hits tra il portalone e questo blog lo sa solo il pollo, di certo, evidentemente, in molti non si accontentano di aspettare l’uomo della provvidenza mentre questi si fumano milioni di euro che sono anche del pollo.

    COmunque è gustoso l’invito a rimanere con i piedi per terra di chi, in quanto pollo, da terra non li solleverà mai, se non per finire in forno.

  11. aghost on

    a me pare grottesco, anzi sospetto, che il committente, rutelli &c, faccia una simile figura di emme e non contesti il lavoro della Trimurti.

    A questo punto anche Rutelli non può continuare a fare l’indiano, devi pronunciarsi in qualche modo.

    O no?

  12. Chicken tikka on

    ma certo, il forno, ma tandoori.

    Da un certo punto di vista non maledico più tanto il destino vituperoso che mi ha costretto ad emigrare nelle verdi campagne del kent, almeno fino l’ora di pranzo – non che i sogni non mi stiano bene, ma accidenti, così non otterremo niente, quando invece c’era la possibilità di ottenere qualcosa.

    Salvatore aka “il pollo”

  13. mazzetta on

    @l pollo

    cosa penseresti di ottenere “collaborando” con IBM?

  14. Chicken tikka on

    ma guarda io non voglio niente perché tanto so benissimo che non avrò niente, tantomeno da gente come IBM. Ma sinceramente, che mi frega, cos’ho in comune con loro, che c’azzecca avrebbe detto di pietro…

    Invece se con il mio aiuto, la mia fantasia e qualche mia buona idea il portale del turismo diventasse meglio io sarei contento e penserei di aver fatto qualcosa di buono. Io. Per me.

    E se poi lo sa anche qualcuno, bé non facciamo le vergini a me sette milioni per fare un cazzo di portale non me li darà mai nessuno, ma invece qualche comune potrebbe farmi fare un sitarello.

    Ai soloni che pontificano qui fa schifo? E’ impuro? E’ vendersi? Io devo pagare l’affitto e le rate della macchina tutti i mesi, tempo per fare i massimi sistemi non ne ho.

    Secondo me, per come s’era messa questa storia la possibilità c’era, invece lasciamo spazio agli isterici che vogliono le scuse, che pretendono di essere i giudici, maddeché. Ghezzer poi adesso è in pieno delirio, vuole le dimissioni di Rutelli, lo vuol denunciare, ma fammi il piacere, te che parli di miniera…

  15. Luca Carlucci on

    Chicken tikka, gli isterici lo spazio se lo son preso, quelli che cercano di usare la vicenda per fare sitarelli probabilmente ci sono e lavorano alacremente alla cosa, i sognatori sognano e, come da classico finale, forse rimarranno con un pugno di mosche etc etc

    Come vedi, il sole splende alto e tutto va come deve andare. Tu, dalle verdi campagne del Kent, puoi continuare tranquillamente a pagare affitto e rate della macchina senza interferenze di sorta. Ma anche se qualcosa non andasse proprio come desideri, di che t’inquieti? Tu, in questo film, sei uno spettatore, giusto? E il biglietto è gratis.

  16. Paolo Tramannoni on

    Se Chicken volesse davvero darsi da fare, potrebbe dare una mano a quelli di IBM a rivedere ortografia e sintassi del sito…


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