“Stanca contro Rutelli”, il film di italia.it (ma erano meglio Franco e Ciccio)

di Luca Carlucci

Dopo Godzilla contro Gamera, dopo Gianni e Pinotto contro l’uomo invisibile, dopo Sansone contro il Corsaro Nero, il filone degli scontri lisergico-surreali da cinema di serie B s’arricchisce di un nuovo improbabile episodio. E non si può dire che sia tra i più riusciti, proprio no. Dialoghi ipertrofici e pochissima azione. Un mix letale tra il Bergman di Sussurri e grida e i Franco e Ciccio di I due magnifici fresconi. Siete avvertiti.

Come forse già saprete – se n’è parlato parecchio nel web -, nei giorni scorsi, presso la X Commissione Industria, commercio, turismo del Senato, s’è consumato un drammatico duello. Lucio Stanca, membro della commissione nonché ministro per l’Innovazione e le Tecnologie dello scorso governo nonché babbo di Italia.it, ha sfidato in singolar tenzone Francesco Rutelli, attuale vicepresidente del Consiglio con delega al turismo nonché frontman governativo per quel che riguarda la questione del portale.

Oggetto del contendere: la disastrosa situazione del portale e relative responsabilità. Insomma, avete già capito che assisterete a un superbo esercizio di uno sport in cui la nostra nazione eccelle (speriamo che un giorno diventi disciplina olimpica): il lancio del barile.

L’audio completo del confronto è online grazie a Radio Radicale. Ma poiché, si sa, verba volant, grazie al preziosissimo lavoro dell’instancabile e puntuto Francesco Aprile, da stamattina sul blog The million Portal Bay è possibile leggersi (e riprodurre, e citare) la trascrizione integrale degli interventi: qui trovate l’intervento iniziale di Rutelli, qui trovate la replica di Stanca.

Andate, leggete e commentate, se vi va: una lettura impervia, ma piuttosto educativa. Qui non riprenderemo certo gli interventi nella loro interezza, ma ci limiteremo a commentarne alcuni brevi passaggi.
RUTELLI, L’UOMO CHE NON VOLLE FARSI RE…

Il primo a parlare è Rutelli. Il quale inizia subito nel migliore dei modi:

Preeeemessa necessaria: chi vi parla non ha alcuna re… alcuna competenza amministrativa su questo

Re…? Relatività? Reidratazione? Redenzione?
Un lapsus carpiato di pregevolissima fattura che già ci fa capire dove si va a parare.

Infatti il prosieguo del lungo e vieppiù irritato monologo ricostruisce con minuzia, con alcune novità e alcune lacune, la storia del portale: e Scegli Italia, e i 45 milioni, e il bando, e Innovazione Italia, e blablà e blablà. Tutte cose che noi scandaloitalianisti ormai ci sogniamo la notte (aridatece Edvige Fenech!) e tutte cose che, nel racconto rutelliano, dimostrano inoppugnabilmente un fatto: che lui non ha alcuna re…, ehm, competenza amministrativa nella vicenda, ma al limite solo meriti.

Dunque lo scenario è questo: c’è il portale e ci sono quelli che hanno competenza e responsabilità su di esso. Poi c’è Rutelli. Lì, da un lato, che con la questione non c’entra una fava.
E come un pensionato che sfugge la solitudine guardando un cantiere di costruzioni, da un anno e mezzo Rutelli se ne sta lì, chiuso nel suo paltò, con le mani giunte dietro la schiena, dietro la rete metallica, a guardare i lavori e a borbottare “eh però… io farei così… io farei colà…”. E la cosa meravigliosa (qui il riferimento cinematografico è Frank Capra) è che progettisti, operai e capocantieri gli danno retta! Al punto di fargli presentare con gran pompa il lavoro finito, di fargli difendere e poi attaccare la costruzione, e di lasciar che ne chieda infine l’abbattimento. Oh, l’edificio fa schifo, ma questa storia di solitudine alleviata è edificante.

Tornando al testo, forse l’unico aspetto interessante del racconto rutelliano riguarda la questione delle scadenze.

Brevissimamente: le aziende IBM, ITS e Tiscover, incaricate di fare il portale, firmano con lo stato un contratto così concepito:

– luglio 2005: inizio lavori
– SCADENZA 1: ottobre 2005, online un primo prototipo del portale
– SCADENZA 2: gennaio 2006, online una prima versione funzionante del portale a supporto delle Olimpiadi invernali di Torino.
– SCADENZA 3: luglio 2007, fine del contratto, e consegna del portale chiavi in mano, perfetto, completo e collaudato.

Com’è universalmente noto, le scadenze 1 e 2 non sono state rispettate: non nel senso che hanno sforato i tempi o altro, ma che proprio sono state saltate a pie’ pari. Niente, nada, zero assoluto. A quei due appuntamenti online non si è presentato nessun bit.

Rutelli ci racconta che, nonostante l’evidente violazione contrattuale, lo stato (leggi: i suoi rappresentanti politici e dirigenziali) hanno deciso di continuare, firmando nell’ottobre 2006 un nuovo accordo (transazione) con le aziende, che presumibilmente riformulava al ribasso il lato economico dell’appalto e ridefiniva la tempistica del contratto (ok, non avete rispettato le scadenze, pazienza, tiremm innanz).

Questo snodo è spinoso e molto importante, e merita di essere oggetto di un post futuro. In questa sede, ci limitiamo a spigolature folcloristiche.

Come quella che segue, che ha dell’incredibile. Riguarda la scadenza n.3, quella ultima, recente, del luglio 2007. La conclusione dell’opera, la fine dei lavori. Italia.it fatto e finito e consegnato agli italiani. Spalancate le fosche pupille:

Per quanto riguarda la terza scadenza fissata dal 21 luglio 2007 non risult… io non sono a conoscenza, se il collaudo finale sia stato completato con successo. Non… non ho elementi aggiornati e credo sia opportuno lo chiediate al ministro Nicolais.

No, dico, abbiamo letto bene? Abbiamo ricevuto un sito costato milioni di euro di cui un ministro della Repubblica, direttamente coinvolto nella cosa al punto di chiederne la chiusura, manco sa se ha passato il collaudo o meno?
E chi lo sa? Nicolais, un altro ministro. Che vive su Marte, evidentemente, visto il grado di comunicazione e affiatamento con Rutelli (Ehi, diamogli una dritta: Francesco… telefono… DIT…).

A pensarci bene, il buon Nicolais, ex membro del cda di ITS, una delle aziende che hanno realizzato il portale, dall’aprile scorso su italia.it risulta non pervenuto, pur essendo il suo dicastero quello direttamente re…, ehm, competente amministrativamente sul portale. Forse è su Marte per davvero.

Il gran finale. Alla fine dell’elefantiaco monologo, l’uditorio prende comprensibilmente a dare segni d’insofferenza, e Rutelli si scalda:

chiedo scusa… Presidente, ma io sono obbligato a farvela questa… questa storia perchè altrimenti… ed è diveeeentata una leeeeggenda questa storia…. invece ve la voglio fare analiticamente… e spiegando tutti come dobbiamo lavorare in questo Paese !!!

Ministro Rutelli, suvvia non esageriamo: son piuttosto cronachette da basso impero. L’unica cosa che nella leggenda c’è entrata, e di prepotenza, è il suo invito ai turisti della galassia a visitare l’Italia (qui il video nel Chemical Brothers remix).

(Tutto ciò vi è parso incredibile? Allora è meglio che prepariate al peggio, che col prossimo paragrafo varcheremo i confini della realtà).

IL MAGICO MONDO FATATO DI NONNO STANCA

Finisce Rutelli, e replica Lucio Stanca, il “babbo” di italia.it. Colui che volle, pianificò, finanziò e avviò il progetto. L’uomo che passerà alla storia come “il ministro che provò a chiedere centosettantamilioni di euro per un sito turistico, non riuscendoci, ma ne mise comunque a fabbisogno novanta” (campioni del mondo!).

Ecco che Nonno Stanca, tiratosi su per bene il plaid sulle ginocchia e ravvivato il focolare, incanta l’uditorio rapito della X Commissione con le seguenti storie (leggetevi comunque la trascrizione integrale, che ne vale la pena).

Favola n. 1: “Il progetto con pochi soldini”

i 45 milioni… cifra strumentalizzata… insufficienza delle risorse stanziate… 45 milioni è una cifra iniziale…

Sì sì, nonno, non ti agitare. Quarantacinque milioni sono pochi, sì, sì.

(Ehi! Qualcuno dica a Stanca, a Rutelli e a tutti quei rappresentati delle istituzioni che si ostinano a sparare non innocentemente cifre a caso, che i milioni stanziati per il progetto e fisicamente disponibili non sono 45 ma CINQUANTOTTO. Cifra per cifra, centesimo per centesimo confermati dal Governo stesso).

Favola n. 2: “I soldini che non erano per il portale”

…25 (Milioni, ndr) come è stato detto a disposizione delle Regioni, perchè i contenuti non potevano che venire dalle Regioni… L’altra parte i 20 milioni non erano per il portale, anche questa sembrerebbe una cifra ovviamente eccessiva, ma solo una piccola parte perchè la base d’asta è stata 9 milioni che poi si è chiusa a 7 e che poi credo sia stata liquidata dal Governo attuale a 5 milioni. I rimanenti per fare arrivare a 20 la seconda parte erano dovuti alla redazione del portale, il portale è un giornale non è un’infrastruttura tecnologica, vive di informazioni. Ma soprattutto della promozione a livello mondiale

Nonno, tranquillo. Hai ragione, hai ragione, i soldi per i contenuti del portale non sono soldi per il portale. E quegli altri, i soldi per la promozione del portale, figurati se sono soldi per il portale.

(Diciamola tutta: questa favola è tra le più gettonate da quando è cominciata questa storia, e l’hanno raccontata e continuano a raccontarla più o meno tutti gli attori della vicenda).

Favola n.3: “Il sito tecnologicamente banale che costava 9 milioni di euro e che non era uno spreco”

la base d’asta è stata 9 milioni che poi si è chiusa a 7 [ovvero 9 IVA compresa, solo per la realizzazione del contenitore tecnologico, niente contenuti – ndr]

…non abbiamo fatto cose straordinarie o complesse… era una realizzazione già in funzione e testata che noi abbiamo prescelto perchè era già… ci dava tutta la sicurezza in termini di funzionalità, di architettura, eccetera. (…) il progetto non si qualifica tanto per l’aspetto tecnologico, che direi quasi banale, dal punto di vista tecnologico…

(…) mettiamo a tacere… perchè sennò i cervelli vanno all’ammasso con questa storia degli sprechi… gli sprechi ci sono… in questo caso non ci sono!

Bellissima questa nonno! Però ce la racconti di nuovo, che il finale non è chiarissimo?

Favola n.4: “Il Principe che sfidò se stesso”

mi assumo tutte le responsabilità per i tempi ristretti che IO ho voluto, perchè con la piccola esperienza che ho, credo che i tempi che lei ha menzionato di tre, cinque mesi… trattandosi… trattandosi di prodotti già esistenti e funzionanti potevano essere affrontati… e una volta tanto questo Stato deve dimostrare di essere moderno e di essere all’altezza delle sfide che vengono dal mercato e dall’esigenze del mercato. Portali che si sviluppano in anni di lavoro non esistono, non possono esistere sul mercato. Quindi mi assumo la responsabilità politica di aver definito dei tempi ristretti per fare il portale il più velocemente possibile.

Io ho sfidato la Pubblica Amministrazione a fare presto, come si fa in altri settori.

Che figo che eri nonno da giovane!
Però, un attimo: tu hai sfidato la Pubblica Amministrazione a realizzare presto un progetto. Tu eri il massimo rappresentante della Pubblica Amministrazione con la re… competenza amministrativa sul progetto. La Pubblica Amministrazione ha fallito, mancando le scadenze, mentre tu eri il ministro competente… Uhm… Ma nonno!!! Che fai, mi prendi in giro?

Favola n. 5: “Il Principe che presentava portali invisibili”

Una seconda domanda, signor ministro, io non l’ho aperto al pubblico. Quando l’ho presentato anche alla stampa, alla fine della legislatura come iniziativa del governo Berlusconi, io sapevo dei problemi… e quindi non l’ho aperto al pubblico, perché c’era una insoddisfacente qualità dei dati… erano pessimi. Lei perché il 21 e il 22 febbraio di quest’anno a Milano… presenta un logo che poi è stato buttato a mare, per cui è stato speso 100.000 euro, quello del… del… del… bastone, del cetriolo. E poi presenta, io ho gli articoli dei giornali, con molta enfasi.

Ah sì nonno ricordo. Era il 31 marzo 2006, e tu, con le elezioni alle porte, convocasti una bella conferenza stampa per presentare ai media un portale ipotetico, ma che sapevi essere pieno di problemi e con dati pessimi (a proposito, ma perché l’hai fatto?), dicendo, fra le altre cose, che “abbiamo finalmente colmato una evidente lacuna con gli altri Paesi concorrenti sulla scena turistica internazionale” e che “con questa infrastruttura digitale, che a regime sarà in 8 lingue, l’Italia colma una lacuna e, soprattutto, si riposiziona in modo competitivo nel nuovo filone del web-turismo, che sta registrando notevoli tassi di crescita, mettendo in mostra nel mondo tutti i suoi ‘gioielli’ turistici, artistici, culturali, ambientali ed anche eno-gastronomici, un ‘tesoro’ che non ha eguali”.

Tutto un colmare di lacune da parte di un portale invisibile e massacrato di lacune. Com’è possibile? Ah, ma magari hai fatto casino e parlavi del Mose: nonnino nonnino, laguna si scrive con la G.

E, a proposito di loghi, tu oggi maramaldeggi (“il bastone… il cetriolo…”) con Rutelli, ma sempre qui si può leggere:

Il Ministro [Stanca – ndr] ha poi presentato il logo che sul portale simboleggerà il nostro paese, al momento ancora ufficioso, ma già visibile sull’home page del sito: si tratta dell’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci, “uno degli artisti maggiormente conosciuti ed in grado di rappresentare l’Italia a livello mondiale” ha commentato il Ministro.

Nonno, il logo che hai presentato tu sarà mica questo?

il logo di Stanca

No dai nonno, questa è un’orrenda clipart di windows, facci vedere quello vero.

No, perché se il logo era questo, allora Rutelli ci fa un figurone.

Favola n.6 (la più bella in assoluto): “La disfida dei conflitti”

attenzione signor… signor ministro che l’ENIT, cioè il presidente Paolucci che è ancora… ha un rapporto di lavoro con la Microsoft, e qui siamo evidentemente in un grosso conflitto di interessi, perchè le ricordo che la Microsoft è la seconda società classificata dopo il raggruppamento di IBM e quindi ha perso la gara, e quindi affermazioni se mai fossero state fatte da parte del presidente dell’ENIT in merito all’aggiornamento tecnologico del portale… suggerisco una cautela… perchè evidentemente ci troviamo difronte a un chiarissimo conflitto d’interessi.

E qui davvero, ricordando en passant che Lucio Stanca è entrato in IBM (vincitrice nel 2005 dell’appalto di italia.it) nel 1968 e ne è uscito nel marzo 2001 da presidente perché chiamato da Berlusconi a fare il ministro, molliamo la presa e ci sbellichiamo al suolo dal ridere.

(Che poi Paolucci farebbe bene a dimettersi dal suo ruolo in Microsoft fintantoché riveste quello di capo dell’Agenzia Nazionale del Turismo ENIT, non ci piove. Ma è cosa che rientra nel campo del decoro istituzionale. Cioè, in Italia, della fantascienza).

…E SEGUIRONO 92 MINUTI DI APPLAUSI

Ecco questo è il film che è stato proiettato nei giorni scorsi.

Ora, in teoria, come in ogni cineforum che si rispetti, si dovrebbe aprire il dibattito. Ma forse ce lo possiamo risparmiare. Perché l’unico commento umanamente possibile è quello del ragionier Ugo Fantozzi a proposito della Corazzata Kotiomkin.

CONTENUTI SPECIALI

Stanca contro Rutelli verrà presto distribuito negli USA col titolo .IT The Extra-portal. Col permesso del distributore, ne anticipiamo la locandina. In primo piano Stanca (sin.) e Rutelli (dx.). Sullo sfondo, Nicolais in viaggio verso Marte. In bici, per contenere i costi. Curiosità: nel cestino, il piccolo ing. Ciro Esposito al suo debutto sul grande schermo.

6 comments so far

  1. Lorenzo Spallino on

    Gran pezzo, gran pezzo. Ormai siamo alla farsa.

  2. frap1964 on

    Ma poi perchè ‘ste audizioni non le passano in TV in prima serata? Che almeno uno si fa due belle risate… :)))

  3. gio on

    bellissimo post,
    e non mollate questa storia!

  4. […] su italia.it: mettiamo a tacere, …italia.it: il TCI pu… su italia.it: mettiamo a tacere, …“Stanca contro… su italia.it: mettiamo a tacere, …“Stanca contro… su italia.it: è […]

  5. Vip e Celebrità on

    ottimo blog

  6. […] 9 gennaio 2004, n. 4, più nota come “legge Stanca” (da Lucio Stanca, il “padre putativo” del portalone nazionale del turismo […]


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