Italia.it: ecco perché il peggio deve ancora venire

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Questi che leggete sono gli ultimi segnali di (non) vita di italia.it, registrati dal monitoraggio sulla raggiungibilità del sito di cui già parlammo a suo tempo (grazie Bruno!).

Allora: verso le 8:30 del mattino di venerdì 18 gennaio 2008, senza alcun preavviso percepibile, al sito nazionale del turismo è stata staccata improvvisamente la spina.

La prima ad accorgersene, nel pomeriggio del 18, è la giornalista Anna Masera de La Stampa, probabilmente allertata dal caporedattore di italia.it Luca Palamara (qui avrei voluto mettere un link, ma l’ex caporedattore del sito nazionale del turismo, al pari di molti altri attori di questa stralunata webvicenda, pare avere un’abilità particolare nel non fare indicizzare da google gli epifenomeni del proprio agire professionale e/o esistenziale) con cui era in corrispondenza dal giorno prima. La notizia, ripresa anche da Federico Cella su un frequentato blog di corriere.it, fa ovviamente il giro del web e della blogosfera, innescando un putiferio di reazioni. Ciononostante, dalle istituzioni nessuno si prende la briga di comunicare al popolo rumoreggiante alcunché.

Fino al 19, infatti, per quel che se ne sapeva, poteva essere benissimo che un dipendente IBM avesse versato un milkshake dentro ai server che ospitavano il portale. Poi, il 19 gennaio alle 13.37, l’Agr batte un’agenzia in cui fa capolino una nostra vecchia conoscenza: l’ineffabile ingegnere Ciro Esposito, colui che firmò i dinieghi alle richieste di accesso ai documenti di italia.it avanzate in primis da questo blog. L’agenzia, immancabilmente imprecisa (a sentire essa, infatti, la decisione di staccare la spina sarebbe stata presa da Nicolais il 18 sera, laddove il portale era già offline dalle 8 del mattino), contiene un virgolettato di Esposito in cui si conferma, seppur implicitamente, che di chiusura ufficiale si tratta. Ma attenzione, con un’importante quanto sibillina precisazione:

Ora siamo pronti per ricominciare in maniera diversa

Se sentite l’improvviso impulso a staccar la mano dal mouse per impegnarla in un certo gesto scaramantico, solidarizzo. Se vi chiedete come sia possibile che uno dei responsabili di una tale disfatta, a cadavere portalesco ancora fumante, si dica baldanzosamente pronto a ricominciare, probabilmente non siete italiani. Se invece siete italiani, forse cominciate a capire in che senso il peggio deve ancora venire.

Ma proseguiamo. Al di là della piccola comparsata espositesca, dai ministeri il silenzio è completo. E resterà tale fino a questa mattina di lunedì 21 gennaio, quando un lancio Ansa conferma ufficialmente e a chiare lettere che

E’ STATO CHIUSO IL PORTALE ITALIA.IT

La fonte del lancio è – indovinate un po’? Ebbene sì, sempre lui, l’ingegner Ciro Esposito. Il quale, dopo le solite parole in libertà (“contratto con IBM scadeva il 31 dicembre”: ma non scadeva il luglio 2007? “7 milioni spesi”: ma non si era speso ancora nulla/poco più di un milione/quattro milioni/cinquemilionieotto etc?) precisa meglio la minaccia di cui sopra:

(…) abbiamo deciso di procedere ad un momento di ripensamento. (…) Ci sono tutte le risorse per riprendere il lavoro – ha proseguito Esposito – bisognerà decidere con quali attori, se indire un nuovo bando di gara o no e individuare il nuovo gestore

Se non fosse abbastanza chiaro, a chiarire definitivamente le cose ci pensa Margherita Bozzano, assessore al turismo della regione Liguria, assessorato già promotore di un altro famigerato progetto di portale turistico similnazionale prima insensatamente concorrente poi depotenziato da italia.it (e, per compensare il depotenziamento, assessorato ricompensato col ruolo di “responsabile dei contenuti del portale per le Regioni” in italia.it).

La Bozzano, infatti, che è donna volitiva e se ne infischia delle perifrasi diplomatiche, va dritto al cuore del problema. No, non il problema che c’è urgente necessità di un progetto web nazionalturistico serio, efficace, dinamico, che valorizzi quella che forse è la più grande risorsa economica del paese. No, non quel problema, l’altro. Ovvero:

Vogliamo avere i 21 milioni che le Regioni, pur avendo in gran parte approvato i progetti relativi ai contenuti da inserire nel portale, non hanno mai ricevuto

Vista la condotta delle regioni nella vicenda (ricordiamo che nel gennaio 2007, cioè tre anni dopo l’avvio del progetto italia.it, erano ancora a discutere se e come spartirsi i soldi loro destinati, e che a tutt’oggi non hanno ancora prodotto nella sostanza un bit di contenuti), alla Bozzano si potrebbe rispondere in maniera altrettanto spiccia che i 21 milioni, le regioni, dovrebbero averli tutti in monete da due euro. Sui denti.

Sarebbe anche salutare far notare alla Bozzano (e a tutta la compagnia di giro che ci governa) che VENTUNOMILIONIDIEURO per dei contenuti turistici di un sito in gran parte già disponibili e che potrebbero comunque essere in consistente misura prodotti e aggiornati attraverso dinamiche collaborative e user generated, sono una cifra che non sta né in cielo né in terra. A meno che non servano a comprare i pc delle proloco e a fare palizzate e percorsi vita, al che è un altro discorso.

Ma il punto che emerge dalle dichiarazioni di Bozzano e Esposito e dal buon senso è un altro.

E’ che italia.it non è morto né chiuso.

Perché italia.it non è e non è mai stato un portale, non è un progetto, non sono contenuti, non è interesse comune, non è collaborazione, non è miglioramento.

Italia.it è solo tanto denaro pubblico, interessi di combriccole e un oceano di incompetenza.

E quelli sono ancora lì, identici a prima, vivi e vegeti: soldi (con una bella fetta in meno eh, ma pur sempre tanti), interessi e incompetenza.

Ecco perché italia.it continua. Ecco perché non si chiude un bel niente. Ed ecco perché bisogna continuare a tenere gli occhi bene aperti. Ed imparare a non chiuderli più.

(L.C.)

Credits: ringrazio James Siddall Jr, Bruno Cordioli, Ada Guglielmino e Gianni per aiuti e segnalazioni.

PS: oggi ho scritto al responsabile della comunicazione del governo Lelio Alfonso e all’ingegner Ciro Esposito per avere chiarimenti sulla vicenda. Alfonso ha già risposto, chiedendo tempo (su Esposito nutro poche speranze). Se e quando avrò notizie, aggiornerò.

65 comments so far

  1. frap1964 on

    Hai dimenticato solamente i complimenti al Codacons che si sveglia or ora e pensa di fare un esposto alla Corte dei Conti. :)

  2. Luca Carlucci on

    Beh, lo sai pure che certe attention whor.. ehm, associazioni per la difesa dei consumatori si muovono solo quando ci sono i riflettori accesi, no?

  3. My B Side on

    Guardate repubblica.it:

    Disattivato http://www.italia.it. Stop a un progetto già costato 4milioni e che doveva essere la vetrina dell’Italia di ALESSIA MANFREDI

    Vedo male io ?

  4. Luca Carlucci on

    Sì, in effetti il fatto che repubblica.it parli della vicenda è piuttosto incredibile :) o ti riferivi ad altro?

  5. My B Side on

    Alla cifra… :)

    4 ??

  6. Luca Carlucci on

    Tranquillo, B-Side, tutto va come deve andare: i giornalisti normali non cercano di scoprire quanto è stato speso, ma si limitano a rilanciare supinamente le cifre incontrollate e ogni volta diverse sparate dal politico o funzionario di turno. E infatti su Repubblica hanno già corretto a 7 :) Quando Nicolais parlerà di 8, il prossimo articolo riporterà 8, e quando Pinco Pallini dirà che non si è ancora speso nulla, l’articolo successivo dirtà che non si è ancora speso nulla e così via…

  7. Nemo on

    E manco crepano tutti però…

  8. luca on

    Ti assicuro che, soprattutto in questi giorni, ho molto altro di meglio da fare che impedire l’indicizzazione del mio nome su Google. Se volete indirizzare la vostra indignazione verso qualcuno informatevi e decidete bene quali sono le persone veramente responsabili di questo scandalo italiano. Io e la redazione siamo le vittime di tutto ciò. Ci è stato impedito di comparire nella gerenza perchè così è stato deciso dall’alto.
    Caro omonimo, noi più di te siamo indignati da questa situazione e noi più di te la subiamo sulla nostra pelle. Quindi, per favore, se hai coraggio rivolgi le tue critiche (fondate) a chi le merita e non a chi, da poche ore, dopo un anno passato a lavorare notte e giorno per pochi euro al mese per salvare la propria dignità professionale, ha saputo di doversi cercare un altro lavoro.

    Saluti ,
    Luca Palamara

  9. My B Side on

    Boh cmq io continuo a vedere 4 in homepage.

  10. My B Side on

    Hem dato che ci sono… Sul corriere ipotizzano la continuazione del sito…

    Ciro Esposito, il capo dipartimento per l’Innovazione tecnologica… «Ci sono dunque tutte le risorse per riprendere il lavoro, bisognerà decidere con quali attori, se indire un nuovo bando di gara o no e individuare il nuovo gestore».

    http://vitadigitale.corriere.it/2008/01/italiait_spesi_solo_7_milioni.html

  11. My B Side on

    Ops m’ero perso un pezzo del tuo post… pardon..

  12. Luca Carlucci on

    Gentile Luca Palamara,

    ho molto rispetto per il lavoro delle persone, e da precario congenito capisco bene la vostra attuale situazione. Mi dispiace che tu ti sia sentito ferito dalla mia notazione, ma essa parte da un dato di fatto innegabile, e che fu notato subito da più parti alla messa online del portale e prima che sparisse il “chi siamo” (a proposito, come andò esattamente quella vicenda?): ovvero che trovare sul web notizie sugli autori del portale, o almeno loro opere, cv etc, era impresa ardua. Il che, lo ammetterai, è quanto meno curioso, visto che si trattava di un importante lavoro web, e sarebbe lecito supporre che gli incaricati di eseguire tale lavoro fossero professionisti consolidati e in quanto tali ben presenti sulla rete.

    La mia notazione riprendeva questa curiosità rimasta inevasa, rinverdita dal fatto che partendo dall’ultimo articolo della masera, ho cercato notizie su di te per un link a corredo del mio post, senza trovare nulla. E dunque mi è venuto spontaneo rimenzionare la cosa, ma ti assicuro senza alcuna particolare indignazione. Per altro, chiunque abbia seguito questo blog sa benissimo che “le persone veramente responsabili di questo scandalo italiano” di cui tu parli sono dall’inizio e solidamente il centro delle nostre attenzioni. Se poi tu volessi dare il tuo contributo a questo proposito, sei certo il benvenuto.

    Saluti e in bocca al lupo,

    Luca Carlucci

  13. Salvatore on

    saluto tutti e anche io ivito a verificare quello che accadrà. Chissà riprederanno a questo punto la grande idea del portale interregionale visto che il nazionale è andato male. il Tursimo sta diventando una barca dove buttarsi per prendere soldi mai rendicontati perchè i risultati sono difficilmente rendicontabili. L’Istat per esempio ha smesso negli ultimi due anni di fare il bilancio presenze e arrivi. Come mai? Perchè forse nonostante tutti i soldi spesi, si va veramente male?. ciao Salvatore Medici

  14. 4uattrodicoppe on

    Visto che Luca Palamara è sicuramente più informato, perchè non lo dice lui chi sono le “persone veramente responsabili di questo scandalo italiano”?
    Allora il primo è… nome e cognome, proprio come Arnold Schwarzenegger in Terminator 3!

  15. […] E dovrei essere contento di vedere che Italia.it chiude mentre tutti quelli che l’hanno voluto e fatto sono tutti lì, già pronti al nuovo giro di giostra? Non mi consola sapere che (forse) solo 7 dei 45 milioni stanziati sono effettivamente stati spesi. Temo anzi, che essendo stati già stanziati sarà più difficile sapere che fine faranno. (TEMPO REALE:  “siamo pronti a ricominciare in modo diverso” dice l’Ing. Ciro Esposito. Leggete qui.) […]

  16. frap1964 on

    Ma che cos’è poi tutto ’sto can can? Rutelli già lo aveva detto mesi fa che il portale era sperimentale (e a costo zero !!).

    Luca della redazione di italia.it, mi sembra poco credibile che non sapeste che il contratto originale con IBM, ITS e Tiscover scadeva esattamente il 21 luglio 2007 e che era stato prolungato al 31/12/2007 (ricorrendo al quinto d’obbligo) al solo scopo di consentire il passaggio di consegne al nuovo gestore (Telecom & C.). Ne ha parlato anche Ciro Esposito in audizione alla X Commissione Attività produttive della Camera esattamente il 19 settembre alle ore 15:00. Se lo sappiamo noi di scandaloitaliano e millionportalbay (che lo abbiamo pure pubblicato)… come mai voi della redazione non lo sapevate?
    Poi magari vi avevano forse paventato l’ipotesi di poter proseguire nel progetto; ma dovresti sapere che con la PA si lavora per gare e per progetti. E i progetti, piaccia o no, hanno sempre un inizio ed una fine.
    Ma voi della redazione non eravate assunti da ITS (a progetto devo presumere)?

  17. […] E dovrei essere contento di vedere che Italia.it chiude mentre tutti quelli che l’hanno voluto e fatto sono tutti lì, già pronti al nuovo giro di giostra? Non mi consola sapere che (forse) solo 7 dei 45 milioni stanziati sono effettivamente stati spesi. Temo anzi, che essendo stati già stanziati sarà più difficile sapere che fine faranno. (TEMPO REALE: “siamo pronti a ricominciare in modo diverso” dice l’Ing. Ciro Esposito. Leggete qui.) […]

  18. […] la cosa che mi fa più paura sono le parole lette su scandaloitaliano di Ciro Esposito, capo del dipartimento Innovazione e Tecnologie, che afferma: Ora siamo pronti a […]

  19. Loste on

    Intanto bentornati a tutti, peccato che l’occasione sia un “funerale”, poi commentando il fatto in un mio post:
    http://unacolicadacqua.blogspot.com/2008/01/cartolina-dall-italia.html
    alla fine di esso ho linkato tutti gli altri portali europei :(( Anche la Romania ha un portale online del turismo. La Romania quella di Ceausescu. Sottolineo con non ho nulla contro i Romeni .. trattasi solo di sana invidia :)
    Marco

  20. […] Italia.it: ecco perché il peggio deve ancora venire […]

  21. Luca Carlucci on

    Ciao Marco, ben trovato anche a te. Questa rentrée di scandaloitalianisti in effetti fa molto Grande Freddo :) Fossimo vicini geograficamente, sarebbe da farci una cena (e visti i contenuti del tuo blog, la cosa volgerebbe al bello..)

    Ah, ovviamente avevo già letto il tuo post :)

  22. alfcer on

    Salve, vi segnalo che sul blog del corriere menzionato in questo post; e’ itervenuto il deputato on. Ludovico Vico del Partito Democratico.

    http://vitadigitale.corriere.it/2008/01/italiait_spesi_solo_7_milioni.html

  23. Luca Spinelli on

    Davvero un ottimo lavoro d’inchiesta, come sempre. ;)

    LS

  24. Apofis on

    Un pagina vergognosa, l’ennesima.
    Comunque, se posso, al Dott. Palamara (spero non gli capiti mai d’incontrare Cossiga :) che non ha molta simpatia per i Palamara), consiglierei di fare meno la vittima.
    Sappiamo tutti come si arriva in certi ambienti, solo per amicizia, per cui, anche se precario, era comunque, si presuppone, un raccomandato, l’ennesimo. Io però voglio dirLe che, caro dott. Palamara, i politici sono facili da capire, se lei è stato messo lì è perchè chi l’ha piazzata in quella redazione ne aveva un suo tornaconto. Sebbene lei abbia potuto sperare in altro, si ricordi che il politico si serve dei cittadini (anche costituzionalmente dovrebbe essere il contrario) e non viceversa. Se siete stati, lei e tutta la redazione, silurati è perchè i favori adesso vanno fatti ad altri.
    Altrimenti, se può, ci dica come è arrivato in quella redazione. Non ho visto annunci su Adecco o Monster, ne concorsi nazionali, quindi che canali ha seguito??
    Lei incarna il modello perfetto dell’italiano medio (io lo chiamarei diversamente, ma tralasciamo); finquando ha mangiato, anche se poco, era tutto ok, ora che l’hanno scaricata (ed è da vedere, magari ci posti uno screen di fine contratto per confermare quanto scrive) subito pronto a tirarsi fuori ed ad inveire contro chi, secondo lei, l’ha solamente sfruttata.
    Faccia una cosa, si levi di mezzo, la dignità professionale non si compra con una raccomandazione, ma con anni d’impegno e duro lavoro. Probabilmente io, al suo posto, sarei stato almeno in silenzio. Nessun politico le ha detto che un silenzio vale più di mille parole ( è beffardo vero??) ?

    Mi stia bene, ed in bocca al lupo per il suo prossimo lavoro (non le sarà difficile con tutta la pubblicità gratuita avuta).

    Saluti

  25. liandyer on

    Confermo, anch’io avevo letto nitidamente un 4 (milioni) in home page di Repubblica.it anche se vociferano che dentro l’articolo ci fosse scritto 7 (non ho fatto in tempo a controllare).
    La vostra notizia si commenta da sola. Scandalo italiano.

  26. hoba on

    che lezione di vita che ci offri apofis! una di quelle lezioni di cui avevamo proprio bisogno… perché, non posso credere altrimenti, è una filosofia di vita che tu devi conoscere bene, benissimo. non ti è mai saltato in mente che chi ci ha lavorato al portale possa essere stato chiamato solo perché ha inviato un curriculum a una società? sai, i famosi spazi “lavora con noi”! ma no, i “fortunati” del portale sono stati “portati” dal politico di turno… e spiegaci, visto che sai tutto tu di raccomandazioni, di quale posizione politica è il palamanra: appartiene e stanca? a nicolais? a rutelli? a chi?
    taci se non sai! come palamara anch’io mi sono ritrovata in situazioni del tutto simili alla sua. massimo rispetto per chi lavora, massimo rispetto a chi ha ancora una dignità da salvaguardare, perché lui ha avuto il coraggio di firmarsi e tu non lo avrai mai!!! passa oltre se ti piace solo offendere la gente…
    come sempre quando c’è un argomento interessante, arriva il solito “filosofo” pronto a dispensare le sue parabole!

  27. Lorenzo on

    Apofis che non si firma è della peggiore specie, incarna l’anonimo italiano medio che ha paura di rendersi visibile e attacca gratuitamente l’altro senza conoscere nulla. Senza basi, senza fondamenta, senza un bel niente.
    Apofis si sciacqui la bocca prima di parlare di Palamara e di chi come me ha lavorato sodo – a 600 euro al mese – per rialzare le sorti di un sito che è nato cadavere, e finisce morto. Con dignità e speranza. Con passione ed entusiasmo.
    Senza nè raccomandazioni politiche, nè favoritismi personali, come forse lei, caro Apofis, è abituato a ragionare, supportato dai tanti Mastella di turno.
    Si vergogni e faccia autocritica, invece di sparare sentenze. Lei incarna la quintessenza di questa schifosa Repubblica Italiana: quella dell’anonimato e dell’ invettiva mal supportata.
    Chi è senza peccato scagli la prima pietra…!

    Lorenzo

  28. Luca Carlucci on

    Ciao Lorenzo, benvenuto. Spero che quella dei 600 al mese fosse un’iperbole. Era un’iperbole, vero?

  29. Lorenzo on

    We Lù,
    altro che iperbole.
    Il problema è che nemmeno i 6 milioni di euro investiti (e oscurati da un minuto all’altro) sono un’iperbole…

    Lorenzo

  30. Luca Carlucci on

    Lorenzo, fammi capire: Its per fare i contenuti aveva una cifra che si aggirava tra l’uno e i due milioni di euro, e a voi vi pagava 600 al mese a co.co.pro? Però mi risultava che quantomeno altre persone lì in redazione percepissero stipendi più che dignitosi, tipo sui 1500 abbondanti o giù di lì. Erro?

  31. frap1964 on

    Ora non credo che lo stipendio di Lorenzo o di Luca abbiano un qualche rilievo in questa vicenda. Hanno proposto loro un lavoro a certe condizioni e loro, consapevolmente, hanno deciso di accettare.
    Se poi le cifre erano davvero di quel genere, le braccia ci cadono, ma direi che si spiegano anche diverse altre cose.

    Io avrei invece una piccola curiosità che forse i nostri amici potrebbero sciogliere: di chi fu la brillante idea originaria di inserire sul sito la intro canterina “Oh che bel vivere, che bel piaceeeere…” poi cassata nel giro di una mattinata, il 23 febbraio 2007?

  32. Ozzy on

    Se penso che un’oscenità come quel portale è costato quanto il fatturato di 40 anni dell’azienda dove lavoro, mi incazzo.
    Se penso che potrebbe tornare, geneticamente modificato ancora, allora mi viene l’esaurimento.

  33. Luca Carlucci on

    Frap, a me invece sapere come trattano i loro dipendenti le aziende che prendono appalti milionari dalla PA interessa abbastanza :) Prendila come una perversa curiosità personale.

  34. mgc on

    Italia.it deve portare una gran sfiga a questo governo. Quando aprì i battenti, c’era aria di crisi e molte delle domande rimasero irrisolte (perfino dai media e dai giornalisti più “curiosi”). Il copione è lo stesso, un po’ più drammatico, ma è sempre lo stesso. La crisi di governo insabbierà anche stavolta le domande lecite, lecitissime, che tutti noi abbiamo da porre a loro, gli autori della pagina più lurida e marcia di questa italietta ormai allo sfascio!
    Leggo con rabbia il comunicato ufficiale diramato nel tardo pomeriggio da Rutelli, che ora fa di nuovo dietro front e in più ci mette del suo a raggelare il sangue nelle vene: “E’ l’Enit infatti – si legge nella nota – ad avere la responsabilità di promuovere il turismo italiano presso i potenziali visitatori e chi se ne occupa professionalmente; nel suo board sono presenti congiuntamente lo Stato e le regioni italiane, alle quali compete in via esclusiva la gestione delle politiche turistiche, ed è guidato da una persona competente in materia come l’ingegner Umberto Paolucci. L’Enit sta preparando dunque – conclude l’ufficio stampa del vicepremier – un più aggiornato, efficiente e razionale portale turistico”.

    L’Enit, conferma Rurelli, sarà la nostra vetrin… in futuro… eh? cosa? e in questi anni cosa ha fatto l’Enit? stava a far crescere galline e far trastullare asini in giro per il mondo a NOSTRE SPESE! La verità è che il sistema portale italia.it è la punta di un iceberg immerso da secoli e di cui si prende coscienza oggi perché hanno toppato: non avevano previsto che il popolo di internet se ne accorgesse! e sapete il bello qual è? è che quelli che hanno davvero fatto qualcosa, hanno davvero lavorato, sono stati messi al bando, cancellati con un click. per il semplice fatto che non hanno proseguito un percorso già battuto da anni: mangiarsi i soldi e non fare un cazzo!
    Enit, invece, loro sì che se ne intendono di nullafacenza alle nostre spalle. qualche esempio? ma lo avete mai visitato il sito http://www.enit.it? avete letto i loro contenuti? stiamo parlando di un portale che esiste da anni e che non ha MAI promosso l’Italia! Su queste pagine avete vivisezionato italia.it per le schede incomplete dei comuni… ma le loro schede sui comuni le avete lette? Ah, giugno NON ESISTONO. E che promozione eh? Visitatelo, scavate nelle loro schede, leggete le loro precisazioni sui contenuti e di come se ne lavino le mani (disclamer aggiunti dopo che scoppiò il caso italia.it!) furbi quelli dell’enit, eh! mica verginelle come quelli di Ibm, Tiscover e Its!!!
    Perché prima di italia.it, c’era già un altro scandalo italiano che sta per restare impunito anche stavolta. Con la benedizione di Rutelli!!! Se volete, posso aggiungervi pagine e pagine di analisi di quel portale! Ma perchè non analizzare anche la loro promozione tramite flyer, brochure, locandine e compagna bella dell’Enit… Perchè, scusate, nessuno ieri se lo ricorda che l’Enit è l’ente preposto alla promozione turistica, ma non lo fa e non lo sa fare? Ce lo doveva ricordare Rutelli con le sie belle paroline condite di sfacciataccine?
    Ah, giusto per chiarire, esco allo scoperto pure io insieme ai miei compagni di avventura. Io ci ho creduto in questo progetto e credo di parlare anche a nome loro. Giusto per rispondere al tizio che ci definisce raccomandati, vorrei che NOI abbiamo la coscienza linda, netta, pulita! Come ci siamo capitati? Sembrerà assurdo, ma ci siamo finiti per caso! Cercavamo lavoro, abbiamo inviato curriculum e richieste a tanti e gli unici a offrirci una opportunità sono stati loro. Non ci credi? Chi se ne frega… se dovesse esserci un’inchiesta (ma non ci sarà, ne sono certa) nessuno verrà a chiederci com’è che non abbiamo speculato pure noi!!! I superstipendi non li abbiamo presi noi! Chiedete a qualcun altro… Siamo esseri invisibili, non esistiamo. Di noi si perde traccia in quella famosa pagina della gerenza che è stata online per poche ore, cancellata dai vertici più alti di questo iceberg! caro luca, ti chiedi il perché… non lo capisci perché la tolsero? la risposta è facilissima. sei un ragazzo intelligente e ci puoi arrivare!
    maryjò

  35. Lorenzo on

    Caro Frap64,
    avrai 43 anni, spero che tu sia un professore per come parli e come ti poni con la gente. Altrimenti hai fallito tutto!!!!
    Chiedi a Luca di non impicciarsi dei nostri stipendi – ed è legittimo – e poi ci chiedi stupidamente chi ha inserito la intro canterina. Davvero le braccia cadono a me…
    Riguardo la tua affermazione – Se poi le cifre erano davvero di quel genere, le braccia ci cadono, ma direi che si spiegano anche diverse altre cose – spero che con le “altre cose” non ti riferisca agli errori che ScandaloItaliano ha ben individuato e pubblicizzato, perchè appartengono ad una primaria gestione del portale, che non ci appartiene e che il nostro direttore editoriale ha ben esposto nel famoso incontro con tutti i blogger (non ricordo se a Milano e a Roma). Poi se vuoi infierire, fallo pure!
    Qua, non stiamo a contestare gli stipendi (se così possono essere chiamati), qui non vogliamo fare le vittime, vogliamo solo far emergere e far capire a tutte le persone lucide (le capre vadano a pascolare…) che in tutta questa storia, 10 persone sono riuscite a “salvare un malato in coma” con un lavoro di squadra intenso, affiatato e quotidiano per più di un anno.
    Senza esporsi (vedi l cancellazione della gerenza, per noi un’offesa alla dignità di un sito on-line), senza abbattersi dopo la famosa presentazione-beffa della Bit 2007 e i relativi attacchi dei blogger, senza chiedere rassicurazioni di futuro certo…Ma tant’è.
    La rabbia è diretta discendente del modo becero in cui siamo stati trattati in questa lunga avventura, e scoprire durante una bella mattinata di sole che il sito, per il quale avevi lavorato fino ad un minuto prima, era off-line. Inesistente. Un lavoro (condivisibile o no) di migliaia di schede turistiche, mail, contatti, descrizioni, foto, titoli, ecc ecc, spento da un minuto all’altro. Affossato da una decisione politica per niente chiara. Che – attenzione – butta nel cesso 6 milioni di euro. No pizza e fichi.
    Ma almeno lasciatelo on-line non aggiornato…ma che siamo bestie da soma?
    Una beffa che – credetemi – ci ha lasciato un amaro in bocca difficile da cancellare…
    Al di là di tutto resta per me un’esperienza intensa che mi ha permesso di vivere “da dentro” l’ennesimo scandalo “all’italiana” e tutto quello che comporta.
    Ma che nessuno si permetta (e non mi riferisco al corretto Luca) di infangare il lavoro di una redazione intera. Là non ci sto. Là non è giusto.

    Saluti,
    Lorenzo

  36. liandyer on

    Rutelli: Italia.it, ne faremo uno migliore.
    Forse voleva dire “better” :lol:
    Fonte:
    http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2167225

  37. frap1964 on

    Spiacente Lorenzo, ma hai toppato su tutta la linea.
    Non sono un professore e faccio il tuo stesso lavoro, anche se non nel mondo web.
    La mia curiosità credo sia legittima, avevo solamente un piccolo dubbio: che quella fosse stata una scelta imposta da qualcuno; non c’era invece intenzione di infangare il vs. lavoro e/o di prendervi in giro.
    Come si dice, chiedere è lecito, rispondere è cortesia; mi terrò la curiosità. Quello che non mi sta bene è il vittimismo e il tentativo neanche troppo nascosto di colpevolizzare il lavoro di chi, su questo blog, ha chiesto solo di fare chiarezza. Per qualche mese, peraltro senza prendere un euro e/o avere interessi diversi. Lo abbiamo scritto più volte qui, che un gruppo di persone non messe nelle condizioni di lavorare decentemente non poteva essere considerata responsabile dei risultati finali. Ma le imprese, quelle sì, quelle che hanno deciso di lavorare in questo modo, la responsabilità se la devono prendere. Tutta intera. E con loro i vari “signori della politica” di ieri e di oggi.
    Lo spazio per spiegare come sono andate le cose “da dentro” scandaloitaliano e millionportalbay ve lo offrono tutto intero: se lo volete utilizzare.
    Il sito doveva andare off-line e non perchè siate bestie da soma. Semplicemente perchè il contratto di hosting era scaduto e perchè quel portale non rappresenta certamente l’eccellenza italiana agli occhi del mondo. Potrà non piacervi sentirvelo dire con chiarezza, ma io penso (e credo non da solo) che sia così.
    Comprendo comunque la vs. amarezza, di progetti su cui ho lavorato ne hanno cancellati più d’uno anche a me.
    Auguri per il vs. futuro lavorativo.

  38. Spi on

    Ed ora al prossimo scandalo con ITALIA nel titolo: ITALIA LAVORO, che ha seguito ESATTAMENTE lo stesso modello, ma e’ ancora in vita, pieno di amici degli amici che, quando chiedi loro di fare qualcosa ti guardano e ti dicono “Ma tu lo sai chi mi ha messo qui?” Che e’ l’equivalente di dire “ma davvero mi vorresti far lavorare?”

    Visto che per assumere gli amici degli amici bisogna costrutire le strutture per farli assumere si fanno le AGENZIE DEL… ma il modello della new economy ha portato una CASTA a pensare di poter sostituire le AGENZIE DEL.. con i PORTALI DEL…

    Solo che le AGENZIE DEL… non le conosce quasi nessuno invece i PORTALI DEL.. sono in vista.
    Tranquilli, Rutelli voleva dire che l’ENIT farà una AGENZIA DEL… e non un PORTALE!

    Ed i figli degli amici verranno assunti, finalmente!

  39. […] ora per fare il punto della situazione e poi anche Scandalo Italiano ha proposto il proprio punto di vista sulla chiusura di Italia.it. E non è soltanto una presa d’atto di […]

  40. Apofis on

    Solo per rispondere a chi mi accusa di non essermi firmato. Provate a cercare su google o dove volete voi in internet, Apofis, il mio nick, è ben riconducibile alla mia persona.
    Nel bene o nel male, mi si conosce nell’universo internet, poi le mie idee sono condivisibili o meno, ma certo non mi nascondo dietro il mio nick. Purtroppo tanti dicono di sapere usare internet, ma non hanno la vaga idea di cosa esso sia.

    E’ inutile che veniate a fare la morale a me, io raccomandazioni non ne ho chieste mai a nessuno e per questo non sono mai arrivato a lavorare tanto in alto come voi.
    Ma voglio ripetermi, potete postare o inviare a Marco, se avete la coscienza pulita, copia del vostro contratto co.co.pro con inzio e scadenza contratto? O magari segnalare la società che vi ha chiamato? Quando avete mandato i curriculum a codesta società, ecc…
    Non è certo il punto fondante di italia.it, ma è per fare emergere che, anche in un lavoro fatto male, le responabilità vanno cercate dal basso, perchè è nel basso che si evince poi la qualità di tutto l’insieme.
    Se il lavoro si da ai raccomandati, è ovvio che non sarà mai un lavoro al top. Se il lavoro lo si affidasse a persone esperte, tramite concorso pubblico, magari gestito da un prefetto (perchè a questo ormai siamo arrivati in Italia), allora anche il lavoro finale sarebbe certamente migliore, perchè il collante è la professionalità e non la raccomandazione!!

    Cari dott.ri della redazione di italia.it, a voi brucia solo che dopo tanto lesinare avevate trovato la giusta scorciatoia ed ora invece siete a spasso….benvenuti nel mondo di chi ai politici non chiede favori e vive giorno per giorno ALMENO con la coscienza pulita.

    Mi firmo che altrimenti i dott. poi non sanno con chi prendersela. Ma spetto ancora i vostri contratti da visionare ;)

    Massimiliano Battipede aka Apofis
    C.T.O.

  41. davide nespoli on

    Che il governo ci aumenti ancora le tasse perfavore…vogliamo anche un italia.com, italia.org, italia.net, e rifacciamo sto benedetto italia.it eccheccccavolo!!!!

    Azz…non bastano mai soldi per queste pregevoli poco dispendiose e indispensabili opere pubbliche, fiore all’occhiello di ogni paese che vuole competere in questa Europa… grazie governo…evviva

    Proporrei le seguenti mozioni:
    1)Più rifiuti in Campania, basta che italia.it riapra!!!

    2)Cuffaro nuovo ministro dei beni culturali

    3)Mastella rieletto all’unanimità ministro della giustizia

    4)Poi datemi una zappa, per un’irrefrenabile istinto masochistico, me la devo dare sui piedi

  42. digitalsoup » Chiude italia.it on

    […] segnalo questo interessante post di “scandaloitaliano” sull’intera vicenda ( tra l’altro QUI si accenna brevemente anche alla questione del […]

  43. astroplan on

    @frap1964, @Luca Carlucci
    Sono della opinione che sapere degli stipendi sia una informazione UTILISSIMA… oltre al numero complessivo degli addetti e l’organigramma complessivo del progetto.

    Ho veramente il forte sospetto che verrà fuori che “IL PORTALE DEL TURISMO ITALIANO” è stato valutato come obiettivi, profilatura professionale, ricerche di mercato, pianificazione delle fasi di lavoro, dead-lines a poco di più che sviluppare un sito web “grassoccio” per una agenzia turistica + un sito per la vendita di una enciclopedia (vecchiotta)… quindi ci mettono 4 gatti mal pagati sui contenuti e via, SI FA E SI PAPPA!

    @Lorenzo
    Tanti mesi fa, mi sono espresso anche su questo blog, sulla inutilità e l’ingiustizia di tirare dentro e mettere sullo stesso piano di responsabilità chi ha lavorato su italia.it;

    Tuttavia, E’ UN SISTEMA COMPLETAMENTE MALATO DI APPALTI FUORI CONTROLLO.. e chi ha partecipato, anche in misura molto ridotta alla “PAPPA” dovrebbe collaborare alla fine di questo “MODUS OPERANDI”, principalmente per se stesso, per ritrovarsi cosciente di essere naufragato per colpa di un sistema di gestione ASSURDO E BECERO che ha danneggiato la sua onorabilità e professionalità nei confronti di tutta la comunità italiana. FOSSI IN TE, VALUTEREI SERIAMENTE SE FARE CAUSA PER DANNI ALLA “TRIADE”; lì avresti un’altra sede per manifestare tutta la tua buona fede e professionalità oltre a chiarire come un progetto da 58 MILIONI DI EURO diventa uno stipendio di 600 EURO co.co.pro. AL MESE FINO AL 31/12/07 per una figura professionale che deve contribuire ad inventare, studiare e scrivere un’opera unica, inedita, a regola d’arte ed all’altezza di un compito CRUCIALE (“MISSION: ATTIRARE TURISTI A VISITARE L’ITALIA”) per l’economia della quinta o sesta (o boh?) potenza economica mondiale, ovvero l’Italia, il bel paese!

    MANDIAMOLI A CASA, PLEASE!

  44. Lorenzo on

    @Apofis fa lo scemo per non andare in guerra.
    Ribadisco per l’ennesima volta che que nessuno ha goduto di raccomandazioni politiche o favoritismi professionali. Ti assicuro che ora non saremmo a spasso…!
    La coscienza mia non è pulita, ma di più, consapevole di aver onorato i miei impegni professionali e di aver dato tutto per un progetto già nato male in partenza!
    Il collante del Belpaese è la raccomandazione, non ci vuole la zingara per indovinarlo, e nemmeno la tua orazione scontata e qualunquista!
    Non me la prendo con te, figurati… alzo la testa e guardo avanti… ma non vorrei mai trovarmi di fronte persone come te che sparano a zero senza nè sapere nè approfondire.
    @astroplan:”E’ UN SISTEMA COMPLETAMENTE MALATO DI APPALTI FUORI CONTROLLO..”, è sacrosanto quello che dici. E’ fuori discussione.
    Certo, il compito che spettava a noi era delicato… e la PAPPA (come la chiami tu…) non era poca…! Ma chi ha pappato, questo non lo so nemmeno io…
    So solo che una parte di questa pappa (6 milioni?) si è polverizzata con una semplice disattivazione… questo è più scandaloso dello scandalo stesso!

    Saluti,
    Lorenzo

  45. Fabio on

    inizierei a pensare anche a culturaitalia.it:

    Finita come è finita la Storia di Italia.it, sarebbe bello sapere che fine ha fatto un’altro progettone che negli addetti ai lavori aveva impressionato per risorse destinate (altre decine di migliaia di euro).

    Ho fatto un po di ricerche sul web e trovare informazioni non è semplice.

    Della cosa si è occupato egregiamente The MillionPortalBay

    http://millionportalbay.wordpress.com/2007/05/21/culturaitalia-linizio/

    http://millionportalbay.wordpress.com/2007/06/17/culturaitaliait-missing-web/

    on line c’è questa pagina http://www.culturaitalia.it/

    Singolare che dei bandi di gara non c’è più traccia:

    http://www.infoplus.gare.it/appalti/forniture/LAZIO_forniture.htm#

    http://www.beniculturali.it/download/gare/avvisi/bando_dirgenroma1.zip

    http://www.beniculturali.it/download/gare/avvisi/bando_dirgenroma2.zip

    Cosa doveva fare Culturaitalia lo trovate qui:

    http://www.otebac.it/culturaitalia.html

    http://www.otebac.org/siti/realizzare/PICO_2_1sintesi.pdf

    Interessante è anche la lettura della erlazione della commissione di indagine su Italia.it

    http://millionportalbay.files.wordpress.com/2007/12/relazionedellacommissioneindagine_portaleitaliait.pdf

    L’Italia ha imparato a costruire cattedrali virtuali nel deserto

  46. […] cartolina telematica. Come sottolinea il blog “scandaloitaliano” in un suo interessante articolo (riportante le varie fasi che hanno portato alla decisione della chiusura), “Italia.it è […]

  47. Andrea D'Ambra on

    Ragazzi il gentile Massimo mi ha appena segnalato questa:

    http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,News%5E0%5E53375,00.html

  48. frap1964 on

    Fresco fresco dall’ ex-redazione di italia.it (si direbbe…)

    http://italiapuntofu.wordpress.com/

  49. QueerZone on

    L’Italia deve avere un portale turistico anche per indicazioni dell’UE… (esiste il progetto visiteurope.com, 2/3 dei flussi turistici mondiali partono dall’UE e 2/3 dei flussi turistici visitano l’UE, il Turismo inoltre è la principale industria Europea, anche in termini di PIL). Ogni membro dell’UE deve infatti avere un portale nazionale che offra servizi e contenuti omogenei a quelli offerti dagli altri paesi UE…
    Che poi qui in Italia il settore pubblico è sempre il solito magna magna e non c’è mai una volta che si faccia qualcosa con serietà, questo mi trova perfettamente d’accordo. In altri Paesi le cose sono state fatte come si deve. Prendetevela con i politici, non con il progetto.

  50. […] Proposte: https://scandaloitaliano.wordpress.com/2008/01/21/italiait-il-peggio-deve-ancora-venire/ Tenetevi aggiornati sulla vicenda e scopritene gli albori su questo blog dedicato. Torna su… […]

  51. maxcipollino on

    interessante

  52. […] che mi sembra di aver gia letto da qualche parte. […]

  53. Simona on

    Cuffaro è stato condannato, c’è cascato, i tentacoli del potere lo hanno invitato e lui non è stato abbastanza forte da resistergli. Ora c’è una condanna, e come la si vuol leggere la si legga, ma rimane una condanna.
    Viva i cittadini liberi e onesti, che sanno come resistere alle tentazioni, e fanno politica in modo onesto…ce ne sono? mi chiederete, esistono? si, io li ho trovati, e sono a Taurianova, in provincia di RC. A voi il link del sito del loro movimento.

    http://tauriademocratica.wordpress.com/blog/

  54. fiorini giuseppe on

    A me sinceramente Italia.it non dispiaceva e non parlo da utente, ma in un certo senso da concorrente, sono anni che stiamo lavorando su diversi progetti, gratuitamente, sul territorio e l’ambiente, a parte i costi un po spropositati,:-) voglio spezzare una lancia a favore di chi ha lavorato al progetto.
    La nostra bella Italia ha tanto materiale, da gestire una storia talmente ampia, che degli errori sono normali, forse con il tempo li avrebbero messi a posto. Considerate che molti sindaci, non sanno nemmeno loro che cosa hanno veramente sul territorio.
    Pensate le Regioni e le province!!
    Come volete che una redazione, possa descrivere in un anno o anche 2 tutta l’Italia?
    Certo i fondi non mancavano, ma la volontà e i soldi a volte non bastano se non c’è collaborazione di tutte le parti amministrative, politiche e di servizi, sopratutto in qualche cosa di istituzionale.

    Vediamo noi che siamo appassionati, la nostra redazione non prende una lira, sono anni che telefoniamo scriviamo e-mail a comuni, parchi, ecc. ma vi garantisco che è dura, dobbiamo ringraziare gli utenti, che ci inviano dati in continuazione, ma abbiamo ancora zone completamente deserte, certo con una centesima parte di quello stanziato per italia.it avremmo potuto fare molto di più, ma sono solidale con la redazione di italia.it perchè capisco che problemi hanno dovuto affrontare nel controllo dei dati, nella gestione, e nell’implementazione dei tematismi.

    Criticare è molto semplice, ma spesso si criticano le persone sbagliate, forse sarebbe da criticare il cetriolino costato 100.000 euro o le parcelle che avranno preso i vari consulenti, ma non penso che la redazione abbia colpe in quanto mi sembra che lo stanziamento sia stato di 4.000.000 di euro all’anno poi dove finivano se costava 600x12x10=72.000 euro l’anno questo è un mistero.

    Be sembra che mi stia dilungando un po troppo, .
    Premetto ci sono zone deserte, errori, ma non costa nulla a nessuno.
    E questo è ciò che abbiamo sulle nostre home page da oltre 5 anni per cui a buon intenditore poche parole.

    Ci teniamo a dirlo!!
    Classitaly è forse l’unico progetto di questo tipo sulla natura l’ambiente e il territorio, completamente autofinanziato.
    Nessun contributo da Regioni, Stato, Comunità Europea, o vari proggetti LIFE è stato richiesto, nemmeno quello di nuova impresa al momento della creazione della SRL.
    Non facciamo parte di nessuna parte politica, o associazione ambientalista, non siamo una Onlus, quelle di solito sono ricche siamo solo amanti della natura, e un progetto sogno da tirare avanti.
    In pratica una voce libera nel marasma di interessi legati al territorio e l’ambiente.
    Un’informazione che ci tiene al di fuori da diatribe tra le parti politiche e interessate al solo buisnes e finanziamenti Europei, per mantenerci, diamo servizi alle aziende.
    Il vostro aiuto ci permetterà di ampliare le nostre e le vostre conoscenze, ma quelle reali e non quelle che di solito troviamo sui depliant pubblicitari.
    Per questo siamo convinti, solo di fare un servizio, utile alla collettività e senza pesare sulle finanze di nessuno.

    Questo è ciò che pensiamo e come ci comportiamo, magari ci sbagliamo, non ce ne voglia chi la pensa e si comporta diversamente.
    Secondo noi nessuno meglio di chi ci abita conosce il propro territorio, aiutaci a riempire il tuo, altri faranno la stessa cosa con il loro.

  55. Giuseppe Sorrentino on

    Solo su una cosa non sono dello stesso parere…
    i 21 milioni in monete sui denti io lo farei con quelle da un euro… ne tiriamo il doppio :-D

  56. giuseppe musolino on

    Ogni regione ha il suo portale.
    Anche l’Enit ne ha uno (www.enit.it).
    Federalberghi pubblica gratuitamente tutti gli alberghi (www.italyhotels.it).
    e si potrebbe continuare per ore …
    Non sprechiamo altro danaro pubblico.

  57. […] Luca Carlucci su scandaloitaliano Vista la condotta delle regioni nella vicenda (ricordiamo che nel gennaio 2007, cioè tre anni dopo […]

  58. Franco on

    Grande il servizio delle Iene! Peccato che non e’ presente anche su Youtube (oltre al sito mediaset).. nessuno l’ha registrato?

  59. […] (Read more in Italian) […]

  60. […] visto che il 21 gennaio scorso, mentre tutti liquidavano italia.it come dipartito, da queste parti si scriveva che non era dipartito un bel nulla, e che il progetto non solo andava avanti ma che forse il peggio […]

  61. […] portale nazionale del turismo, umberto paolucci | Benritrovati. C’eravamo lasciati qui, al gennaio […]

  62. […] C’eravamo lasciati qui, al gennaio […]

  63. Emory on

    Hey! I’m at work browsing your blog from my new apple iphone! Just wanted to say I love reading through your blog and look forward to all your posts! Carry on the excellent work!


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