Italia.it, e il peggio sta effettivamente arrivando

Come un grottesco zombi, nonostante sia stato decretato clinicamente morto, il vecchio progetto del portale nazionale del turismo continua a vivere di vita propria: e così le Regioni pretendono comunque i 21 milioni di euro previsti dal progetto fallito per fare i contenuti . E il quasi ex ministro Nicolais glieli dà. E i conti della spesa non tornano per nulla: non è che i milioni spesi sono 15 anziché 7?

Quando l’assessore al turismo della Regione Liguria (regione ribatezzata recentemente Liguria Airlines) Margherita Bozzano ha dichiarato, a cadavere di portale ancora fumante, “noi i 21 milioni di euro li vogliamo”, già s’era capito dove s’andava a parare. Ma la speranza era che si trattasse di una sconsiderata sparata individuale, cui nessun governante di buon senso avrebbe dato seguito.

Il vecchio progetto prevedeva 21 milioni da dare alle Regioni affinché li spendessero per fare i contenuti del portale medesimo. Le Regioni hanno inizialmente avversato il progetto, portandone avanti uno demenzialmente concorrente, poi ci hanno messo anni a mettersi d’accordo su come spartirsi i soldi. E in quasi tre anni, non hanno prodotto un bit di contenuti. Il vecchio progetto è stato giudicato talmente pessimo da essere decretato irrecuperabile, e messo off line (la sentenza più definitiva possibile per un prodotto web). Il progetto deve essere radicalmente ripensato, se non rifondato da zero: ma nessuno ha ancora idea di che cosa fare esattamente. E il governo non c’è più.

Ecco, dato questo quadro, che un ministro che non c’è più di un governo che non c’è più distribuisse comunque i 21 milioni di euro alle Regioni seguendo i dettami di un progetto che non c’è più, che senso avrebbe avuto se non quello dell’ennesimo atto amministrativamente masochistico e progettualmente suicida? O, in alternativa, del “l’unica cosa che conta sono i movimenti dei milioni (e le imminenti elezioni) ma del progetto in sé non fotte un cazzo a nessuno”?

E invece. Anzi: e infatti.

Ieri Enrico Paolini, l’assessore al turismo della Regione Abruzzo, nonché coordinatore di tutti gli assessori al turismo regionali, nonché vicepresidente di ENIT, ha incontrato il Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella P.A. Luigi Nicolais per battere cassa: vogliamo i 21 milioni di euro previsti per noi dal progetto che non c’è più.

E Nicolais, il ministro che non c’è più, glieli ha dati.

Ne danno notizia il quotidiano aquilano Il capoluogo, il quotidiano online abruzzese Primadanoi.it e TTG Italia.

Citiamo da quest’ultimo:

“Il ministro Nicolais – ha dichiarato Paolini – ha capito subito le intenzioni delle regioni che vogliono portare avanti il portale e per questo si è impegnato nel giro massimo di un mese al trasferimento dei 21 milioni di euro già assegnati alle regioni

Ah, 21 milioni di euro che, ricordiamo, saranno integrati per il 10% (dunque per 2,1 milioni) dalle Regioni stesse. Ciò significa che tra un mese le Regioni italiane potranno spendere 23,1 milioni pescati dalle tasse (tasche) dei cittadini grazie ai dettami di un progetto giudicato fallimentare e irrecuperabile.

Italia.it, quello vecchio, quello messo off-line, è vivo e spende senza senso in mezzo a noi.

Prosit.

Ma non è finita qui.

Le dichiarazioni di Paolini, infatti, contengono gli ennesimi elementi inquietanti per quanto riguarda i milioni sin qui effettivamente spesi per il progetto italia.it.

Ricordate? All’ultima tornata mediatica, quella in occasione della chiusura del portale, la cifra, pur nella solita ridda di parole e numeri in libertà, s’è più o meno assestata sui 7 milioni di euro. Scandita a chiare lettere, tra gli altri, dal capodipartimento del DIT ingegner Ciro Esposito a Mauro Casciari delle Iene (qui il video).

Però Paolini sembra pensarla diversamente. Mentre Esposito parlava di 7 milioni di euro, Paolini infatti affermava che i milioni spesi erano 15 (cfr questo lancio ANSA).

Ad essere sinceri, qui non s’era dato gran peso alla cosa: come molti prima di lui, ci stava tutto che Paolini fosse l’ennesimo che sparasse cifre un po’ a casaccio (e v’erano pesanti evidenze in tal senso).

Poi però che succede? Paolini fa una riunione col ministro Nicolais, fanno il punto della situazione (i milioni alle Regioni, la gestione del portale a ENIT etc), Paolini esce, incontra i giornalisti, rilascia dichiarazioni e dice che:

“Nicolais ha anche assicurato che il Dipartimento ministeriale chiederà formalmente all’Enit di prendere in carico la redazione del portale”, impegnandosi in questo modo “a trasferire nella competenza dell’Enit stesso 7-9 milioni di euro ancora nella disponibilità del ministero

Ora, che Paolini spari cifre a caso in generale ci può anche stare.
Ma che le spari pochi minuti dopo un incontro formale col ministro Nicolais a proposito dei milioni di Italia.it, non può che significare una di queste due cose:
1) Enrico Paolini versa in una condizione neuronale preoccupante, e ha la memoria a breve termine ridotta un colabrodo.
2) I conti non quadrano. Non quadrano per nulla.

E allora facciamoli questi due conti, prendendo in considerazione i famosi 45 milioni di euro (ma ricordiamo che i milioni stanziati sono 58: oltre ai 2,1 milioni di cofinanziamento regionale menzionati sopra, ci sono 11 milioni di euro fantasma di cui nessuno, e dico nessuno, parla mai).

Soldi spesi per il progetto a sentire il DIT: 7 milioni
Soldi che entro breve andranno alle regioni: 21 milioni
Soldi che rimangono in cassa a sentire Paolini che ha appena incontrato Nicolais: 7-9 milioni (NB: si noti lo stupefacente pressapochismo. 7-9 milioni?)

7 + 21 + 7 (o 9) = 35 ( o 37) milioni.

E i restanti 10 (o 8) milioni che mancano per arrivare a 45, dove DIAVOLO sono?

Ovviamente i conti tornano perfettamente, invece, se si assume, come già affermato da Paolini, che i milioni *spesi* siano 15 e non 7.

Soldi spesi per il progetto a sentire Paolini: 15 milioni
Soldi che entro breve andranno alle regioni: 21 milioni
Soldi che rimangono in cassa a sentire Paolini che ha appena incontrato Nicolais: 7-9 milioni

15+21+9= 45 milioni.

Ora, per i più dubbiosi, ricordiamo una cosa: Enrico Paolini è coordinatore degli assessori regionali al turismo, vicepresidente di ENIT (futuro gestore di italia.it), membro del Comitato Nazionale per il portale italia.it, membro del Comitato nazionale per il turismo (la massima cabina di regia istituzionale per quanto riguarda le politiche sul turismo, progetto italia.it in primis), e rilascia le sue dichiarazioni pochi minuti dopo aver incontrato il Ministro Luigi Nicolais, ovverosia il ministro che ha competenza amministrativa sui fondi stanziati per italia.it.

Ecco, fate voi: se Paolini dice che i milioni spesi non sono 7 ma 15, e che dei famosi 45 milioni da spendere ne rimangono tra i 7 e i 9, c’è di che preoccuparsi o no?

PS: oggi abbiamo scritto a Enrico Paolini la seguente email per avere chiarimenti:

Gentile Enrico Paolini,

Assessore al Turismo Regione Abruzzo
Vicepresidente Regione Abruzzo
Coordinatore assessori al turismo regionali
Vicepresidente ENIT
Membro del Comitato nazionale per il turismo
Membro del Comitato nazionale per il portale italia.it,

in riferimento alle sue reiterate dichiarazioni relative all’ammontare dei soldi spesi per il portale italia.it, che lei ha più volte quantificato in 15 milioni, laddove dal DIT s’è recentemente affermato che tali milioni sono 7, le scriviamo per porle le seguenti domande:

1) i milioni sin qui spesi per il portale italia.it sono 7 oppure 15?
2) se sono 15, come da lei affermato, ci può dire grossomodo per quali voci sono stati spesi?
3) tolti i milioni spesi, e tolti i 21 milioni che presto finiranno alle regioni, quanto rimane da spendere dei 45 milioni stanziati?
4) è al corrente che oltre ai famosi 45 milioni, ce ne sono altri 11 (9 da fondi Min. Ambiente come da Legge 14 maggio 2005, n.80, art.12, commi 8-11, e 2 da D.P.C.M. 22.07.2005) a disposizione per il portale? Se sì, ha mica idea di che fine abbiano fatto?

Grazie in anticipo per l’attenzione e l’eventuale risposta. La informo per correttezza che questa lettera verrà pubblicata sul blog scandaloitaliano, e se ci darà l’autorizzazione pubblicheremo anche la sua risposta così come sarà. In caso contrario, ci limiteremo a estrapolarne le informazioni essenziali.

Saluti e buon lavoro.

27 comments so far

  1. maryjoitalia on

    Visto che ti trovi, chiedigli anche di questo

    Era abbastanza chiaro che il portale non chiudesse sul serio! e’ un salvadanaio pronto a sversare tanti bei soldini prima che ci siamo le elezioni e quindi altri partiti che devono mangiare! Se mangiano le Regioni, perché non dovrebbero farlo i Comuni… I prossimi a farsi avanti saranno le Province, e poi tutti gli altri che voglio pure i centesimi di questi 21 milioni di euro.

  2. maryjoitalia on

    TURISMO:PORTALE ITALIA, ANCI DISPOSTA LAVORARE SU CONTENUTI
    (ANSA) – ROMA, 31 GEN – I Comuni italiani sono disposti a collaborare con le regioni per elaborare i contenuti del portale Italia.it dopo che ieri e’ stato raggiunto un accordo tra il ministro della Funzione pubblica Luigi Nicolais ed il Coordinamento degli Assessori al turismo delle Regioni italiane che ha dato il via libera ai fondi necessari. ”E’ sicuramente un fatto importante – ha detto Paolo Centi, responsabile Turismo dell’Anci, commentando i risultati dell’accordo – che fa superare l’attuale inaccettabile situazione di crisi della promozione turistica italiana nel mondo. ”Chiedero’ al coordinatore degli Assessori regionali Enrico Paolini – ha concluso Centi – di coinvolgere l’Anci nel momento in cui, avendo le Regioni ottenuto i fondi previsti per la gestione del portale, voglia coinvolgere i Comuni italiani nella elaborazione dei suoi contenuti promozionali”.(ANSA).
    COM-COA
    31-GEN-08 10:33

  3. Luca Carlucci on

    “avendo le Regioni ottenuto i fondi previsti per la gestione del portale”. I fondi per la gestione del portale? La fregola per i dobloni è foriera d minchiate, a quanto pare.

    Comunque niente da dire: questo frenetico volteggiare di amministratori necrofori sulle ricche spoglie del portale è uno spettacolo abbastanza impressionante.

  4. maryjoitalia on

    non vorrei essere ripetitiva, ma non credo che la colpa del calo del turismo in italia sia da imputare al portale, bello o brutto che sia. la soluzione del problema sta proprio nel fatto che il portale non lo vedeva nessuno!!! quanti soldini hanno investito in promozione dle portale? voi avete mai visto una pubblicità su una rivista, quotidiano, in tv? siete entrati in un ufficio di promozione turistica e avete visto uno straccio di locandina che promuoveva il portale? la risposta è una: NO! Non hanno fatto mai niente per farsì che ciò avvenisse.
    parlano di crisi ma sono anni che l’enit non muove un dito per fare il suo mestiere per cui viene profumatamente pagato. il portale, ripeterò fino alla nausea, è la punta dell’iceberg!!!

  5. […] Nel frattempo  spariscono misteriosamente parte dei fondi. […]

  6. DestraLab » Zombie on

    […] Italia.it storia infinita, altre novità: […]

  7. […] la chiave di lettura del post odierno di ScandaloItaliano, dedicato al mega-portalone turistico Italia.it. Da leggere tutto, anche per capire quanto ha […]

  8. […] passa più ci si avvicina alla quella tanto vociferata soglia dei 45 milioni di euro. Oggi il blog Scandalo Italiano, nato espressamente per fare chiarezza sul progetto Italia.it, ha pubblicato un articolo nel quale […]

  9. Panther on

    Ormai molti soldi stanziati sono stati spesi ed un portale nato male è nato e poi morto. Adesso aver usato tutti quei soldi (dati alle regioni, province e poi ai comuni per ottenere i dati storici/culturali/turistici) è risultato davvero troppo. Bene …… non rimane che riutilizzare tutti i dati in posseso, riorganizzare il portalone web e farlo partire come si deve, senza buttare ancora altri soldi.
    Creare un progetto alla Wikipedia potrebbe essere una idea, non saranno delle “anonime” aziende ad inserire i dati ma gli stessi cittadini italiani. Un sito italiano fatto da italiani. Vogliamo mandare tutto a remengo proprio adesso ?
    Facciamo qualcosa, facciamolo risorgere, noi italiani, noi tutti. Basta delegare qualcuno, facciamolo noi il portale italia.it, inseriamo ognuno i dati del proprio comune, provincia e regione.

  10. arwen_h on

    guarda io certe notizie a leggerle mi viene il vomito.. devo smetterla di leggere certe cose….

  11. aghost on

    ma nella vita reale un responsabile di un progetto, per giunta con quel po’ po’ di budget, avesse presentato al mondo quel portale-ciofeca, secondo voi sarebbe ancora al suo posto o sarebbe stato mandato via a calci nel sedere?

    E’ inconcepibile che dimostrazioni così grandiose di magnifica incompetenza non abbiano praticamente conseguenze, e anzi si va avanti come se nulla fosse

  12. […] informazione in più si può trovare su Punto Informatico o su Scandalo Italiano, che ha seguito tutta la […]

  13. feliciano1979 on

    incredibile!!!

  14. Tom on

    Ormai è diventato un incubo, e la cosa peggiore è che la storia sembra non avere mai fine.

    Vorrei sapere che contenuti produrranno le regioni con 21 milioni, e su quale sito li inseriranno se il portale non esiste.

    Complimenti.

  15. […] Il portalone del turismo è appena stato chiuso ma già si pensa a farlo risorgere. Cosa aspettarsi dal nuovo corso? Un serio tentativo di rilancio oppure semplice desiderio di farli girare tutti quei 21 milioni di euro stanziati? Maggiori dettagli su Punto Informatico e Scandaloitaliano. […]

  16. […] c’è chi dice solo 7 milioni, chi 15. Stando all’attenta esamina che viene fatta su questo articolo la cifra è destinata a crescere nei prossimi mesi.L’assessore al turismo della Liguria, […]

  17. Lucio on

    Paoliniiiiiiiiiii!
    Cliccate qui: http://www.sherpa.it/sherpa/dettaglio_news.jsp?id=21160

    E chi ci capisce niente??

    Lucio

  18. […] Italia.it ritorna uguale solo un po’ più magro: pesa 15-17 milioni in meno Posted Febbraio 1, 2008 [Per una migliore comprensione, se già non l’avete fatto, leggete prima Italia.it, e il peggio sta effettivamente arrivando]  […]

  19. […] Italia.it ritorna uguale solo un po’ più magro: pesa 15-17 milioni in meno Posted Febbraio 1, 2008 [Per una migliore comprensione, se già non l’avete fatto, leggete prima Italia.it, e il peggio sta effettivamente arrivando] […]

  20. La Meringa on

    Se rinasco mi sposo un assessore al turismo.
    Bravo! Bella ricostruzione!

  21. testina on

    Ciao

    credo che sia balzato agli occhi a tutti ma nel caso …

    Ieri:
    Lucio Stanca -> ex presidente e amministratore delegato della IBM Italia -> ex Ministro per l’innovazione tecnologica

    Oggi:
    Presidente di Enit-Agenzia Nazionale per il Turismo -> Umberto Paolucci -> Vice President Microsoft Corporation e Presidente Microsoft Italia

  22. […] questo può stupire, ma non deve, come spiega brillantemente ScandaloItaliano, che disegna il quadro della situazione: un governo uscente che […]

  23. […] questo può stupire, ma non deve, come spiega brillantemente ScandaloItaliano, che disegna il quadro della situazione: un governo uscente che […]

  24. Walter Vannini on

    La cosa più spaventosa, nel delirio complessivo, è che nessuno accenna minimamente a un processo di collaudo o validazione: dei contenuti, del portale, eccetera. Perché sia chiaro che introdurre l’idea di collaudo (e quindi di accettazione del lavoro) è il solo modo per evitare il bis di Italia.it

    Ossia, nessuno avrà mandato di dire se il lavoro fatto va bene oppure no. Tanto i soldi sono già stati erogati.

    Quando si dice, non hanno manco la vergogna.

  25. lorenzo on

    ma scusate, per chi ha un minimo di dimestichezza con la creazione di siti più o meno complessi…
    ma vi rendete conto?… 15 milioni di euro per un portale???!!!! d’oro? oppure danno 10 euro a ciancun utente che clicca? altriementi non mi spiego come sia necessario mettere abudget una cifra del genere
    Inolre è vero che dopo qualche anno se funziona e ha traffico servono ricorse e 15 milioni di euro serviranno ma come tutte le attività se ha traffico verranno vendute le impression che il portale genera, generando capitale…

    una startup da 15 milioni di euro per un sito web off line non l’avevo mai vista ne sentita…
    (sicuramente hanno comprato i server che al momento della rimessa online saranno da aggiornare e probabilmente sarà la scusa per altre spese folli…)

    io me ne vado dall’italia perchè questo paese è destinato ad affondare. fate come me!

    ciao

    Lo’

  26. […] da venire. E dei 21 alle regioni, dei 9 che rimangono e di Enit gestore s’era già detto il 31 gennaio e ribadito il 1 […]

  27. Lavoro Online on

    Oh gesu, sono pazzi. E’ anche assurdo che attualmente online non è presente il sito nazionale del’italia! Che scandalo solo noi italiani facciamo ste cose :-)


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