Archive for the ‘enit’ Tag

Italia.it, il punto nero della situazione

Benritrovati. C’eravamo lasciati qui, al gennaio scorso.

Ovvero quando, dopo quasi un anno di patetici tentativi di negare l’evidenza e i milioni spesi, il portale nazionale del turismo è stato messo off line per conclamata e non più negabile inadeguatezza.

Il governo Prodi era ancora in carica seppur caduto, ci si preparava alle imminenti elezioni, e nel caos del si salvi chi può v’erano sul tavolo due questioni  cruciali per il futuro del portale: l’assegnazione definitiva alle Regioni dei famigerati 21 milioni loro destinati dal progetto originario (nei fatti fallito) per produrre i contenuti, e il passaggio gestionale del progetto dai ministeri a ENIT, la perennemente riformanda Agenzia Nazionale del Turismo in cerca di uno scopo nella vita – agenzia all’epoca diretta da mr. Microsoft Umberto Paolucci, uomo di una provvidenza turistico-tecnologica che non è mai arrivata.

Così, in quei giorni, da un lato Enrico Paolini, assessore al turismo della Regione Abruzzo, nonché coordinatore di tutti gli assessori al turismo regionali, nonché vicepresidente di ENIT, martellava come un pazzo il ministro Luigi Nicolais affinché firmasse prima delle elezioni le carte per trasferire i 21 milioni alle regioni, e dava la cosa ormai per fatta.

Dall’altro i vari attori istituzionali – Nicolais, il vicepresidente del Consiglio con delega al turismo Francesco Rutelli, il capodipartimento del DIT ingegner Ciro Esposito, lo stesso Paolini – continuavano a ribadire come un mantra apotropaico che “il portale sarebbe passato a ENIT, ENIT sta per gestire il portale, ecco, adesso passiamo il portale a ENIT” – si noti che al tempo stesso, abbastanza spassosamente, il presidente di ENIT Paolucci sulla questione non si schiodava da un cauto possibilismo dalle nuances decisamente funeree.

E da allora ad oggi cos’è successo?

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Italia.it: Altroconsumo, Campania e il nuovo che percola

Nei giorni scorsi s’è infranta sui bagnasciuga del web un’ennesima piccola onda di attenzione per italia.it, provocata da questa intervista di Altroconsumo al vicepresidente di Enit Enrico Paolini, in cui si ribadisce che italia.it va avanti, i 21 milioni di euro vanno alle regioni, e ne rimangono circa tra i 7 e i 9 da spendere che verranno gestiti da ENIT e non più dal DIT (Dipartimento per l’Innovazione etc, facente capo al Ministro Luigi Nicolais).

Ora, ci fa senza dubbio immenso piacere che una delle decine di associazioni di consumatori che abbiamo vanamente allertato nel corso dell’ultimo anno, ora che la chiusura del portale ha fatto accendere i fari dei media mainstream, abbia infine deciso di interessarsene in modo approfondito e battagliero, permettendo a chi sta attualmente gestendo il progetto di dire le sue ragioni nel corso di un’intervista bonariamente accigliata (eh, cattivoni, mica farete qualche altra marachella?) e per il resto genericissima.

A parte questo, noi qui a leggere quell’intervista, non solo non ci siam per niente eccitati, ma anzi siamo stati colti da sonnolenza, visto che il 21 gennaio scorso, mentre tutti liquidavano italia.it come dipartito, da queste parti si scriveva che non era dipartito un bel nulla, e che il progetto non solo andava avanti ma che forse il peggio era ancora di là da venire. E dei 21 alle regioni, dei 9 che rimangono e di Enit gestore s’era già detto il 31 gennaio e ribadito il 1 febbraio.

Ovviamente, grazie alle chirurgiche domande di Altroconsumo, rimangono inevase tutte le questioni principali, ovvero:

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Italia.it, e il peggio sta effettivamente arrivando

Come un grottesco zombi, nonostante sia stato decretato clinicamente morto, il vecchio progetto del portale nazionale del turismo continua a vivere di vita propria: e così le Regioni pretendono comunque i 21 milioni di euro previsti dal progetto fallito per fare i contenuti . E il quasi ex ministro Nicolais glieli dà. E i conti della spesa non tornano per nulla: non è che i milioni spesi sono 15 anziché 7?

Quando l’assessore al turismo della Regione Liguria (regione ribatezzata recentemente Liguria Airlines) Margherita Bozzano ha dichiarato, a cadavere di portale ancora fumante, “noi i 21 milioni di euro li vogliamo”, già s’era capito dove s’andava a parare. Ma la speranza era che si trattasse di una sconsiderata sparata individuale, cui nessun governante di buon senso avrebbe dato seguito.

Il vecchio progetto prevedeva 21 milioni da dare alle Regioni affinché li spendessero per fare i contenuti del portale medesimo. Le Regioni hanno inizialmente avversato il progetto, portandone avanti uno demenzialmente concorrente, poi ci hanno messo anni a mettersi d’accordo su come spartirsi i soldi. E in quasi tre anni, non hanno prodotto un bit di contenuti. Il vecchio progetto è stato giudicato talmente pessimo da essere decretato irrecuperabile, e messo off line (la sentenza più definitiva possibile per un prodotto web). Il progetto deve essere radicalmente ripensato, se non rifondato da zero: ma nessuno ha ancora idea di che cosa fare esattamente. E il governo non c’è più.

Ecco, dato questo quadro, che un ministro che non c’è più di un governo che non c’è più distribuisse comunque i 21 milioni di euro alle Regioni seguendo i dettami di un progetto che non c’è più, che senso avrebbe avuto se non quello dell’ennesimo atto amministrativamente masochistico e progettualmente suicida? O, in alternativa, del “l’unica cosa che conta sono i movimenti dei milioni (e le imminenti elezioni) ma del progetto in sé non fotte un cazzo a nessuno”?

E invece. Anzi: e infatti.

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