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Italia.it (e Scandaloitaliano) sul Wall Street Journal

La grottesca vicenda del portale nazionale del turismo italiano approda nientepopodimeno che sulle colonne di uno dei più prestigiosi quotidiani al mondo, il Wall Street Journal. Di seguito riportiamo link e testo integrale dell’articolo a firma di Davide Berretta (bio non aggiornata), che tra le sue fonti menziona anche Scandaloitaliano. Il nostro contributo al lavoro del giornalista, attraverso vari colloqui telefonici e un carteggio email, è stato: ricostruzione “storica” delle vicende del portale, fornitura della documentazione ufficiale (da cui questo), e la “messa in contatto” del giornalista con alcuni degli intervistati.

Italy’s Tourism Hits Defining Moment

New Launch Is Planned For Troubled Web Site As Visitor Rank Falls
By DAVIDE BERRETTA
August 26, 2008

Branding Italy may be harder than you think.

This fall, the Italian government will revive plans to create a Web portal aimed at attracting tourists to the nation. Though plenty of visitors flock to Italy’s cities, beaches and countryside all year round, over the past three decades the country has lost its primacy as a tourist destination to France, Spain, the U.S. and — more recently — China.

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Italia.it, il punto nero della situazione

Benritrovati. C’eravamo lasciati qui, al gennaio scorso.

Ovvero quando, dopo quasi un anno di patetici tentativi di negare l’evidenza e i milioni spesi, il portale nazionale del turismo è stato messo off line per conclamata e non più negabile inadeguatezza.

Il governo Prodi era ancora in carica seppur caduto, ci si preparava alle imminenti elezioni, e nel caos del si salvi chi può v’erano sul tavolo due questioni  cruciali per il futuro del portale: l’assegnazione definitiva alle Regioni dei famigerati 21 milioni loro destinati dal progetto originario (nei fatti fallito) per produrre i contenuti, e il passaggio gestionale del progetto dai ministeri a ENIT, la perennemente riformanda Agenzia Nazionale del Turismo in cerca di uno scopo nella vita – agenzia all’epoca diretta da mr. Microsoft Umberto Paolucci, uomo di una provvidenza turistico-tecnologica che non è mai arrivata.

Così, in quei giorni, da un lato Enrico Paolini, assessore al turismo della Regione Abruzzo, nonché coordinatore di tutti gli assessori al turismo regionali, nonché vicepresidente di ENIT, martellava come un pazzo il ministro Luigi Nicolais affinché firmasse prima delle elezioni le carte per trasferire i 21 milioni alle regioni, e dava la cosa ormai per fatta.

Dall’altro i vari attori istituzionali – Nicolais, il vicepresidente del Consiglio con delega al turismo Francesco Rutelli, il capodipartimento del DIT ingegner Ciro Esposito, lo stesso Paolini – continuavano a ribadire come un mantra apotropaico che “il portale sarebbe passato a ENIT, ENIT sta per gestire il portale, ecco, adesso passiamo il portale a ENIT” – si noti che al tempo stesso, abbastanza spassosamente, il presidente di ENIT Paolucci sulla questione non si schiodava da un cauto possibilismo dalle nuances decisamente funeree.

E da allora ad oggi cos’è successo?

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Italia.it: Altroconsumo, Campania e il nuovo che percola

Nei giorni scorsi s’è infranta sui bagnasciuga del web un’ennesima piccola onda di attenzione per italia.it, provocata da questa intervista di Altroconsumo al vicepresidente di Enit Enrico Paolini, in cui si ribadisce che italia.it va avanti, i 21 milioni di euro vanno alle regioni, e ne rimangono circa tra i 7 e i 9 da spendere che verranno gestiti da ENIT e non più dal DIT (Dipartimento per l’Innovazione etc, facente capo al Ministro Luigi Nicolais).

Ora, ci fa senza dubbio immenso piacere che una delle decine di associazioni di consumatori che abbiamo vanamente allertato nel corso dell’ultimo anno, ora che la chiusura del portale ha fatto accendere i fari dei media mainstream, abbia infine deciso di interessarsene in modo approfondito e battagliero, permettendo a chi sta attualmente gestendo il progetto di dire le sue ragioni nel corso di un’intervista bonariamente accigliata (eh, cattivoni, mica farete qualche altra marachella?) e per il resto genericissima.

A parte questo, noi qui a leggere quell’intervista, non solo non ci siam per niente eccitati, ma anzi siamo stati colti da sonnolenza, visto che il 21 gennaio scorso, mentre tutti liquidavano italia.it come dipartito, da queste parti si scriveva che non era dipartito un bel nulla, e che il progetto non solo andava avanti ma che forse il peggio era ancora di là da venire. E dei 21 alle regioni, dei 9 che rimangono e di Enit gestore s’era già detto il 31 gennaio e ribadito il 1 febbraio.

Ovviamente, grazie alle chirurgiche domande di Altroconsumo, rimangono inevase tutte le questioni principali, ovvero:

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Italia.it ritorna uguale solo un po’ più magro: pesa 15-17 milioni in meno

[Per una migliore comprensione, se già non l’avete fatto, leggete prima Italia.it, e il peggio sta effettivamente arrivando]

SherpaTV, la web tv al servizio delle istituzioni fondata da Claudio Velardi (l’ex spin doctor di D’Alema), ha messo online oggi una lunga videointervista a Enrico Paolini sulla situazione di italia.it.

In essa, come potete sentire, il vicepresidente di ENIT dice e ribadisce a chiare lettere che ha parlato con Nicolais e i suoi collaboratori, che si son messi “informalmente” d’accordo, che Nicolais entro un mese erogherà 21 milioni di euro alle regioni per fare i contenuti del portale, e che tolti quelli i soldi “residui” per italia.it sono dai 7 ai 9 milioni di euro.

Prendendo in considerazione solo lo stanziamento dei 45 milioni di euro, ciò significa che, tolti i 21 per le regioni, tolti i 7-9 ancora disponibili, la cifra non più residua (spesa? scomparsa? persa? disintegrata dagli alieni?) ammonta a 15-17 milioni di euro.

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Italia.it, e il peggio sta effettivamente arrivando

Come un grottesco zombi, nonostante sia stato decretato clinicamente morto, il vecchio progetto del portale nazionale del turismo continua a vivere di vita propria: e così le Regioni pretendono comunque i 21 milioni di euro previsti dal progetto fallito per fare i contenuti . E il quasi ex ministro Nicolais glieli dà. E i conti della spesa non tornano per nulla: non è che i milioni spesi sono 15 anziché 7?

Quando l’assessore al turismo della Regione Liguria (regione ribatezzata recentemente Liguria Airlines) Margherita Bozzano ha dichiarato, a cadavere di portale ancora fumante, “noi i 21 milioni di euro li vogliamo”, già s’era capito dove s’andava a parare. Ma la speranza era che si trattasse di una sconsiderata sparata individuale, cui nessun governante di buon senso avrebbe dato seguito.

Il vecchio progetto prevedeva 21 milioni da dare alle Regioni affinché li spendessero per fare i contenuti del portale medesimo. Le Regioni hanno inizialmente avversato il progetto, portandone avanti uno demenzialmente concorrente, poi ci hanno messo anni a mettersi d’accordo su come spartirsi i soldi. E in quasi tre anni, non hanno prodotto un bit di contenuti. Il vecchio progetto è stato giudicato talmente pessimo da essere decretato irrecuperabile, e messo off line (la sentenza più definitiva possibile per un prodotto web). Il progetto deve essere radicalmente ripensato, se non rifondato da zero: ma nessuno ha ancora idea di che cosa fare esattamente. E il governo non c’è più.

Ecco, dato questo quadro, che un ministro che non c’è più di un governo che non c’è più distribuisse comunque i 21 milioni di euro alle Regioni seguendo i dettami di un progetto che non c’è più, che senso avrebbe avuto se non quello dell’ennesimo atto amministrativamente masochistico e progettualmente suicida? O, in alternativa, del “l’unica cosa che conta sono i movimenti dei milioni (e le imminenti elezioni) ma del progetto in sé non fotte un cazzo a nessuno”?

E invece. Anzi: e infatti.

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Italia.it: ecco perché il peggio deve ancora venire

*Probe End: 2008-01-18 08:36:08 GMT
Message: Can’t connect to www.italia.it:80 (connect: timeout)
Return Code: 500
*Probe End: 2008-01-18 08:41:09 GMT
Message: Can’t connect to www.italia.it:80 (connect: timeout)
Return Code: 500
*Probe End: 2008-01-18 08:30:35 GMT
Message: Can’t connect to www.italia.it:80 (connect: timeout)
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Questi che leggete sono gli ultimi segnali di (non) vita di italia.it, registrati dal monitoraggio sulla raggiungibilità del sito di cui già parlammo a suo tempo (grazie Bruno!).

Allora: verso le 8:30 del mattino di venerdì 18 gennaio 2008, senza alcun preavviso percepibile, al sito nazionale del turismo è stata staccata improvvisamente la spina.

La prima ad accorgersene, nel pomeriggio del 18, è la giornalista Anna Masera de La Stampa, probabilmente allertata dal caporedattore di italia.it Luca Palamara (qui avrei voluto mettere un link, ma l’ex caporedattore del sito nazionale del turismo, al pari di molti altri attori di questa stralunata webvicenda, pare avere un’abilità particolare nel non fare indicizzare da google gli epifenomeni del proprio agire professionale e/o esistenziale) con cui era in corrispondenza dal giorno prima. La notizia, ripresa anche da Federico Cella su un frequentato blog di corriere.it, fa ovviamente il giro del web e della blogosfera, innescando un putiferio di reazioni. Ciononostante, dalle istituzioni nessuno si prende la briga di comunicare al popolo rumoreggiante alcunché.

Fino al 19, infatti, per quel che se ne sapeva, poteva essere benissimo che un dipendente IBM avesse versato un milkshake dentro ai server che ospitavano il portale. Poi, il 19 gennaio alle 13.37, l’Agr batte un’agenzia in cui fa capolino una nostra vecchia conoscenza: l’ineffabile ingegnere Ciro Esposito, colui che firmò i dinieghi alle richieste di accesso ai documenti di italia.it avanzate in primis da questo blog. L’agenzia, immancabilmente imprecisa (a sentire essa, infatti, la decisione di staccare la spina sarebbe stata presa da Nicolais il 18 sera, laddove il portale era già offline dalle 8 del mattino), contiene un virgolettato di Esposito in cui si conferma, seppur implicitamente, che di chiusura ufficiale si tratta. Ma attenzione, con un’importante quanto sibillina precisazione:

Ora siamo pronti per ricominciare in maniera diversa

Se sentite l’improvviso impulso a staccar la mano dal mouse per impegnarla in un certo gesto scaramantico, solidarizzo. Se vi chiedete come sia possibile che uno dei responsabili di una tale disfatta, a cadavere portalesco ancora fumante, si dica baldanzosamente pronto a ricominciare, probabilmente non siete italiani. Se invece siete italiani, forse cominciate a capire in che senso il peggio deve ancora venire.

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Italia.it: gli stupefatti pareri dell’Avvocatura Generale dello Stato

di Lorenzo Spallino – www.webimpossibile.net

Il 16 luglio 2007 la Commissione d’Indagine sul Portale Italia.it ha concluso i lavori. Il 22 settembre 2007 l’Avvocatura Generale dello Stato ha a sua volta espresso il proprio parere sui profili giuridici della vicenda.

SCARICA PDF: Parere Avvocatura Generale dello Stato Settembre 2007

Questo post si propone di rendere comprensibile anche ai non addetti ai lavori il pensiero dell’Avvocatura Generale e il quadro generale dei procedimenti avviati al fine di accertare le responsabilità nella vicenda e quantificare, se esistente, la misura del danno erariale, oltre che i possibili sviluppi.

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Italia.it: sul web il rapporto della Commissione di indagine sul portale!

Da qualche minuto, grazie al blog della giornalista Flavia Amabile di LaStampa.it e al blog The Million Portal Bay, è disponibile online il testo completo in pdf del rapporto della Commissione di indagine su italia.it istituita dal ministro Nicolais la primavera scorsa per rispondere alle polemiche infurianti sul web.

SCARICA IL RAPPORTO DELLA COMMISSIONE DI INDAGINE SU ITALIA.IT [.pdf]

Come leggerete, il rapporto contiene elementi di assoluto interesse e, per certi versi, clamorosi riguardo alla storia produttiva del portale, con tutti gli incredibili pasticci e omissioni annessi e connessi: tanto è vero che, sulla scorta di questo rapporto, il Ministro Rutelli ha chiesto la chiusura di Italia.it, e ha inoltrato il rapporto stesso alla Corte dei Conti affinché si accertino danni e responsabilità.

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“Stanca contro Rutelli”, il film di italia.it (ma erano meglio Franco e Ciccio)

di Luca Carlucci

Dopo Godzilla contro Gamera, dopo Gianni e Pinotto contro l’uomo invisibile, dopo Sansone contro il Corsaro Nero, il filone degli scontri lisergico-surreali da cinema di serie B s’arricchisce di un nuovo improbabile episodio. E non si può dire che sia tra i più riusciti, proprio no. Dialoghi ipertrofici e pochissima azione. Un mix letale tra il Bergman di Sussurri e grida e i Franco e Ciccio di I due magnifici fresconi. Siete avvertiti.

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Il muro degli impuniti. Documenti di italia.it, il Governo dice NO anche ai consumatori

Ricordate? Scandaloitaliano ha promosso un appello, firmato da 1500 cittadini, per chiedere l’accesso agli atti di realizzazione del portale nazionale del turismo italia.it. Un manufatto statale di qualità pessima costato milioni di euro appartenenenti alla comunità.

Il Governo ha risposto “No”, perché “il generico interesse al buon andamento della Pubblica Amministrazione non è giuridicamente tutelato”, e scandaloitaliano, raggruppamento generico di cittadini, non è un ente portatore di interessi specifici.

Allora Generazione Attiva, associazione per la difesa dei diritti dei consumatori fondata da Andrea D’Ambra, fatto suo l’appello di scandaloitaliano, ha inviato analoga richiesta di accesso agli atti di italia.it: questa volta non a nome di un gruppo non ben specificato di cittadini, ma a nome di un’associazione di consumatori, portatrice di interessi ben definiti.

E la risposta è arrivata:

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Italia.it: tre fischi e si chiude. Fine.

di Francesco Aprilemillionportalbay.wordpress.com

Siamo al triplice fischio finale: FINE.
Signori, si chiude. Cala il sipario.

Lo ha detto chiaro e tondo due giorni fa il Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro per i Beni e le Attività Culturali Francesco Rutelli in sede di audizione alla X Commissione Attività Produttive della Camera, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’attuazione della legge 29 marzo 2001, n. 135, concernente la riforma della legislazione nazionale sul turismo.

E’ la stessa indagine che il 19 settembre aveva portato in audizione Guido Venturini del TCI e Ciro Esposito, capodipartimento del DIT. L’audizione anche allora era stata trascritta, nella parte di interesse, su questo blog [The Million Portal Bay – ndr]. Rutelli aveva già parlato presso la X Commissione e sul medesimo tema all’incirca un anno fa.

La notizia dell’ “ufficiale de profundis” è stata pubblicata da Andrea G. Lovelock su Italia Oggi: il pezzo è leggibile qui, direttamente nella rassegna stampa della Corte dei Conti.

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A latere: scandaloitaliano e le boiate di LA STAMPA.it

Questo non è un post importante, ma è solo un veloce atto dovuto per rendere giustizia al lavoro della quarantina di persone che hanno contribuito a dotare di forma e contenuti scandaloitaliano.

“Benvenuti a Pesaro, la città di Fellini”. Un incredibile catalogo di strafalcioni è un articolo apparso oggi su LaStampa.it, firmato da tale Gianluca Nicoletti. Si tratta di una specie di intervista a Gianfranco Fisanotti, presidente di Unionturismo. Egli viene presentato così:

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Accesso vietato ai documenti di Italia.it: una sconfitta per la legge Stanca?

di Lorenzo Spallino – www.webimpossibile.net

L’appello di Scandaloitaliano affinché fossero resi pubblici i documenti di gara relativi alla realizzazione del portale Italia.it è stato respinto dalla Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. La motivazione addotta dalla Commissione pone una seria ipoteca sulla possibilità di una analisi obiettiva del livello di attuazione della legge sulla accessibilità informatica, nella misura in cui impedisce verificare il rispetto dell’articolo 4, che sanziona con la nullità i contratti che non prevedano il rispetto dei ventidue requisiti tecnici.

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Il sonno della Regione genera webmostri (ma non contenuti web)

[UPDATE 4 settembre 2007: in seguito a nuovi ritrovamenti documentali, il post è stato approfondito e riscritto in alcune sue parti]

Dove si illustrano brevemente origini e dinamiche dell’imperante caos istituzionale in materia di turismo, ovverosia dei conflitti fra Stato e Regioni sulla materia.

Dove si racconta la grottesca e quadriennale vicenda del fantomatico “Portale Interregionale Telematico di Promozione Turistica” (15 milioni di euro, nemmeno un bit online) e dei suoi perversi rapporti coll’orrido cugino .it (il portale nazionale del turismo italia.it, 58 milioni di euro).

Dove si narra di un probabile quanto repulsivo caso di cannibalismo web.

Dove, in appendice, ci si elettrizza con un reading poetico dadaista di stampo isituzional-turistico (costo della performance: circa 150 milioni di euro, regia: Claudio Scajola, ex-ministro delle Attività Produttive, col supporto delle Regioni italiane).

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Un po’ di luce sui conti di italia.it

Ove si risveglia questo blog per narrare di alcune precise domande rivolte via e-mail a Lelio Alfonso, responsabile della comunicazione istituzionale del Governo, a proposito della situazione contabile di italia.it, e si espongono le risposte da lui ricevute.
Ove si apprende, tra le altre cose, che tra le cifre stanziate ci sono altri due milioni di euro che non conoscevamo, per un totale finale di circa 58 milioni, e che di questi, ancora da impegnare, ne rimangono circa 22.
Ove il quadro finale dei conti confermato dal Governo è questo:

STANZIAMENTI GLOBALI PER ITALIA.IT
– 45 milioni (dal “Fondo di finanziamento per progetti strategici nel settore informatico”. allocazione: 20 per realizzazione+promozione; 21 alle regioni per contenuti; 4 per contenuti “redazione nazionale”)
– 2,1 milioni (contributo dalle regioni del 10% su 21 milioni a loro destinati)
– 9 milioni (da fondi Ministero Ambiente – vedi Legge 14 maggio 2005, n.80, art.12, commi 8-11)
– 2 milioni per promozione del portale (da D.P.C.M. 22.07.2005)
totale: 58,1 milioni di euro

SOMME IMPEGNATE AD OGGI
(cioè destinate irrevocabilmente a una specifica voce di spesa)

– 9.6 milioni (appalto a RTI IBM/ITS/Tiscover per realizzazione piattaforma tecnologica, IVA compresa)
– 1,237 milioni per spese appalto, studio di fattibilità e altre incombenze preliminari
– 21 milioni alle regioni per contenuti (attualmente in fase di assegnazione)
– 2,1 milioni dalle regioni per contenuti (idem)
– 2 milioni per promozione del portale
totale: 35.9 milioni di euro

FONDI DISPONIBILI NON ANCORA IMPEGNATI
totale: 22,2 milioni di euro (di cui 11, nella disponibilità del DIT, destinati al miglioramento di piattaforma e funzionalità dell’attuale portale, e 9 nella disponibilità del ministero dell’Ambiente).

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