Archive for the ‘panorama’ Category

Italia.it, e il peggio sta effettivamente arrivando

Come un grottesco zombi, nonostante sia stato decretato clinicamente morto, il vecchio progetto del portale nazionale del turismo continua a vivere di vita propria: e così le Regioni pretendono comunque i 21 milioni di euro previsti dal progetto fallito per fare i contenuti . E il quasi ex ministro Nicolais glieli dà. E i conti della spesa non tornano per nulla: non è che i milioni spesi sono 15 anziché 7?

Quando l’assessore al turismo della Regione Liguria (regione ribatezzata recentemente Liguria Airlines) Margherita Bozzano ha dichiarato, a cadavere di portale ancora fumante, “noi i 21 milioni di euro li vogliamo”, già s’era capito dove s’andava a parare. Ma la speranza era che si trattasse di una sconsiderata sparata individuale, cui nessun governante di buon senso avrebbe dato seguito.

Il vecchio progetto prevedeva 21 milioni da dare alle Regioni affinché li spendessero per fare i contenuti del portale medesimo. Le Regioni hanno inizialmente avversato il progetto, portandone avanti uno demenzialmente concorrente, poi ci hanno messo anni a mettersi d’accordo su come spartirsi i soldi. E in quasi tre anni, non hanno prodotto un bit di contenuti. Il vecchio progetto è stato giudicato talmente pessimo da essere decretato irrecuperabile, e messo off line (la sentenza più definitiva possibile per un prodotto web). Il progetto deve essere radicalmente ripensato, se non rifondato da zero: ma nessuno ha ancora idea di che cosa fare esattamente. E il governo non c’è più.

Ecco, dato questo quadro, che un ministro che non c’è più di un governo che non c’è più distribuisse comunque i 21 milioni di euro alle Regioni seguendo i dettami di un progetto che non c’è più, che senso avrebbe avuto se non quello dell’ennesimo atto amministrativamente masochistico e progettualmente suicida? O, in alternativa, del “l’unica cosa che conta sono i movimenti dei milioni (e le imminenti elezioni) ma del progetto in sé non fotte un cazzo a nessuno”?

E invece. Anzi: e infatti.

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Italia.it: ecco perché il peggio deve ancora venire

*Probe End: 2008-01-18 08:36:08 GMT
Message: Can’t connect to www.italia.it:80 (connect: timeout)
Return Code: 500
*Probe End: 2008-01-18 08:41:09 GMT
Message: Can’t connect to www.italia.it:80 (connect: timeout)
Return Code: 500
*Probe End: 2008-01-18 08:30:35 GMT
Message: Can’t connect to www.italia.it:80 (connect: timeout)
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Questi che leggete sono gli ultimi segnali di (non) vita di italia.it, registrati dal monitoraggio sulla raggiungibilità del sito di cui già parlammo a suo tempo (grazie Bruno!).

Allora: verso le 8:30 del mattino di venerdì 18 gennaio 2008, senza alcun preavviso percepibile, al sito nazionale del turismo è stata staccata improvvisamente la spina.

La prima ad accorgersene, nel pomeriggio del 18, è la giornalista Anna Masera de La Stampa, probabilmente allertata dal caporedattore di italia.it Luca Palamara (qui avrei voluto mettere un link, ma l’ex caporedattore del sito nazionale del turismo, al pari di molti altri attori di questa stralunata webvicenda, pare avere un’abilità particolare nel non fare indicizzare da google gli epifenomeni del proprio agire professionale e/o esistenziale) con cui era in corrispondenza dal giorno prima. La notizia, ripresa anche da Federico Cella su un frequentato blog di corriere.it, fa ovviamente il giro del web e della blogosfera, innescando un putiferio di reazioni. Ciononostante, dalle istituzioni nessuno si prende la briga di comunicare al popolo rumoreggiante alcunché.

Fino al 19, infatti, per quel che se ne sapeva, poteva essere benissimo che un dipendente IBM avesse versato un milkshake dentro ai server che ospitavano il portale. Poi, il 19 gennaio alle 13.37, l’Agr batte un’agenzia in cui fa capolino una nostra vecchia conoscenza: l’ineffabile ingegnere Ciro Esposito, colui che firmò i dinieghi alle richieste di accesso ai documenti di italia.it avanzate in primis da questo blog. L’agenzia, immancabilmente imprecisa (a sentire essa, infatti, la decisione di staccare la spina sarebbe stata presa da Nicolais il 18 sera, laddove il portale era già offline dalle 8 del mattino), contiene un virgolettato di Esposito in cui si conferma, seppur implicitamente, che di chiusura ufficiale si tratta. Ma attenzione, con un’importante quanto sibillina precisazione:

Ora siamo pronti per ricominciare in maniera diversa

Se sentite l’improvviso impulso a staccar la mano dal mouse per impegnarla in un certo gesto scaramantico, solidarizzo. Se vi chiedete come sia possibile che uno dei responsabili di una tale disfatta, a cadavere portalesco ancora fumante, si dica baldanzosamente pronto a ricominciare, probabilmente non siete italiani. Se invece siete italiani, forse cominciate a capire in che senso il peggio deve ancora venire.

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Il sonno della Regione genera webmostri (ma non contenuti web)

[UPDATE 4 settembre 2007: in seguito a nuovi ritrovamenti documentali, il post è stato approfondito e riscritto in alcune sue parti]

Dove si illustrano brevemente origini e dinamiche dell’imperante caos istituzionale in materia di turismo, ovverosia dei conflitti fra Stato e Regioni sulla materia.

Dove si racconta la grottesca e quadriennale vicenda del fantomatico “Portale Interregionale Telematico di Promozione Turistica” (15 milioni di euro, nemmeno un bit online) e dei suoi perversi rapporti coll’orrido cugino .it (il portale nazionale del turismo italia.it, 58 milioni di euro).

Dove si narra di un probabile quanto repulsivo caso di cannibalismo web.

Dove, in appendice, ci si elettrizza con un reading poetico dadaista di stampo isituzional-turistico (costo della performance: circa 150 milioni di euro, regia: Claudio Scajola, ex-ministro delle Attività Produttive, col supporto delle Regioni italiane).

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italia.it, i blog e il mestiere di informare: su un articolo di Franco Carlini

Per chi non lo conoscesse, Franco Carlini è uno stimato e autorevole giornalista e saggista che si occupa di “problemi delle tecnologie” per il Corriere della Sera, Il Manifesto, L’Espresso e altre testate.

Ieri, Carlini ha pubblicato sull’inserto Chips&Salsa del Manifesto, un articolo dal titolo significativo, “L’illusione della democrazia attraverso i blog”. Ne potete leggere un ampio estratto su Visionblog.

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Popolarità escrementale e altre amenità

Com’è arcinoto, e giusto per la cronaca: in questi giorni, chi cerca “merda” su google trova italia.it (decisamente più preoccupante rimane comunque il fenomeno inverso). Si chiama googlebombing, ed equivale ad una specie di pernacchia collettiva fatta di bit. A che serve? A poco, come tutte le pernacchie. Geniale, invece, il parassitaggio pubblicitario situazionista ad opera dei ragazzi del Progetto david (vedi l’ad a destra).
mot de cambronne.it
Nel frattempo, Punto Informatico segnala che il portale, in un empito di filantropia, ha deciso di dare una mano alle povere compagnie assicurative del Winsconsin.

IBM a Napoli per il software del turismo… e dei beni culturali

Il nostro attuale ministro delle riforme e delle innovazioni nella pubblica amministrazione Luigi Nicolais si sta dando molto da fare per attrarre investimenti tecnologici nell’area campana.
Al momento non ci sono veri e propri annunci ufficiali, ma pare che IBM sia fortemente intenzionata ad aprire un centro mondiale per lo sviluppo dei software del settore turistico e dei beni culturali a Napoli.

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Ma quanto guadagnano i dirigenti e consulenti di Sviluppo e Innovazione Italia?

[Se non avete chiaro cosa sono Sviluppo Italia e Innovazione Italia Spa e quale ruolo giocano nella vicenda del portale, prima di procedere oltre nella lettura del post è necessario che leggiate Sviluppo Italia e Innovazione Italia: quarantacinque milioni di perché, Il trionfo degli inetti. Intervista a Falavolti, AD di Innovazione Italia: abbiamo speso solo un milione e Storia di uno scandalo italiano #2: bandi, appalti, leggi e prenotazioni]

Come abbiamo visto in altri post, il gruppo Sviluppo Italia, di cui fa parte la controllata Innovazione Italia Spa, è un insieme di entità statali totalmente sovvenzionate dai nostri soldi, che però hanno la forma di moderne Spa, con presidenti, manager, amministratori delegati, consigli di amministrazione, consulenti e dirigenti vari.

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IBM scrive, la blogosfera risponde

Andrea Giammarchi per scandaloitaliano rivisita, e chiosa a suon di link tratti dalla blogosfera,  la lettera “difensiva” che IBM ha inviato a La Stampa rivendicando la qualità del lavoro svolto per realizzare il portale nazionale del turismo italia.it
Quello che segue è il testo integrale della lettera, alla quale sono stati aggiunti alcuni link a mo’ di commento e, in corsivo, alcune chiose al testo.

“Caro Direttore,

In riferimento all’articolo pubblicato ieri dal suo quotidiano con il titolo “Italia.it, la rivolta corre sul web”, IBM Italia, mandataria del Raggruppamento Temporaneo d’Impresa composto con ITS e Tiscover, desidera evidenziare i seguenti fatti.

Nel luglio 2005, la Società Innovazione Italia ha aggiudicato al Raggruppamento Temporaneo d’Impresa costituito da IBM, Tiscover e ITS, una gara pubblica europea. L’entità era pari a 7.8 milioni di Euro.

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21 milioni di euro alle regioni: le attribuzioni regione per regione

Conclusioni anticipate

.
3 anni fa veniva varato un piano governativo per la realizzazione di un grande sito web (ma pur sempre un sito web!), nello specifico un Portale Nazionale del Turismo denominato italia.it.
3 anni fa il sito web veniva finanziato con uno stanziamento di 45 milioni di euro (.pdf). 25 milioni erano destinati alla produzione di contenuti digitali.

In 3 anni la nutrita combriccola degli inetti mantenuti dalla comunità ha prodotto un numero esorbitante di leggi, decreti, regolamenti, incarichi, sottoincarichi, ministri, sottosegretari, conferenze, organismi, comitati,sottocomitati etc. etc. etc. Come un enorme formicaio impazzito fatto di formiche che, invece di lavorare, girano su se stesse.

In 3 anni, e con 25 milioni di euro a disposizione, la combriccola degli inetti non è riuscita a produrre una sola riga di contenuti.

Infatti, al 21 gennaio 2007, non un solo cent era ancora stato dato alle regioni.

Quelli attualmente sul sito sono scadenti pacchetti preesistenti comprati da fornitori, nonché il parto di co.co.pro molti dei quali ci risulta assunti tra dicembre e gennaio, e che hanno sgobbato come pazzi “fino alle 11.55 del 22, a 5 minuti dall’on line”.

Allocazione dei 21 milioni di euro regione per regione

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N.B.: questi soldi, al 25.01.07, erano in attesa dei decreti attuativi – ergo, non erano stati ancora formalmente attribuiti alle regioni.

Veneto (1.678.400,00)

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[IT] Italia – Finalmente i conti tornano

La situazione dell’Information Technology italiana e i significati dell’operazione italia.it nella lucida e accurata riflessione di Andrea Giammarchi.

La realtà italiana del settore IT
Sono diverse settimane che seguo gli interessanti interventi di Punto Informatico che riguardano il settore IT.

Addetti ai lavori di ogni tipo con esperienza da 0 a 100 e per ogni età lamentano problematiche analoghe, quali:

  • retribuzione non adeguata rispetto le competenze richieste
  • ricerca di professionisti senior di ogni tipo per offerte spesso sotto le 1.000 euro mensili
  • mancata consapevolezza sulle reali necessità aziendali, annunci improbabili per ricoprire ruoli che non hanno nulla a che fare col curriculum ideale
  • sfruttamento d’orario, contratti raramente a tempo indeterminato
  • carriere “ghiacciate” dalle dubbie prospettive future
  • mancata disponibilità di fondi, mancata voglia di investire
  • esubero di “gonfia curriliculum” e professionisti qualificati e veramente capaci messi spesso sullo stesso livello dei primi

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