Archive for the ‘classe dirigente’ Category

Italia.it ritorna uguale solo un po’ più magro: pesa 15-17 milioni in meno

[Per una migliore comprensione, se già non l’avete fatto, leggete prima Italia.it, e il peggio sta effettivamente arrivando]

SherpaTV, la web tv al servizio delle istituzioni fondata da Claudio Velardi (l’ex spin doctor di D’Alema), ha messo online oggi una lunga videointervista a Enrico Paolini sulla situazione di italia.it.

In essa, come potete sentire, il vicepresidente di ENIT dice e ribadisce a chiare lettere che ha parlato con Nicolais e i suoi collaboratori, che si son messi “informalmente” d’accordo, che Nicolais entro un mese erogherà 21 milioni di euro alle regioni per fare i contenuti del portale, e che tolti quelli i soldi “residui” per italia.it sono dai 7 ai 9 milioni di euro.

Prendendo in considerazione solo lo stanziamento dei 45 milioni di euro, ciò significa che, tolti i 21 per le regioni, tolti i 7-9 ancora disponibili, la cifra non più residua (spesa? scomparsa? persa? disintegrata dagli alieni?) ammonta a 15-17 milioni di euro.

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Italia.it, e il peggio sta effettivamente arrivando

Come un grottesco zombi, nonostante sia stato decretato clinicamente morto, il vecchio progetto del portale nazionale del turismo continua a vivere di vita propria: e così le Regioni pretendono comunque i 21 milioni di euro previsti dal progetto fallito per fare i contenuti . E il quasi ex ministro Nicolais glieli dà. E i conti della spesa non tornano per nulla: non è che i milioni spesi sono 15 anziché 7?

Quando l’assessore al turismo della Regione Liguria (regione ribatezzata recentemente Liguria Airlines) Margherita Bozzano ha dichiarato, a cadavere di portale ancora fumante, “noi i 21 milioni di euro li vogliamo”, già s’era capito dove s’andava a parare. Ma la speranza era che si trattasse di una sconsiderata sparata individuale, cui nessun governante di buon senso avrebbe dato seguito.

Il vecchio progetto prevedeva 21 milioni da dare alle Regioni affinché li spendessero per fare i contenuti del portale medesimo. Le Regioni hanno inizialmente avversato il progetto, portandone avanti uno demenzialmente concorrente, poi ci hanno messo anni a mettersi d’accordo su come spartirsi i soldi. E in quasi tre anni, non hanno prodotto un bit di contenuti. Il vecchio progetto è stato giudicato talmente pessimo da essere decretato irrecuperabile, e messo off line (la sentenza più definitiva possibile per un prodotto web). Il progetto deve essere radicalmente ripensato, se non rifondato da zero: ma nessuno ha ancora idea di che cosa fare esattamente. E il governo non c’è più.

Ecco, dato questo quadro, che un ministro che non c’è più di un governo che non c’è più distribuisse comunque i 21 milioni di euro alle Regioni seguendo i dettami di un progetto che non c’è più, che senso avrebbe avuto se non quello dell’ennesimo atto amministrativamente masochistico e progettualmente suicida? O, in alternativa, del “l’unica cosa che conta sono i movimenti dei milioni (e le imminenti elezioni) ma del progetto in sé non fotte un cazzo a nessuno”?

E invece. Anzi: e infatti.

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Il muro degli impuniti. Documenti di italia.it, il Governo dice NO anche ai consumatori

Ricordate? Scandaloitaliano ha promosso un appello, firmato da 1500 cittadini, per chiedere l’accesso agli atti di realizzazione del portale nazionale del turismo italia.it. Un manufatto statale di qualità pessima costato milioni di euro appartenenenti alla comunità.

Il Governo ha risposto “No”, perché “il generico interesse al buon andamento della Pubblica Amministrazione non è giuridicamente tutelato”, e scandaloitaliano, raggruppamento generico di cittadini, non è un ente portatore di interessi specifici.

Allora Generazione Attiva, associazione per la difesa dei diritti dei consumatori fondata da Andrea D’Ambra, fatto suo l’appello di scandaloitaliano, ha inviato analoga richiesta di accesso agli atti di italia.it: questa volta non a nome di un gruppo non ben specificato di cittadini, ma a nome di un’associazione di consumatori, portatrice di interessi ben definiti.

E la risposta è arrivata:

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Italia.it: tre fischi e si chiude. Fine.

di Francesco Aprilemillionportalbay.wordpress.com

Siamo al triplice fischio finale: FINE.
Signori, si chiude. Cala il sipario.

Lo ha detto chiaro e tondo due giorni fa il Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro per i Beni e le Attività Culturali Francesco Rutelli in sede di audizione alla X Commissione Attività Produttive della Camera, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’attuazione della legge 29 marzo 2001, n. 135, concernente la riforma della legislazione nazionale sul turismo.

E’ la stessa indagine che il 19 settembre aveva portato in audizione Guido Venturini del TCI e Ciro Esposito, capodipartimento del DIT. L’audizione anche allora era stata trascritta, nella parte di interesse, su questo blog [The Million Portal Bay – ndr]. Rutelli aveva già parlato presso la X Commissione e sul medesimo tema all’incirca un anno fa.

La notizia dell’ “ufficiale de profundis” è stata pubblicata da Andrea G. Lovelock su Italia Oggi: il pezzo è leggibile qui, direttamente nella rassegna stampa della Corte dei Conti.

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Il sonno della Regione genera webmostri (ma non contenuti web)

[UPDATE 4 settembre 2007: in seguito a nuovi ritrovamenti documentali, il post è stato approfondito e riscritto in alcune sue parti]

Dove si illustrano brevemente origini e dinamiche dell’imperante caos istituzionale in materia di turismo, ovverosia dei conflitti fra Stato e Regioni sulla materia.

Dove si racconta la grottesca e quadriennale vicenda del fantomatico “Portale Interregionale Telematico di Promozione Turistica” (15 milioni di euro, nemmeno un bit online) e dei suoi perversi rapporti coll’orrido cugino .it (il portale nazionale del turismo italia.it, 58 milioni di euro).

Dove si narra di un probabile quanto repulsivo caso di cannibalismo web.

Dove, in appendice, ci si elettrizza con un reading poetico dadaista di stampo isituzional-turistico (costo della performance: circa 150 milioni di euro, regia: Claudio Scajola, ex-ministro delle Attività Produttive, col supporto delle Regioni italiane).

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Un po’ di luce sui conti di italia.it

Ove si risveglia questo blog per narrare di alcune precise domande rivolte via e-mail a Lelio Alfonso, responsabile della comunicazione istituzionale del Governo, a proposito della situazione contabile di italia.it, e si espongono le risposte da lui ricevute.
Ove si apprende, tra le altre cose, che tra le cifre stanziate ci sono altri due milioni di euro che non conoscevamo, per un totale finale di circa 58 milioni, e che di questi, ancora da impegnare, ne rimangono circa 22.
Ove il quadro finale dei conti confermato dal Governo è questo:

STANZIAMENTI GLOBALI PER ITALIA.IT
– 45 milioni (dal “Fondo di finanziamento per progetti strategici nel settore informatico”. allocazione: 20 per realizzazione+promozione; 21 alle regioni per contenuti; 4 per contenuti “redazione nazionale”)
– 2,1 milioni (contributo dalle regioni del 10% su 21 milioni a loro destinati)
– 9 milioni (da fondi Ministero Ambiente – vedi Legge 14 maggio 2005, n.80, art.12, commi 8-11)
– 2 milioni per promozione del portale (da D.P.C.M. 22.07.2005)
totale: 58,1 milioni di euro

SOMME IMPEGNATE AD OGGI
(cioè destinate irrevocabilmente a una specifica voce di spesa)

– 9.6 milioni (appalto a RTI IBM/ITS/Tiscover per realizzazione piattaforma tecnologica, IVA compresa)
– 1,237 milioni per spese appalto, studio di fattibilità e altre incombenze preliminari
– 21 milioni alle regioni per contenuti (attualmente in fase di assegnazione)
– 2,1 milioni dalle regioni per contenuti (idem)
– 2 milioni per promozione del portale
totale: 35.9 milioni di euro

FONDI DISPONIBILI NON ANCORA IMPEGNATI
totale: 22,2 milioni di euro (di cui 11, nella disponibilità del DIT, destinati al miglioramento di piattaforma e funzionalità dell’attuale portale, e 9 nella disponibilità del ministero dell’Ambiente).

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E anche i cinesi ce li siamo giocati… (dai, forse non tutti quanti ! Però ci stanno lavorando…)

UPDATE (nuovo)Contrordine! L’ormai mitologico video rutelliano, in un primo tempo dato per rimosso da italia.it, in realtà c’è ancora. O meglio. Hanno pensato di rimuoverlo, ma il video è ancora lì, disponibile sui paciosi server di italia.it, e pronto per essere scaricato da masse di turisti vogliosi, e di logopedisti in cerca di rivincite professionali. Per i cultori della materia, questo link popperiano spiegherà tutto (grazie a Ivan Sergio per la segnalazione!).

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Ma quanto guadagnano i dirigenti e consulenti di Sviluppo e Innovazione Italia?

[Se non avete chiaro cosa sono Sviluppo Italia e Innovazione Italia Spa e quale ruolo giocano nella vicenda del portale, prima di procedere oltre nella lettura del post è necessario che leggiate Sviluppo Italia e Innovazione Italia: quarantacinque milioni di perché, Il trionfo degli inetti. Intervista a Falavolti, AD di Innovazione Italia: abbiamo speso solo un milione e Storia di uno scandalo italiano #2: bandi, appalti, leggi e prenotazioni]

Come abbiamo visto in altri post, il gruppo Sviluppo Italia, di cui fa parte la controllata Innovazione Italia Spa, è un insieme di entità statali totalmente sovvenzionate dai nostri soldi, che però hanno la forma di moderne Spa, con presidenti, manager, amministratori delegati, consigli di amministrazione, consulenti e dirigenti vari.

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Italia.it e legge Stanca, analisi dell’intervento in parlamento

Ospitiamo volentieri quest’analisi dettagliata dell’ avvocato Lorenzo Spallino, che ha già contribuito a Scandaloitaliano, sull’intervento del Ministro Vannino Chiti al parlamento, il quale rassicurava tutti sul fatto che, in nessun modo, il portale Italia.it possa derogare ai requisiti della legge Stanca in materia di accessibilità.
Parola all’ avv. Spallino:

Cerco di spiegare per i lettori di Scandaloitaliano alcune delle espressioni usate dal Ministro per i Rapporti col Parlamento, Vannino Chiti, persona degnissima, nel corso del question time del 7 marzo scorso, in risposta all’interrogazione parlamentare a firma degli onorevoli Campa e Palmieri a proposito della inaccessibilità del portale Italia.it.

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Storia di uno scandalo italiano #4. La guerra dei Comitati

Questa è la micidiale storia (intermini di prolissità legislativa e pesantezza burocratica) di un braccio di ferro fra il Governo centrale e le Regioni per il controllo decisionale sulle questioni del turismo. Un braccio di ferro che è una delle principali concause della penosa situazione del portale. Un braccio di ferro innescato dal chiaro disinteresse comune a far funzionare le cose. Proviamo a narrarla nel modo più sintetico e informale possibile, al prezzo di qualche imprecisione terminologica che spero ci perdonerete.

Lunedì 5 marzo 2007, lancio Ansa (ripreso poi da vari organi di informazione):

ROMA, 5 MAR – Nasce il Comitato nazionale per il portale Italia.it (…) Lo annuncia in una nota la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il comitato e’ composto dalle amministrazioni statali e regionali, e si occupera’ delle attivita’ di redazione, aggiornamento e arricchimento del portale.

Cos’è questo comitato, come funziona e a che serve?

Per capirci qualcosa, dobbiamo risalire il corso del tempo fino al 2005.

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Italia.it: parla ancora l’Ing. Falavolti… (un bel blablabla)

Pubblichiamo integralmente l’intervento di Roberto Falavolti ed un brevissimo stralcio della relativa premessa di Paolo Zocchi all’assemblea dell’Osservatorio sulle ICT della Margherita tenutasi a Roma il 05/03/2007.

Roberto Falavolti è l’attuale amministratore delegato di Innovazione Italia, una delle aziende pubbliche del gruppo Sviluppo Italia, già noto alle cronache.
Ha curato l’esecuzione della gara d’appalto per il portale Italia.it.

Paolo Zocchi è presidente dell’Osservatorio ICT della Margherita e consigliere del Ministro degli Affari Regionali e Autonomie locali. Tiene un suo blog personale qui, dove ultimamente ha pubblicato qualche suo intervento sul portale Italia.it . Fa parte dell’attuale comitato di gestione del portale Italia.it .

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Italia.it: se la patata è bollente… si passa subito agli esperti di marketing!

Per chi lo avesse già letto: grazie ai potentissimi mezzi di ascolto a nostra disposizione… un SECONDO piccolo upgrade a questo post :-)

Nel corso dell’ incontro dell’ Osservatorio delle ICT della Margherita del 5 marzo 2007 vi sono stati tre interventi da parte del pubblico, l’ultimo dei quali (purtroppo) fuori microfono.

Da quel poco che si comprende, tuttavia, emergono due notizie interessanti.

Nel suo intervento il dott. Guido Improta, direttore dell’Azienda di Promozione Turistica di Roma e da un paio di mesi vice-capo di gabinetto del Ministero dei Beni Culturali (ministro: Rutelli), evidenzia come lo sbandierato “pieno accordo” tra le Regioni e l’attuale compagine governativa in tema di strategie e priorità sul turismo (compreso il portale Italia.it) non sia, per qualche Regione/ragione, del tutto condiviso.
Poi, fuori microfono, si scopre che…

Se volete potete ascoltare (con qualche difficoltà) questo e gli altri interventi da qui, grazie al contributo di RadioRadicale.it (in RealAudio).
Si tratta di materiali rilasciati con licenza Creative Commons Attribution 2.5 Italy.

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La posizione della Margherita su italia.it, e qualche prima piccola obiezione

Dunque, il tavolo su italia.it di lunedì 5 marzo si è svolto, e l’Osservatorio sulle ICT della Margherita ci offre le sue conclusioni in questo comunicato.

Si noti che esiste anche un audio completo della riunione, per i più coraggiosi.

Anche Paolo Zocchi, presidente dell’Osservatorio, ha parlato della cosa in un post sul suo blog personale.

Vediamo cosa ci dicono di rilevante.

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Italia.it: Falavolti parla … ma non è la sua prima volta

L’intervista che l’ Ing. Falavolti di Innovazione Italia S.p.A ha rilasciato ad Anna Masera della Stampa.it il giorno 27/02/2007 non è la prima.
Vale la pena di rileggere questa, che risale al 5/12/2005 :

www.marketinginformatico.com

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Accessibilità di italia.it, il commento di un disabile

Non è facile trattare di uno “scandalo” ed è ancor più difficile faro in maniera obiettiva.

Lo scorso 24 Febbraio Andrea Mancini di Biso.it e membro del Blog Scandaloitaliano mi chiedeva una relazione/articolo sull’Accessibilità ed Usabilità di Italia.it nuovo portale sull’Italia e sul suo Turismo.

Scrissi subito ad Andrea dicendogli che accettavo, ma che mi sarei preso qualche giorno. Non mi serviva del tempo ad uso personale, volevo piuttosto cercare il coinvolgimento di altre figure Disabili con diversi problemi rispetto alla mia Tetra Paresi Spastica che comunque non mi crea alcun problema relativamente alla navigazione Web. Fatta questa premessa mi occuperò oggi di due differenti scandali.

Carlo Filippo Follis

Leggete e commentate. Piacere, Carlo Filippo Follis

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Il trionfo degli inetti. Intervista a Falavolti, AD di Innovazione Italia: abbiamo speso solo un milione

i|nèt|to
agg., s.m.
CO
1 agg., che non ha attitudine a un compito, a una determinata attività pratica o intellettuale: i. a un mestiere, alle armi, agli affari, i. a comandare
2 agg., incapace di svolgere adeguatamente il proprio mestiere, la propria professione: operaio, impiegato, medico i.

Su La Stampa.it fresca di online, Anna Masera intervista Roberto Falavolti, amministratore delegato di Innovazione Italia Spa (Gruppo Sviluppo Italia), l’azienda statale incaricata di gestire 20 milioni di euro (dei 45 stanziati complessivamente) per realizzare la piattaforma tecnologica di italia.it.

L’intervista verte solo sui soldi, e il responso ha dell’incredibile.

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Breve polemica di un contribuente

Mi permetto di rubare questo spazio per sollevare una piccola polemica, nella speranza che susciti qualche reazione.

Dal momento di apertura questo blog ha funzionato e sta continuando a funzionare. Le statistiche di accesso parlano piuttosto chiaro, ecco gli hits:

  • 22.2 – 287
  • 23.2 – 3,469
  • 24.2 – 3,475 (sabato)
  • 25.2 – 4,060 (domenica)
  • 26.2 – 13,936

Abbiamo avuto lanci su punto-informatico.it, la stampa, reuters, senza contare l’importantissimo scambio di link della comunicazione web “non ufficiale”. Decine di volontari che si son prestati a diffondere, contribuire, tradurre.
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[IT] Italia – Finalmente i conti tornano

La situazione dell’Information Technology italiana e i significati dell’operazione italia.it nella lucida e accurata riflessione di Andrea Giammarchi.

La realtà italiana del settore IT
Sono diverse settimane che seguo gli interessanti interventi di Punto Informatico che riguardano il settore IT.

Addetti ai lavori di ogni tipo con esperienza da 0 a 100 e per ogni età lamentano problematiche analoghe, quali:

  • retribuzione non adeguata rispetto le competenze richieste
  • ricerca di professionisti senior di ogni tipo per offerte spesso sotto le 1.000 euro mensili
  • mancata consapevolezza sulle reali necessità aziendali, annunci improbabili per ricoprire ruoli che non hanno nulla a che fare col curriculum ideale
  • sfruttamento d’orario, contratti raramente a tempo indeterminato
  • carriere “ghiacciate” dalle dubbie prospettive future
  • mancata disponibilità di fondi, mancata voglia di investire
  • esubero di “gonfia curriliculum” e professionisti qualificati e veramente capaci messi spesso sullo stesso livello dei primi

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Storia di uno scandalo italiano #2: bandi, appalti, leggi e prenotazioni

Se non l’avete fatto, leggetevi la puntata precedente.

Riprendiamo il filo del nostro discorso.

Il 16 marzo 2004 nasce l’iniziativa del portale turistico nazionale italia.it (che va anche sotto il nome burocratico “Scegli Italia”) grazie all’attivismo del Ministro per l’innovazione Lucio Stanca.

Per due anni, vige una certa incertezza sull’entità economica programmata dell’operazione: sul sito del ministero la scheda del progetto riporta fino al dicembre 2005 140 milioni di euro, il ministro stesso, in un comunicato stampa del marzo 2005 in risposta alle associazioni degli operatori turistici imbufaliti dall’operazione (perchè? questo è un particolare interessante, e lo vedremo dopo), parla di 25 milioni, infine, verso la fine del 2005, si arriva ai 45 milioni di cui parliamo oggi.

Questi i soldi di cui si ciancia. E i soldi veri?

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Milioni: sono più di 45. E potevano essere 90

NON SONO SOLO 45 MILIONI, CE NE SONO ALMENO ALTRI 9 SPENDIBILI + GLI EVENTUALI COFINANZIAMENTI DEI PROGETTI REGIONALI (+ 10% su 21).
MA POTEVANO ESSERE 90 MILIONI .

I fondi originariamente previsti come fabbisogno del progetto “Scegli Italia” non erano 45 milioni di euro, ma esattamente il doppio: 90. In più ci sono almeno altri 9 milioni di euro spendibili.
Con un po’ di attenzione e pazienza lo si scopre facilmente.

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Storia di uno scandalo italiano #1: gli albori

Premessa: molti documenti significativi in questa vicenda dovrebbero stare sul sito del DIT Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie, ma caso vuole che il sito sia “temporaneamente non disponibile per operazioni di manutenzione”, a quanto pare dal maggio 2006 (wow, si sgobba al ministero eh!). Ci soccorre, per fortuna, la cache di Google e la provvidenziale wayback machine di archive.org

Tutto ha inizio il 16 Marzo 2004.

In quella data si riunisce il Comitato dei Ministri per la Società dell’Informazione, e delibera l’atto di nascita del portale http://www.italia.it

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Sviluppo Italia e Innovazione Italia: quarantacinque milioni di perché

Abbiamo ricevuto via e-mail questa testimonianza di un insider che chiede di restare anonimo.

La pubblichiamo perché ci pare significativa e attendibile. E, quel che è ancora più triste, decisamente verosimile.

Ho avuto la (s)fortuna di seguire abbastanza da vicino le ultime fasi dello svilluppo di italia.it.

Giustamente tutti i creativi e webdesigner della blogosfera sono insorti al momento della pubblicazione del portale. Sono state fatte decine di critiche sull’accessibilità e le innumerevoli falle del sito e anche questo blog mi sembra orientato in questa direzione.

Ma credo che un approccio così tecnico sia limitato.
Il punto è che non bisogna partire dal presupposto che i 45 milioni di euro siano stati investiti nello sviluppo web e che ci stiano lavorando da anni.

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