Archive for the ‘documenti’ Category

Italia.it (e Scandaloitaliano) sul Wall Street Journal

La grottesca vicenda del portale nazionale del turismo italiano approda nientepopodimeno che sulle colonne di uno dei più prestigiosi quotidiani al mondo, il Wall Street Journal. Di seguito riportiamo link e testo integrale dell’articolo a firma di Davide Berretta (bio non aggiornata), che tra le sue fonti menziona anche Scandaloitaliano. Il nostro contributo al lavoro del giornalista, attraverso vari colloqui telefonici e un carteggio email, è stato: ricostruzione “storica” delle vicende del portale, fornitura della documentazione ufficiale (da cui questo), e la “messa in contatto” del giornalista con alcuni degli intervistati.

Italy’s Tourism Hits Defining Moment

New Launch Is Planned For Troubled Web Site As Visitor Rank Falls
By DAVIDE BERRETTA
August 26, 2008

Branding Italy may be harder than you think.

This fall, the Italian government will revive plans to create a Web portal aimed at attracting tourists to the nation. Though plenty of visitors flock to Italy’s cities, beaches and countryside all year round, over the past three decades the country has lost its primacy as a tourist destination to France, Spain, the U.S. and — more recently — China.

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Materiali: atti ufficiali di finanziamento del progetto “Scegli Italia”/Italia.it

Post di servizio che raccoglie in un unico luogo i link alle leggi e ai decreti di finanziamento del progetto italia.it – post pensato per comodità nostra e di quanti ci contattano in cerca di informazioni.

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Italia.it: Altroconsumo, Campania e il nuovo che percola

Nei giorni scorsi s’è infranta sui bagnasciuga del web un’ennesima piccola onda di attenzione per italia.it, provocata da questa intervista di Altroconsumo al vicepresidente di Enit Enrico Paolini, in cui si ribadisce che italia.it va avanti, i 21 milioni di euro vanno alle regioni, e ne rimangono circa tra i 7 e i 9 da spendere che verranno gestiti da ENIT e non più dal DIT (Dipartimento per l’Innovazione etc, facente capo al Ministro Luigi Nicolais).

Ora, ci fa senza dubbio immenso piacere che una delle decine di associazioni di consumatori che abbiamo vanamente allertato nel corso dell’ultimo anno, ora che la chiusura del portale ha fatto accendere i fari dei media mainstream, abbia infine deciso di interessarsene in modo approfondito e battagliero, permettendo a chi sta attualmente gestendo il progetto di dire le sue ragioni nel corso di un’intervista bonariamente accigliata (eh, cattivoni, mica farete qualche altra marachella?) e per il resto genericissima.

A parte questo, noi qui a leggere quell’intervista, non solo non ci siam per niente eccitati, ma anzi siamo stati colti da sonnolenza, visto che il 21 gennaio scorso, mentre tutti liquidavano italia.it come dipartito, da queste parti si scriveva che non era dipartito un bel nulla, e che il progetto non solo andava avanti ma che forse il peggio era ancora di là da venire. E dei 21 alle regioni, dei 9 che rimangono e di Enit gestore s’era già detto il 31 gennaio e ribadito il 1 febbraio.

Ovviamente, grazie alle chirurgiche domande di Altroconsumo, rimangono inevase tutte le questioni principali, ovvero:

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Italia.it: gli stupefatti pareri dell’Avvocatura Generale dello Stato

di Lorenzo Spallino – www.webimpossibile.net

Il 16 luglio 2007 la Commissione d’Indagine sul Portale Italia.it ha concluso i lavori. Il 22 settembre 2007 l’Avvocatura Generale dello Stato ha a sua volta espresso il proprio parere sui profili giuridici della vicenda.

SCARICA PDF: Parere Avvocatura Generale dello Stato Settembre 2007

Questo post si propone di rendere comprensibile anche ai non addetti ai lavori il pensiero dell’Avvocatura Generale e il quadro generale dei procedimenti avviati al fine di accertare le responsabilità nella vicenda e quantificare, se esistente, la misura del danno erariale, oltre che i possibili sviluppi.

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Italia.it: sul web il rapporto della Commissione di indagine sul portale!

Da qualche minuto, grazie al blog della giornalista Flavia Amabile di LaStampa.it e al blog The Million Portal Bay, è disponibile online il testo completo in pdf del rapporto della Commissione di indagine su italia.it istituita dal ministro Nicolais la primavera scorsa per rispondere alle polemiche infurianti sul web.

SCARICA IL RAPPORTO DELLA COMMISSIONE DI INDAGINE SU ITALIA.IT [.pdf]

Come leggerete, il rapporto contiene elementi di assoluto interesse e, per certi versi, clamorosi riguardo alla storia produttiva del portale, con tutti gli incredibili pasticci e omissioni annessi e connessi: tanto è vero che, sulla scorta di questo rapporto, il Ministro Rutelli ha chiesto la chiusura di Italia.it, e ha inoltrato il rapporto stesso alla Corte dei Conti affinché si accertino danni e responsabilità.

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Il sonno della Regione genera webmostri (ma non contenuti web)

[UPDATE 4 settembre 2007: in seguito a nuovi ritrovamenti documentali, il post è stato approfondito e riscritto in alcune sue parti]

Dove si illustrano brevemente origini e dinamiche dell’imperante caos istituzionale in materia di turismo, ovverosia dei conflitti fra Stato e Regioni sulla materia.

Dove si racconta la grottesca e quadriennale vicenda del fantomatico “Portale Interregionale Telematico di Promozione Turistica” (15 milioni di euro, nemmeno un bit online) e dei suoi perversi rapporti coll’orrido cugino .it (il portale nazionale del turismo italia.it, 58 milioni di euro).

Dove si narra di un probabile quanto repulsivo caso di cannibalismo web.

Dove, in appendice, ci si elettrizza con un reading poetico dadaista di stampo isituzional-turistico (costo della performance: circa 150 milioni di euro, regia: Claudio Scajola, ex-ministro delle Attività Produttive, col supporto delle Regioni italiane).

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italia.it? Non sono affari vostri (o: e la commissione disse no…)

UPDATE 23/07/2007 – IL RICORSO CONTRO IL “NO” DEL DIT
Dunque, 1500 cittadini chiedono, in sede politica, l’accesso agli atti di italia.it. La politica recepisce la richiesta in chiave strettamente amministrativa e, invocando la legislazione vigente, risponde picche.
Allora, sulla base della legislazione vigente, Francesco Aprile, uno dei curatori dell’iniziativa “lettera a Prodi – Italia.it tutto chiaro!”, a nome e per conto di scandaloitaliano ricorre contro la decisione del DIT appellandosi alla Commissione per l’accesso agli atti della Pubblica Amministrazione – la stessa Commissione che il DIT dice di avere consultato, senza fornirci però alcuna evidenza documentale della pronunciazione della commissione.
Dal blog The Million Portal Bay, ecco il pugnace testo del ricorso, ed un invito a riusarlo e personalizzarlo per sommergere la suddetta commissione di ricorsi: basta una mail a commissione.accesso@governo.it

E dunque, dopo la lettera al Governo promossa da questo blog, firmata da 1500 persone, per chiedere di vedere la documentazione relativa al portale italia.it, e dopo una prima risposta governativa che, sotto il mortifero eloquio burocratese, trasudava una sensuale voglia di “no”, solo mitigata da un certo timore ad esporsi in prima persona, con conseguente uso a mo’ di paravento dell’ennesima commissione-qualcosa (sarebbe da farci un censimento delle commissioni-qualcosa che infestano la macchina pubblica: secondo noi sono migliaia, e la lista un capolavoro di comicità burocratica) – insomma, dopo tutto ciò, ecco che la commissione si esprime, e arriva la risposta definitiva.

[Risposta definitiva della Presidenza del Consiglio: SCARICA .PDF]

Ovverosia:

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Lettera a Prodi, la Presidenza del Consiglio risponde: il controllo del buon andamento della Pubblica Amministrazione non riguarda i cittadini

Dopo la lettera a Prodi, Rutelli e Nicolais firmata da 1500 cittadini, buona parte dei quali professionisti di web e multimedia, lettera in cui si richiedeva come atto di trasparenza e di buona volontà la messa a disposizione della documentazione relativa alla realizzazione del portale italia.it, ecco, al fine, un cenno di vita dalla Presidenza del Consiglio.

Oggi 22 maggio 2007, dall’indirizzo email postacertificata.dit@palazzochigi.it abbiamo ricevuto come allegato PDF la seguente risposta:

RISPOSTA alla LETTERA A PRODI – SCARICA PDF

Essa si compone di due documenti.

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L’uomo che provò a scongiurare il cetriolo

Franco De Vecchis, di cui abbiamo già parlato in “Il Marcio Italia“, è il progettista grafico che nel 1987 vinse il concorso pubblico per il marchio dell’ente nazionale per il turismo (ENIT): in sostanza un logo turistico nazionale mai davvero spinto e promosso da quel polveroso carrozzone che era (è?) l’ENIT, e ora definitivamente soppiantato dal famigerato cetriolo elaborato da Landor.
De Vecchis ha scritto una bella mail a scandaloitaliano, a cui ha allegato un paio di documenti alquanto interessanti, risalenti all’autunno scorso: essi dimostrano infatti che per gli addetti ai lavori e per i lungimiranti il cetriolo era già in certa misura insito nei modi e nello spirito con cui è stato attivato il bando di concorso per il nuovo logo dell’italia. (A proposito: sul sito Enit il cetriolo latita mente il logo di De Vecchis permane. Forse non siamo i soli a non apprezzare il nuovo marchio italiano elaborato dalla multinazionale Landor?)

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UNIONTURISMO: “Stupore e indignazione per italia.it, il Governo intervenga”

UNIONTURISMO associa gli organismi pubblici italiani del turismo: Aziende di Promozione Turistica (APT), Aziende di Soggiorno (AST), Enti Provinciali del Turismo (EPT) e Aziende Provinciali Siciliane (AAPIT). Hanno facoltà di associarsi anche enti locali e organismi privati quali enti e consorzi che si occupino di turismo e Pro loco.
Questa sera la presidenza dell’Associazione ha diffuso il seguente comunicato, nel quale si chiede un urgente intervento del Governo affinché i “gravissimi errori” del portale siano corretti, e si mobilitano tutte le APT e le aziende di soggiorno d’Italia perché contribuiscano alla formazione di un dossier sullo stato del portale. Nel comunicato si cita esplicitamente il lavoro di analisi e informazione svolto da scandaloitaliano – che, nei giorni scorsi, aveva provveduto a inoltrare un comunicato informativo a tutte le associazioni di categoria ed enti del turismo italiano.

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Ecco lo ‘studio di fattibilità’ di italia.it: un bel preventivo da 170 milioni di euro

UPDATE! Per la serie “contenuti speciali”, in coda al post è stata aggiunta la sezione “Nonno Stanca racconta la favola del sito da 169 milioni di euro”

Per seguire con cognizione di causa questo post, datevi prima una veloce rilettura a Storia di uno scandalo italiano #1: gli albori, e a Milioni: sono più di 45. E potevano essere 90. Poi tornate.

Ravana che ti ravana, abbiamo finalmente reperito il fantomatico “Studio di fattibilità” del programma “Scegli Italia”, il documento interministeriale che ha gettato la base teorica/tecnica/concettuale/economica per la realizzazione di italia.it.

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Il Marcio Italia

In questo post vorremmo riassumere ed evidenziare alcuni aspetti fin’ora trascurati, quanto meno in questo blog, nella vicenda che ha portato alla scelta dell’attuale Marchio Italia – quello a forma di osso scapolare verde, o di cetriolo bitorzoluto, che dir si voglia.

Lo vorremmo fare per capire com’è possibile che, avendo a disposizione un signor budget (centomila euro) e una nazione di 60 milioni di abitanti nota per la sua creatività (moda, design e quant’altro), e che per di più a queste cose ci tiene, si sia scelta una creazione grafica di una bruttezza e di una goffaggine disarmanti.

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Storia di uno scandalo italiano #4. La guerra dei Comitati

Questa è la micidiale storia (intermini di prolissità legislativa e pesantezza burocratica) di un braccio di ferro fra il Governo centrale e le Regioni per il controllo decisionale sulle questioni del turismo. Un braccio di ferro che è una delle principali concause della penosa situazione del portale. Un braccio di ferro innescato dal chiaro disinteresse comune a far funzionare le cose. Proviamo a narrarla nel modo più sintetico e informale possibile, al prezzo di qualche imprecisione terminologica che spero ci perdonerete.

Lunedì 5 marzo 2007, lancio Ansa (ripreso poi da vari organi di informazione):

ROMA, 5 MAR – Nasce il Comitato nazionale per il portale Italia.it (…) Lo annuncia in una nota la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il comitato e’ composto dalle amministrazioni statali e regionali, e si occupera’ delle attivita’ di redazione, aggiornamento e arricchimento del portale.

Cos’è questo comitato, come funziona e a che serve?

Per capirci qualcosa, dobbiamo risalire il corso del tempo fino al 2005.

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Italia.it: parla ancora l’Ing. Falavolti… (un bel blablabla)

Pubblichiamo integralmente l’intervento di Roberto Falavolti ed un brevissimo stralcio della relativa premessa di Paolo Zocchi all’assemblea dell’Osservatorio sulle ICT della Margherita tenutasi a Roma il 05/03/2007.

Roberto Falavolti è l’attuale amministratore delegato di Innovazione Italia, una delle aziende pubbliche del gruppo Sviluppo Italia, già noto alle cronache.
Ha curato l’esecuzione della gara d’appalto per il portale Italia.it.

Paolo Zocchi è presidente dell’Osservatorio ICT della Margherita e consigliere del Ministro degli Affari Regionali e Autonomie locali. Tiene un suo blog personale qui, dove ultimamente ha pubblicato qualche suo intervento sul portale Italia.it . Fa parte dell’attuale comitato di gestione del portale Italia.it .

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Italia.it: se la patata è bollente… si passa subito agli esperti di marketing!

Per chi lo avesse già letto: grazie ai potentissimi mezzi di ascolto a nostra disposizione… un SECONDO piccolo upgrade a questo post :-)

Nel corso dell’ incontro dell’ Osservatorio delle ICT della Margherita del 5 marzo 2007 vi sono stati tre interventi da parte del pubblico, l’ultimo dei quali (purtroppo) fuori microfono.

Da quel poco che si comprende, tuttavia, emergono due notizie interessanti.

Nel suo intervento il dott. Guido Improta, direttore dell’Azienda di Promozione Turistica di Roma e da un paio di mesi vice-capo di gabinetto del Ministero dei Beni Culturali (ministro: Rutelli), evidenzia come lo sbandierato “pieno accordo” tra le Regioni e l’attuale compagine governativa in tema di strategie e priorità sul turismo (compreso il portale Italia.it) non sia, per qualche Regione/ragione, del tutto condiviso.
Poi, fuori microfono, si scopre che…

Se volete potete ascoltare (con qualche difficoltà) questo e gli altri interventi da qui, grazie al contributo di RadioRadicale.it (in RealAudio).
Si tratta di materiali rilasciati con licenza Creative Commons Attribution 2.5 Italy.

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Italia.it: quattro (tre) mesi di autentica passione!

Pubblichiamo integralmente l’intervento di Valerio Imperatori e la relativa premessa di Guido Improta all’assemblea dell’Osservatorio sulle ICT della Margherita tenutasi a Roma il 05/03/2007.

Dal 4 dicembre 2006 Valerio Imperatori lavora come direttore editoriale del portale Italia.it .
Guido Improta è direttore dell’Azienda di Promozione Turistica di Roma ed ha coordinato la realizzazione del portale turistico della città di Roma oltre ad aver collaborato, negli ultimi mesi, alla redazione del portale Italia.it.

Trovate una in-completa sintesi dei risultati secondo l’Osservatorio ICT qui.
Potete ascoltare questi e gli altri interventi da qui, grazie al contributo di RadioRadicale.it (in RealAudio).
Si tratta di materiali rilasciati con licenza Creative Commons Attribution 2.5 Italy.

La nostra trascrizione è quanto più possibile fedele all’originale e volutamente priva di commenti (non servono).
Naturalmente potete lasciare i vostri e siete invitati a farlo.

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Promemoria: e non dimentichiamoci di questi altri 9 milioni di euro

italia.it: 45 milioni a disposizione, una parte dei quali, ancora non esattamente quantificata, è stata finora impegnata per l’attuale portale. Ok.

Ma di questi altri 9 milioni di euro in più per italia.it nessuno ci dice nulla?

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Italia.it: e basta strepitare!

Mentre l’Osservatorio delle ICT della Margherita si prepara lunedì ad un confronto con IBM e Innovazione Italia per fare il punto sul portale italia.it, riceve e volentieri pubblica una riflessione di Angelo Boscarino, del Direttivo dell’Associazione “Innovazione & Tecnologie Osservatorio Regionale ICT Lombardia” DL – La Margerita, sul portale del turismo Italia.it.

Nell’attuale dibattito su Italia.it è una riflessione, diciamolo, fondamentale e pregna di significato; quindi vi invito a leggerla qui:

L’opinione

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Italia.it: un PICOlo add-in al portalone… e un modico supplemento da 35 milioni di euro

Oggi parliamo di PICO, della strategia di Lisbona e di come tutto questo porti, attraverso un curioso ed inaspettato percorso, a scoprire cose nuove e misteriose sul nostro progettone e/o portalone Italia.it.

La premessa è breve breve (più breve non si può).

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Storia di uno scandalo italiano #3. Le aziende: IBM/ITS/Tiscover

AVVERTENZA: questo è un post aperto e in progress. Qualsiasi aggiunta e integrazione da parte dei suoi lettori, e qualsiasi rettifica da parte delle aziende menzionate, è benvenuta e verrà integrata nel post.

Puntate precedenti: Storia di uno scandalo italiano #1: gli albori, Storia di uno scandalo italiano #2: bandi, appalti, leggi e prenotazioni

Nell’ultima puntata ci eravamo lasciati al luglio 2005, data nella quale Innovazione Italia Spa, l’azienda controllata dallo stato e incaricata di gestire i 20 milioni di euro messi a budget per lo sviluppo della piattaforma tecnologica di italia.it, conclude il bando di gara per l’appalto dei lavori da lei stessa promosso qualche mese prima.

Ricordiamo che il bando prevedeva, tra le altre cose: la realizzazione di una piattaforma di booking online in ASP (in sostanza un sistema centralizzato nazionale di prenotazioni turistiche online); la messa online della piattaforma globale a 3 mesi dall’assegnazione del bando (quindi, ottobre 2005).

Ricordiamo anche, a titolo di cronaca, chi erano e sono i vertici di Innovazione Italia Spa: Roberto Falavolti, Amministratore delegato, e Andrea Mancinelli, Presidente, nonché braccio destro del Ministro dell’Innovazione Lucio Stanca: egli rivestiva infatti anche la carica di capogabinetto del ministro (come si può verificare in questo organigramma del Ministero dell’epoca).

L’appalto, del valore di 7.8 milioni di euro IVA esclusa (9,6 milioni di euro comprensivi di IVA, a quanto dice Falavolti nella recente intervista a LaStampa.it) viene vinto da un’associazione temporanea imprese tra IBM Spa (capogruppo) con I.T.S. Spa e Tiscover AG (mandanti).

E’ giunto il momento di sistematizzare un po’ quel che sappiamo di queste tre aziende.

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Italia.it: Falavolti parla … ma non è la sua prima volta

L’intervista che l’ Ing. Falavolti di Innovazione Italia S.p.A ha rilasciato ad Anna Masera della Stampa.it il giorno 27/02/2007 non è la prima.
Vale la pena di rileggere questa, che risale al 5/12/2005 :

www.marketinginformatico.com

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21 milioni di euro alle regioni: le attribuzioni regione per regione

Conclusioni anticipate

.
3 anni fa veniva varato un piano governativo per la realizzazione di un grande sito web (ma pur sempre un sito web!), nello specifico un Portale Nazionale del Turismo denominato italia.it.
3 anni fa il sito web veniva finanziato con uno stanziamento di 45 milioni di euro (.pdf). 25 milioni erano destinati alla produzione di contenuti digitali.

In 3 anni la nutrita combriccola degli inetti mantenuti dalla comunità ha prodotto un numero esorbitante di leggi, decreti, regolamenti, incarichi, sottoincarichi, ministri, sottosegretari, conferenze, organismi, comitati,sottocomitati etc. etc. etc. Come un enorme formicaio impazzito fatto di formiche che, invece di lavorare, girano su se stesse.

In 3 anni, e con 25 milioni di euro a disposizione, la combriccola degli inetti non è riuscita a produrre una sola riga di contenuti.

Infatti, al 21 gennaio 2007, non un solo cent era ancora stato dato alle regioni.

Quelli attualmente sul sito sono scadenti pacchetti preesistenti comprati da fornitori, nonché il parto di co.co.pro molti dei quali ci risulta assunti tra dicembre e gennaio, e che hanno sgobbato come pazzi “fino alle 11.55 del 22, a 5 minuti dall’on line”.

Allocazione dei 21 milioni di euro regione per regione

.
N.B.: questi soldi, al 25.01.07, erano in attesa dei decreti attuativi – ergo, non erano stati ancora formalmente attribuiti alle regioni.

Veneto (1.678.400,00)

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21 milionidieuro alle (+10% dalle) Regioni per italia.it: da dove, perché, come, quando

Poiché quasi una metà dello stanziamento complessivo per italia.it è stato destinato alle Regioni affinché producessero i contenuti del portale, forse val la pena provare a fare il punto sulla questione.

Non sono argomenti particolarmente eccitanti, mi rendo conto, ma sapere dove, come, cosa, quanto e perchè è importante. E se mi seguite lo saprete.

Quindi … partiamo e rifacciamo brevemente (si fa per dire :-) ) il percorso insieme.

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Storia di uno scandalo italiano #2: bandi, appalti, leggi e prenotazioni

Se non l’avete fatto, leggetevi la puntata precedente.

Riprendiamo il filo del nostro discorso.

Il 16 marzo 2004 nasce l’iniziativa del portale turistico nazionale italia.it (che va anche sotto il nome burocratico “Scegli Italia”) grazie all’attivismo del Ministro per l’innovazione Lucio Stanca.

Per due anni, vige una certa incertezza sull’entità economica programmata dell’operazione: sul sito del ministero la scheda del progetto riporta fino al dicembre 2005 140 milioni di euro, il ministro stesso, in un comunicato stampa del marzo 2005 in risposta alle associazioni degli operatori turistici imbufaliti dall’operazione (perchè? questo è un particolare interessante, e lo vedremo dopo), parla di 25 milioni, infine, verso la fine del 2005, si arriva ai 45 milioni di cui parliamo oggi.

Questi i soldi di cui si ciancia. E i soldi veri?

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Documentazione: ITALIA.IT watch

ITALIA.IT watch è una scarna pagina di geocities che contiene una sorta di piccolo osservatorio on-line sulla genesi di italia.it, con tutte le risorse ordinate in ordine cronologico, a cura di un anonimo benemerito.

La pagina, trovata stanotte alle tre, stamattina non era  più raggiungibile :-/

Però ho recuperato le risorse e i link significativi (le magie di svenire sul letto lasciando il pc acceso con 47 finestre di firefox aperte :) ), e li trovate qui sotto. Non ho verificato ancora se tutti i link funzionano, ma questo è.

(NB: la pagina è poi tornata disponibile online).

LINK E RISORSE da ‘ITALIA.IT watch’ RECUPERATI A MANAZZA:

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Milioni: sono più di 45. E potevano essere 90

NON SONO SOLO 45 MILIONI, CE NE SONO ALMENO ALTRI 9 SPENDIBILI + GLI EVENTUALI COFINANZIAMENTI DEI PROGETTI REGIONALI (+ 10% su 21).
MA POTEVANO ESSERE 90 MILIONI .

I fondi originariamente previsti come fabbisogno del progetto “Scegli Italia” non erano 45 milioni di euro, ma esattamente il doppio: 90. In più ci sono almeno altri 9 milioni di euro spendibili.
Con un po’ di attenzione e pazienza lo si scopre facilmente.

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Documenti di Innovazione Italia Spa: bando di gara, avviso di aggiudicazione, comunicato stampa

Di seguito la documentazione sulla nascita di italia.it disponibile sul sito http://www.sviluppoitalia.it

28 febbraio 2005 – Bando di gara per la realizzazione dell’infrastruttura ICT del portale nazionale per il turismo Italia.it (scarica pdf.)

18 novembre 2005 – Avviso di Aggiudicazione, in data 16 settembre 2005, della gara portale nazione del turismo: vince il consorzio di imprese IBM Spa / ITS Spa/ Tiscover AG (scarica .pdf)

L’avviso precedente ci dice che la gara per l’appalto del portale è stata aggiudicata il 16 settembre 2005. Curiosamente, il comunicato stampa di Sviluppo Italia in cui si annuncia l’assegnazione della gara è datato 4 luglio 2005, ovverosia 2 mesi e mezzo prima dell’aggiudicamento formale dell’appalto. Mah, magie dei tempi burocratici:

4 luglio 2005 – Comunicato stampa: Sviluppo Italia annuncia urbi et orbi la vincita della gara da parte del consorzio d’imprese IBM/Ibs/Tiscover (scarica .pdf)

Documenti ministeriali

Scavando nella wayback machine di archive.org, abbiamo rinvenuto alcuni documenti ministeriali relativi alla genesi di italia.it che riteniamo utile condividere. Letture capaci di abbattere un elefante, chiaro: ma magari qualcuno ha la competenza e la pazienza di metterci il naso a modino.

2005 – Scheda del progetto “Scegli Italia” (aka http://www.italia.it) a cura dell’Ufficio Stampa del Ministero per l’Innovazione (scarica .pdf)

7 Marzo 2006 – Decreto Ministeriale che alloca le risorse per l’acquisizione dei contenuti digitali di italia.it (25 milioni di € così suddivisi: 20 alle regioni, e 5 a “fornitori di contenuti digitali”) (scarica .pdf)

30 Marzo 2006 – Accordo di programma tra il Ministro per l’Innovazione Lucio Stanca e la Conferenza delle Regioni e Province autonome per definire le modalità di caricamento dei contenuti di interesse turistico sul portale http://www.italia.it (scarica.pdf)

31 Marzo 2006 – Testo di presentazione del portale http://www.italia.it, tenutasi a Roma (scarica .pdf)

31 Marzo 2006 – Brochure composta da 16 slides illustrate per la presentazione del portale http://www.italia.it, tenutasi a Roma (scarica .pdf)
Quest’ultimo documento è di notevole interesse: presenta previsualizzazioni del portale, con elencate tutte le funzionalità, nonché grafici di benchmarking esilaranti come quello sull’accessibilità, secondo il quale il portale (che a sentire la brochure era già esistente nel marzo 2006!) si colloca al vertice mondiale dell’accessibilità nella categoria dei siti turistici (p. 14)